Lezioni silenziose di veri maestri

carezza

C’è chi tiene lezioni sulla perversione (verosimilmente, per farne l’apologia) e attira su di sé le scintillanti luci della ribalta, e chi silenziosamente e nell’ombra ogni giorno impara l’umano e lo trasmette a chi voglia ascoltare. E’ commovente la lettera redatta da alcuni volontari e indirizzata a Tempi, in cui si legge 

vi sono pazienti disabili che nessuno tocca mai, forse da anni, cioè da quando hanno perso i loro parenti; ci siam resi conto che il bisogno di contatto fisico talvolta è così forte che senza di esso un uomo perde il senso della stessa prossimità umana… al punto che ci è venuto da dire: «Ma tu guarda, quanto bisogno d’umano affetto una persona può portare dentro, tu lo soccorri materialmente ma umanamente non lo sfiori neppure! Tutti (tutti!) portiamo dentro un bisogno senza confini… e come è facile aiutarsi e come nello stesso tempo difficile trovare una carezza!».

Con umiltà e disponibilità, queste persone assistono chi soffre non trascurando la tenerezza silenziosa di una carezza. Altro che “assistenza sessuale”, che riduce malati e disabili a istinto, a bestie; la pura e disinteressata dolcezza del Samaritano che cura le ferite rende pienamente umano chi la dà e chi la riceve. Grazie di questa lezione.

 

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