Riflessioni teologiche su un articolo polemico

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Un sito intitolato a due massoni se la prende con Matteo Castagna, curatore del sito agerecontra, e in generale col c.d. “sedevacantismo” [1], definendolo “malattia mentale”, sulla base del seguente strampalato sillogismo: Castagna è complottista, Castagna è sedevacantista, pertanto il sedevacantismo è una “malattia mentale”. Ovviamente Aristotele si sta rivoltando nella tomba. Sarebbe come se io dicessi: il tal dei tali è uno squilibrato mentale, il tal dei tali scrive sul sito bimassonico, pertanto il sito bimassonico è un bivacco di schizofrenici. Come avrebbe detto il vecchio Guglielmo da Baskerville, il sillogismo è errato a causa dell’inversione del termine mediano [2].

Infatti, ci sono moltissimi autori, non sedevacantisti, che hanno evidenziato la massonicità “di fatto” della dottrina insegnata dai pontefici successivi al Concilio Vaticano II [3], pertanto, ammesso e non concesso che ritenere Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I e II, Benedetto XVI e Francesco “massoni” sia una forma di pazzia, tale pazzia è comune anche ad autori non “sedevacantisti”, dunque le due cose (come era in realtà facile da capirsi, per chiunque non fosse in malafede) sono del tutto scollegate.

Infine mi chiedo: è davvero così assurdo intravedere nel magistero dei suddetti “papi” una componente massonica? L’ecumenismo, ad esempio, non è uno dei grandi sogni della massoneria? Non lo è “l’unità trascendente delle religioni”? La riduzione del cristianesimo a mera attività filantropica non è, anche questo, un grande sogno della massoneria? L’accettazione della dissolubilità del matrimonio (work in progress) non lo è altrettanto? La vittoria delle eresie luterane e protestanti e la conseguente trasformazione del Santo Sacrificio della Messa in una “cena comunitaria” non era un antico auspicio della massoneria? Ritenere il XX Settembre quale “dono della Provvidenza che permette alla Chiesa di liberarsi delle preoccupazioni mondane” non lo era? Non è strano che dalla scomunica ai massoni, si sia passato ad una semplice “dichiarazione nella quale si ribadisce l’inconciliabilità tra Fede cattolica ed appartenenza alle Logge”? Come mai vengono ricevute in Vaticano delegazioni massoniche di vario ordine e grado? Sono, queste, tutte cose inventate dalla schizofrenica mente del Castagna?

Non è dunque importante sapere se il tal o talaltro personaggio sia stato effettivamente massone nel senso di essere entrato in una Loggia, aver indossato il grembiulino e aver compiuto i vari “riti” d’iniziazione massonica. È importante, invece, valutare se i suoi insegnamenti e le sue azioni siano state influenzate da quelle della massoneria e se – nel caso dei citati “pontefici” – gli stessi abbiano contribuito a deturpare e contaminare il bimillenario Depositum Fidei, custodito dalla Chiesa, col veleno massonico. Del che si potrebbe discutere, senza necessariamente insultare.

Pierfrancesco Palmisano
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Note:

[1]  sedevacantista è colui che, constatando la contraddizione tra il “magistero” conciliare e la Dottrina insegnata dalla Chiesa prima del Vaticano II, fatta salva la promessa di N. S. Gesú Cristo «non praevalebunt», conclude teologicamente che i “papi” da cui questo “magistero” procede non sono realmente papi.

[2]   “Non ne deduco nulla: nihil sequitur geminis ex particularibus unquam. Bisognerebbe ricondurre entrambi i casi a una regola. Per esempio: esiste una sostanza che annerisce le dita di chi la tocca…”

Terminai trionfante il sillogismo: “…Venanzio e Berengario hanno le dita annerite, ergo hanno toccato questa sostanza!”

“Bravo Adso,” disse Guglielmo, “peccato che il tuo sillogismo non sia valido, perché aut semel aut iterum medium generaliter esto, e in questo sillogismo il termine medio non appare mai come generale. Segno che abbiamo scelto male la premessa maggiore. Non dovevo dire: tutti coloro che toccano una certa sostanza hanno le dita nere, perché potrebbero esserci anche persone con le dita nere e che non han toccato la sostanza. Dovevo dire: tutti coloro e solo tutti coloro che han le dita nere hanno certamente toccato una data sostanza. Venanzio e Berengario, eccetera. Col che avremmo un Darii, un ottimo terzo sillogismo di prima figura.” (Umberto Eco, Il nome della Rosa, pag. 203);

[3]   Li ha ricordati il professor Franco Damiani in questo comunicato.

 

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7 Commenti a "Riflessioni teologiche su un articolo polemico"

  1. #ricciotti   2 maggio 2014 at 11:44 pm

    Ma no, Pierfrancesco cosa dici, è complottismo.

    Qui Wojtyla non auspica alla realizzazione del NWO:

    http://youtu.be/zSqOjaBoQBA

    Neanche qui Ratzinger:

    http://youtu.be/izUX0yPWt6s

    Inoltre, chi concilia l’eresia con il Papato, il che è antidogmatico, vive la contraddizione esternando passioni disordinate contro chi, invece, supera dottrinalmente la contraddizione, appunto con la necessità teologica del sedevacantismo.

    Notte.

  2. #Matteo Castagna   3 maggio 2014 at 12:05 pm

    Salve Radio Spada,
    sono il “complottista folle” che ringrazia della solidarietà. Ho letto l’articolo di Pierfrancesco Palmisano, che mi vede completamente in linea. Mi fa piacere sapere che il “manicomio” è più grande di quanto pensa qualcuno. “Beati sarete voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli, poiché così hanno perseguitato i profeti che furono prima di voi” (dal Vangelo di San Matteo)

    • #Pierfrancesco Palmisano   3 maggio 2014 at 4:33 pm

      Gentile Gaspare Campari,
      innanzitutto La ringrazio per aver tenuto la discussione su un argomento molto interessante, che è quello dei sillogismi.
      il Suo richiamo al sillogismo “Darapti” di terza figura, e relative specificazioni, è corretto, ma non giunge alla stessa conclusione cui vorrebbe giungere il sito a Lei intitolato (ovvero “TUTTI i sedevacantisti sono complottisti maniacali”).
      Infatti, ammesse le ipotesi da Lei formulate, il sillogismo sarebbe costruito come segue:
      Matteo Castagna (ovvero “tutti i Matteo Castagna”) è (sono) “complottisti maniacali”;
      Matteo Castagna (ovvero “tutti i Matteo Castagna”) è (sono) “sedevacantisti”;
      quindi ===>
      ALCUNI “complottisti maniacali” sono “sedevacantisti”.
      Se vogliamo vederla dal punto di vista insiemistico, i “Matteo Castagna” starebbero nella intersezione fra l’insieme dei “complottisti maniacali” e quello dei “sedevacantisti”, ben potendo esistere altri elementi del primo insieme che non appartengono al secondo e del secondo che non appartengono al primo.
      Grazie, cordiali saluti e mi scuso con Matteo Castagna se abbiamo fatto questo “giochetto” col suo nome (preciso altresì che non ritengo vera l’affermazione “tutti i Matteo Castagna sono complottisti maniacali”).

  3. #Gaspare Campari   3 maggio 2014 at 1:42 pm

    Vorrei intervenire con un mio piccolo contributo:
    – la logica è materia della filosofia, non della teologia, quindi non si vede il motivo del titolo “riflessioni teologiche”
    – il sillogismo sotteso all’articolo di C&dM è: premessa minore <> premessa maggiore <> conclusione <>. I termini estremi del sillogismo sono “complottismo maniacale” (termine minore) e “sedevacantismo” (termine maggiore). “Matteo Castagna” è il termine medio. L’ottava legge del sillogismo (Nihil sequitur geminis ex particularibus unquam) afferma che non vi è conseguenza nel caso le due premesse siano particolari, ma nel caso (come questo) che siano singolari, vi è conseguenza, la singolare valendo come universale (nel nostro caso sarebbe “tutti i Matteo Castagna”). Quindi quello di Marco Mancini è un perfetto e validissimo sillogismo della terza figura (sub-sub), modo Darapti.

  4. #Angheran   3 maggio 2014 at 5:03 pm

    Mi pare che ci si soffermi sulle definizioni evitando di affrontare la sostanza delle cose. Se si arrivasse a una discussione franca , probabilmente si potrebbe portare via via il cattolicesimo “antagonista” ad uscire dall’irrilevanza e a tornare ad essere di spunto. Viceversa sul fronte sedevacantista ci sono atteggiamenti tartufeschi che finiscono per far girare la barchetta in tondo e confondere le idee a quanti magari si riavvicinano alla fede.

  5. #Matteo Castagna   4 maggio 2014 at 1:00 pm

    La Contro-Chiesa conciliare e i suoi satelliti progressisti o conservatori, comunque con essa in comunione (“una cum”) confondono i fedeli con le loro deliranti affermazioni in contraddizione con il Magistero Perenne di Santa Madre Chiesa. Quello che disturba e inquieta questi soggetti più o meno in mala fede, spesso prezzolati o crogiolati nella comodità della loro tranquillità è che noi sedevacantisti poniamo e risolviamo il problema relativo all’Autorità con i mezzi del Magistero e del Diritto Canonico, mentre loro restano nella frustrante e iper-tartufesca situazione del tipico mediocre. Alcuni giungono a diventare le pecore insulse dei falsi pastori, senza neppure rendersi conto del fatto che si rendono ridicoli. Non esiste un cattolicesimo “antagonista” ma esistono il Cattolicesimo, la Chiesa e gli eretici e la contro-Chiesa. Le nostre posizioni sono uscite da tempo dall’irrilevanza. Basti pensare quanto se ne parli…

  6. #Guido Ferro Canale   2 maggio 2015 at 12:34 pm

    La parte che mi sconcerta di più, in quell’articolo, è il palese fraintendimento del video: come si fa a dire che si tratta di uno spot A FAVORE del matrimonio omosessuale??