Gotta catch ‘em all!

All the cart666ns…

cartoon

Il termine originale “cartoon” fu introdotto negli anni quaranta del XIX secolo da una rivista inglese che utilizzava disegni caricaturali e umoristici per parodiare i cartoni e gli affreschi del nuovo Palazzo di Westminster. Col tempo divenne il mezzo più usato per parodie e satire dei poteri costituiti. Inizialmente i cartoons erano semplici illustrazioni umoristiche in movimento di breve durata; con il tempo migliorarono le tecniche, fino alla svolta operata da artisti che utilizzarono questo mezzo espressivo anche per raccontare storie serie e drammatiche e per realizzare forme di arte sperimentale. In origine il cartone animato si afferma nel cinema dove si distingue per contenuti umoristici destinati principalmente agli adulti ma in grado anche di rivolgersi a tutta la famiglia. Nel secondo dopoguerra il cartone animato entra gradualmente in televisione scomparendo al contempo dal cinema ad eccezione dei lungometraggi. Questo passaggio lo trasforma radicalmente nello stile del disegno (con il progressivo abbandono di mimica e surrealismo), nelle tematiche affrontate e nel pubblico di riferimento.

I cartoni animati vennero quindi utilizzati per educare le persone sin dalla tenera età e quale modo migliore per educarli, se non quello di “inculcare” loro delle idee, dei gesti e dei modi di fare nello stesso modo in cui a Catechismo ci insegnano le prime preghiere, le posture e gli atteggiamenti da assumere nei vari momenti della Santa Messa?

Ma…..oggi…quale messaggio trasmettono i cartoni animati? Quali son gli obiettivi di coloro che li disegnano e che poi, tramite i media, li diffondono in tutto il Mondo?

Dal dopoguerra ad oggi, anche i cartoni hanno risentito dell’influenza culturale della società che li vede e tramite il fenomeno della globalizzazione, i film d’animazione hanno subito un’evoluzione stratosferica non solo nella graphica (straordinariamente migliorata in quasi tutte le pellicole animate) ma anche nei contenuti e nella morale da trasmettere alle nuove e vecchie generazioni: si è passati infatti dai cartoni di Heidi, piccola bambina che quasi in versione rousseana passa da una vita infelice in città, ad una spensierata e armoniosa in montagna, tra il burbero nonno che pian piano s’ammansisce e umanizza, le caprette che le fanno “CIAO”, ai monti che le sorridono…….a cartoni come Ken Shiro che evocano l’immagine di un mondo ormai devastato da fame e guerre ove un mitico salvatore, ultraconoscitore di arti marziali, ripulisce il mondo di tutto il genere umano marcio e bestializzato, sino a cartoni in cui non esiste più nemmeno il concetto di moralità o insegnamento del buono del bello e del giusto come i Griffin o l’allora Beavis and Butthead.

Come… come si è giunti a questo?

Personalmente ritengo che il deterioramento di ciò che umilmente e semplicemente dovrebbe fornire insegnamenti a bambini e ai semplici della società, attraverso l’uso di immagini e colori, sia dovuto esclusivamente agli autori di questi cartoni, che strano a dirsi, hanno tutti o quasi tutti, a che fare col mondo massonico-occultistico. (Walt Disney- Seishi Kishimoto, Go Nagai, etc…)

Eccovi degli esempi più che eclatanti a sostegno di quanto affermo.

Iniziamo da un Cartone Animato che tutti bene o male, Grandi e Piccini, han visto o conosciuto. I Puffi. Prendendo spunto da un noto filo-massone , Massimo Introvigne che  suo tempo li esaminò attraverso il libro di Soro “I Puffi, la “vera” conoscenza e la massoneria”, si scopre come I Puffi – i simpatici ometti blu creati dal belga Peyo sono in realtà una metafora della massoneria. Il villaggio dei Puffi è una loggia massonica e Gargamella, il cattivo che ce l’ha con i Puffi, è un profano che non fa parte della massoneria e cerca di carpirne i segreti: i Puffi rappresenterebbe un esoterismo massonico di natura gnostica che la massoneria moderna, imboccata la via del razionalismo, avrebbe in gran parte smarrito. Secondo Soro, già i colori dei Puffi sono massonici. Il blu è il colore “pneumatico” dei figli del dio misterioso nelle scuole gnostiche antiche. Il berretto bianco dei Puffi rappresenta la purezza cui lo gnostico aspira. Il Grande Puffo è “il Maestro di Loggia”, vestito – solo lui – con cappuccio e pantaloncini rossi (l’opposto di Garibaldi, anch’egli gran Maestro), che rimandano al fuoco dello Spirito e alla simbologia del grado massonico dell’Arco Reale. Se si esclude l’unica femmina, Puffetta, i Puffi sono novantanove, come i gradi di certe massonerie esoteriche e i saggi vestiti di bianco nella Nuova Atlantide (1643)di Francesco Bacone (1561-1626), un’opera che esercita un’influenza notevole sui primi massoni britannici. Le case dei Puffi assomigliano a funghi, anzi a un fungo particolare, l’amanita muscaria, che può essere velenoso: ma l’iniziato massonico trasforma il veleno in elisir di rigenerazione. Soro avrebbe anche potuto aggiungere che in piccole dose l’amanita muscaria è stata usata come allucinogeno lungo un arco storico che va dagli sciamani agli hippie, e che secondo il curioso esoterista John Allegro (1923-1988), oggetto oggi di una riscoperta negli ambienti accademici americani, lo avrebbero usato anche i primi cristiani, così che molti miracoli di Gesù sarebbero in realtà esperienze allucinogene.

I Puffi non sono uomini. Nell’interpretazione di Soro sembrano essere – o meglio essere riusciti misteriosamente a ridiventare – quelli che una vasta tradizione esoterica chiama “pre-adamiti”, esseri vissuti prima di Adamo in uno “stato edenico primordiale”. Prima di Adamo, e del caos causato dagli uomini e rappresentato dall’episodio biblico della Torre di Babele, non è necessario un vocabolario completo. Nell’edenico stato di natura ci si comprende con poche parole. Così per i Puffi il verbo “puffare” sostituisce quasi tutti i nostri verbi. Quando un Puffo, anziché “Voglio mangiare una mela”, dice “Voglio puffare una mela”, Soro spiega che “per una comunità tornata all’Eden cosmico le cose hanno tendenze naturali, sicché nel contesto del vissuto è perfettamente chiaro ciò che si intende. L’unica lingua con un vocabolario ‘essenziale’ si è di nuovo affermata sulla moltitudine di parlate grazie all’azione dello Spirito, e i pensieri procedono nella direzione naturale degli eventi”.

Si tratta di una vera e propria “Gran Loggia dei Puffi”, dove l’iniziazione è data per sempre [1].

Altro cartone alquanto famoso sono i Simpson, ove nella puntata dal titolo “Homer il grande” ideata da Matt Groening, ebreo e sionista, Homer nota che Lenny e Carl da un po’ di tempo hanno particolari privilegi sul lavoro: un parcheggio privato, poltrone comode e non devono pagare le bibite. Così una sera decide di seguirli per scoprire dove si recano di nascosto, e scopre che fanno parte del Sacro Ordine dei Tagliapietre. L’unico modo per diventarne membro è essere figlio di un tagliapietra o salvare la vita a un altro membro, e fortunatamente per Homer Nonno Simpson ne è membro. Homer è contento di partecipare a questa setta che gode di ogni privilegio e considera i membri come fratelli, ma una sera a cena, per non sporcarsi, Homer usa senza volerlo la Sacra Pergamena, il primo documento che attesta l’esistenza dell’ordine. Perciò viene svestito dai suoi abiti e condannato a tornare a casa nudo trascinando un masso, ma si scopre che Homer è il prescelto che guiderà il gruppo poiché ha una voglia con il loro simbolo sulla coscia. Da quel momento Homer viene considerato da tutti un dio [2].

Tra i programmi televisivi del genere cartoni animati, tan­to seguiti da tutti i bambini, vi sono inoltre le straordinarie avventure di Son Goku, eroe della serie Dragon Ball, Dragon Ball Z e Dragon Ball GT. Il cartone è prodotto da un setta satanica giapponese, la stessa che ha realizzato i cartoni della serie Pokemon ( tra i cui personaggi figurano molti nomi di demoni o di parole cabalistiche “es abra kadabra), Digimon, Sai­lor Moon e altri. Anche qui i personaggi hanno nomi un po’ esoterici, primo tra tutti Mr. satan, e satan in ebrai­co significa satana. Questo per­sonaggio che ogni tanto spunta fuori, è fatto passare come inge­nuo e innocente. Reca il nome scritto a caratteri cubitali sulla sua auto, sul suo vestito e, nien­tedimeno, viene annunciato da uno speaker, durante gli incontri di combattimento, con grande gioia ed animosità anche da parte del pubblico e dei popoli di tutto il mondo. Come dire: cari bambini è arrivato vostro padre, voletegli bene perché è buono. In alcuni Paesi invece, inclusi gli Stati Uniti, il perso­naggio è stato rinominato Her­cule per le presunte implicazio­ni “sataniche” del suo nome (Mr. satan era anche uno degli appellativi di Charles Manson famoso satanista degli anni ’60); e il nome di sua figlia, Vi­del, è l’anagramma di devil (dia­volo). Mr. satan è uno dei pochi personaggi di Dragon Ball che non muore mai. Altri personag­gi come Darbula, che vuol dire formula magica, Baba, che sta per strega, Chichi, che signifi­ca capezzoli, Bulma per mutandine da femmina e così via, conti­nuano a farcire di contenuto oc­culto il cartone animato [3].

E che dire dei numerosi cartoni animati disney come le  W.I.T.C.H.= streghe, Roger Rabbit, la Sirenetta pieni di allusioni falliche o pornografiche, ossia cavalli di battaglia della massoneria,  e soprattutto cosa pensare della Guest Star numero 1 della Disney ossia Topolino, che come molti sapranno nel numero 34 della collezione – Gli anni d’oro di Topolino – il topo più famoso del mondo aderisce all’organizzazione giovanile della massoneria, e ne fonda una loggia? Lo stesso dicasi per tutti i riferimenti contenuti nei cartoni della Warner Bros, i cui fratelli, ebrei e sionisti hanno fatto dell’esoterismo la loro fonte di gaudagno e di cui il cane più famoso,Scooby Doo ne è un esempio?

Concludo la mia analisi con un cartone divenuto in breve famosissimo e proveniente dal Giappone… Naruto, il cui nome Naruto e cognome Uzumaki significano gorgo, spirale intesi però in senso apocalittico. Inoltre il Ciondolo appartentente al primo hokage donato a Naruto da Tsunade è un chiaro simbolo fallico. Ciò che più rivela il significato massonico di questo cartone è la Decacoda (十尾, Jūbi), chiamata anche Dio dall’Unico Occhio (天目一箇神, Ame no Hitotsu no Kami), Datara (ダタラ) e Daidarabotchi (ダイダラボッチ, Gigante), è il demone ancestrale del mondo di Naruto. Dato che la sua forma completa si è vista solo di profilo in vari flashback, non si sa molto del vero aspetto della Decacoda. La sua silhouette presenta delle protuberanze sulla schiena e dieci code. La caratteristica più prominente è l’unico occhio (identico a quello presente sul dollaro) del mostro, che somiglia alla fusione tra lo Sharingan e il Rinnegan, con quattro cerchi concentrici e nove tomoe disposte in gruppi di tre nei cerchi più vicini alla pupilla. Quando la Decacoda viene riportata in vita senza il chakra completo dell’Ottacoda e dell’Enneacoda, l’occhio ha sei tomoe; inoltre le code sono meno pelose di come appaiono nei flashback. Il corpo è grottesco, a dispetto della silhouette umanoide vista nei flashback. Essendo l’unione dei nove Cercoteri, la Decacoda ha un chakra immenso e molto potente. Anche nella sua forma incompleta, una Teriosfera combinata dei due Cercoteri più potenti non le ha fatto neanche un graffio. Kurama nota che è impossibile percepire la negatività del mostro, in quanto non è dotato di emozioni o ideali, come l’energia presente nell’aria e nella terra; tuttavia Naruto, entrando in Modalità Eremitica, comprende che il potere della Decacoda è incommensurabile.Come scritto sulla stele del tempio Naka, l’Eremita delle Sei Vie della Trasmigrazione divenne famoso e potente per aver salvato il mondo da un mostro: la Decacoda. Essa, a detta di Kurama, era il progenitore di ogni cosa esistente nel mondo, l’origine di tutto il chakra, un dio che poteva creare e distruggere intere nazioni. Dopo aver sigillato la bestia dentro di sé, diventando la prima Forza Portante della storia, l’Eremita userà il suo potere per sviluppare il credo del ninshu, che in futuro sarebbe diventato l’insieme delle tecniche ninja. Tuttavia, a causa dell’immenso potere della bestia, il sigillo che la racchiudeva non avrebbe potuto durare dopo la morte dell’Eremita; per evitare che la Decacoda ritornasse libera, l’Eremita userà tutta la sua abilità per dividere il chakra del mostro in nove parti, che sarebbero poi diventate i nove Cercoteri. Come ulteriore precauzione, il vecchio saggio userà il Chibaku Tensei per rinchiudere il corpo senza chakra della Decacoda in quella che sarebbe poi diventata la luna.Durante la battaglia con Obito e Madara Uchiha, Killer Bee e Naruto Uzumaki cercheranno di distruggere la Statua Diabolica con una gigantesca Teriosfera prima che essa si trasformi nella Decacoda. Notando che il chakra della Statua svanisce dopo l’attacco, Naruto e gli altri festeggiano, ma la nuvola di polvere si dissolve rivelando che la Decacoda si è definitivamente risvegliata, con Obito che annuncia la fine del mondo. Kurama e Gyuki cercano di attaccare il mostro con Teriosfere in sequenza, ma esse vengono respinte da una Teriosfera molto più potente. Kakashi tuttavia riesce a salvare Gyuki trasportandolo nell’altra dimensione per poi richiamarlo sopra la testa della Decacoda, per un attacco a sorpresa.Gyuki spara un’altra Teriosfera per colpire l’avversario in pieno, però questi lo rispedisce al mittente con uno schiocco di dita, neutralizzando la strategia. Notando che sia l’Ottacoda che l’Enneacoda hanno esaurito il loro chakra, Obito e Madara cercano di chiudere la battaglia con una Teriosfera, che viene però deviata dalla tecnica del Capovolgimento Spirituale, con Naruto e gli altri che vengono circondati da una nebbia prodotta dall’Alleanza degli Shinobi. Gli alleati iniziano a bersagliare la Decacoda al fine di immobilizzarla per poi attaccare Obito e Madara, che però non si preoccupano più di tanto, notando che la bestia sta finalmente maturando al livello finale. Dopo la mutazione il decacoda appare più gracile di prima, il suo corpo sembra sottile e debole, l’occhio si è spostato sulla perte destra della testa e le dieci code ora si concludono con le cinque dita di una mano.Nonostante il suo aspetto, la nuova forma appare potentissima, infatti sferra una teriosfera tanto potente e precisa che disintegra un intero villagiio a una decina di chilometri di distanza, Madara poi per far vedere ancora di più la potenza del decacoda indirizza la teriosfera contro il quartier generale dell’Alleanza shinobi, uccidendo Shikaku Nara e il padre di Ino. I combattimenti durano molto a lungo,prima il decacoda sferra una rapida serie di attacchi che vengono contrastati da Naruto con l’aiuto degli Hyuuga, poi Madara incanalando il chackra di Hashirama all’interno delle code del Decacoda spara una enorme quantità di aculei di legno che mietono molte vittime tra cui Nejii Hyuga,a quel punto Naruto utilizza il chackra di kurama e ne dona una parte a tutti i ninja vicino a lui, che in questo modo combattono al loro meglio,ma a quel punto il decacoda utilizza un colpo leggendario chiamato Tenpen Chii che genera un’onda d’urto di potenza immane che spazza l’intero campo di battaglia ed è tanto potente da genrare fulmini e tornadi. Naruto utilizza quasi tutto il suo chakra e quello di Kurama per proteggere i compagni dall’attacco e rimane quindi in disparte a farsi curare da sakura, nel frattempo Obito e Kakashi si teletrasportano nell’altra dimensione dove cominciano a combattere e  il decacoda comincia la sua mutazione finale, la sua bocca si allarga a dismisura mostrando un sorta di enorme ugola da cui si apre un colossale bocca a forma di fiore, il decacoda allora carica un colossale di teriosfera di potenza immane che spara contro i ninja dell’alleanza shinobi. Nel tentativo di fermarla Shikamaru utilizza il contatto mentale con Kitsuchi per insegnare contemporaneamente a tutti i ninja dell’alleanza un jutsu difensivo di terra, che utilizzato un gran numero di volte avrebbe bloccato la teriosfera del decacoda. Ma l’attacco distrugge tutte le difese senza problemi e anche Killer Bee viene travolto senza poterla nemmeno rallentare, sembra la fine, ma improvvisamente la sfera scompare senza apparente spiegazione, in realtà è stato Minato che, resuscitato da Orochimaru, ha utilizzato la barriera dimensionale per gettare in mare la teriosfera; in quel momento arrivano anche Hashirama, Tobirama e Hiruzen , tutti Edo tensei che si preparano a combattere il decacoda. I kage utilizzano un potente sigillo di contenimento per rinchiudere il decacoda e hashirama utilizza un’arte eremitica del legno per bloccare le code del demone e indebolirlo.

Dopo questa mega-analisi è proprio il caso di concludere…. Con una infernale e dantesca citazione: “Guai a voi, manga et anime prave!”

di Simone Petrus Basileus I.G.

[1] http://www.cesnur.org/2006/mi_soro.htm

[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Homer_il_grande

[3] http://www.dragonstars.it/significaton.html

7 Commenti a "Gotta catch ‘em all!"

  1. #mario   24 febbraio 2014 at 4:02 pm

    mi pare di aver letto che massimo introvigne sia un filo-massone. vorrei avere qualche notizia in piu su questo argomento .
    ovviamento il tutto ben documentato. mario

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  2. #algophagitis   24 febbraio 2014 at 9:04 pm

    “serie Pokemon ( tra i cui personaggi figurano molti nomi di demoni o di parole cabalistiche “es abra kadabra”
    I nomi dei pokemon sono stati cambiati nelle versioni non giapponesi, quindi se è stato messo un messaggio esoterico nei nomi è dovuto alle case americane.

    “serie Dragon Ball, Dragon Ball Z e Dragon Ball GT. Il cartone è prodotto da un setta satanica giapponese,”
    Vorrei sapere il nome della setta (Bird Studio Shueisha??) e la fonte dell’ informazione.

    Per conto mio io posso dire che in Dragon Ball di veramente esoterico c’è solo un vago riferimento a culti ufologici [il Supremo (adorato come divinità nella Terra) e Al Satan (doppio malvagio del Supremo) sono in raltà alieni del pianeta Namek] e al panteismo.

    Secondo me sugli anime potevano essere portati ulteriori esempi più chiari, come Neon Genesis Evangelion (esplicitamente cabalistico) e The Slayers (la seconda e la terza serie hanno inseriti concetti e immagini della Cabala e del Lemegeton), oppure Utena (riferimenti ai Rosacroce), oppure Yugioh (riferimento a Aleister Crowley e il suo sigillo).

    C’è da dire che spesso i giapponesi prendono spunto dall’ esoterismo occidentale, mischiandolo con altri elementi (es, si vedano anche molti videogiochi). Non sempre c’è uno scopo di indottrinamento, a volte è mancanza di fantasia o una citazione.

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  3. #SIMONE PETRUS BASILEUS   25 febbraio 2014 at 5:53 pm

    RINGRAZIO algophagitis PER LE AGGIUNTE IN MERITO. L’ANALISI ERA BENE O MALE SUI CARTONI ANIMATI RECENTI O CMQ SU QUELLI PIU’ FAMOSI…YUGIOH ME O SON SCORDATO IN EFFETTI….

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  4. #Simone Petrus Basileus   26 febbraio 2014 at 12:33 am

    scvsa per il maiuscolo,,,

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  5. #Simone Petrus Basileus   26 febbraio 2014 at 12:48 am

    io stesso ho avuto degli aiuti da parte di Massimo Introvigne, quando studiai alcune religioni nel lontano 2010….la sua conoscenza assai erudita su logge e massonerie varie e il fatto di avere amici in comune, mi ha confermato quanto già mi era stato detto da alcuni sacerdoti legati al mondo della tradizione. Privatamente posso fare i nomi di coloro che io e introvigne abbiamo come amici, qui preferirei evitarli

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  6. #Elias   8 giugno 2014 at 11:02 am

    Ciao!
    Teniamo presente fin da subito che molti cartoni su cui si basa questo articolo, in riferimento speciale a quelli giapponesi, sono dei manga (fumetti jappo) a loro volta trasformati in anime, poi portati qui come cartoni banalizzandone spesso il contenuto. Proprio perché banalizzato, ritengo ancora ancora che nei cartoni si avvertono meno, a mio avviso le varie questioni analizzate in questo articolo.
    Comunque sì sono molto d’accordo con l’analisi, non sono un esperto quindi non aggiungo altro.
    Articoli molto vari ultimamente su Radio Spada 🙂

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  7. #algophagitis   29 ottobre 2014 at 3:49 pm

    Se volete, ecco un link di approfondimento su un anime poco conosciuto soprattutto nell’agomento “cartoni e occulto”. Si tratta di Slayers a cui accennavo nei precedenti commenti:
    http://ammazzademoni.wordpress.com/2014/10/29/anime-e-occulto-the-slayers/

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