Bergoglio e il rabbino

 

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di Alessandro Guzzi

 

Gli effetti dell’azione repressiva e annientante  dell’URSS sulla Chiesa Ortodossa, ed in generale del Comunismo sul Cristianesimo furono molto meno nefasti di quelli ottenuti dal dopoguerra in poi, senza sparare un colpo, dalle potenze “liberal democratiche” in stile americano oggi dominanti. Niente più impegnative uccisioni di preti, faticose distruzioni di chiese, odiosi regolamenti e divieti da imporre ai popoli per impedir loro di frequentare i luoghi di culto o persino di credere in qualche essere supremo che fosse tanto superbo da credersi più grande dei membri della Nomenklatura del Partito Comunista. L’intuizione fu che la Chiesa ed il Cristianesimo si sarebbero potuti distruggere molto più agevolmente dall’interno: questo fu il nuovo metodo usato dal Capitalismo Finanziario Massonico: infiltrazione e omologazione della Chiesa ai propri “ideali”, ai propri “princìpi”.

Famosa, orribile e demenziale la scena ritratta nella foto in cui vediamo dei miliziani del Fronte Popolare durante la Guerra Civile spagnola, che il 7 Agosto 1936 “fucilarono” la statua (poi distrutta) del Sacro Cuore di Gesù a Cerro de los Ángeles, a pochi chilometri da Madrid. Ma questa azione sembra davvero la preistoria rispetto ad una “guerra moderna” di annientamento del Cristianesimo operata dall’interno: il Concilio Vaticano II e la riforma

liturgica realizzata da Paolo VI nel 1969 hanno recato più danni alla Chiesa Cattolica di tutte le bombe comuniste, di tutte le catene con cui i Comunisti hanno chiuso le chiese, e delle pallottole rosse con cui hanno trucidato preti e monache, e noi sappiamo che il Concilio e la Riforma liturgica furono obbiettivi centrati dalla Massoneria attraverso infiltrazione e proselitismo. 

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Il Cardinale Bergoglio, attuale Francesco; le foto in questo articolo sono screenshot da una conversazione di Bergoglio con il Rabbino Skorka

Noi crediamo ed è diffusissima l’opinione, che Giovanni Paolo I (Albino Luciani) molto probabilmente fu assassinato proprio per aver espresso l’intenzione di liberare la Chiesa dall’ingombrante presenza di tanti ecclesiastici d’alto rango infiltrati della Massoneria che orbitavano attorno allo IOR e non solo (ad es Marcinkus,  De Bonis, Villot, Poletti, Baggio, Pappalardo, Bettazzi, Monduzzi, Bonicelli,  Suenens..) ma l’affollata Lista Pecorelli, documento ritrovato dai magistrati durante le indagini sul presunto rapimento di Michele Sindonail 17 marzo 1981, nella fabbrica “Gioele”, di proprietà di Licio Gelli, a Castiglion Fibocchi presso Arezzo, elenco che fu reso pubblico dalla presidenza del Consiglio dei ministri solo il 21 maggio 1981, riporta il nome di decine e decine di ecclesiastici affiliati alla Massoneria: si va infatti in ordine alfabetico da Alberto Ablondi, fino a  Lino Zanini, ma è emblematica la figura dell’Arcivescovo Annibale Bugnini, il quale, dopo la promulgazione il 4 Dicembre 1963 da parte del Concilio, della Costituzione apostolica Sacrosanctum Concilium sulla riforma liturgica, forte della nomina a segretario della Congregazione per il Culto Divino, ebbe un ruolo decisivo nella realizzazione della stessa riforma. Da tale potentissima posizione il Bugnini fu tra gli ideatori ed il vero regista della riforma liturgica, sicuramente con il beneplacito di Paolo 6, ma noi sappiamo per certo che anche il Bugnini era massone, figurava infatti nella lista di  Mino Pecorelli con la data di iniziazione del 23 Aprile 1963: il suo numero d’iscrizione era il 1365/75 ed il nome in codice BUAN.

La creatura di Paolo VI e di Bugnini, il Novus Ordo Missae, la “nuova messa cattolica”, che da “santo sacrificio” è diventata “la cena del Signore”, fa suo l’universalismo massonico, eliminando le eccessive specificità cattoliche (i fondamenti della fede): essa è sostanzialmente un rito invalido, perché la sua forma è stata alterata gravemente, protestante alla radice, assolutamente anti-tradizionale, blasfema e non cattolica, peraltro inscenata in modi spesso blasfemi e volgari, con l’officiante di fronte al pubblico come in un comizio, con le spalle alla Croce, e per altare quella tavola senza tabernacolo e senza  croce: adatta forse a farci stendere la vittima nei riti neri del satanismo……

Le pallottole che colpirono la statua del Sacro Cuore di Gesù furono meno nefaste e deleterie dei pronunciamenti e delle formulazioni, della nuova teologia che uscita dal Concilio, e poi sviluppata nel tempo ha davvero messo a morte Cristo una seconda  volta: i grandi banchieri ebrei e sostanzialmente la finanza americana,  gli Illuminati, la setta che oggi governa il mondo, stanno realizzando il desiderio che  covavano da secoli: la distruzione del Cristianesimo, e la realizzazione di un mondo mostruoso in cui anche le favole per bambini il cui lieto fine è il matrimonio del Principe con la Principessa, sono già considerate discriminatorie nei confronti dei gay e dunque da modificare! 

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Il Rabbino Abraham Skorka 

La nuova posizione cattolica nei confronti degli ebrei, la nuova “soggezione” verso di loro imposta dalle più alte gerarchie cattoliche  in questi ultimi anni, con la menzogna dei “fratelli maggiori”,  del “popolo eletto” ecc, è il vero cuore del problema, in quanto va a scontrarsi e crea un baratro rispetto ad uno dei capisaldi della nostra fede, racchiuso in queste parole  di Cristo:

Io sono la Via, la Verità e la Vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me. (Gio 14,6)

Questa verità della fede stabilisce il nuovo Patto, la Nuova Alleanza che chiude e supera (archivia) l’alleanza che precedeva l’avvento di Cristo. Chi non ha riconosciuto Cristo e lo ha negato si avvia a riconoscere l’Anticristo, alla fine dei  tempi (forse ora?).

C’è un breve video su  “youtube” in grado di rivelare alcune convinzioni di base che Bergoglio condivide con Abraham Skorka, il Rabbino con il quale ha scritto a quattro mani “Sobre el Cielo y la Tierra”  una raccolta di conversazioni su  vari argomenti, libro uscito in Italia con il titolo “Il cielo e la terra”.[1]

Una prima parte del video [1:05] riporta alcuni minuti del dialogo tra Bergoglio e Skorka durante i quali, il primo ringrazia l’amico Rabbino per avergli  reso l’onore di invitarlo  a parlare in sinagoga durante una cerimonia; lui dunque,  come “un rospo proveniente da un altro canale di scarico” (toad from other cesspool) si sente onorato di essere stato invitato, quando invece “disprezzando, segregando e discriminando si creano solo steccati tra gli uomini”.

A queste parole di  Bergoglio,  Skorka risponde di non essersi neanche accorto di aver onorato  l’amico con quell’invito.  Sebbene si senta molto gratificato dalle parole dell’amico Cardinale,  egli  in realtà, con quel gesto, intendeva onorare Dio, e a questo proposito “cita parafrasando” il profeta Michea, nel  passo in cui profetizza  che un giorno tutti gli uomini mantenendo la propria concezione di Dio, si riuniranno attorno a Gerusalemme, uniti nell’unico denominatore comune a tutti: onorare la vita, la giustizia, tutti con la stessa ansia di trascendenza, e sicuri  che la vita non termina con la morte del corpo.

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Un altro momento della conversazione.

In questa visione Skorka si avvale della citazione di Michea, che  però risulta alquanto incompleta e scorretta:  dice infatti  il Profeta che i popoli  si  riuniranno sì, ma  sotto la legge di Sion, e che da Gerusalemme uscirà la parola del Signore (Mic 4.2).  Gli altri popoli camminino pure nella fede per il loro Dio, ma “noi continueremo a credere nel Signore Dio nostro” (Mic 4,5).  Non sembra affatto che in questo testo biblico ci sia un’anticipazione (come subdolamente mistifica  Skorka) dell’universalismo propagandato dalla Massoneria, quello che diventerà nell’inganno l’ecumenismo fresco di fabbrica del Concilio  Vaticano II, tanto più che il nostro Rabbino dimentica (guarda caso) di dire (e neanche Bergoglio glielo ricorda!) che, solo poche righe dopo il “suo” Michea profetizzava con una chiarezza strabiliante, che nella piccola insignificante Betlemme sarebbe nato  il “dominatore  di Israele”: Gesù (Mic 5,1)!

Il secondo punto rilevante del video [5:55]  è rappresentato dal discorso del Rabbino  Skorka in occasione del  ricevimento l’11 Ottobre 2012 della Laurea Honoris Causa presso la Pontificia Università Cattolica di Argentina.

Skorka esordisce pieno di pathos e preoccupazione per il mondo dicendo che andrebbe costruita una realtà umana differente ed esclama: “Noi stiamo aspettando il Messia, ma per far sì che lui possa venire, gli dobbiamo preparare il terreno, dobbiamo fargli spazio, e non si tratta solo di attendere: Dio si rivelerà all’umanità quando lo deciderà, ma anche lui sta aspettando noi.”

Duemila anni di  Chiesa Cattolica non sono nulla per Skorka, nulla! La presenza  della Chiesa non è servita neanche a preparare il terreno per la venuta del suo “Messia”: essa non merita neanche una menzione  “di cortesia”, neanche per il fatto di  trovarsi di fronte ad un alto esponente di quella Chiesa e  nella sede prestigiosa di una Università Pontificia. E Cristo? ancora una volta negato, cancellato, o ancora  meglio, possibilmente crocifisso di nuovo come ai bei tempi di Caifa. Gli Ebrei  aspettano il vero Messia, ma la loro perseveranza nell’errore sarà fatale!

E il Cardinale Bergoglio? seduto tranquillamente al tavolo della presidenza…. sorride e applaude,  applaude!


[1] questo è l’indirizzo: http://www.youtube.com/watch?v=xOy-ZlZOFlo

 

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