Elisabetta Frezza a Francesco Agnoli: la controreplica per Radio Spada

Elisabetta Frezza2

Cari amici di Radio Spada,

vi ringrazio dello spazio che mi offrite in seguito alle accuse inaspettate rivoltemi da Francesco Agnoli, cui mi vedo costretta a rispondere.

Con stima, E.F.

Francesco,

ho appena letto la tua pubblica invettiva e ne rimango basita.
Il livello con essa raggiunto imporrebbe solo il silenzio, ma la sua gratuita offensività, coinvolgendo inopinatamente anche terzi, richiede di dovere una mia replica.

Premetto – e ricordo – che tutte le polemiche in corso sono sorte originariamente da un articolo di Puccetti e Carbone pubblicato sulla Nuova Bussola Quotidiana e da te ripreso in toto che, oltre ad esprimere posizioni inaccettabili, le condiva con considerazioni sprezzanti e ingiuriose verso gli ex compagni di strada (tutti quelli che non fossero disposti a seguire la nuova linea cripto abortista). Quindi, qualsiasi lezione successiva di compostezza e di stile suona quantomeno bizzarra.

Entro nel merito delle tue accuse.
Fondai “In punto di vita” insieme ad alcuni amici, tra cui appunto il dottor Mozzanega. L’associazione organizzò non uno, come tu avventatamente dici, ma due grossi convegni (“Intorno alla vita che nasce” e “La vita che non nasce. Soluzione finale”) e si sciolse poi per oggettivi e insuperabili divergenze di vedute su aspetti centrali della tutela della vita. Non giurai proprio nessuna inimicizia a nessuno, semplicemente ognuno andò per la sua strada e proseguì il proprio lavoro.
Questo vale anche per il Mevd, del quale lasciai la vicepresidenza (e non certo dopo una seduta) per disaccordo con la linea del presidente dottor Alberto Zelger, col quale rimasi – e sono tuttora – in ottimi rapporti, di cordialità e stima reciproca. Tant’è che mi dimisi sì da un ruolo di rappresentanza, ma permanendo nella compagine e anche nel suo direttivo. Il tutto fu chiarito in assoluta lealtà e senza infingimenti, in primis direttamente col presidente Zelger, con la franchezza che penso mi contraddistingua. Gli epiteti da te, e solo da te, riferiti al dottor Zelger non meritano – questi davvero no! – commento alcuno, solo un pietoso velo.

La presunta collaborazione fissa del dottor Puccetti nei GpV – quale emerge dalle parole di Agnoli – ribadisco che non risulta, come parimenti non risulta per il dottor Mozzanega. Lo posso affermare da socio fondatore e membro del direttivo dei Giuristi per la Vita.

Caro Francesco, a me sembra che avochi a te un pochino troppo, il conoscere tutto, il fare e il disfare cose e persone. Come sai – lo dici tu, infatti, di conoscermi bene – il mio impegno nella battaglia per la vita è dettato, prima ancora che dalla ragione, dal cuore e dalle viscere. Metto a disposizione le mie (misere) forze e le mie (scarse) competenze, il mio tempo e la mia passione. La mia esperienza, anche. Quella terra-terra di chi ha passato otto gravidanze, partorito cinque figli e abortiti spontaneamente tre. E nel vivere queste vicende ho visto e toccato con mano tante, troppe, cose che segnano in modo indelebile. In ragione di questo combatto quella battaglia, di null’altro. Lo possono confermare mio marito e i miei ragazzi, che quotidianamente “subiscono” e pazientemente sopportano la mia dedizione alla causa, essendone peraltro a loro volta conquistati. E proprio perché è così, ti assicuro che un po’ mi difetta la voglia di dialogare con tutti su questi temi definitivi, di confrontarmi coi normalisti, di compromettere, di clericaleggiare, di pigliare vie traverse, di perseguire l’unità quale che sia, di baloccarmi in contorsionismi concettuali e onomastici fuorvianti e falsificatori. Chiamami pure intransigente, tetragona, oltranzista, anche squilibrata se ti suona bene e ti fa contento. In fondo è vero, gli equilibrismi non sono il mio forte.
Ti assicuro comunque che l’ardore che mi muove è pari solo all’orrore che provo di fronte all’abisso nel quale stiamo irenicamente rotolando, e trascinando i nostri figli. Con la preziosa spinta di tanti finti alleati.

Aff.ma,

Elisabetta

5 Commenti a "Elisabetta Frezza a Francesco Agnoli: la controreplica per Radio Spada"

  1. #ANNA MARIA PACCHIOTTI   30 marzo 2014 at 12:43 pm

    Cara Elisabetta, sono totalmente sulla Tua linea. con vero onore. Anna Maria Pacchiotti

  2. #Fabio   30 marzo 2014 at 5:51 pm

    Ma i Cattolici di quanti tipi sono? Gesù amava tutti ma solo molti lo hanno seguito. Io da misero uomo dico che bisogna seguire proprio Lui e gli insegnamenti di quella Santa Chiesa Cattolica Romana di cui ci parlavano i grandi Papi da San Pio X a Pio XII. I falsi profeti sono venuti dopo e i frutti si vedono!!!

  3. #Matteo   1 aprile 2014 at 9:48 am

    Brava coraggiosa e libera, una vera cattolica.

    Onore e merito.

  4. #Ganimede   1 aprile 2014 at 7:13 pm

    Trentatré trentrine entrarono a Trento, tutte e trentatré trollando!

  5. #duxcunctator   2 aprile 2014 at 8:08 am

    Grazie, Elisabetta.

    Dio ci benedica, la Madonna ci accompagni, San Michele Arcangelo scorti le nostre vie.

    +Christus Vincit+

    Maranathà