Marcia per la vita ed ecumenismo: un segno dei Tempi

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di Pietro Ferrari

 

“In relazione ai complimenti di Bergoglio circa la ecumenicità della marcia per la vita, occorre ricordare quanto egli ebbe a dire nell’ Angelus del 1 settembre 2013 per il digiuno pacifista sui fatti siriani: “E’ un forte e pressante invito che rivolgo all’intera Chiesa Cattolica, ma che estendo a tutti i cristiani di altre Confessioni, agli uomini e donne di ogni Religione e anche a quei fratelli e sorelle che non credono: la pace è un bene che supera ogni barriera, perché è un bene di tutta l’umanità……. e anche invito ad unirsi a questa iniziativa, nel modo che riterranno più opportuno, i fratelli cristiani non cattolici, gli appartenenti alle altre Religioni e gli uomini di buona volontà.” I valori generici scomposti dal Principio primo, diventano così strumenti di mobilitazione. Usare come analogìa aconfessionale il termine “vita” al posto di “pace”, non conferma forse la cifra dei nostri tempi? Il timbro di un’epoca ‘non ecclesiale’ che recede dal cristianesimo integrale con la paradossale ‘benedizione papale’ ?”

TEMPI 14/05/12 : ” Il corteo con in testa il cardinale Raymond Burke, prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, costellato di famiglie, bambini, cattolici, protestanti, evangelici e buddisti era un popolo silenziosamente in festa.”  Sarà cambiato qualcosa?

 
 

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