Inizia la collaborazione di Danilo Quinto con Radio Spada: “Ogni volta…”

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di Danilo Quinto

Rivolgendosi a Suo Padre (Gv 17,1-25), Gesù prega per i Suoi figli. Dice: «Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno». Aggiunge: «Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi».

Gesù non prega per il “mondo”. Non gli interessa il “mondo”. Non ama il buonismo. Non è ecumenista. Prega per coloro che Dio Gli ha dato, per coloro ai quali ha dato la parola di Suo Padre, per coloro che sono odiati dal mondo, «perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo». Chiede al Padre di consacrare i Suoi figli nella Verità, perché «la tua parola è Verità» e di custodirli da Satana, da Mammona, dal principe di questo mondo e dalle sue trame.

Tempo fa, un sacerdote mi disse: “Gesù Cristo è il più grande fallito della storia dell’umanità”, perché è stato umiliato, oltraggiato, deriso, disprezzato, massacrato di torture fisiche e messo in Croce. La Verità, il Verbo che si è fatto carne, non ha vissuto la gloria della terra, ma lo “scandalo” di morire in Croce. Agli occhi degli uomini che avevano creduto tiepidamente, quindi, l’Uomo-Dio aveva fallito.

Gli uomini di oggi fanno quello che hanno fatto gli uomini di duemila anni fa, ogni volta che uccidono la Verità e la Libertà.

Ogni volta che dialogano con coloro che rappresentando, con le loro idee e i loro comportamenti, la cultura della morte, sono espressione del Male su questa terra. Ogni volta che si arrampicano per costruire loro progetti perseguendo il male minore o il compromesso, categorie che in base al Vangelo, semplicemente non esistono. Ogni volta che si oppongono in maniera vile, debosciata e connivente nei confronti di coloro che in un determinato momento storico rappresentano il potere – reale o millantato, poco importa – per acquisire loro un pezzo di potere. Per divenire loro, potere. Ogni volta che ingannano – alleandosi con il potere – per perseguire i loro miserrimi obiettivi terreni. Ogni volta che maltrattano e utilizzano, per loro fini, perfino i morti, citandoli a sproposito – e, insieme ai morti, coloro che sono rimasti, moglie e figli – senza pudore, senza rispetto, dopo averli combattuti in vita, non comprendendo la bontà, la delicatezza, l’intelligenza superiore e l’amore di quei morti. Ogni volta che mentono, innanzitutto a loro stessi e pontificano una verità che non esiste, perché è solo la loro verità. Ogni volta che “ripuliscono” i loro orticelli, espellendo solo coloro che si battono per l’affermazione della Verità. Ogni volta che organizzano convegni dove invitano cattolici che esprimono posizioni favorevoli all’esistenza di leggi contro la vita, le stesse di Emma Bonino, che sarebbe potuta tranquillamente essere il loro Presidente della Repubblica, com’è stata il loro Ministro degli Esteri, senza che una loro parola di Verità si esprimesse. Ogni volta che difendono leggi che sono contrarie alla legge divina, come la legge 194 e la legge 40 e come tutte quelle leggi che uomini senza alcun timor di Dio hanno pensato, scritto e fatto votare. Erano cattolici? Sì, molti di loro erano cattolici. Come i cattolici di oggi che si vogliono battere per le “clausole di salvaguardia” a favore della legge sull’omofobia, invece di leggere in piazza, alle manifestazioni cui partecipano per rilasciare improbabili dichiarazioni alle televisioni, la I lettera di San Paolo ai Romani o fanno gli equilibristi nel dibattito sull’eutanasia, presentando osceni progetti di legge che ne costituirebbero l’usbergo. Ogni volta che fanno distribuire a cittadini ignari, che partecipano a marce per la vita, magliette a favore di campagne manipolative, esemplarmente sbugiardate nella loro realtà da chi si batteva per la Verità. Ogni volta che alla cultura egemone – a Satana, in sostanza – che sta dilagando, che compromette la vita soprattutto dei bambini e di coloro che vogliono tentare di vivere nel solco del Vangelo, contrappongono il nulla, e sempre la loro stupidità. Ogni volta che tiepidi pastori evitano di pronunciare una sola parola contro il male che divora le coscienze, evitando di considerare – forse perché neanche a questo credono, così come non credono nell’Inferno e nel Purgatorio – che Dio i tiepidi li vomiterà dalla sua bocca, come dice l’Apocalisse. Ogni volta che vengono cercate protezioni e appartenenze mondane, ritenendo evidentemente insufficiente l’unica appartenenza vera, quella a Gesù Cristo. Ogni volta che parlano di misericordia omettendo una verità fondamentale del Cristianesimo, quella espressa nella figura del buon ladrone, che si pente dei suoi peccati, riconosce Gesù come unico, vero Dio e solo così va in Paradiso: «Venivano condotti insieme con lui anche due malfattori per essere giustiziati. Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno” […]. Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: “Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!”. Ma l’altro lo rimproverava: “Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena? Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male”. E aggiunse: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”. Gli rispose: “In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso”» (Lc 23, 39-43). La misericordia di Dio, come dicono le Sacre Scritture e la dottrina cattolica, si manifesta solo dopo il pentimento e la conversione. Non viene dispensata un tanto al chilo al supermercato, come molti vorrebbero far credere. Anche il peggiore dei criminali ha tempo, fino all’ultimo respiro, per manifestare il suo pentimento. Se non lo fa, Dio – che è Giustizia – non lo accoglierà nel Suo Regno. Dare per sottintesa la questione del pentimento, significa non considerare che alla fine dei tempi la porta sarà comunque stretta per coloro che su questa terra avranno negato Dio. «Non posso più trattenere a lungo il braccio della giustizia di mio figlio, che è già troppo pesante», disse la Santa Vergine a Fatima.

Di fronte a questi fatti, i militanti di Gesù devono essere animati da un’unica certezza: la Chiesa, in quanto sposa di Gesù, non verrà scalfita da alcuna di queste brutture. Devono, però, preservarsi da esse, non rimanere inerti e gridare la Verità dai tetti. Senza paura. Qualunque sia il prezzo da pagare. Allora, “ogni volta che…”, saliamo felici sulla Croce!

 

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3 Commenti a "Inizia la collaborazione di Danilo Quinto con Radio Spada: “Ogni volta…”"

  1. #Simone Petrus Basileus   6 aprile 2014 at 12:20 pm

    Grandeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee x 10 alla + infinito

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  2. #Pierfrancesco Palmisano   6 aprile 2014 at 6:16 pm

    Ottimo contributo ed ottime considerazioni, grazie a Danilo Quinto e spero questo sia il primo di tantissimi contributi su Radio Spada! 🙂

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