ETICA, RELIGIONE E ORIGINE DEL SOCIALISMO

 

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E’ in uscita nelle prossime settimane, per i tipi della Anteo Edizioni, il nuovo saggio di Marco Costa “ETICA, RELIGIONE E ORIGINE DEL SOCIALISMO”.

Dalla quarta di copertina:

«La tesi centrale del presente volume è quella di dimostrare che socialismo e ateismo non sono necessariamente sinonimi; non lo sono sotto il profilo filosofico, non lo sono sotto il profilo politico né tantomeno sotto il profilo morale. Tale considerazione potrebbe apparire perfino scontata e banale, se non fosse che nella storia del socialismo una certa vulgata rozzamente e superficialmente marxista ha finito per assimilare i due termini, facendoli ahimè troppo spesso coincidere tanto nell’indagine teoretica quanto nella prassi politica».

Estratto del saggio introduttivo di Andrea Giacobazzi:

Il tema del cosiddetto “socialismo cristiano” pone immediatamente, a chiunque vi si accosti con interesse, almeno una mezza dozzina di domande. Perché ha preferito restare sostanzialmente eterodosso quando dal Soglio Pontificio venivano diffuse le avanzatissime e profetiche Encicliche Sociali? Quanto la lotta contro la Chiesa Cattolica, cui di fatto hanno partecipato gli stessi “socialisti cristiani”, è stata anche una lotta liberale contro un modello di società organica, solidale e tradizionale? Quanto è stato manchevole il “socialismo cristiano” nel cogliere lo spirito del tempo? Perché è stato travolto dal socialismo ateo? Perché è stato spesso guardato con diffidenza? In estrema sintesi: perché ha fallito?
Tenteremo, direttamente o indirettamente, di rispondere a queste e ad altre domande, dedicandoci – come accennato – anche all’approfondimento dell’impegno sociale dei Pontefici tra fine ‘800 e inizio ‘900. In ogni caso, partendo dall’ultimo quesito, non si può non chiarire che il variopinto mondo “socialista cristiano” ha costruito la sua altrettanto variopinta ideologia partendo da presupposti storico-teologici errati.
La prima falsità sta nella falsa credenza che la “Chiesa delle origini” praticasse un non meglio definito “socialismo” poi offuscato dalla Gerarchia cattolica in modo incoerente rispetto ai primi secoli di storia ecclesiastica. In termini liturgici, questo tanto presunto quanto forzato ritorno alle origini è stato autorevolmente definito come “archeologismo”.
L’argomento è amplissimo e risulta difficile da trattare in breve. Valgano per tutti alcuni dati certi che riportiamo in seguito a titolo d’esempio.
Partiamo dall’Incarnazione. Gesù Cristo non nacque in una famiglia di sottoproletari. San Giuseppe era un artigiano qualificato, un piccolo-medio imprenditore. Sia lui che Maria Santissima, avevano ascendenze regali: erano della Stirpe di Davide. Sant’Anna, Madre di Maria, era della Stirpe di Aronne. La Nascita del Divin Bambino fu salutata dai Re Magi, giunti dall’Oriente, i quali omaggiarono la Sacra Famiglia con doni preziosi: oro, incenso e mirra. Trentatré anni dopo fu il ricco membro del Sinedrio, San Giuseppe d’Arimatea, che si prese cura della sepoltura di Gesù […].

 

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