ISRAELE / L’identità nazionale si farà legge

 

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Articolo comparso su jpost.com il 4 maggio. Traduzione a cura di Matteo Luini

 

Israele ha già leggi di base che danno un’espressione adeguata alla natura democratica dello stato, e adesso ne ha bisogno di una che esprima il suo carattere ebraico, ha detto il Primo Ministro Benjamin Netanyahu, spiegando la sua decisione di promuovere una legge fondamentale che definisca Israele come Stato Ebraico.

Parlando alla riunione di gabinetto settimanale, Netanyahu ha detto che la legge che vuole proporre definirà i diritti nazionali del popolo ebraico verso lo Stato di Israele, e che farà ciò “senza toccare i diritti fondamentali di alcun cittadino israeliano.” Questa norma andrebbe a rinforzare lo status della Legge del Ritorno, e ancorerebbe ad una legge fondamentale dei simboli come la bandiera, l’inno nazionale, lo status dell’ebreo, “e altre componenti della nostra identità nazionale.”

Netanyahu ha affermato che questi elementi della identità nazionale israeliana sono sotto “costante e continuo attacco” sia all’interno che all’esterno del paese. L’esistenza dello stato di Israele, ha detto, deriva dal suo essere la “patria nazionale del popolo ebraico” e dalla profonda connessione fra il popolo di Israele e la Terra di Israele.

“Naturalmente ci sono coloro che non vogliono che Israele venga definito come la casa del popolo ebraico. Vogliono una casa nazionale per i palestinesi accanto a noi, e che Israele si trasformi gradualmente in uno stato binazionale, israelo-palestinese, all’interno di confini ridotti.”

Ma, ha detto Netanyahu, è impossibile tenere il “bastone nazionale” da entrambe le estremità. “Non si può volere contemporaneamente la separazione dai palestinesi e uno stato binazionale arabo­israeliano all’interno dei confini permanenti dello Stato di Israele”, ha asserito.

Mentre Netanyahu ha detto che c’è piena uguaglianza civile in Israele, “è lo stato nazionale di un solo popolo, quello ebraico, e di nessun altro popolo”. Il testo della legge sarà formulato in colsultazione con tutti gli altri partiti della coalizione, in modo che preservi i valori di Israele come stato democratico.

Il capo di uno dei partner di coalizione, il Ministro della Giustizia Tzpi Livni (Hatuna) ha detto in un intervista alla Radio Israeliana che è fortemente contraria a che la legge venga discussa, ed anche a “ogni legge che concede superiorità alla natura ebraica dello stato rispetto ai principi democratici”.­ “La patria nazionale del popolo ebraico è uno stato democratico”. Per la Livni, l’essenza del sionismo consiste nel fatto che questi due valori lavorano assieme: “tutti i cittadini sono uguali, in uno Stato che dà espressione all’autodeterminazione del popolo ebraico”.

Livni ha chiarito che avrebbe supportato la legge solo se i componenti “ebraico” e “democratico” fossero stati dello stesso peso, “non più ebraico che democratico, non più democratico che ebraico”.

Il ministro della Difesa Moshe Ya’alon, intanto, si è espresso a favore della legge. Ha detto che il cuore del conflitto arabo­palestinese è l’opposizione araba all’esistenza di uno stato nazionale ebraico. Gli arabi, ha detto, vogliono uno stato arabo­palestinese senza ebrei, in Giudea, Samaria, e Gaza, ed un altro stato a fianco, che sarebbe “qualcosa di misto, non uno stato nazionale ebraico”.

“Con mio dispiacere, noto che alcuni fra noi sono confusi e chiedono che venga creato uno ‘stato per tutti i cittadini’ oppure uno stato binazionale. Penso allora che questa legge sia importante per ricordarci quale sia l’essenza della casa nazionale ebraica.” Questa definizione non significa, ha chiarito Ya’alon, che le minoranze non ebree vivranno nel paese con meno diritti rispetto agli ebrei.

“Non credo che ci sia un altro stato nella regione dove gli arabi godono del livello di diritti umani come in Israele”, ha detto.

 

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