MARCIA PER LA VITA / Due radiospadisti raccontano

path

 

Avevo sentito parlare di questa annuale “Marcia per la Vita” da molto tempo. Solo quest’anno ho potuto parteciparvi… e le impressioni non sono state delle migliori,devo confessarlo!
Va riconosciuto il potenziale di questa iniziativa che può offrire un
ottimo servizio alla Verità e alla Vita.
Tuttavia, per essere una iniziativa sponsorizzata da associazioni cattoliche e da alcuni prelati, primo fra tutti Sua Eminenza il Cardinale Burke, e per avere come tappa finale la Basilica di San Pietro, centro della cristianità, è mancato, in linea generale, quell’atmosfera di “religiosità” che, a mio parere, non avrebbe di certo guastato e che forse avrebbe attirato davvero l’attenzione delle coscienze.
Forse proprio per questo è stata presa poco sul serio sia dalla stampa, che non ha riportato una virgola sull’iniziativa, sia dal Pontefice che si è limitato ad un accenno molto sbrigativo.
Gli organizzatori hanno gioito nel sottolineare l’impronta “non ecclesiale” dell’iniziativa: forse proprio in questo risiede la sua scarsa risonanza mediatica. Ricordo quando il mondo cattolico si riunì in piazza San Pietro per la Siria: quell’evento, benché liturgico, sensibilizzò molto l’opinione pubblica ed impressionò le coscienze. Forse la prossima Marcia della Vita dovrebbe – a mio parere – muoversi più in questa direzione. (
Gianluca Di Pietro)

***

Ero molto ansiosa di partecipare finalmente alla famosa Marcia per la Vita, ma il mio entusiasmo è stato tristemente stroncato… la prima cosa che mi aveva sempre attirata positivamente era il numero dei partecipanti, cifre a tre zeri che oggigiorno valgono oro. Ma quest’anno la marcia è stata diversa, come ha fatto notare papa Francesco, perché quei quattro Musulmani con donne al seguito, rendevano l’evento ecumenico… avevo notato, stranita, l’attenzione eccessiva data a quello sparuto gruppo da parte di giornalisti e fotografi. Ma vabbè, passi. Avevo notato anche troppi tamburelli, fischietti, suore e preti che urlavano cori da stadio… ma vabbè, passi. Solo mi aspettavo che quegli stessi ultras clericali avessero la stessa energia per recitare un rosario, una decina, un’ave Maria… io ho marciato insieme alla FSSPX, se non fossi stata lì avrei perso completamente il senso di quell’evento, di quella marcia e cioè ricordare i milioni di bambini uccisi nel grembo materno, assassinati senza poter ricevere la grazia di diventare figli di Dio. Quella nostra marcia avrebbe dovuto avere il carattere di una penitenza, magari non necessariamente ecclesiale ok. Il nostro gruppo, quello della FSSPX, guidato da don Emanuele Du Chalard, ha recitato il rosario, meditando i misteri gaudiosi col pensiero al crimine dell’aborto, in riparazione di questo peccato che grida vendetta al cospetto di Dio, pregando per quelle madri assassine e per la loro salvezza. È stato bello vedere che molte persone si sono unite al nostro gruppo sentendoci pregare e cantare, e hanno recitato insieme a noi il rosario in latino. Delusione anche per i numeri, non eravamo affatto 40000, come dice il comitato organizzatore. Forse 10000. (Vera Provenzale)

 

10006379_430518220417126_2587056461275187067_n

 

Un commento a "MARCIA PER LA VITA / Due radiospadisti raccontano"

  1. #Angheran   8 maggio 2014 at 9:25 am

    Confondere il piano confessionale con quello politico non aiuta la crescita di un movimento cattolico. Il secondo deve trarre ispirazione dal primo ma non è necessario che vi coincida per
    sostenere l’azione. La presenza della fratenità come quella di molti religiosi è stato un segnale bello e importante. Chi voleva pregare lungo la strada poteva farlo. D’altra parte pensare che l’iniziativa sia stata ignorata dai media perchè “poco religiosa” mi pare improbabile.