PROF. BRUNO MOZZANEGA RISPONDE A RADIO SPADA

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Il giorno 28 marzo alle ore 13:47, è giunta a Radio Spada una email del Prof. Bruno Mozzanega, Ginecologo, Ricercatore e Docente dell’Università di Padova. Egli è membro del consiglio direttivo del Movimento per la Vita, e sarà prossimo oratore al convegno che precede la Marcia per la Vita, al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum.

In questa email il Prof. Mozzanega ci illustra la sua posizione bioetica in merito al dibattito sul mondo prolife italiano, dibattito che sta animando in questi giorni le pagine di Radio Spada.

Il Prof. Mozzanega chiede, come condicio sine qua non per la pubblicazione del suo messaggio, le scuse in merito all’espressione contenuta nella lettera di Roberto Dal Bosco “Ecco l’aborto pro-life“.  L’autore della lettera ha infatti affermato che le posizioni bioetiche del Prof. Mozzanega “sono diluite in un miscuglio tossico”. Accogliamo la richiesta del Prof. Mozzanega, scusandoci se i toni possono essere risultati offensivi e rinnovando a tutti l’invito alla correttezza, affinché il dibattito sia sereno, concreto e costruttivo.
Ritenendo assolta la richiesta di scuse, pubblichiamo quindi, senza necessariamente condividerne i contenuti, il messaggio del ginecologo patavino, in cui egli illustra il suo pensiero in merito ad aborto, contraccezione e sessualità.

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“E’ noto che sia Morresi che Mozzanega sono persone che hanno sempre dichiarato di esser favorevoli al fatto che l’IVG sia legale e somministrata e finanziata dallo Stato, difendendo in più sedi la 194 e la contraccezione (quella “vera”, non quella fasulla “d’emergenza” avverso la quale il Porf. Mozzanega si è anzi sempre fermamente schierato): pur dichiarandosi contrari all’aborto a titolo personale”
Non mi piace entrare in polemica su questi temi, soprattutto con persone che penso condividano il mio credo e il mio impegno a tutela e promozione della vita nascente.
Il mio obiettivo è da sempre la tutela del concepito, oltreche, naturalmente di ogni persona anche adulta.
Con ogni mezzo.
Dovunque e in ogni sede.
A qualunque costo.
Non ho bisogno di dimostrarlo ad alcuno.

Non ho mai espresso la posizione che mi viene attribuita nei vostri articoli (virgolettato iniziale).

Ritengo che la 194 non sarà mai abolita nè sarà mai possibile modificarla. Oggettivamente lo ritengo.
Credo che al suo interno dobbiamo, necessariamente, trovare ogni spazio per tutelare i concepiti.
Credo anche che la 194, che pur consente più di 100.000 aborti all’anno, sia un “ferro vecchio” e che una quota almeno sovrapponibile di aborti possa avvenire clandestinamente con gli strumenti farmacologici disponibili. lo penso, lo dico e lo scrivo da molto tempo.
Ritengo che i radicali abbiano vinto, grazie al clima culturale determinato e favorito dalla 194 e dai suoi attivissimi sostenitori, sostenuti dai media, che hanno quotidianamente lavorato per dare all’aborto l’aspetto di un diritto, di un atto giusto. L’aborto oggi è libero, gratuito o quasi, farmacologico e medico assistito, verosimilmente a domicilio. Ne ho scritto abbondantemente.

Cosa si può fare?
Un referendum abrogativo della 194? Non sarebbe mai vinto in questo clima culturale e rimarrebbe comunque il dilagare della clandestinità.
Credo che l’unica cosa possibile e la più fruttuosa sarebbe cercare punti di contatto con chi, nel mondo avverso, crede comunque che l’aborto sia un male ma lo consente, e, insieme, promuovere una campagna di formazione che metta al centro le conoscenze sulla biologia riproduttiva e sull’emergere di ogni nuova vita tenendo al centro il concepito e il rispetto che gli si deve, e che è esplicitato anche nelle leggi vigenti, articolo 1 della 194 compreso e disatteso.
Dobbiamo creare una cultura, innanzitutto, che presupponga la conoscenza della realtà biologica che sottende e consente la procreazione, e induca consapevolezza e responsabilità nella sessualità e nella procreazione. E’ l’unico modo per sconfiggere l’aborto.
Ma vedete quanto questa informazione sia anche osteggiata.
Potete constatare ogni giorno come si contrabbandi per “educazione sessuale” una banale presentazione di metodi contraccettivi in cui si mescolano indistintamente anticoncezionali e postconcezionali, senza alcun riferimento alla tutela del concepito, all’unico fine di proporre una presunta sessualità libera. E vedete come queste iniziative abbiano frequentemente l’avallo istituzionale. (andate a vedere il programma “scegliTu” della SIGO, la società italiana di ginecologia e ostetricia). Quasi a voler dimostrare che la prevenzione prevista dalla legge viene fatta.

Vi allego il link del mio testo, lo strumento che ho predisposto a questo fine:

http://www.seu-roma.it/index.php?page=shop.product_details&flypage=shop.flypage&product_id=459&option=com_virtuemart&Itemid=3&vmcchk=1&Itemid=3

Il tutto, ripeto, nel senso di un rispetto assoluto del concepito, punto di riferimento e valore centrale e in ogni scelta procreativa.
Questo è anche il mio criterio di distinzione valoriale fra i diversi mezzi e metodi per il controllo delle nascite: ritengo ammissibili tutti quelli che prevengono il concepimento, non ammissibili i post-concezionali.
La scelta fra i primi sta alle singole persone.
I secondi non dovrebbero essere ammissibili in quanto contrastano anche con le nostre leggi (405/75) come spesso ho ricordato.

Concludo.
Considero definitivo il mio chiarimento.
Partecipo volentieri al convegno del 3 maggio. Come tecnico esperto, come ogni volta che intervengo, e non in rappresentanza di alcuno (ho chiesto agli organizzatori di prenderne atto).
In dicembre ho partecipato a un incontro dell’UAAR (Unione Atei Agnostici Razionali) a Venezia. Se mi chiamano partecipo alla festa dell’Unità. E diffondo le informazioni e i valori in cui credo. Laicamente. Credo che questo sia il mio dovere.

Se mi invitaste a un vostro convegno, verrei anche da voi. Nel rispetto reciproco, naturalmente, perchè le espressioni già usate nei miei confronti sul vostro sito non consentirebbero di condividere alcunchè. A questo proposito, accetto le scuse che ritengo dovute e implicite.

Quanto a Puccetti e Agnoli, non ho letto l’articolo “incriminato”, ma, qualunque cosa possano avere scritto, mai e poi mai potrei interpretarla come accondiscendenza all’aborto.
Sono amici che stimo, pur nella diversità di alcune posizioni: quelle, ad esempio, sulle modalità di procreazione responsabile.
Ma ci accomuna l’impegno per la tutela della vita dal suo inizio e, credo, la gratuità e straordinaria onestà dell’impegno.

E’ tutto. Se potete, leggete in questa ottica quello che scrivo e dico.

Prof. Bruno Mozzanega

7 Commenti a "PROF. BRUNO MOZZANEGA RISPONDE A RADIO SPADA"

  1. #Domenico Ferro   30 marzo 2014 at 8:04 am

    Premesso che, secondo me, la 194 sarà modificata, e presto pure, nel senso di eliminare il diritto all’obiezione di coscienza (diritto, peraltro, già ora soggetto a pesanti limitazioni e condizionamenti), mi piacerebbe sapere una cosa: se avesse il potere di farlo, il Prof. Mozzanega la 194 la abrogherebbe, si o no?

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  2. #Francesco   30 marzo 2014 at 8:16 am

    Caro Bruno, vedo che anche i medici per la vita dell’Alabama, citano i tuoi studi:
    http://www.physiciansforlife.org/content/view/2363/2/

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  3. #algophagitis   31 marzo 2014 at 1:34 pm

    L’ articolo non confuta il virgolettato iniziale, al massimo lo modifica in questo modo: “il professore è rassegnato al fatto che l’IVG sia legale e somministrata e finanziata dallo Stato, difende la 194 (solo perchè limita in parte l’ aborto) e la contraccezione, dichiarandosi contrario all’aborto a titolo personale”.

    Volendo sintetizzare, Mozzanega afferma che il modo migliore per tutelare il concepito, nell’ attuale contesto, è andare a ingrassare le file dell’ abortismo più moderato e usare la contraccezione.
    Provo a fare il punto sul pensiero espresso nell’ articolo e sulle conseguenze:

    1. Abolire o modificare la 194 è impossibile. [ne consegue che lottare per questi obiettivi è inutile]. Deduco logicamente dalle posizioni espresse: Modificare la cultura e la mentalità delle persone per creare un fronte abbastanza ampio di “antiabortisti” e di persone abolizioniste o che vogliano restringere la legge è impossibile [ne consegue che lottare per questi obiettivi è inutile].

    2. Quindi, deduco, il mondo pro-life, se non vuole fare cose inutili, deve muoversi tenendo come cornice la legge e come obiettivo la modifica della mentalità e della cultura che prende troppo sotto gamba l’ aborto o che lo considera un diritto. Tutto questo a favore della mentalità abortista “moderata”, peraltro già diffusissima.
    Sì alla contraccezione, sì alla scelta consapevole di riprodursi (disponendo anche di informazioni sulla biologia).Sì a fare leva sulle parti della legge meno “”gravi””.
    Collaborazione e alleanze con gli abortisti moderati: cit. “cercare punti di contatto con chi, nel mondo avverso, crede comunque che l’aborto sia un male ma lo consente,”.

    3. Presumo logicamente da tali premesse (non posso però dire se questa è la posizione dell’ autore): gli antiabortisti abolizionisti danneggiano la causa, in quanto spingerebbero le persone a posizioni infruttuose (abolire la legge) o creerebbero repulsione da parte delle masse verso il mondo pro life, visto come “estremo”, quindi per riflesso spingerebbero verso l’ aborismo radicale.

    Ora, tutto questo è una spinta al ribasso, che espone al compromesso, che limita il fronte antiabortista, a favore di quello abortista moderato, con cui cerca alleanze (e non semplice uso strumentale).

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  4. #Matteo   1 aprile 2014 at 9:45 am

    A titolo personale si dichiara contrario all’aborto ma poi si dice favorevole a titolo professionale alla somministrazione di stato dell’aborto stesso (chiamarlo interruzione volontaria di gravidanza non cambia l’abominio che sottostà).

    Ci fa anche sapere che secondo lui (non si sa da quale fonte di rivelazione è stato informato)
    la 194 non sarà mai modificata. L’oggettività di tale convinzione non la dimostra, ma la pretende ed invece di adoperarsi per sconfiggere la piaga dell’aborto legalizzata dalla 194 stessa che egli tanto vuole difendere ci fa sapere di ritenere
    ammissibili tutti i mezzi che “prevengono il concepimento” in chiarissimo dispregio dei dettami del Magistero della Chiesa che ne vieta invece la maggior parte.

    Costui non è cattolico, questo è il punto.

    Ero intenzionato a partecipare alla marcia per la vita di Maggio, ma ora che so che gente simile fa parte del direttivo del movimento per la vita, non andrò più.

    Dal Bosco ha ragione.

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  5. #mara   8 aprile 2014 at 10:13 pm

    credo che il dott. mozzanega sia alquanto confuso e nel tentativo di difendersi dalle accuse di essere pro-choice abbia ampiamente e personalmente confermato di esserlo. se invece crede sinceramente di essere pro-life invochiamo Dio perchè ci guardi dagli amici che dai nemici ci guardiamo noi.

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