IL CORTEO NAZIONALE DI NO194 PER L’ABROGAZIONE REFERENDARIA DELLA LEGGE (MILANO, 12-4-2014) E LA SIGNIFICATIVA PARTECIPAZIONE DA PROTAGONISTA DEL MPV ALLA MARCIA PER LA VITA

Screen Shot 2014-03-06 at 8.24.59 AM

Sabato 12-4-2014 si svolgerà a Milano, dalle 15 alle 18 la manifestazione nazionale di NO194. Un corteo percorrerà il pieno centro della città meneghina, partendo da piazzale Cadorna (stazione di metropolitana, linee 1 e 2) con arrivo in piazza Medaglie d‘Oro, seguendo il percorso Foro Bonaparte, Largo Cairoli, Via Cusani, Via Broletto, Piazza Cordusio, Via Orefici, Via Mazzini (a lambire Piazza Duomo), piazza Missori, corso di Porta Romana (stazione di metropolitana, linea 3).

Il titolo della manifestazione è “NO194 per l’abrogazione referendaria della legge 194”.

Una manifestazione dinamica che si affianca ai tanti sit-in mensili che caratterizzano la nostra attività, dalle 9 ore di preghiera su base regionale all’esterno degli ospedali il primo sabato dei mesi dispari, alle adorazioni eucaristiche il primo sabato dei mesi pari (si vedano le sedi su www.no194.org).

Questa è una scelta obbligata alla luce dei nostri oltre ventimila iscritti e del grosso successo raccolto da queste iniziative.

Questa manifestazione, che contribuirà a una nuova crescita di NO194, non rappresenta:

  • una scelta originale, se è vero che i primi cortei risalgono alla notte dei tempi, tanto che nessuno tra i nostri contemporanei può vantare di detenere la primogenitura della formula;
  • una sfida verso la nostra controparte, giacché, a mio modesto avviso, è di tutta evidenza che i difensori della 194 potrebbero organizzare, ad esempio nel centro di Roma, una manifestazione analoga radunando un milione di persone (cifra in grado di far impallidire i numeri di qualsiasi corteo pro life, anche generico), vista la ben maggiore vocazione piazzaiola di quell’area politico-culturale;
  • il fine della nostra azione, bensì uno strumento di propaganda della nostra operazione referendaria, il che rende questo evento, al pari di tutti quelli che organizziamo, di portata, significato e matrice assolutamente inequivocabili, concepito in vista di un‘iniziativa concreta, addirittura ben definita dal punto di vista legislativo e costituzionale, nell’assoluta consapevolezza che una legge è fondamentale anche nel determinare l‘orientamento culturale della collettività e che la sua abrogazione non può essere realizzata mediante manifestazioni di piazza.

Qualche nostro isolato iscritto mi ha chiesto di presentare questo evento in modo sfumato, al fine di renderlo più appetibile, ma preferiamo avere partecipanti selezionati secondo le idee, in nome della trasparenza. Una manifestazione non è una gabbia con cui intrappolare persone nell’ambiguità.

Chi ha paura di scelte chiare e non conformi al pensiero ufficiale, nelle sue diverse sfumature favorevoli alla 194, quel sabato può dedicarsi ad altro senza problemi.

Vi attendo, dunque, i più numerosi possibile, ma nella consapevolezza che la nostra forza prescinde dai numeri (se non da quelli strettamente legati ad un incombente referendario) ed è identificabile in quella concretezza, che sfugge ad ogni interpretazione,  e nella nostra compattezza, trasparenza ed identità.

Ben altri numeri, stante l’ampiezza della sua matrice, può vantare la Marcia per la Vita, evento che si svolgerà nel centro capitolino nelle prossime settimane, anche se la prima edizione a Desenzano del 2011 registrò 300 presenze (dato confermato pressoché unanimemente dalla stampa) e nessuno come il sottoscritto può affermarlo con la stessa certezza, avendo avvicinato in quell’occasione personalmente tutti i partecipanti, per raccogliere le adesioni al nostro comitato (ad oggi oltre ventimila).

Per tale motivo è tutt’altro che sgradito l’invito alla manifestazione di quest’anno. È un invito, peraltro, con diverse limitazioni, se è vero che:

  • ci è stato impedito sin dalla prima edizione di intervenire al convegno (della durata di 4 ore) anche solo per 5 minuti;
  • ci è stata bandita l’esibizione di croci, ritenute vistose;
  • siamo stati invitati a pagare per poter apporre un banchetto per la raccolta delle adesioni all’esterno del convegno di quest’anno.

Lo sveglissimo di turno potrà motivare questa scelta (del tutto legittima, ciascuno segue la propria linea e il proprio indirizzo, anche imponendo costi) come giustificata da ragioni personali, addebitandomi chissà quali colpe.

La mia unica colpa è stata quella di aver dichiarato da subito, quindi sin dal 2011, che questo evento, che riesce oggi a riunire sino a ventimila persone in nome del genericissimo concetto di difesa della Vita, non aveva una connotazione abrogazionista. Ciò è vero, se è vero che colui che da più parti è stato indicato come l’artefice della Marcia aveva pubblicamente dichiarato come la legge che disciplina l’aborto non assume una rilevanza centrale nel tema (si legga l’intervista http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2049), rispetto all’atteggiamento culturale di un paese, negando quindi l’importanza culturale che una legge in sé riveste.

Abbiamo anche aggiunto che, già alla seconda edizione del 2012, la prima molto partecipata, illustri e invitati partecipanti (il sindaco e On. Alemanno, l’On. Lupi e il Sen. Gasparri) avevano dichiarato che la 194 andava pienamente applicata, mediante il potenziamento dei consultori familiari.

Schiumando bile, qualcuno, senza peraltro riuscire a opporre alcuna argomentazione razionale alla prima eccezione, stante il contenuto inequivocabile di quell’intervista, dichiarò che costoro erano sostanzialmente degli infiltrati, non rappresentando ufficialmente l’evento.

Lo scorso anno, a gennaio, in una lodevole intervista, la portavoce della Marcia sostenne che gli organizzatori della stessa non rappresentavano un movimento, ma lavoravano per un evento di un giorno al fine di dare spazio a tutte le anime del pro life nazionale, rivendicando, nel contempo, la matrice abrogazionista del medesimo (si veda http://www.corrispondenzaromana.it/marcia-per-la-vita-2013-intervista-a-virginia-coda-nunziante/).

Di qui la speranza, sia pur intrisa di diffidenza, di una svolta nella matrice della manifestazione.

Ecco che lo scorso anno, però, abbiamo visto sfilare alla Marcia le pettorine gialle del Movimento per la Vita, del tutto legittimamente impegnate a pubblicizzare la raccolta “Uno di noi“, diretta a riconoscere diritti dell’embrione in una sede non solo profondamente laicista come quella comunitaria, ma pure incompetente a decidere sul diritto di aborto, decisione che spetta ai singoli Stati (http://it.radiovaticana.va/news/2013/05/12/campagna_nazionale_uno_di_noi_in_difesa_dellembrione_e_marcia_per/it1-691263).

Il MPV, organizzazione che rispettiamo per la sua storia pur nella differenza profonda di posizioni, come noto, da tempo ribadisce, al pari dei parlamentari sopra citati, che la 194 va pienamente applicata mediante il potenziamento di consultori familiari, e ha abbandonato da oltre trent’anni ogni vocazione abrogazionista (si veda http://no194.org/?m=201204 ).

Se l’obiettivo è incrementare i partecipanti alla Marcia, il MPV, che ha appoggiato la radicale Bresso alle elezioni regionali piemontesi qualche anno fa contro il sia pur timido pro-life Cota, può offrire dei margini di miglioramento davvero notevoli, aprendo scenari di coinvolgimento molto ampi, che non escludono nessuno.

Infiltrati anche i militanti del MPV?

No, la presenza delle pettorine gialle venne rivendicata con orgoglio dall’artefice citato (http://it.radiovaticana.va/news/2013/05/12/campagna_nazionale_uno_di_noi_in_difesa_dellembrione_e_marcia_per/it1-691263).

È stata un’eccezione?

Assolutamente no. Quest’anno il Movimento per la Vita ha suoi esponenti regolarmente invitati al convegno ufficiale della manifestazione (si veda  http://www.marciaperlavita.it/marciaperlavita-evento/convegno-nazionale-per-la-vita/).

Appare così evidente che, se la Marcia è lodevolmente aperta a tutti (un’occasione per tutti, imbavagliati o meno), solo i partecipanti ufficiali, forse, esprimono una linea unitaria, giuridicamente non pro life ma pro choice, quindi contraria all’abrogazione della legge ed alla responsabilità penale della donna e del medico protagonisti di un evento abortivo.

Sul tema non ci sono davvero terze vie, poiché una persona nasce o non nasce: quindi si può essere a favore del diritto di scelta della madre o del diritto di nascita del figlio [l’unico caso intermedio, aborto nell’ipotesi di grave pericolo di vita della donna che porti a termine la gravidanza, è già risolto in radice dall’incostituzionalità radicale dichiarata dalla Consulta nel 1981 di un quesito abrogativo che si estenda ad esso, per palese violazione dell’art. 32 della Cost. (diritto alla salute) ed era già ammissibile prima dell’entrata in vigore della 194, stante la vigenza dell’art. 54 c.p. (stato di necessità) a favore della gestante e del medico].

L’atteggiamento pro life che viene affermato, quindi, forse è filosofico, poetico e metafisico, non giuridico e concreto.

Non a caso, l’artefice citato è stato candidato alle elezioni politiche del 2008 nella lista “Aborto? No, grazie“ di Giuliano Ferrara. Quest’ultimo ha più volte dichiarato che la 194 non va abrogata, poiché essa ha sconfitto la piaga dell’aborto clandestino (si veda http://no194.org/?p=417).

Nel momento in cui la Marcia vuole dar lodevolmente spazio a tutti, dai difensori della legge agli abrogazionisti, non può trasmettere messaggi univoci (“In difesa della vita senza compromessi“, come recita il sottotitolo ufficiale dell’evento) senza cadere in una contraddizione essenziale e oggettiva, e della quale i terzi rispetto agli interessati dovrebbero opportunamente prendere atto, senza raccontare storielle agli altri e a se stessi.

Non si può rappresentare tutti e tutto, come insegna la parabola politica del – non a caso – extraparlamentare Fini che, nel suo spaziare a 360° con dichiarazioni riconducibili a qualsiasi area politica, affermava che oggigiorno contano i leader e non gli ideali.

E, talvolta, è bene ammettere di non aver ben compreso, senza scagliarsi contro di quelli che cercano di far capire l’errore di analisi nel quale si è incorsi, dimostrando tale errore con il corredo di un’inequivocabile e inattaccabile documentazione, come quella citata nel presente testo.

A costoro non rimane altro che schiumare rabbia senza alcuna argomentazione razionale o censurare, destino che riguarderà anche il presente pezzo.

Ciò che scrivo è così vero che, ad esempio, la nostra 9 ore viene ignorata da tutti i siti ufficiali di area, ad eccezione di uno, che però non indica il comitato organizzatore, quasi che il comunicato che riceve provenisse da Marte, al punto che l’evento (e persino il referendum) pare organizzato dal sito stesso, si veda:

Anche per questo iscrivetevi al nostro comitato tramite il sito www.no194.org.

 

Pietro Guerini, Presidente nazionale comitato NO194 e associazione NO194