I prigionieri di Slavyansk non sono OSCE. Intanto Kiev cerca aiuto in Georgia

 

Dopo alcuni giorni di incertezza, è ormai acclarato che i militari inviati in Ucraina orientale e fatti prigionieri (nonostante essi stessi abbiano più tardi negato in una conferenza stampa tale status) come osservatori non appartengono al contingente OSCE. Lo smentisce l’organizzazione stessa con un tweet.


Intanto, il governo golpista ucraino sembra stia reclutando milizie dalla Georgia per combattere gli indipendentisti delle regioni orientali, hanno riferito alla stampa (Izvestia) fonti appartenenti al Parlamento georgiano. Un’altra fonte sostiene addirittura che una simile operazione sarebbe finanziata dall’Occidente. 

Le reclute sarebbero perlopiù persone molto giovani, politicamente poco esperte o non schierate, oppure soggetti appartenenti a gruppi radicali, gang o accomunati da sentimenti di odio verso la Russia.


Le forze “ribelli” (oramai giustamente definite pro-federalization dalla stampa) hanno nelle ultime ore preso il controllo anche della città di Konstantinovka, sempre nella regione di Donetsk.

 

i ribelli "fortificano" il palazzo regionale occupato
I ribelli “fortificano” il palazzo regionale occupato

 

 

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