Unitaristi e Universalisti

 

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conference

 

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di Amos De Luca

Trinità? Divinità di Cristo? Inferno? No, grazie! Sono le negazioni che accomunano e uniscono, è il caso di dirlo, gli unitariani e universalisti, una setta nata da razionalisti a loro volta originati dalla riforma luterana. Non hanno attecchito molto in Europa se non in Inghilterra, ovviamente, per poi essere esportata negli Stati Uniti. In America si registrano come chiesa, godono perciò di benefici fiscali riconosciuti a tutte le confessioni ma è spontaneo chiedersi cos’abbiano per definirsi chiesa. E se lo domandano pure coloro che studiano i fenomeni religiosi visto che non viene considerata tale nemmeno dalla “comunione” protestante la quale, per inciso, non la ritiene nemmeno più cristiana.

Già questo chiuderebbe ogni discorso tuttavia sorprende non poco che l’oggetto sociale, se così vogliamo definirlo, dell’associazione unitariana universalista nata nel 1961 negli States sia la libera ricerca della verità includendo razionalisti di ogni risma e pagani. Non tutti hanno digerito questa svolta, tanto che gli eredi della riforma radicale del 1500 si stanno adoperando per tornare alla forma originaria che prevede studi sulla storia del cristianesimo, meditazioni domenicali, commenti al Vangelo e a pubblicazioni varie. Sul proprio sito internet la comunione unitariana italiana si definisce come “una comunità di donne e uomini uniti dalla volontà di una libera ricerca spirituale che si volga in ambito religioso ma che sia libera da qualsiasi forma gerarchica, dogmatica da formule prestabilite da qualunque “autorità”. Dal punto di vista ecclesiastico, come Unitariani, Universalisti e Liberi Credenti, nasciamo quasi 500 anni fa nell’ambito della Riforma radicale italiana, centro-europea e anglosassone e ci consideriamo oggi tra le Denominazioni più liberali del mondo”.

Gli unitariani universalisti hanno un elemento di coesione che li unisce nella “comune ricerca spirituale” formato da sette principi: Il valore e la dignità intrinseca di ogni persona, la giustizia, l’equità e la compassione nei rapporti umani, l’accettazione reciproca ed l’incoraggiamento alla crescita spirituale nelle nostre congregazioni, la libera e responsabile ricerca della verità e del significato della vita, il diritto della coscienza e l’utilizzo del processo democratico nelle nostre congregazioni e nella società in generale, l’obiettivo di una comunità globale con pace, libertà, e giustizia per tutti, il rispetto per la rete interdipendente di tutta l’esistenza della quale facciamo parte.

La liturgia non è complessa, è composta da un canto d’ingresso, il benvenuto ai fratelli, una lettura d’accoglienza, l’accensione del calice che è la lettura di una riflessione, dichiarazione di fede, letture, meditazione, comunione dei fiori ovvero dei pensieri di ciascuno, liturgia della “sacra cena” e canto d’uscita; insomma, una sorta di messa molto free con un Padre Nostro rivisto e corretto. C’è da dire, infine, che non sono molto diffusi in quanto siamo di fronte a dei veri e propri radicali del riformismo luterano e, dal nostro punto di vista, abbiamo non poche difficoltà nel definirli cristiani.
 

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