RAI di tutto di piú… ma il canone pagatelo tu!

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Cari Lettori di Radio Spada,

questo articolo non ha l’obiettivo di indurre all’illegalità o al non pagamento delle tasse eque, moralmente, cristianamente e socialmente corrette; esso si pone come un monito verso quelle imposte statali, come il canone televisivo, ormai denominato canone Rai, che in termini di “mondo moderno e società civile (?)”, diventa un superfluo spreco di soldi da parte dei contribuenti, e talvolta una vera e propria rapina statale, in quanto esso, da statuto Rai, dovrebbe essere giustamente pagato, se e solo se, l’ente televisivo rispettasse il codice etico che i suoi “alti dirigenti” si sono e ci hanno imposto.

 

Vi espongo di seguito alcuni motivi validi e a cui legalmente ognuno di noi potrebbe appellarsi per non versare più l’ingiusto tributo.

 

1)      Iniziamo anzitutto col dire che il canone televisivo è un tributo richiesto per finanziare la radiodiffusione pubblica nei vari paesi, permettendo così la trasmissione di programmi con poca o nessuna pubblicità.  Tra i Paesi che hanno abolito il canone/imposta ci sono Olanda, Ungheria, Bulgaria, Spagna, Belgio fiammingo, Lussemburgo, Portogallo, Lituania, Lettonia, Polonia, Estonia, Bielorussia, Ucraina, Moldavia, Russia e Turchia. Si paga invece il canone, ma non c’è pubblicità commerciale, in Francia, Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia.

 

L’Italia, o regno Sabaudo unificato, è quindi, come spesso accade, indietro anni luce rispetto i suoi partner Europei, poiché come ben sappiamo, noi non solo paghiamo il canone, ma dobbiamo pure sorbirci inutili e spesso moralmente inaccettabili spot pubblicitari.

 

2)      Nella prima parte del Codice Etico si legge:

 

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Se per cliente si intende quindi anche la persona fisica, ossia il singolo individuo e dal momento in cui Rai fornisce trasmissioni in palese contrasto coi valori Cattolici, ecco che  per il consumatore Cattolico, ciò diventa un secondo punto per rifiutarsi di pagare una contribuzione che darebbe i mezzi a mamma Rai, per continuare a produrre o finanziare trasmissione in netto contrasto col suo codice etico;

 

 

 

3)      Sempre nel codice è infatti possibile leggere:

 

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4)      Sempre nel codice :

 

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Stando a quanto sopra riportato dunque, ogni comportamento contrario alla lettera e allo spirito del Codice Etico sarà perseguito, in quanto contrario a principi Rai. Come mai allora alcune trasmissioni e alcuni film d’animazione continuano ad essere trasmessi, col preciso scopo di corrompere l’integrità e la morale dei telespettatori?  ( esempio streghe, il festival di San Remo, le pubblicità su contraccettivi and co o film vietati ai minori trasmessi cmq in fasce protette di cui potete trovarne vari esempi sul palinsesto Rai)

 

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Come potete leggere,tra i principi “etici” Rai, alcuni son in evidente contrasto coi valori Cristani e quindi anche questo costituirebbe un’altra motivazione per rifiutarsi di pagare il canone.

 

 

 

6)      I Punti B e F sottostanti, son invece in contrasto con la Difesa della Vera Fede e dell’Unica Religione e non fanno altro che contribuire ad un relativismo morale, sociale e religioso atto ad intaccare le sane fondamenta di una società civile e cristiana! In alcuni articoli di Radio Spada potete inoltre trovare le Encicliche o gli Ammonimenti dei PaPi che condannarono formalmente e palesemente la libertà religiosa.

 

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7)      Nei punti sottostanti si parla di tutela di minori e promozione positiva di valori;  ma come è possibile parlare di tutela di minori e di valori, quando nelle puntate di Don Matteo 9, la produzione e quindi la Rai stessa, fanno di tutto per incentivare i Bambini a dire male parole e ad assumere atteggiamenti irrispettosi verso il prossimo e verso i propri coetanei?

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Non è inoltre possibile parlare di discriminazione circa l’orientamento sessuale, poiché come insegna anche il Catechismo, alcuni comportamenti son intrinsecamente disordinati e contro natura.

 

8)       2

Per anni son stato una comparsa RAI e vi assicuro che a tot ore di lavoro e in set a volte fatiscenti, corrisponde spesso una misera paga ( talvolta in nero e senza contributi). Eliminino quindi dallo Statuto il rispetto per la dignità della persona o la tutela sul luogo di lavoro. Non parliamo poi dell’immagine della donna che non solo risponde e corrisponde a stereotipi riduttivi e strumentali, ma è spesso denigrata dalla lobby LGBT e sinistroide molto potente in ogni ambiente RAI.

 

 

9)      Evoluzione del costo del canone dal 1954 a oggi ( come vedete all’aumento eccessivo dell’imposta, non corrisponde una qualità migliore dei servizi e delle trasmissioni…..chissà per cosa utilizzeranno i soldi dei contribuenti…..forse per strapagare incapaci conduttori e vallette che scimmiottano e sgambettano ovunque?)

Anno

Bianco & Nero

Colori

costo Incremento annuo medio[38] costo Incremento annuo medio[38]
nominale reale nominale reale
1954 Lire 15.000 np
1955 Lire 18.000 np
1957 Lire 16.000 np
1959 Lire 14.000 np
1961 Lire 12.000 np
1973 Lire 12.555 np
1975 Lire 18.890 np
1977 Lire 24.645 Lire 48.650
1978 Lire 26.170 Lire 52.345
1979 Lire 27.670 Lire 54.845
1981[39] Lire 42.680 Lire 78.910
1985 Lire 64.675 Lire 93.325
1987 Lire 93.000 Lire 117.000
1989 Lire 94.000 Lire 118.000
1990[40] Lire 120.000 Lire 125.000
1991[41] Lire 138.000 15,00% 5,69% Lire 142.000 13,60% 4,29%

Anno

Colori

     

costo

Incremento annuo medio[38]

     

nominale

reale

     
1992[42] Lire 148.000 7,25% 1,56%      
1993 Lire 151.060 2,07% -2,58%      
1994 Lire 156.000 3,27% -1,17%      
1995 Lire 158.000 1,28% -2,75%      
1996 Lire 161.450 2,18% -3,53%      
1998[43] Lire 167.150 1,77% -0,57%      
1999[44] Lire 171.600 2,66% 0,99%      
2000[45] Lire 176.000 2,56% 0,45%      
2001[46] Lire 179.000 1,70% -1,05%      
2002[47] Euro 93,80 0,00%[48] -2,23%      
2003[49] Euro 97,10 3,52% 0,58%      
2004[50] Euro 99,60 2,57% 0,03%      
2005 Euro 99,50          
2005 Euro 99,50          
2007[51] Euro 104,00 1,47% -0,72%      
2008[52] Euro 106,00 1,92% -0,89%      
2009 Euro 107,50 1,42% -0,93%      
2010 Euro 109,00 1,39% 0,29%      
2011 Euro 110,50 1,38% -0,71%      
2012 Euro 112,00 1,36% -2,29%      
2013 Euro 113,50 1,34% -0,18%      
2014 Euro 113,50 0%        

Ecco quindi 9  buoni motivi per dire no al pagamento del canone e per ricordare a tutti i Cattolici che nè la Guardia di Finanza ne gli emissari Rai potrebbero senza un mandato ( ammesso che un giudice glielo rilasci) entrare in casa nostra per accertarsi che esistano apparecchi in grado di ricevere il segnale radiotelevisivo. Qualora comunque qualcuno di loro bussasse alla nostra porta dicendo:” siamo del “canone RAI”, voi rispondete loro:” No, Siamo Cattolici Qui” e richiudete cortesemente la porta 😀

 

Simone Petrus Basileus I.G.

 

Fonti

Statuto Rai.pdf

http://it.wikipedia.org/wiki/Canone_televisivo_in_Italia

 

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2 Commenti a "RAI di tutto di piú… ma il canone pagatelo tu!"

  1. #Preferisco non pubblicarlo   6 aprile 2014 at 12:38 am

    Proprio ieri mi sono posto la questione trattata in questo articolo, davanti a quel poco che ho visto del Talent “La Pista” con Proietti, Insinna, Rita Pavone, ecc…, talenti in cui si sfidano dei corpi di ballo che ballano su canzoni interpretate da cantanti. Ora, al di la dell’aspetto in se dei ballerini, volevo soffermarmi sulla simbologia interamente massonica dei balli presentati. Nel primo balletto la cantante appariva sopra una specie di pira (catasta dove si bruciavano le streghe) a forma chiaramente triangolare (il famoso triangolo con l’occhio dentro che rappresenta il Grande Architetto dell’Universo) e sullo sfondo comparivano immagini geometriche (rombi, pentagoni irregolari) che ciclicamente provenivano da una forma di luminescenza (la gnosi). nel secondo balletto lo sfondo era popolato da grandi occhi singoli che circolavano accompagnati d triangoli con la punta verso il basso (che simboleggiano la rinascita dell’adepto che riceve la gnosi). Terzo balletto: il cantante sedeva su un trono con accanto delle colonne tipiche delle logge e sullo sfondo solita luminescenza circondata da una spirale che ruotava lentamente (altro simbolo del GADU)… Il palco infine è a forma di grande occhio. E noi dobbiamo pagare il canone per sponsorizzare la diffusione del simbolismo esoterico della Libera Muratoria?

  2. #mario   6 aprile 2014 at 9:27 am

    mah! spero che il giorno in cui questi stramaledetti massoni la paghino in modo definitivo non sia lontano.