Continua il fermento nel Donbass // Kiev chiama, Pravy Sektor risponde

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Nella giornata di ieri, circa un migliaio di manifestanti a Donetsk hanno circondato e occupato il locale commissariato di polizia, esponendo la bandiera del Donbass sui pennoni. Gli attivisti e la polizia si sono accordati e coordinati nel controllo dei checkpoints in ingresso alla città. Scontri e feriti presso la sede della Procura, anch’essa poi occupata dai manifestanti.

Analoghi episodi nella città di Krasnoarmeysk, nella medesima regione di Donetsk.
Massiccia manifestazione anche nel centro di Kharkov, per ottenere il rilascio dei dimostranti arrestati, il ripristino delle trasmissioni tv russe e la cancellazione delle operazioni militari in Ucraina orientale.


 

Nella giornata di giovedì il MAE russo si è anche espresso sulla notizia secondo cui le autorità centrali di Kiev starebbero pianificando un attacco nell’Ucraina orientale, utilizzando le milizie di Pravy Sektor per riconquistare gli edifici amministrativi occupati dai ribelli (il quartier generale della formazione di estrema destra ha in effetti ordinato una mobilitazione generale, esortando i membri a presentarsi equipaggiati al locale dipartimento del Ministero dell’Interno).

Lavrov si è detto molto preoccupato di una simile prospettiva, ha definito “catastrofica” l’idea, “irresponsabile e aggressiva”; le misure repressive tradirebbero l’impotenza di Kiev a soddisfare le condizioni poste dagli accordi siglati il 17 aprile a Ginevra. L’utilità di Pravy Sektor per il governo golpista spiegherebbe anche l’inerzia delle autorità, denunciata da Lavrov, nell’identificare e perseguire i responsabili delle morti avvenute durante le proteste di Maidan a fine 2013, nonostante i molti indizi che suggerirebbero la responsabilità di Pravy Sektor.

 

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