LE ORE DELLA PASSIONE DI CRISTO

LE ORE DELLA DELLA PASSIONE DI CRISTO

 

Ora 1. Licenziatosi da Maria, fa la cena.
2. Lava i piedi agli apostoli ed istituisce il SS. Sacramento.
3. Fa il sermone e va all’orto.
4. Fa orazione nell’orto.
5. Si mette in agonia.
6. Suda sangue.
7. È tradito da Giuda, ed è ligato.
8. È condotto ad Anna.
9. È menato a Caifas e riceve lo schiaffo.
10. È bendato, percosso e schernito.
11. È condotto al concilio e chiamato reo di morte.
12. È portato a Pilato ed accusato.
13. È schernito da Erode.
14. È ricondotto a Pilato e posposto a Barabba.
15. È flagellato alla colonna.
16. È coronato di spine e mostrato al popolo.
17. È condannato a morte e va al Calvario.
18. È spogliato e crocifisso.
19. Prega per li crocifissori.
20. Raccomanda lo spirito al Padre.
21. E muore.
22. È ferito colla lancia.
23. È schiodato e consegnato alla Madre.
24. È seppellito e lasciato nel sepolcro.

Qui un’immagine dell’OROLOGIO, Qui un’altra versione.

L’ orologio della Passione era già usato ai tempi di S. Alfonso, con qualche piccola variante qua e là. Anche quello riportato dal santo ha qualche variante nelle diverse edizioni. Così nell’ edizione del 1751 (Napoli, Pellecchia) e in quella di De’ Rossi (Roma, 1755) manca l’ ora 20, e nella 21 si legge: Raccomanda lo spirito al Padre e muore; Gessari (Napoli, 1755) e Remondini (Venezia, 1763) dividono l’ ora 21 in due comprendendo così la 20 e la 21: Paci (Napoli, 1751, ediz. II) all’ ora 20 pone: “Chiede da bere e l’ è dato aceto e fiele.” Noi seguiamo le ediz. Napoletane (Gessari, 1755, Di Domenico, 1761) e la Veneta (Remondini, 1763).

Edizioni contemporanee a S. Alfonso

1751 Napoli, Pellecchia, insieme alle Visite e alle Massime Eterne, in 12°, pp. 216. 1754, Napoli, Gessari, insieme alle Visite e Massime Eterne, in 12°, p. 216. 1755, Napoli, Gessari, nelle Opere Spirituali, t. 2, p. 201. 1755, Roma, De Rossi. 1758, Venezia, Remondini. 1773, Napoli, Paci.

All’inizio dell’opera un Orologio della Passione, seguito da una invocazione a Gesù e a Maria e da una introduzione sui frutti che si ricavano dalla meditazione delle sofferenze di Gesù Cristo.

Vengono di seguito 16 capitoli contenenti ciascuno una meditazione sull’amore che il Salvatore ci mostra nella sua dolorosa Passione.

Al termine una preghiera di S. Bonaventura e un Avviso al lettore. (questo Avviso erratamente fu posto in testa ad un’altra opera).

Nell’Avviso è lo stesso Santo a fare la storia di questa pubblicazione: “Amato mio lettore, io ti promettei nel mio libro delle Glorie di Maria un altro dell’Amore di Gesù Cristo: ma poi, per cagione delle mie infermità corporali, dal mio direttore non mi e stato concesso di farlo. Appena m’è stato permesso il dare alla luce queste succinte Riflessioni sopra la sua Passione, nelle quali per altro ho ristretto il fiore di ciò ch’io tenea raccolto su questa materia; eccettuate alcune altre cose appartenenti all’Incarnazione e Nascita del Signore, che ho pensiero, se m’è permesso, di dare appresso alla stampa in un libretto della novena di Natale”.

Nel 1758 quest’ultimo desiderio sarà realizzato dalla Novena del Santo Natale. Frattanto dal 1751 egli offre ai fedeli il suo Amore delle Anime, un piccolo libro di circa 150 pagine, del quale dirà egli stesso che è uno “dei trattatelli più belli” (lettera a Remondini, 10 agosto 1758).

L’opera apparve la prima volta a Napoli nel 1751 insieme alle Visite al SS. Sacramento.

Già nel 1755 la piccola opera si è estesa fuori del Regno di Napoli e stampata a Roma presso De Rossi. S. Alfonso, tuttavia, desidera dargli una più larga diffusione nel pubblico attraverso Remondini di Venezia. Dal 1756 al 1758 lo vediamo insistere nelle sue lettere al grande editore per farlo decidere su questa pubblicazione. E quando verso la fine del 1758 l’opera esce dai tipi veneziani, valicherà la frontiera italiana; nel 1760 appare a Colonia, tradotta in tedesco da un Padre della Compagnia di Gesù.

Il traduttore tedesco riprese fedelmente il titolo originale Liebe der Seelen, cosa che non fecero il traduttori francesi. La maggior parte di questi intitolarono la loro versione Orologio della Passione, dandogli come titolo generale dell’opera l’intestazione di una piccola tavola sinottica preliminare (l’Orologio della Passione) che il Santo, ad imitazione del Sarnelli (in Il Mondo Riformato) aveva passato, con qualche modifica, al P. Auriemma S. J. (Ore dolorose del Redentore, in Stanza dell’Anima nelle Piaghe di Gesù, Venezia 1755)

Il P. Dujardin, che deplora il comportamento dei traduttori francesi, in quanto si prestano ad una lamentevole confusione, ha meritato gli stessi rimproveri. Egli pone il titolo Amore delle Anime, usato da S. Alfonso per il solo opuscolo del 1751, al frontespizio dei tre volumi contenenti le opere del Santo sull’Incarnazione, sulla Passione e sull’Eucaristia.

A partire dal 1755, l’Amore delle Anime è apparso come il seguito o parte seconda della maggior parte delle Visite, che S. Alfonso chiama abitualmente, per questo momento, il libro o libretto del Sagramento e della Passione. Nelle prime edizioni ciascuna di queste due opere ha un suo frontespizio; più tardi, dal 1755, la raccolta si intitola Opere spirituali e l’Amore delle Anime si trova in testa al volume secondo.

Prima della morte del Santo ci sono state più di 30 edizioni in Italia e almeno 4 in Germania.

di P. Maurice De Meulemeester
Bibliographie générale des écrivains rédemptoristes,
Louvain 1933, pp. 74-76

da: S. Alfonso Maria de Liguori, L’amore delle anime, OROLOGIO DELLA PASSIONE. Nelle prime ediz. Napoletane (Pellecchia, 1751- Paci, 1751, ed. II) ed in quella Romana (De’ Rossi, 1755), il titolo dell’ opera era: L’ Amore dell’ Anime, cioé Riflessi ed Affetti sulla Passione di Gesù Cristo. Da meditarsi avanti al SS. Sacramento. Che perciò i capitoli son diversi con numeri acciocché ogni numero possa servire per un punto di meditazione.

Pubblicazione a cura di Carlo Di Pietro (clicca qui per leggere altri studi pubblicati)

 

10006379_430518220417126_2587056461275187067_n