FORME TRANSIZIONALI DAL MARE ALLA TERRAFERMA? [PRIMA PARTE]

Una delle prove che viene addotta nei libri di testo, scolastici e non, per provare la veridicità della teoria evoluzionistica è la supposta esistenza delle forme transizionali. Una forma transizionale è “una specie o un qualsiasi altro raggruppamento a qualunque livello della gerarchia sistematica che abbia caratteristiche tali da potersi inserire ad un livello evolutivo intermedio tra due altri taxa”[1]. Secondo gli evoluzionisti, i cambiamenti genetici all’interno di una specie o di un genere non mutano solo a seconda delle condizioni ambientali (si tratta solo in questo caso di adattamento), ma a lungo andare – milioni e milioni di anni – i cambiamenti sono così tali da fare evolvere una specie in una nuova specie appartenente ad un genere assolutamente differente. Leggiamo infatti che i pesci si sono evoluti in rettili, i rettili sauropsodi in uccelli, i rettili sinapsidi in mammiferi, i mustelidi in focidi, altri mammiferi in balene, un primate non meglio identificato in uomo.

Ad esempio, secondo questi scienziati, i pesci ripidisti si sarebbero evoluti nei primi anfibi rettiliformi. Essi adducono come prova il fossile di una specie particolare classificata con il nome Tiktaalik roseae.

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Questo animale sarebbe l’unico rappresentante – secondo gli scienziati – del suo genere fino ad ora ritrovato. E – sempre secondo gli scienziati – sarebbe l’unico fossile che provi l’esistenza di una forma transizionale tra i pesci e i rettili (attenzione, non gli anfibi contemporanei: per essi, infatti, il discorso si complica!). Leggo che: “Tre scheletri fossilizzati e ben preservati di tiktaalik sono stati ritrovati nel 2004 in rocce formatesi dai sedimenti di fiumi del tardo Devoniano, nella “formazione Fram” sull’isola di Ellesmere, Nunavut, nel nord del Canada”[2]. L’animale risalirebbe a circa 375 milioni di anni fa, quindi proprio dopo la comparsa dei primi ripidisti e prima della comparsa dei primi anfibi rettiliformi.

Di seguito, alcune foto dei ritrovamenti:

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foss2

 

foss3Giustamente, come affermano gli scienziati, se una specie transizionale esiste tra pesci pinnati e primi tetrapodi conosciuti, essa sarà necessariamente nel periodo di tempo che separa i primi dai secondi, cioè tra 380 e 363 milioni di anni fa, proprio il periodo del Tiktaalik.

“Tiktaalik ha un mix di tratti anatomici dei pesci e dei tetrapodi”, affermano gli scienziati. Più precisamente, questo animale avrebbe del pesce le scaglie[3], le pinne, le branchie e i polmoni[4], mentre del tetrapode avrebbe il collo, le costole, gli occhi posti sopra il capo piatto e non ai lati come nei pesci, le “ossa pinnali” e gli incavi auricolari.

Tutto coincide, dunque, e sembra proprio che – finalmente! – i paleontologi siano riusciti a trovare questo famoso “anello mancante” che fu in grado di portare la vita animale dal mare alla terraferma. Richard Dawkins scrive nel suo libro The greatest show on earth: “Tiktaalik è il perfetto anello mancante — perfetto, perché divide quasi perfettamente la differenza tra pesci e anfibi, e perfetto perché non è più presente”[5]. Ma il 6 gennaio 2010 viene pubblicata una notizia che sconvolge le certezze degli evoluzionisti[6]:

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In Polonia, vengono ritrovate impronte fossilizzate di un tetrapode risalente a 397 milioni di anni fa, ossia … 18 milioni di anni prima della comparsa del Tiktaalik. Di seguito alcune illustrazioni:

orme

 

zampe
I paleontologi sono riusciti a calcolare la grandezza del tetrapode, già perfettamente terrestre e dunque non anfibio, verosimilmente simile ad una grossa lucertola. Le dimensioni sarebbero ben superiori a quelle del Tiktaalik. Le impronte, inoltre, mostrano zampe già perfettamente formate e non “transitorie” come si ipotizza siano quelle del Tiktaalik. Jenifer Clack, paleontologa dell’università di Cambridge, commentò la scoperta: “Pensavamo che i pinnati fossero all’origine dei tetrapodi polmonati. Dobbiamo rivalutare l’intera questione”[7].

zampetta

 

Gaetano Masciullo, clicca qui per altri articoli e studi.

[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Forma_transizionale

[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Tiktaalik#Scoperta

[3] Le scaglie dei pesci si differenziano dalle squame dei rettili.

[4] I pesci non hanno, ovviamente, gli stessi polmoni dei rettili.

[5] Richard Dawkins, The Greatest Show on Earth, 2009.

[6] http://www.livescience.com/6004-legged-creature-footprints-force-evolution-rethink.html

[7] sciencenow.sciencemag.org/cgi/content/full/2010/106/2 [PURTROPPO IL LINK E’ STATO RIMOSSO] Vedi qui per altri commenti di scienziati: http://www.nature.com/nature/journal/v463/n7277/pdf/nature08623.pdf; nature.com/nature/journal/v463/n7277/edsumm/e100107-01.html; nationalgeographic.com/news/2010/01/100106-tetrapod-tracks-oldest-footprints-nature-evolution-walking-land.html; news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/8443879.stm; sciencedaily.com/releases/2010/01/100107114420.htm

2 Commenti a "FORME TRANSIZIONALI DAL MARE ALLA TERRAFERMA? [PRIMA PARTE]"

  1. #Matteo   26 febbraio 2014 at 4:08 pm

    Più vanno avanti più si ritrovano indietro. L’anello mancante risalente a 300 o 400 milioni di anni fa è solo un sogno e non c’è niente di scientifico in una teoria che non può essere smentita solo perché non è possibile provarla.
    Niente può ritenersi scientifico se non si basa su prove certe e ripetibili; qui stiamo parlando soltanto di fantasie oniriche.

    L’esistenza degli asini volanti è esattamente la stessa cosa.

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    • #Gaetano Masciullo   27 febbraio 2014 at 10:23 am

      Infatti l’evoluzionismo non può essere scientificamente né dimostrato né smentito.

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