Tutti i dati che volete sapere sulle Europee 2014

C_4_articolo_2047171__ImageGallery__imageGalleryItem_1_image
[cliccare per ingrandire]

C_4_articolo_2047171__ImageGallery__imageGalleryItem_0_image
[cliccare per ingrandire]
Il Ppe riduce il vantaggio sullo S&D a 23 seggi: è il senso della quarta proiezione del Parlamento Ue con i dati reali dello scrutinio. 213 i seggi ai popolari (28,36%), 190 per i socialisti (25,30%). I lib-dem dell’Alde terza forza con 64 (8,52%), davanti ai Verdi con 53 (7,06%), ai conservatori dell’Ecr con 46 (6,13%) e alla Sinistra Unitaria Gue con 42 (5,59%). 38 i seggi del gruppo euroscettico Efd con Ukip e Lega (5,06%), 41 (5,46%) ai ‘non iscritti’ tra cui il Front National, 64 (8,52%) agli ‘Altri’ tra cui M5S.

 

FRANCIA

Il Front National di Marine Le Pen ha raccolto il 25,1% dei voti, il massimo storico per il partito fondato dal padre Jean-Marie. Sopravanzato nettamente il raggruppamento di centrodestra Ump, che si è fermato al 20,2%, mentre il Partito socialista del presidente Hollande è scivolato al 14,3%. Secondo i dati definitivi emessi dal ministero dell’Interno francese, il Front National conquista dai 23 ai 25 seggi sui 74 riservati alla Francia al Parlamento europeo, l’Ump 18-20 e il partito socialista appena 12-13. Altri 7 seggi vanno ai centristi, 6 agli ecologisti e 4 all’estrema sinistra. 

Marine Le Pen ha lanciato un appello al presidente socialista François Hollande perché proceda allo scioglimento dell’Assemblea nazionale, ma il primo ministro Manuel Valls l’ha escluso. Le Pen ha poi fatto appello a tutte le forze euroscettiche, nella necessità di unirsi per fortificare il fronte: «l’Europa deve restituire quello che ha rubato, con la debolezza, la viltà e il tradimento delle élite europee. Deve restituire al popolo la sua sovranità e dobbiamo costruire un’altra Europa: l’Europa delle nazioni libere e sovrane, l’Europa delle cooperazioni liberamente scelte». L’appello all’unione degli euroscettici è rivolto anche alla Lega Nord e al M5S.

 

GERMANIA

La Cdu di Angela Merkel si conferma il primo partito in Germania (35,3%), anche se è il peggiore risultato del partito dal 1979 in Europa. In crescita Spd (27,2%), mentre c’è una grande affermazione per il partito antieuro Alternative Fuer Deutschland con il 7%. Il partito è nato appena un anno fa, intorno all’idea di un’Unione europea da riformare a partire dalla moneta unica. «E’ primavera in Germania», ha dichiarato il leader e fondatore del partito, Bernd Lucke, «alcuni fiori appassiscono, altri sbocciano». Ai Verdi il 10,7%, ai Liberali dell’Fdp il 3,4%, alla Linke il 7,4%. A festeggiare c’è anche l’Npd, il partito nazionalista tedesco, che con un solo 1% riesce a guadagnare l’elezione di un suo parlamentare.

 

GRAN BRETAGNA

I voti scrutinati collocano il partito Ukip di Nigel Farage al 29 per cento. Il che equivale a 22 seggi «euroscettici» nel nuovo Parlamento europeo. I conservatori del premier Cameron si sarebbero fermati al 24,2% , con 16 eurodeputati. I laburisti, all’opposizione in patria, hanno raccolto il 23,7% dei voti e manderanno 14 deputati nelle istituzioni europee. Crollo dei liberali: sotto il 7% con un solo europarlamentare in carniere (dagli 8 delle precedenti elezioni). Farage tende una mano ai 5 Stelle: «Vorrei incontrare Beppe Grillo e discutere con lui delle nostre politiche che hanno molto in comune», ha dichiarato.

 

OLANDA, BELGIO, DANIMARCA, POLONIA, UNGHERIA

Oltre al Front National e alla Lega, al gruppo euroscettico – che si dovrebbe chiamare European Alliance for Freedom (Alleanza europea per la libertà, Eaf) – dovrebbero aderire il partito della Libertà olandese di Geert Wilders, che però non è riuscito a sfondare nelle elezioni che nei Paesi Bassi si sono svolte giovedì scorso, e l’austriaco Fpoe, il partito fondato negli anni Novanta da Haider, che ha visto raddoppiare i consensi raccolti (si attesta oltre il 20%).

Secondo i dati, in Danimarca l’estrema destra del Danish People Party sarebbe primo partito con oltre il 23% dei voti.

Successo anche in Polonia del piccolo partito euroscettico KNP di Janusz Korwin-Mikke, che conquisterebbe 4 seggi col 7,2%. Al primo posto il partito centrista Piattaforma civica (Po) del premier Donald Tusk, secondo il partito di opposizione di destra Diritto e giustizia (Pis) dell’ex premier Jaroslaw Kaczynski. 

In Belgio (21 seggi in palio) si affermano i nazionalisti fiamminghi, l’unico partito a ottenere 4 seggi al Parlamento europeo, secondo i risultati provvisori attualmente disponibili. I socialisti francofoni del premier Elio Di Rupo conquistano 3 seggi, così come i liberali valloni del Mr e i conservatori fiamminghi del Cd&v. Si ferma a un solo seggio l’estrema destra fiamminga del Vlaams Belang.

In Ungheria, chiara vittoria del partito conservatore populista Fidesz di Viktor Orban, con il 51,49% dei consensi (12 seggi). E, secondi, l’estrema destra di Jobbik con il 14,68%. 

 

GRECIA

Il partito di sinistra radicale Syriza, di Alexis Tsipras, è primo.  Da notare però che il terzo partito è Alba dorata che, nonostante gli arresti e le gravi accuse di reati, ottiene quasi il 10%.

 

SPAGNA

Débacle in Spagna sia per il Partito popolare del premier Mariano Rajoy sia per il Psoe, che passano rispettivamente da 24 a 16 deputati e da 23 a 14. Izquierda Unida ottiene sei seggi, il neonato movimento Podemos diventa il quarto partito con cinque seggi.

 

NEL RESTO DELL’UE

In Bulgaria si afferma il partito conservatore Gerb dell’ex premier Boyko Borissov; in Lettonia i popolari del partito «Unity»; in Slovenia è primo il Partito democratico (Sds, centrodestra).

Seggi invariati in Lussemburgo rispetto a cinque anni fa, con una maggioranza di 3 eurodeputati al partito cristianodemocratico del candidato Ppe alla presidenza della Commissione Ue Jean-Claude Juncker.

Vince in Irlanda il partito conservatore Fine Gael del premier Enda Kenny; in Croazia, membro più giovane dell’Unione europea, vince nettamente con il 41 per cento la coalizione di centrodestra, guidata dal maggior partito di opposizione, Unione democratica croata (Hdz).

Nella Repubblica Ceca (record di astensionismo) tre partiti ottengono 4 seggi ciascuno: sono il movimento liberale filoeuropeo ANO dell’attuale ministro delle finanze Andrej Babi, che risulta il primo partito con il 16,13% dei voti; i liberali Top 09 (15,95%), e i socialdemocratici CSSD del premier in carica Bohuslav Sobotka con il 14,1% dei voti. Al Parlamento europeo entrano con tre seggi anche i comunisti (10,98%), i cristiano-democratici del Kdu-Csl con il 9,95% dei voti e i due partiti euroscettici ODS, e il partito civico democratico, con due candidati ciascuno.

Il Portogallo guida il fronte dei Paesi dove vince la sinistra. Secondo gli exit poll, i socialisti infatti sono primi con il 30-34%, secondi i popolari tra 25-29%, terza la sinistra radicale tra 12-15%, quarta la formazione ecologista del Partito della Terra che avrebbe preso tra 7-8%. Risultati ribaltati rispetto alle europee del 2009, dove i popolari erano primo partito con il 31,7% e i socialisti secondo con il 26%.

In Romania è avanti la coalizione di centrosinistra che attualmente guida il governo (formata da Socialdemocratici, Unione nazionale per la Romania e partito conservatore). Anche a Malta in testa il partito laburista. In Slovacchia vincono i socialdemocratici (Smer) del premier Robert Fico.

In Svezia, con 10 punti di distacco sul secondo partito e un quarto dei consensi, i socialdemocratici vincono alle elezioni europee e piazzano 6 eurodeputati a Strasburgo, confermando il risultato positivo del 2009, secondo i risultati diffusi dal Parlamento europeo. Il partito moderato, parte della famiglia del Ppe, crolla e ottiene circa il 15% dei voti e 4 deputati. Al 7% le femministe di Fi (Iniziativa femminista).

 

[Fonti: tgcom24.it, Corriere.it, Internazionale.it, Ansa, Ticinonline]