SAN MICHELE ARCANGELO NELLA LOTTA CONTRO IL DEMONIO

SAN MICHELE ARCANGELO NELLA LOTTA CONTRO IL DEMONIO

San Michele Arcangelo lo conosciamo sin dall’Antico Testamento come colui che veglia sugli eletti (Dan. 12,1), veglia sul popolo eletto d’Israele, veglia quindi su Abramo e sulla sua discendenza, il quale era «cristiano in voto», difatti Abramo, come Gesù ricorda in Gv. 8,54-56, credeva in Lui e da ciò deriva la «stirpe», dalla fede in Cristo. San Giovanni ci riporta la risposta di Nostro Signore alle pretese dei bugiardi: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria non sarebbe nulla; chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. E se dicessi che non lo conosco, sarei come voi, un mentitore; ma lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e se ne rallegrò».

A san Michele è assegnato pure il compito di difendere gli eletti in un momento drammatico che, come risulta dal contesto di Daniele 12 e dalla Tradizione, coincide anche con la resurrezione generale connessa con il giudizio di Dio. Dice il Signore: «Se qualcuno […] non vi accoglierà e non darà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dai vostri piedi. In verità vi dico, nel giorno del giudizio il paese di Sòdoma e Gomorra avrà una sorte più sopportabile di quella città» (Mt. 10,14-15). Importantissimo, quindi, il ruolo di san Michele anche alla fine dei tempi, come sostegno santo per chi vi giunge vivo.

Egli è anche Arcangelo della buona morte, ovvero assiste il moribondo affinché questi resti saldo nella fede, riceva i Sacramenti e si salvi, contro gli assalti del maligno che vuole, invece, far perdere fiducia in Dio facendo dannare l’anima della vittima di turno.

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Nel Nuovo Testamento, san Michele protegge tutti i battezzati nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo, dai tremendi assalti di Satana e di tutti gli angeli decaduti. 

Da Giuda 9 apprendiamo che egli è un Arcangelo, per di più veniamo informati di una tremenda lotta che ebbe con diavolo, ma i dati distintivi più importanti che emergono dallo Scritto sono la carità e l’umiltà che caratterizzano l’Arcangelo, il quale, durante la battaglia, dice al maligno: «Ti condanni il Signore!»; ci ricorda difatti la Scrittura: «non osò accusare [il diavolo, NdA] con parole offensive». Dio giusto, Uno e Trino: «con rigore […] […] infliggerà [al diavolo ed agli uomini iniqui, NdA] la sorte che gli ipocriti si meritano: e là sarà pianto e stridore di denti» (Mt. 24,51).

In Apocalisse 12,7 capiamo che ci fu una lotta in Cielo,  pertanto san Michele a capo delle schiere angeliche di Dio Trinità, ricevette il compito di scacciare il drago, ovvero Lucifero che, una volta depravatosi nell’intelligenza e sfigurato nell’aspetto, divenne Satana e, con 1/3 degli angeli ormai ribelli, vennero tutti precipitati. Si legge: «[…] la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra» (Apoc. 12,4). Secondo la comune esegesi cattolica, un terzo delle stelle sarebbero gli angeli pervertitisi.

L’iconografia classica ci tramanda l’immagine di san Michele rivestito di armatura, e questo lo dobbiamo al suo essere guerriero, difensore e protettore, cavaliere celeste venerato anticamente dai nobili popoli germanici i quali usavano  porre la sua effigie sui vessilli. La corona è piuttosto un elmo glorioso, talvolta sostituita con un’importante aureola, sempre e comunque a testimoniare la santità del capo dell’armata celeste di Dio, rimarcando anche la sua importanza gerarchica nella monarchia, così come accade nella Chiesa stessa, Istituzione divinamente monarchica. La bilancia, accompagnata da una lancia al posto della spada soprattutto nelle iconografie nordiche e russe,  rappresenta la pesatura, ovvero l’Arcangelo presenta le anime al cospetto dell’Altissimo, il Quale pesa i meriti e le colpe, pertanto giudica giustamente: o salvando, oppure comminando la pena eterna. Dice il signore: «[…] Il campo è il mondo. Il seme buono sono i figli del regno; la zizzania sono i figli del maligno […] Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo» (Mt. 13,40).

San Michele è pure il turiferario celeste, come testimonia Apocalisse 8,3, quindi porta l’aureo turibolo, o «incensiere d’oro», delle preghiere davanti all’altare Celeste.

Siamo certi che esistono san Michele e tutti gli angeli, siano essi o buoni o cattivi, perché la Rivelazione ce lo dice. Solo che la Scrittura liberamente interpretata (il «sola Scriptura» di luterana dannata memoria) non basta, pertanto la nostra certezza viene dalla Chiesa, che ha dapprima chiarito il dato rivelato, interpretando la Scrittura tradizionalmente e secondo il principio di «convergenza dei Padri»,  il che esclude ogni fantasiosa esegesi arbitraria, e successivamente ha definito queste verità rivelate, pertanto dobbiamo crederle.

Dunque, come ricorda sant’Agostino nella «Lettera contro Mani», così come è la Chiesa che mi dice di credere nei Vangeli, poiché senza la Chiesa neanche sapremmo quali testi sono Sacri e quali sono fandonie, allo stesso modo dobbiamo credere a tutte quelle verità indispensabili alla salvezza: che la Chiesa definisce e ci impone all’osservanza. Diversamente sarebbe come credere che la ruota gira e si sposta, ma poi fare una macchina con i cerchioni quadrati. Ciò sarebbe contro la retta ragione.

Ad ogni anima viene dato un corpo, ogni uomo è così supportato dall’Angelo custode, che ci protegge dalle tentazioni e dalle vessazioni degli angeli decaduti o demoni. Quando l’uomo muore, non esistono anime erranti, difatti l’anima o è salva o è condannata, ma sempre «confinata». L’Angelo, è opinione teologica comune, sarà la santa compagnia di chi si è salvato, come il diavolo sarà il carnefice eterno di chi si è dannato. Non esistono, salvo rarissimi casi riconosciuti esplicitamente dalla Chiesa, manifestazioni terrene di anime dei defunti.

Estrapolato (Cf. Controsenso, Basilicata, anno V, n° 11) intervista integrale del 13 marzo 2014, Mistero (Italia 1) a Carlo Di Pietro

11 Commenti a "SAN MICHELE ARCANGELO NELLA LOTTA CONTRO IL DEMONIO"

  1. #mario   14 marzo 2014 at 1:58 pm

    ai primi del secolo diciottesimo s.Michele donò a suor Antonia de astonac, in portogallo, la coroncina angelica, detta altrimenti rosario di s. Michele:questa fu arricchita con molte indulgenze da vari pontefici del passato. purtroppo oggi non viene diffusa: infatti essa è un’arma potente contro il demonio e contro la maledetta setta cheè la massoneria. diffondiamola!

    • #ricciotti   14 marzo 2014 at 2:47 pm

      Salve.
      Grazie per aver commentato.
      Intendi la Corona angelica?
      Saluti.

  2. #mario   14 marzo 2014 at 5:24 pm

    si, intendo proprio la corona angelica! io credo che dopo la s. Messa, dopo il rosario della BV Maria, essia sia la piu potente arma che tutti fedeli dispongano. da notare che porpio agli inizi del diciottesimo secolo quella associazione di furfanrti che è la massoneria fu fondata, almeno nel senso attuale del termine, e , strana coincidenza, s. Michele diede alla suora questa bella preghiera. quindi è proprio una coincidenza? io dico di no: essa è un potente soccorso datoci dalla Provvidenza per contrrastare e distruggere quella setta demoniaca. ma, al solito, noi non ce necuriamo.

    • #ricciotti   14 marzo 2014 at 5:33 pm

      Dici bene!
      “strana coincidenza” 🙁

  3. #mario   14 marzo 2014 at 7:07 pm

    un’altra preghiera da diffondere con tutti imezzi a nostra disposizione, è l’esorcismo breve di Leone XIII: questo pontefice raccomandava di recitarla anche pubblicamente in processsione! sbirciando nei documenti massonici quest’altr preghiera rientra nei loro piani di eliminazione della fede cattolica: essi raccomandano di farla sparire dai testi cattolici. ed ora ti racconto cosa è capitato a me personalmente: leggevo l’indice di un librettto su san Michele arcangelo, il cui autore era il già deffunto p. Tomaselli, e in esso c’era la pagina in cui si sarebbe dovuto trovare il testo dell’esorcismo. vado a controllare e noto che il libretto era carente delle due pagine in cui si sarebbe dovuto trovare la preghiera; al che pensai che fosse un difetto casuale di quel singolo libretto. andai a controllarne altri e “l’errrore” si ripeteva puntualmente! questo fatto, accadutomi all’incirca dieci anni fa, dimostra comeme 2i farabutti massoni sono infiltrati anche in ia cattolica, il i

    • #ricciotti   14 marzo 2014 at 7:34 pm

      i massoni hanno precisamente fatto sparire le “Preci leonine” alla fine della nuova messa criptoluterana.
      altra cosa è l’Esorcismo breve, quello possono solo occultarlo dai testi, poiché trattasi di privata orazione.
      grazie per il tuo contributo alla discussione.

  4. #mario   14 marzo 2014 at 7:33 pm

    dicevo come questi assatanati sono infiltrati anche in seno all’editoria cattolica, il fumo di satana di montiniana memoria. però ciò dimostra come essi abbiano terrore della pr3eghiera in generale e di alcune in particolare!saluti

  5. #MaryG   14 marzo 2014 at 9:12 pm

    Bravo all’autore Carlo per queste considerazioni veritiere ed autentiche ad alto valore teologico!
    Che San Michele Arcangelo possa proteggerti sempre…

    • #ricciotti   20 marzo 2014 at 12:35 pm

      Grazie. San Michele protegga anche te.

  6. #carlo   7 marzo 2016 at 7:41 pm

    In Italia fu sconfitta la bestia
    La vera missione di San Michele
    Verso il VI secolo d.C. nell’Impero Romano si afferma stabilmente la società cristiana che pian piano soppianta quelle istituzioni civili con all’interno uomini con un credo pagano . L’impero romano era una organizzazione politica e culturale che andava oltre i confini etnici e nazionali con un centro di potere politico a Roma al quale erano collegate le varie questure e comuni o rappresentanti del potere centrale . Una organizzazione politica perfetta ed efficiente che permetteva a un potere centrale di dominare ovunque e fare applicare le sue leggi . Di esso facevano parte razze varie, popoli con lingue e culture diverse , classi sociali diverse ma accomunati tutti dai loro doveri verso Roma e da una stessa legge civile . Una legge basata sul diritto naturale per lo più, dove il reo veniva condotto davanti a un tribunale e giudicato da un giudice e non da un capo tribù o da un capo clan . Con Costantino abbiamo la vittoria della nuova cultura che doveva affermarsi all’interno delle istituzioni statali e, mano a mano , appianare quei contrasti e deviazioni nelle istituzioni basate su una visione politica molto rivolta al dominio e allo sfruttamento dei popoli incorporati all’impero con il predominio delle classi più abbienti e la supremazia dell’uomo virile e forte all’interno della società. Costantino iniziò alcune riforme incominciando dal matrimonio, dandogli più stabilita e certezza e permise la libera diffusione del cristianesimo fino allora perseguitato . Si realizzava cosi quanto disse il profeta Isaia di Cristo : “ E’ troppo poco che tu sia mia servo per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti di Israele . Ma io ti renderò luce delle nazioni perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra .”( Is.49,5-6). Il Dio di Abramo di Isacco e di Giacobbe così oltrepassava i confini di Israele e veniva conosciuto dall’Impero Romano dei popoli . Ma dobbiamo aspettare la fine del IV secolo prima che l’imperatore Teodosio abolisse completamente il culto nei templi pagani , anzi ne decretasse la chiusura . Non a caso è proprio in quel periodo che inizieranno le apparizioni Micaeliche sul Gargano e proprio su un antico tempio pagano famoso del luogo dove verrà costruita una Chiesa . La bestia , rappresentata dal paganesimo , veniva definitivamente sconfitta dalla forza poderosa e divina dell’Arcangelo . Veniva legata e imprigionata ! Il paganesimo oramai non esisteva più e viveva solo in piccoli villaggi o nella campagna da cui il nome di pagus. Quindi nascono dei grandi movimenti spirituali di vita associata che trovano la loro organizzazione stabile nei grandi monasteri principalmente benedettini . Molti magistrati romani , retori e cultori delle arti scelgono la vita monastica come lo stesso Benedetto da Norcia ,San Leone magno , Gregorio Magno, Sant’Agostino ,Sant’Ambrogio e altri. Con l’avvento dei grossi monasteri con annessi gli immensi lasciti dei fedeli , la vita politica quasi scompare anche a causa di continue invasioni barbariche . Il vulgus si allontana dalla politica e dalle città e si rifugia nei monasteri, preferendo stare alle loro dipendenze per imitare la vita evangelica . Molti donano le loro proprietà terriere anche se continuano a vivere e lavorare in esse però a servizio dell’Abate . Da proprietari divenivano semplici amministratori non solo per imitare la vita evangelica ma soprattutto per difendersi dalle angherie degli avidi signorotti locali e per la mancanza di un autorità civile , questi nulla avrebbero potuto contro il potere della Chiesa di Roma !! Questo fino all avvento della fino all’avvento della società mercantile e la nascita dei comuni . Fu allora che nascono la spiritualità francescana e domenicana come esperienze religiose e comunitarie legate alla nuova società in contrapposizione alla vita monastica delle abbazie , le quali pero’ avevano il merito di essere legate di più ai laici e a quel poco di potere civile . Questi ordini si distinguono per il voto di povertà e la mancanza di legame per la stabilità al luogo. La politica e la società civile viene vista all’interno di queste realtà spirituali come una cosa sporca , un luogo da cui fuggire perché pieno di interessi e di affari loschi , di traffici e commerci iniqui , dove nell ‘autorità e il signore venivano identificati i vizi della lussuria mentre la proprietà era il prodotto del peccato . I civili lottavano per guadagnare e possedere quindi per accrescere i vizi , mentre i religiosi imitavano la comunità evangelica dove tutti erano uguali e fratelli, dove regnava la giustizia senza preoccupazioni di sorta con una libertà interiore . Il clero regolare aveva una spiritualità che era una via di mezzo tra gli interessi della carne e gli interessi dello spirito e non avevano per la loro formazione i grandi mezzi culturali dei religiosi e dei monaci . Spesso erano membri di famiglie facoltose a cui erano legati da interessi tutt’altro che nobili . Essi appartenevano sempre a una casta al servizio del vescovo e spesso erano impelagati nelle preoccupazioni del mondo e delle ricchezze non avendo il voto di povertà . Ma nella stessa società civile si sentiva l’esigenza di avere una giustizia mentre aumentavano le relazioni sociali ,la necessità di regolare i rapporti mano a mano che si popolavano di nuovo le città e aumentavano i traffici e le vie di comunicazioni . Quando si passava dalla semplice vita agricola e monastica alla vita del borgo cittadino, si sentiva l’esigenza di regolare i rapporti sociali e ordinarli , aumentava il patos politico. All’interno delle società evangeliche si introduceva ufficialmente il diritto canonico intorno all’anno mille, mentre la società civile non era retta ancora da nessun codice legislativo e le embrionali strutture politiche sentivano molto l’influsso ecclesiale . Non ci si poteva riferire al vangelo per punire i delitti di ogni specie perché il vangelo imponeva solo di perdonare sempre , quindi bisognava avere un altro modello . Il modello più a portata di mano era il codice ebraico della legge naturale molto più severo e più preciso dello stesso codice di diritto romano , però veniva depurato di alcuni elementi liturgici e inconsistenti riguardanti le abluzioni . Infatti la legge mosaica è tutta basata su un elemento base che ruota intorno al concetto di “occhio per occhio , dente per dente “, dove il metro è una giustizia giusta e non la vendetta . Oggi invece si da molta importanza nei codici civili moderni anche a quegli elementi della legge ebraica che sembravano inutili e faziosi come le prescrizioni rituali di purificazione che non avvenivano all’interno di atti liturgici ma erano semplice profilassi igienica e sanitaria quotidiana che , si è visto , salva dalle epidemie e dalle facili contaminazioni , nonché da molte malattie legate all’igiene della persona . I codici moderni ne sono pieni nel campo dell’industria alimentare e nelle profilassi ospedaliere o scolastiche .Quale legislazione dei popoli più antichi aveva una legge cosi perfetta e precisa, che magari badava anche all’igiene ? Quale legislazione antica si preoccupava dell’usura e la puniva con certezza ? L’Inquisizione , cioè gli antichi tribunali amministrativi della giustizia civile medioevali , avevano quindi come modello Mose’ , i profeti e tutti i re giusti dell’Antico Testamento che miravano a tenere fermi i costumi senza che degenerassero nell’anarchia o per una visione falsamente evangelica che non riguardava la vita civile . Verso il 15° secolo nel vecchio Impero Romano inizia la formazione degli stati nazionali e la lotta per la supremazia politica di uno stato sull’altro, per il dominio dei mercati e per rivendicare la propria identità politica .La Chiesa subisce varie umiliazioni ed è sempre più costretta ad arretrare dalla società civile dove si afferma una cultura sempre più autonoma che tenta sempre più a spiegare l’autorità e la morale e la legge come un parto della mente umana dove la legge naturale non c’entra nulla .Una ricerca della libertà e dell’autonomia umana dalla stessa legge morale,anzi una libertà intesa come trasgressione .Nel 18°secolo una nuova bestia a due corni imperversa , si afferma una cultura dove il pensiero religioso viene visto come ostile,alienante e pericoloso per una società civile oramai autonoma da ogni legame tradizionale e morale col passato, dalla legge naturale , tuttavia si avverte l’esigenza imperiosa di un egualitarismo sociale che appiani le molte ingiustizie sociali come una reminescenza della vita semplice medioevale. Nascono così le ideologie ( destra e sinistra ) dove ognuna delle classi o dei partiti politici giustifica i suoi interessi e dà una soluzione approssimativa di tutta la vita sociale dell’uomo, legando le sue affermazioni a teorie di origine pseudoscientifiche e alla stessa matrice culturale : l’evoluzionismo darwiniano.L’antica unità culturale dell’Impero Romano dei popoli , favorita dalla comune lingua , liturgia e cultura giuridica scompare e si affermano le entità politiche nazionali dove diventa difficile trovare degli elementi comuni su cui basare la vita dei popoli e gli scambi sociali e culturali . La libertà che in alcuni casi non è altro che trasgressione dalle leggi morali sembra la nuova parola d’ordine e la condizione necessaria di ogni politica . Dopo un periodo di ostilità reciproca i popoli cercano attualmente di nuovo una unità culturale ma trovano soltanto delle intese economiche non sufficienti a fondare e ricreare la vita civile e dei popoli .

  7. #Paolo P.   7 marzo 2016 at 11:26 pm

    In questo sito si respira la buona aria della santa tradizione cattolica!
    Grazie all’autore di questo articolo.

    Sia lodato Gesù Cristo!
    Viva Maria, la nostra dolcissima mamma.

    Sancte Michael Arcangele
    defende nos in proelio …