In Sudan una donna incinta sarà impiccata per essersi convertita al Cristianesimo

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La donna è stata condannata a morte (impiccagione) per “apostasia” e adulterio da un tribunale locale. L’accusa? Aver sposato un cittadino cristiano ed essersi convertita alla fede del proprio coniuge, in violazione della Sharìa, la legge islamica. La donna ha avuto tempo fino alla data di oggi per abbandonare la sua nuova fede. La ragazza è stata cresciuta dalla madre cristiana dopo che il padre musulmano se ne è andato quando era bambina: è in prigione dal 17 febbraio insieme al figlio di 20 mesi ed è incinta di otto mesi. Il giudice le ha anche inflitto la pena di 100 frustate per adulterio.

2 Commenti a "In Sudan una donna incinta sarà impiccata per essersi convertita al Cristianesimo"

  1. #bbruno   16 maggio 2014 at 3:06 pm

    con regole e leggi del tipo: la figlia di un mussulmano è mussulmana: se è cristiana significa che è apostata e quindi da uccidere (previa opportuna flagellazione, tanto per preparare alla ‘buona’ morte ) , che possibilità di DIALOGO ci sono??? Poi, regole e leggi di una comunità (qui la UMMA ) tali, come possono essere derubricate a paranoie di frange periferiche di “fondamentalisti” o “terroristi”???
    — Ma in primo luogo mi meraviglia che ci siano casi come questi, di cristiani pronti a testimoniare col sangue la loro fede…Quanti sblateratori nuovi cristiani smaliziati moderni, devoti dei loro papi, aperti ed aggiornati, pacioni e bacia-tutti, sarebbero pronti a tanto??? ( Ma che dovrebbero poi testimoniare, l’ombra di un’ ombra di fede???)

    Ed eccoli – questi ombra di un ombra, questi santoni pacioni del Sant’Egidio col barbuto frate superiore loro ex- ministro…- prendere furfanremente l’occasione e con tale faccia da furfanti ‘ manifestare’ contro l’ ‘intolleranza religiosa’ di ogni spercie!!! Mica scemi sono da ammettere che sono essi stessi complici di simili nefandezze ( non dimentichiamo il caso delle ragazze nigeriane… ) loro che vedono solo fratellanza e bontà da ogni parte ( fuori che nella Chiesa Santa non iscritta all’albo della setta conciliare!)