Il Gran Maestro Bisi: “Mi piacerebbe sapere cosa pensa Papa Francesco dei massoni”

di Davide Consonni-

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Non bastò la lettera che il Gran Maestro Pilloni inviò a Bergoglio

Non bastarono le numerose dichiarazioni di elogio e sostegno rivolte dal Gran Maestro Raffi e dal Gran Maestro Bisi nei confronti di Bergoglio.

Ora i massoni del Grande Oriente d’Italia rincarano la dose, e lo fanno in un’occasione più unica che rara. Ci si riferisce al conferenza organizzata dal Grande Oriente d’Italia tenutasi il 12 Giugno 2014 a Roma. Il tema di questa conferenza fu il Concilio Vaticano II

Riporto qui di seguito l’articolo con cui il GOI ha annunciato tale conferenza attraverso il suo sito ufficiale:

“Il Servizio Biblioteca del Grande Oriente d’Italia organizza – il 12 giugno alle ore 18.00 a Palazzo delle Esposizioni, Libreria Arion, Sala Forum (Via Milano 15-17 angolo Via Nazionale, Roma) – un dibattitto su “La Chiesa del dialogo dal Concilio Vaticano II a Papa Francesco”. L’occasione è l’uscita del libro Il Concilio segreto (Piemme) del giornalista vaticanista Ignazio Ingrao. Interverranno con l’autore, lo storico Alberto Melloni, la teologa Marinella Perroni e il Gran Maestro Stefano Bisi. Modera l’incontro il giornalista Marco Politi.

Comprendere un evento così innovativo e paradigmatico come fu il Concilio ecumenico Vaticano II, e farlo attraverso una lettura non ufficiale ma radicata in testimonianze e documenti spesso inediti, significa avere l’opportunità di andare alla radice di ciò che oggi sta avvenendo nella Chiesa cattolica. Studiare il Concilio di ieri, ci aiuta ad anticipare la Chiesa di domani. Papa Francesco ha raccolto il testimone dai suoi predecessori assumendo l’impegno forte e deciso ad attuare il Concilio. La Chiesa in dialogo proiettata verso le periferie, come vuole il pontefice argentino, ripropone il modello che i padri conciliari desideravano realizzare.

Un prezioso punto di incontro e di dialogo anche con i laici e i non credenti può essere quello dei diritti umani. L’impegno per la giustizia, fondato sul riconoscimento dei principi essenziali del diritto naturale, caratterizza l’azione della Chiesa a tutte le latitudini e non di rado comporta anche un prezzo alto da pagare, persino in termini di attacchi e persecuzioni. La difesa dei diritti dell’uomo e il riconoscimento dei principi del diritto naturale che orientano il bene comune può essere perciò un’utile piattaforma di confronto e discussione per tutti coloro che hanno a cuore la promozione della persona umana.” [FONTE]

Qui per vedere l’invito alla conferenza: http://www.grandeoriente.it/media/343054/Invito-RM-12-06-14.pdf

Quindi Vaticanisti e massoni, uniti dal dialogo, si diedero appuntamento a Roma per il 12 giugno. Ciò non accadeva da almeno un ventennio, infatti le ultime conferenze documentate che il GOI organizzò, ospitando vaticanisti e “cattolici” [padre Rosario Esposito o il Giovanni Caprile per fare due esempi] risalgono all’inizio degli anni ’90, dopo che tali conferenze proliferarono numerose sul finire degli anni ’70 e per tutti gli anni ’80. Vediamo ora, in assenza di un video della conferenza del 12 giugno, cosa dichiara in merito il sito ufficiale del Grande Oriente d’Italia, riporto l’articolo di commento che il GOI ha pubblicato il giorno successivo alla conferenza:

“Mi piacerebbe proprio sapere cosa pensa Papa Francesco della Massoneria”. E’ il desiderio espresso dal Gran Maestro Stefano Bisi, pubblicamente, a conclusione della presentazione del volume “Il Concilio segreto” di Ignazio Ingrao (Piemme editore) organizzata dal Servizio Biblioteca del Grande Oriente d’Italia il 12 giugno a Roma presso la libreria Arion di via Milano.

Sono profondamente convinto -ha detto Bisi- che sul terreno dei diritti umani e della libertà possano esserci contatti fecondi tra Chiesa cattolica e chi è diversamente credente. Penso che sia tempo di unire più che di dividere e sono certo – ha aggiunto- che si possa trovare un prezioso punto di incontro e dialogo. La breccia di Porta Pia del 1870 va attualizzata. Il prossimo 20 settembre -è stato l’auspicio del Gran Maestro- il 20 settembre 2014, deve essere ricordato per un’altra breccia, una breccia che possa servire ad abbattere i muri che separano mondi diversi che hanno voglia di incontrarsi. C’è fortemente bisogno di collegamenti. Questo era anche il messaggio del Concilio Vaticano II”, che cinquanta anni fa aprì una stagione nuova all’interno del mondo cattolico.

Un messaggio che oggi con il pontificato di Bergoglio si carica di una nuova e fortissima spinta innovativa, che nasce dalla volontà di un rimodellamento della Chiesa nella sua fisionomia, di un riesame della pastorale delle relazioni interpersonali, di una rivalutazione della metodologia inaugurata in quella specialissima assise che si svolse dal 1962 al 1965 sotto i pontificati di Giovanni XXIII e Paolo VI: dibattito aperto e democratico e intenso ascolto della società.

Lo hanno sottolineato da diversi punti di vista, ripercorrendo attraverso il saggio di Ingrao alcuni retroscena del Concilio, Marco Politi, giornalista vaticanista ed editorialista del “Fatto Quotidiano”, che ha moderato il dibattito , i relatori intervenuti all’incontro Alberto Melloni, storico del Cristianesimo all’Università di Modena-Reggio Emilia e Marinella Perroni, teologa, docente del Pontificio Ateneo di S. Anselmo a Roma e il Gran Bibliotecario Dino Fioravanti, punto di riferimento al Vascello di storici e ricercatori. E questo “balzo in avanti della Chiesa nella società moderna”, oggi come allora piace alla Massoneria, che oggi proprio come durante quegli anni caldi ha ripreso a seguire con interesse i cambiamenti che si delineano Oltretevere. Quell’evento rappresentò senza dubbio, scrive Ingrao nel capitolo del suo libro dedicato ai rapporti tra i liberi muratori e Chiesa, “una stagione unica di dialogo e di conoscenza reciproca” , “al di là di pregiudizi e storiche divisioni”. Uno slancio che si è andato poi affievolendo ma che in questa fase, in cui sembra essere cominciata una nuova età conciliare, ha tutte le possibilità di riprendere. [FONTE]

Pare evidente, quindi, considerando le oggettive e ormai numerose dichiarazioni apologetiche che diversi Gran Maestri delle massonerie italiane hanno rivolto a Bergoglio, il sostegno sostanziale che tali massonerie apportano alla “Chiesa del dialogo post conciliare”, è evidente il gongolare continuo e pomposo che tali Gran Maestri dimostrano nel sottolineare le continue aperture dottrinali che dal CVII si sono susseguite fino ad oggi. Tali massoni sono consci del fatto che sono ormai lontani i giorni delle encicliche di scomunica nei loro confronti, delle condanne pontificie, ad opera di Papi Santi, che numerose si sono susseguite dal 1738 in poi nei confronti “dell’iniqua setta dei framassoni, nemici dello Stato, della Società e della Santa Romana Chiesa”. Tali massoni alzano la testa più che mai, e alzandola rivolgono lo sguardo e l’interesse al Papato, interrogandolo ed invitandolo a pronunciarsi nei loro confronti. Cosa penserà Bergoglio dei framassoni? Non ci è dato sapere  nulla del foro interno del Pontefice, solo il buon e misericordioso Nostro Signore guarda ai cuori. Ma il Magistero di Santa Romana Chiesa in merito alla condanna dell’iniqua setta dei massoni è oltremodo chiaro, esplicito e deciso. Sono oltre seicento i documenti di condanna che il Papato, dal 1738 in poi, ha rivolto alla setta massonica. Per concludere qui di seguito riporto dei passaggi di alcune di tali solenni condanne:

“Imperocché da fatti giuridicamente accertati, da formali processi, da statuti, riti, giornali massonici pubblicati per le stampe, oltre alle non rare deposizioni dei complici stessi, essendosi venuto a chiaramente conoscere lo scopo e la natura della setta massonica, quest’Apostolica Sede alzò la voce, e denunziò al mondo, la setta dei Massoni, sorta contro ogni diritto umano e divino, essere non men funesta al Cristianesimo che allo Stato, e fece divieto di darvi il nome sotto le maggiori pene, onde la Chiesa suol punire i colpevoli. Di che irritati i settari e credendo di poter, parte col disprezzo, parte con calunniose menzogne sfuggire o scemare la forza di tali sentenze, accusarono d’ingiustizia o di esagerazione i Papi, che le avevano pronunziate.”

[HUMANUM GENUS , LETTERA ENCICLICA, Papa Leone XIII, 20 Aprile 1884, testo completo]

“Perciò, ordiniamo ad ogni singolo ed a tutti i fedeli cristiani – quale che sia il loro stato, il loro grado, la loro origine, il loro ordine, nobiltà, preminenza, sieno essi laici o religiosi,  appartengano essi ad un ordine laico o religioso, più o meno autorevole – ed in virtù della Santa  Obbedienza, che nessuno, sotto qualsiasi causa o pretesto, abbia l’ audacia o la libertà di iscriversi nella detta società di Massoni – o соmе altro possa chiamarsi – oppure diffonderla,
appoggiarla, favorirla, accoglierla o nasconderla nei suoi edifici o abitazioni o altrove, farsi  iscrivere o associare oppure assistere ad una riunione, procurare né occasione né comodità per  cui essi possano trovarsi in un posto qualsiasi, fornire loro una mano servile o consigli, aiuti o  favori, in pubblico o in privato, direttamente o indirettamente, di per sé o attraverso un qualsiasi  altro mezzo; ed egualmente ordino che nessuno inciti altri, li istighi, li inviti, li persuada ad  iscriversi a simili associazioni, ad aggiungersi loro, a tollerarle o ad assistervi, ad aiutarle in  qualsiasi modo o a proteggerle, ma ordino loro di astenersi assolutamente da tali compagnie,
assemblee, riunioni segrete o dai loro nascondigli, sotto pena di scomunica per tutti i suddetti  trasgressori, che vi incorrono ipso facto, senza altra spiegazione, e da questa scomunica nessuno  potrà ricevere la grazia dеll’assoluzione, se non da noi o dal Romano Pontefice allora regnante,  eccetto in articulo mortis”.

[In eminenti Apostolatus Specula, Papa Clemente XII, 28 Aprile 1738, testo completo]

Qui di seguito riporto il link in cui è possibile leggere l’intera enciclica “Inimica Vis” di Papa Leone XIII, in cui condanna la massoneria accusandola di attentare alla vita della Santa Romana Chiesa: http://www.vatican.va/holy_father/leo_xiii/encyclicals/documents/hf_l-xiii_enc_08121892_inimica-vis_en.html

2 Commenti a "Il Gran Maestro Bisi: “Mi piacerebbe sapere cosa pensa Papa Francesco dei massoni”"

  1. #bbruno   16 giugno 2014 at 6:50 pm

    che gongolino i Grandi Maestri di ogni Oriente della nuova chiesa vaticansecondista è ovvio: finalmente hanno trovato i docili esecutori dei loro desideri….Ma si scordino di parlare di una “nuova stagione” aperta all’interno del mondo cattolico: qui si tratta di un altro mondo, che con il mondo cattolico che è stato non ha nulla a che vedere – appunto, quello rappresentato da Leone XIII! Dialoghino pure tra di loro, questi avvinazzati dei diritti dell’ uomo – che si vede bene a quale punto hanno condotto questa povera umanità, con le loro squadre e i loro compassi …

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