Ci sono i santi e poi…

Definizione di Santo

Non sono competente in teologia, quindi parlerò in modo schietto e semplice, chiedendomi semplicemente: perché?
Perché oggi due Papi sono stati fatti santi? perché riempivano le piazze? perché moltissima gente aveva in macchina il rosario con la loro effigie, accanto al santino di Padre Pio? perché sapevano parlar bene e raccoglievano intorno a loro folle immense e giovani fanatici che si comportavano come se avessero davanti non il Sommo Pontefice ma Mick Jagger?

Che cos’è un Santo, in fin dei conti? Come ho detto, non sono una teologa, quindi lo dirò alla buona: un Santo è qualcuno che vive in modo coerente con la Fede. Santificarsi è possibile a tutti, ma alcune figure speciali diventano i Santi con la S maiuscola.
Sono figure spesso straordinarie nella loro ordinarietà, come Santa Maria Goretti, che compirono atti di coraggio immensi che sembravano impossibili per esseri cosi fragili, soltanto per non essere infedeli a Nostro Signore. Alcuni Santi invece furono mistici, compirono straordinari miracoli, altri furono teologi e oratori, altri ancora furono missionari, semplici suore, bambini e anche Papi, sí.
La Chiesa diede loro il titolo di Santi proprio per celebrare i meriti che ebbero davanti a Dio e davanti agli uomini nel testimoniare la loro Fede.

Ora semplicemente mi chiedo: che cosa hanno fatto di cosi meritorio questi due Pontefici da ricevere il titolo di Santi? Quasi si vergognarono di mostrare chiara e limpida la loro fede, mescolarono sottilmente la Chiesa con il mondo, il cristianesimo con mille altre religioni. Parlarono molto di Amore e di Pace e poco di Cristo. Per che cosa sono stati premiati, dunque?

Qualche giorno fa, entrando nella chiesa di San Domenico Maggiore, a Napoli, ho visto per caso una piccola cassetta delle offerte, in una delle cappelle laterali.
Sopra era incollato un foglio con una fotografia e con questa dicitura: «Offerte per la causa di beatificazione di suor…» e un nome sconosciuto. Mi sono chiesta chi fosse quella suora e quali atti di amore e coraggio avesse compiuto in modo discreto e silenzioso. Ho infilato nella fessura una monetina che è caduta rimbombando. La cassetta era vuota. Quanta malinconia in quel suono! Ho pensato alla statua di San Giuseppe Moscati nella chiesa poco distante, con la mano tesa consumata dalla stretta dei fedeli. Ho pensato al medico santo che non si preoccupò di compiacere il mondo, ma soltanto di compiere la sua missione con un ardente spirito di Carità e una Fede incrollabile.
Oggi una folla urlante ha riempito piazza San Pietro e ha pianto e si è commossa, pensando al discorso della luna e al Papa malato che benediceva con la mano tremante.
E nessuno ricorderà i veri santi, i martiri silenziosi, i combattenti per la Gloria di Cristo, quelli nel cui cuore risplendeva senza compromessi, intatta e pura, la luce della Fede.

Vic

 

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3 Commenti a "Ci sono i santi e poi…"

  1. #Landina   27 aprile 2014 at 9:38 pm

    Condivido. Mi chiedo anch’io cosa abbiano fatto di speciale….indire un concilio che si è preoccupato di adeguare Dio agli uomini?….. indurre a credere che basti professare una qualsiasi religione per essere salvi? …. Santi applauditi dal mondo…. Che tristezza!! Comunque credo che, Santi o non Santi, pregare per loro sia opera meritoria. Nella comunione dei Santi, loro intercederanno per noi….
    Rèquiem aetèrnam,dona eis, Domine,et lux perpètua lùceat eis.Requiéscant in pace.Amen.

  2. #Angheran   28 aprile 2014 at 9:19 am

    Dal mio punto di vista al di là delle virtù personali , l’operazione nasconde un calcolo abbastanza esplicito. Già è difficile pensare alla santificazione di un papa , caso piuttosto raro nella storia della chiesa , ma canonizzarne due insieme vuol dire porre in atto qualcosa di ancora più innovativo. Con la santificazione di Wojtyla si archivia definitivamente il tentativo di Benedetto XVI di leggere il Concilio in continuità con la tradizione ed evitare strappi. (Per maggior sicurezza c’è chi auspica la sua dipartita prima del sinodo). Con Roncalli si riprende lo “spirito del Concilio” e si dà la carica per superare le residue resistenze.