Dalla “pista iraniana” allo scambio di persona, tutte le ipotesi sulla sparatoria di Bruxelles

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Vittime designate o attacco terroristico/antisemita random? La polizia belga sta investigando sull’uccisione di tre persone, una donna francese e una coppia israeliana di mezza età, avvenuta a Bruxelles sabato scorso. La testata israeliana radicale Haaretz ipotizza che Emmanuel e Miriam Riva possano essere stati uccisi per i loro legami con i servizi segreti israeliani. Emmanuel Riva aveva lavorato per il Ministero delle Finanze e per un’agenzia governativa, Nativ, che si occupava dell’emigrazione ebraica dall’ex URSS; Mira era stata impiegata presso l’ufficio del premier israeliano, qualifica che a volte designa “eufemisticamente” chi in realtà lavora per il Mossad e per lo Shin Bet.

Il commentatore di Haaretz Amir Oren contesta però che i precedenti lavorativi delle due vittime fossero significativi: i coniugi Riva erano certo più simili a normali impiegati amministrativi che a spie, e il Ministero della Difesa israeliano ha negato che i coniugi avessero ivi prestato servizio.

L’ambasciatore del Belgio in Israele, frattanto, ha dichiarato in risposta alle critiche di Netanyahu che ogni sforzo sarà compiuto per rintracciare il colpevole ed estirpare “l’antisemitismo dalla società belga”. Vi è chi colloca la strage in un contesto seriale (copycat), correlato all’ascesa in seno all’Europa (Belgio incluso) di forze politiche euroscettiche, nazionaliste e radicali. 

Eppure, secondo esperti israeliani e non solo, le modalità del gesto suggeriscono premeditazione ed esperienza dell’attentatore, che dalle telecamere del Museo Ebraico è apparso un tipico cold killer. Amir Oren ha prospettato una possibile pista iraniana o libanese: potrebbe trattarsi di una vendetta sciita, per esempio di Hezbollah. Effettivamente, il 24 maggio è una data significativa per il Libano: nel 2000, segnò il ritiro ufficiale dell’esercito israeliano dal territorio. Il gesto potrebbe essere una “affermazione” islamista compiuta alla vigilia delle elezioni europee. o una vendetta per i leader di Hezbollah uccisi nel 2000.

Rimane l’interrogativo: perché uccidere le vittime davanti al Museo e non altrove? E soprattutto: si è trattato di uno scambio di persona, come ipotizzato sempre da Haaretz?

[Fonti: theguardian.com, israelnationalnews.com]

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