Piccolo diario complottista – Due secoli di “Strategia democratica e fondamentalismo islamico s.p.a”

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La lunga marcia del dominio planetario, i primi vagiti del new world order, la grande opera dei burattinai. Cronaca romanzata dell’inconfessabile. 

Nel XVIII secolo Moammed Abd al-Wahaab iniziò a diffondere una visione integrista dell’Islam mentre nel XIX secolo gli anglo-francesi colonizzatori andavano a fondare, nel Mediterraneo arabo, logge massoniche, tramite Al Afgani e poi col suo discepolo Abdhu. Costoro furono iniziati alle logge e nel contempo, con l’appoggio di Lord Cromer fondarono il movimento salafita che si mobilitò contro l’anticolonialismo del movimento Giovane Egitto. Prove tecniche di contenimento dei “nazionalismi sociali” tendenzialmente allergici all’interdipendenza forzata, programmata nei club mondialisti. 

I salafiti, come i wahaabiti, volevano riscoprire una presunta non precisata “purezza originaria” dell’Islam, attraverso nuove esegesi coraniche adeguate “ai tempi”: un modernismo riformista sostanziale, apparentemente tradizionalista che Rashid Rida trasformerà in chiave rigorista. 

L’agente britannico John Philby collaborò con Ibn Saud che fece della scuola wahaabita, l’ideologìa dell’Arabia Saudita. Siamo solo agli inizii della storia contemporanea dei flirts inconfessabili, quelli tra Democrazia & Islamismo: flessibile quanto impalpabile strategìa che spesso si perde nella dimensione underground per poi riemergere chiaramente, in chiave soft e colorata o col terrore. 

Nel 1913 la Federal Reserve si delinea, dopo una lotta di quasi due secoli nei territori americani, come Banca Privata che fabbrica il debito garantito dalle tasse dei cittadini: i banchieri iniziano a desiderare la guerra per finanziare tutti i contendenti indebitando per sempre i popoli. 

Gli inglesi fomentarono il nazionalismo panarabo, ma solo in prospettiva anti-ottomana e  dopo la Grande Guerra e la caduta dell’Impero Ottomano, i territori vennero smembrati e “controllati” come in Iraq e Siria o affidati ancora ai fondamentalisti come in Arabia Saudita. 

Nel 1917 la finanza internazionale aiuta il golpe di Lenin e il miliardario americano Hammer diventa socio della Banca Sovietica. Grazie agli aiuti americani il sistema sovietico già fallito, riuscirà a sopravvivere a se stesso: occorreva togliere il controllo che esercitavano gli Zar sulla finanza e scristianizzare la popolazione russa oltre a creare un bipolarismo mondiale, che lentamente avrebbe dovuto trasformarsi in un modello di integrazione mondiale. 

Nel 1921 negli Usa nasce il Council of Foreign Relation (C.F.R.) e in Inghilterra il Royal Institute of International Affaire (R.I.I.A.), grazie a Mandell House ed alla Massoneria. Tali strutture raccolsero il gotha dei più grandi uomini d’affari e dei vertici politici, in funzione di programmazione congiunta e di controllo della politica internazionale di Usa ed Inghilterra. I vertici  “stranamente” anche filocomunisti, ebbero a finanziare il regime sovietico in Russia e la sua resistenza all’invasione tedesca. Gli inglesi iniziarono a sviluppare il metodo Tavistock, come strumento embrionale di controllo delle masse e di esperimenti sulle loro reazioni. Negli Usa fu Orson Welles con la radio a simulare la “guerra dei mondi”, per testare l’uniformità reattiva delle cavie inconsapevoli. 

Dal C.F.R. negli anni successivi, furono così creati lo Hudson Institute, la Heritage Foundation, il Brooking Institute e la Rand Corporation che sperimentavano operazioni psico-politiche attraverso i media, per testare le reazioni dell’opinione pubblica e la percezione di massa degli accadimenti.

Nel 1928 Hassan Al Banna fonda la Fratellanza Mussulmana, con l’aiuto della massoneria britannica che tramite la Suez Canal Company edifica la moschea di Ismailia ma i regimi dei Paesi Arabi, iniziarono ad affascinarsi per i fascismi europei. La Fratellanza Mussulmana, come i salafiti del XIX secolo contro il Giovane Egitto, osteggiavano il nasserismo, il baathismo e il socialismo nazionale arabo.

Il meccanismo di indebitamento genera la Crisi del 1929 e i popoli si trovano sempre più schiacciati da poteri anonimi: in Europa vincono i Fascismi portatori di modelli sociali alternativi, di colonialismi di stampo diverso e di “esempi monetari” troppo scomodi per il gotha della finanza internazionale. Troppi furono i motivi per lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale che vide la fine dell’Europa come potenza politica internazionale. Nasce lo Stato di Israele grazie alla forza dei suoi gruppi paramilitari, con l’aiuto fondamentale di Stalin e della forza diplomatica degli ebrei sparsi nel mondo. Dal 1948 tutta l’Area del Vicino Oriente sarà instabile, legittimando numerose azioni militari, immensi lucri delle multinazionali dovuti al controllo dei giacimenti petroliferi, di cui necessiteranno i Paesi europei. Israele sarà un detonatore costante nei rapporti politici, economici e diplomatici tra Paesi Arabi ed Occidente. Israele pur di indebolire Arafat, arriverà a supportare inizialmente il nascente fondamentalismo islamico palestinese di Hamas. 

Nel 1954 il C.F.R. e il R.I.I.A. col supporto del M16 e di Bernardo d’Olanda, fondano il Bilderberg per integrare l’Europa in vista del New World Order, onde guidare il processo di unificazione e di ricostruzione europea. L’Europa dei Rotshild e gli Usa dei Rockfeller, proseguono nella pianificazione tecnica dell’economìa mondiale a guida angloamericana, col raccordo dello establishment europeo. Altra tappa sarà la creazione della NATO, guardia armata della globalizzazione. 

Nel 1962 viene ucciso Kennedy, dopo che aveva ridato al Tesoro la sovranità di stampare moneta senza indebitarsi con la FED. Il suo esperimento mai più verrà ripreso dai suoi successori. 

Nel 1969 Sayd Qutb della Fratellanza Mussulmana, abbandona ufficialmente la lotta armata, continuando però a predicare al popolo la Sharia. Il “doppio linguaggio” (Taquiya), la menzogna, l’inganno e la dissimulazione, si presteranno così (involontariamente?) ai giochi massonici occidentali. Chi usa chi? La U.C.O.I.I. in Italia è diretta promanazione della Fratellanza Mussulmana ma stranamente la cosa non desta alcuna preoccupazione.

Nel 1973 il processo di integrazione globalista genera la Trilateral Commission, voluta da David Rockfeller, Jimmy Carter e Z. Brezinsky per assorbire il Giappone e poi il Sud-Est Asiatico, teste di ponte per il colosso cinese. La “società aperta” ed interdipendente pensata da Popper avanza, mentre il F.M.I. e la Banca Mondiale sempre più diventano “ministeri del tesoro mondiale”. I nazionalismi sociali sono un ostacolo al progetto di dominio planetario, alle interconnessioni coordinate da un socialismo tecnocratico internazionale: tra il 1990 e il 2000 il deficit commerciale americano si quintuplica e gli Usa diventano debitori assetati di capitali cinesi, che detengono oggi 1.200 miliardi di Debito Pubblico americano. Nel frattempo anche i sauditi investiranno centinaia di miliardi di dollari a Wall Street, dopo che Nixon aveva dichiarato i dollari senza più riserva aurea e così si stabilizza il patto di ferro tra petrodollari ed armi, Islam e Mondialismo. 

Negli anni ottanta del XX secolo, Al Qaeda nasce grazie ad Usa, Pakistan ed Arabia Saudita per contenere la ormai non più utile e fatiscente URSS in Afghanistan; si rivelerà in futuro una risorsa straordinaria per poter intervenire militarmente ovunque operi e nel contempo un agente prezioso al quale far fare il lavoro sporco.

Nel 1983 il Congresso Usa inventa la National Endowment for Democracy e tra il 1989 ed il 1991, crolla per implosione programmata il Comunismo in Russia ed in Europa dell’Est, con la graduale opera dell’agente mondialista Gorbaciov.

Nel 1991 vi è la prima guerra dopo la fine del mondo bipolare, contro l’Iraq, prova generale per l’operazione in Bosnia nel 1995 quando Onu e Nato, con l’appoggio di Bin Laden e dell’agente mondialista Itzebegovic, disintegrano la Jugoslavia. Per la Serbia, isolata ed orfana della Russia, inizia il conto alla rovescia. La Russia diventa una prateria per la voracità della mafia e dei predatori speculatori, spesso usciti dalla vecchia Nomenklatura sovietica. 

Nel 1998 Al Qaeda compie gli attentati alle ambasciate Usa di Kenia e Tanzania, oltre alla fatwa contro gli Usa e la Open Society di Gorge Soros assieme al serbo Popovic, fondano Otpor: organizzazione addestrata dalla Cia per promuovere disordini di piazza. 

Mentre Otpor e Gorge Soros progettano la Alliance of Youth Mouvement, il professor Dragos Kalajic ricorda che: “La Serbia è un ostacolo per la dorsale islamica dalla Turchìa alla Bosnia”. Finalmente nel 1999 il socio in affari di G.W. Bush e cioè Osama Bin Laden, combatte per il Kosovo assieme alla Nato contro la Serbia di Milosevic. Il Kosovo, cuore della Serbia spezzato dalla Serbia, mentre si consolida il feeling tra Bill Clinton e i Talebani in Afghanistan ed impazza il terrorismo islamico ceceno antirusso. 

Nel 2001 inizia la “fase neocon” per cui i Talebani vengono giudicati non più affidabili. Accelerazione unilateralista americana tesa ad ipotecare il controllo dei nuovi giacimenti asiatici, per non lasciare libera azione a russi, cinesi ed indiani. 

Nel 2002 nasce l’Euro e i Paesi dell’Europa meridionale iniziano un declino ad oggi inarrestato. Gli ultimi brandelli di sovranità monetaria vengono gettati al vento. 

Nel 2003 viene terminata la distruzione dell’Iraq e la sua destabilizzazione definitiva, ma la popolazione sciita filoiraniana senza Saddam e l’Afghanistan senza il governo talebano, rafforzano l’Iran che inizia un percorso assieme ad India, Cina e Russia di integrazione asiatica, oltre a proseguire col suo programma nucleare. Invano l’Iran come l’Iraq qualche anno prima, offrirà all’Europa la possibilità di acquistare il petrolio direttamente in euro, con una borsa ad hoc: i tanti sacrifici per la moneta unica avrebbero avuto un ritorno straordinario ma sarebbe stato sgradito alla NATO. 

Otpor, dopo aver agito in Serbia con loghi e bandiere, sarà presente in Georgia (rivoluzione delle rose), in Kirghizistan (rivoluzione dei tulipani), in Ucraina (rivoluzione arancione), in Iran (rivoluzione verde) e in Italia (movimento viola).   

Nel 2005 inizia a raffreddarsi la spinta neocon e si assiste ad un lento cambio di marcia, col C.F.R. che pubblica una relazione sulla strategìa americana a sostegno della democrazia nei Paesi Arabi, orientata ad una “discrezione del caso per caso”. 

Nel 2007 la Freedom House organizza un seminario per giornalisti, avvocati e attivisti a sostegno delle riforme nei Paesi Arabi. I tempi sono maturi. 

Nel 2008 irrompe Obama, col soft-power multilateralista per una nuova avanzata del mondialismo, più coerente rispetto a quello della esaurita “fase neocon”. Gli assistenti di Obama per la campagna elettorale e cioè, Joe Rospars, Scott Goldstein, San Graham Felson battezzano a New York la Alliance of Youth Mouvement già preconizzata da Otpor dieci anni prima. La A.Y.M. decide il cambio dei regimi arabi.

Alla A.Y.M. aderiscono: Google, Facebook, Mtv, Cnn, Cbs, Movimento 6 Aprile, Dipartimento di Stato e Columbia Law School. Movimenti.org aderisce alla A.Y.M. coi suoi fondatori Jared Cohen (C.F.R.) e Jason Liebman (Kodak, Howcast Media), assieme a Pepsi, You Tube, Meet Up e National Geographic. 

Nel 2008 un evento genera l’accelerazione del progetto di intervento: il 30 agosto vengono siglati i nuovi accordi italo-libici, sotto la tutela russa che marginalizzano l’influenza “usraeliana” nella zona. Inizia il conto alla rovescia per Gheddafi che avrà il suo culmine dopo qualche anno col controllo dei confini libici con Tunisìa ed Egitto. 

Nel 2010 la Freedom House organizza seminari di studi avanzati per i bloggers e a Londra, ci sarà il summit tra A.Y.M. e Movimento 6 Aprile e la comunità di rete ultraprogressista Avaaz, controllata da Soros, incrementa la sua azione pro-globalizzazione contro i governi filonazionali, sociali ed identitari. 

Z. Brzezinsky con un articolo sul N.Y.T. dal titolo “The global political awakening”, descrive l’inquietudine giovanile nei Paesi Arabi e l’esigenza di controllarne la direzione: aprire le economìe arabe alla globalizzazione e i sistemi politici all’alternanza democratica. L’Occidente deve stroncare l’avanzante finanza islamica che si fonda su principii meno predatori oppure controllarla: il genero di Ben Alì, Sacker El Materi aveva appena inaugurato la Zitouna Bank che rendeva la Tunisìa polo finanziario del Nord Africa. La banca islamica GFH e i governo stavano anche potenziando il porto finanziario di Tunisi che avrebbe offerto le obbligazioni “sukuk” a tutti i Paesi africani. 

Il fascista Bourghiba diede ai tunisini l’indipendenza dai francesi fino a quando Ben Alì, non lo depose con un golpe. Dopo venti anni arriva la controversa “primavera” e si svegliarono tutti democratici e nazionalisti, forse più liberi e occidentali ma comunque islamici, ma abbastanza illusi di poter unire tutte queste cose: Islam, Democrazia, indipendenza nazionale ed occidentalizzazione. Il 17 dicembre 2010 sarà quindi il giorno della miccia accesa, per un carretto di frutta, in perfetto stile spintaneo, dopo che la speculazione aveva causato rincari dei prodotti alimentari, Moammed Bouaziz si darà fuoco in Tunisìa. Il mix di disoccupazione, azioni di Otpor, Nawaat.org ed Anonymus che diffondono on-line foto e video della rivolta, hakeraggi dei siti governativi destabilizzeranno la Tunisìa. Il partito islamista Ennahda vincerà le elezioni. 

Scoppia la crisi dei mutui sub-prime negli USA e più tardi quella dei Debiti Sovrani in Europa: nessun Paese riesce a pretendere la revisione di Trattati che rendono i cittadini schiavi di un potere politico, ormai svuotato e ridotto al ruolo di mero esattore per conto della finanza internazionale che crea il denaro dal nulla. Questo fantastico modello occidentale, si vorrebbe esportare ovunque. 

25 Gennaio 2011: Otpor, Movimento 6 Aprile e Fratellanza Mussulmana a Il Cairo fanno scoppiare la “giornata della collera”, contro la corruzione governativa. Dopo trenta anni dall’assassinio di Sadat, Hosny Mubarak aveva svolto un ruolo di equilibrio tra Paesi Arabi ed Israele, contrassegnato da sviluppo economico, turismo e contenimento del nasserismo ultranazionalista e del fondamentalismo islamico della Fratellanza Mussulmana. Sia Ben Alì che Mubarak capeggiavano regimi sclerotizzati e corrotti, fronteggiavano i rincari dei generi alimentari e promettevano entrambi sia riforme sociali, che il farsi da parte per evitare bagni di sangue. In Egitto l’esercito controllato dagli Usa, si rifiuta di contrastare i manifestanti ed i giovani progressisti vengono estromessi non avendo guide costruite per una vera presa del potere. Vincono i fondamentalisti finanziati anche dal Qatar filo-americano ed inizia anche la persecuzione contro i cristiani come già accaduto nell’ Iraq post-Saddam e come sta per accadere in Siria. I fondamentalisti si impongono anche in Marocco, Turchìa e Yemen mentre in Algeria fanno fatica. 

La Libia era un Paese più solido di Tunisìa ed Egitto grazie alla rivoluzione verde di Gheddafi, ma viene accerchiato: il 17 febbraio 2011 scoppia la “giornata della collera” col blog Al-Manara, i giovani di Twitter, i monarchici nostalgici, Al Qaeda e le tribù discriminate dalle rendite petrolifere ed esasperate dall’immigrazione dall’Africa nera, armate ed addestrate da francesi, inglesi ed americani. La Libia non deve più essere anello geostrategico per l’Italia, né tappo per l’immigrazione di massa in Europa. La Libia non deve diventare Stato Guida degli africani, con una moneta continentale ancorata all’oro. Il Rais Gheddafi però resiste ed inizia a vincere, ma a quel punto, arrivano gli aerei esportatori di democrazia e per lui a la Libia sarà la fine. 

Nel febbraio 2013 a Bruxelles, l’Europa si adegua alla linea Usa ed aiuta i ribelli in Siria, mentre il segretario del Fronte Popolare Chokri Belaid viene ucciso in Tunisìa. Il premier Hamadi Jebali temporeggia auspicando un governo tecnico o di unità nazionale ed Ennahda minaccia l’uscita dal governo. 

Il 17 febbraio 2013 vede la protesta del partito federalista della Cirenaica per il mancato decentramento e la banda Ansar Al Sharia diventa padrona di Bengasi. 

In Bahrein vi è da tempo una violenta repressione del governo filo-occidentale contro la maggioranza sciita, nel silenzio totale dei media. Evidentemente Usraele non può permettersi uno spostamento filoiraniano del nuovo governo degli insorti.

Le elezioni presidenziali del giugno 2013 in Iran  hanno premiato Hassan Rohani, in Europa si direbbe un uomo di “centro”, che oggi dirige un esecutivo di larghe intese, con al proprio interno ministri sia conservatori che riformatori. Questo governo di coalizione è riuscito a creare un clima di serenità all’interno delle istituzioni iraniane, riuscendo nell’impresa di mettere d’accordo i vari centri di potere iraniani, dal parlamento alla Guida, fino al clero e a una certa intellighenzia riformista. La forza derivante da questa atmosfera di riconciliazione nazionale, dopo otto anni di esecutivo Ahmadinejad, se da una parte distende i rapporti internazionali con l’Occidente, non lascia più pretesti ad Usa ed Israele circa i negoziati per il nucleare iraniano e le sanzioni economiche all’Iran. 

Luglio 2013, in Egitto un golpe militare sostenuto da buona parte della popolazione depone il presidente Morsi. Egitto sempre nel kaos dal gennaio 2011, Esercito filo-americano sempre determinante. 

Nel Settembre 2013, dopo due anni di terrorismo delegato a banditi senza scrupoli, Usraele stava per attaccare la Siria. Certo come in Libia, le Forze del Bene con ancora al petto le medagliette scintillanti di “nobelperlapace” che si sono autocucite, avendo invano delegato ad una canaglissima congrega di tagliagole di depredare, distruggere e abbattere un regime laico e nazionalsocialista della tradizione baathista, distruggendo i gioielli architettonici di Damasco, Maloula ed Aleppo, ora inventano finte prove per condurre l’ennesima “missione umanitaria”. La geopolitica mostra come nel caso specifico, le Forze del Bene non possano permettersi che vi sia uno Stato sovrano amico dell’Iran, con una Banca Centrale non in mano ai Rothshild, uno Stato finanziatore dei libanesi di Hezbollah, uno Stato imminente hub di gasdotti sotto lo sguardo severo del risorto Zar, Vladimir Putin, che a Tartus non può rinunciare essendo nel Mediterraneo siriano, porto strategico e russo. 

In Ucraina ci riprovano e nel 2014 vincono: la “Open Society”, la “Albert Einstein Intitute”, la “National Endownment for Democrazy”, la “Konrad Adenauer Fondation”, l’”Internewa Ukraine”, impiantata fin dal 1993, la “Freedom House”, o la famigerata ” Otpor”, (Resistenza), tutte specializzate, in propaganda e manipolazione di informazioni. Installatesi nel Paese già per la prima “rivoluzione arancione” del 2004, hanno provveduto nel frattempo anche ad acquistare, come si è detto, giornali e canali TV. Infiamma la rivolta in un Paese comunque spaccato in zone russe legate già allo Zar, di filo-russi e filo-occidentali nelle zone che furono polacche e lituane, con due chiese ortodosse ed una greco-cattolica. I manipolatori globali conoscono perfettamente le esigenze e le criticità dei popoli, giocando su tanti tavoli contemporaneamente e cercando di stimolare anche le buone ragioni storiche o ideologiche nelle varie zone nevralgiche, unendole agli obbiettivi di controllo e di pianificazione tecnica della globalizzazione internazionale.

 

E se domani i 20 milioni di islamici in Europa coordinati dalla Fratellanza Mussulmana, con l’appoggio della Massoneria, dei bloggers, di tutte le lobbies citate, dei movimenti progressisti filo-immigrazione, diventassero una leva di destabilizzazione totale per il Vecchio Continente? 

Non dovete preoccuparvi gentili lettori, questa era solo la fantasìa di uno pseudo-romanzo complottista. Sono quelle fiabe utili per distrarre i bambini quando fanno i capricci, ma anche utili strumenti per esercitare l’immaginazione che riempie di mistero e sospetto, una semplice e necessaria sequenza di accadimenti. Lo sapevate già che sarebbe stata una lettura di divagazione visionaria, ma suvvìa, per informarvi sul serio e per conoscere davvero la realtà delle cose, potrete sempre guardare la tivvù. 

Pietro Ferrari

4 Commenti a "Piccolo diario complottista – Due secoli di “Strategia democratica e fondamentalismo islamico s.p.a”"

  1. #WCOOPER   26 febbraio 2014 at 1:36 pm

    Ritengo questo articolo davvero fuorviante. Viene infatti sostituito l’elemento sionista, autentico motore degli eventi da tre secoli a questa parte, con l’Islam. Non mi sembra infatti che l’Islam controlli la finanza mondiale, i governi occidentali, la UE, l’ONU, Hollywood, i grandi MEDIA, il Pop star System, ecc. …. Tutto parte dai Rothschild nel 1700 …
    Per di più la setta Wahabilta non è affatto mussulmana come afferma di essere!

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    • #PF   27 febbraio 2014 at 12:47 pm

      Legga bene il titolo. Quando si parlerà d’altro qualcuno dirà che il discorso sarebbe stato un altro ancora?

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  2. #Pietro   26 febbraio 2014 at 6:16 pm

    Legga bene il titolo dell’articolo. Se ogni volta che si discute di un tema, qualcuno dice che il tema è un altro non ne usciamo più. Quando sarà trattato il tema “Rothschild” o “Sionismo”, qualcuno dirà che il tema è l’Islam?

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