La guerra di religione, la guerra giusta: Chesterton sfida Bergoglio

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Nel celebre romanzo di G. K. Chesterton, “Il Napoleone di Notting Hill”, il protagonista, il diciannovenne Adam Wayne, si trova costretto a impugnare le armi per difendere Pump Street, una via che rischia di essere completamente abbattuta, minacciata dagli interessi economici di speculatori edili senza scrupoli.

Prima di ingaggiare battaglia – consapevole che del sangue verrà versato – sente il bisogno di spiegare in quale caso la guerra può considerarsi giusta e legittima, e propone argomenti attinti a piene mani dalla dottrina di sempre della Chiesa Cattolica:

 

 

“Qui io dichiaro, e so bene di cosa parlo, che non ci sono mai state guerre necessarie se non le guerre di religione. Non ci sono mai state guerre giuste se non le guerre di religione. Non ci sono mai state guerre umane se non le guerre di religione. Perché quegli uomini hanno lottato per qualcosa che pretendeva, almeno, di essere la felicità di un uomo, la sua virtù. Un crociato pensava almeno che l’Islam ferisse l’anima di ogni uomo, re o stagnino, che riusciva davvero a catturare”.

(tratto da G. K. CHESTERTON, Il Napoleone di Notting Hill, Torino, Lindau, 2010, p. 87)

 

Chissà cosa penserebbe Chesterton, se oggi fosse ancora vivo, delle preghiere interreligiose per la pace…

 

a cura di Luca Fumagalli

6 Commenti a "La guerra di religione, la guerra giusta: Chesterton sfida Bergoglio"

  1. #bbruno   25 giugno 2014 at 4:36 pm

    Grande Chesterton. Lo stesso pensiero del vero Francesco, il Santo di Assisi, per il quale era giustissimo combattere i musulmani, perché nemici di Cristo e del genere umano: ” i cristiani giustamente attaccano voi e la terra che avete occupato, perché bestemmiate il nome di Cristo e allontanate dal suo culto quelli che potete. Se però voleste conoscere il creatore e redentore, confessarlo e adorarlo, vi amerebbero come loro stessi» genere umano…”. Altro che ” musulmani fratelli carissimi” dell’altro Francesco, l’usurpatore, oltre che del soglio pontificio, anche del nome del grande santo di Assisi! che Dio abbia pietà di lui, e di noi!

  2. #massimo trevia   25 giugno 2014 at 9:11 pm

    io,misero cristiano,cerco di combattere,e proprio i mie a mci cristiani con cui sono cresciuto,mi trattano da fanatico,ma non mi scoraggiano.poveretti.

  3. #Andrea   26 giugno 2014 at 7:20 pm

    La guerra è ora.
    Gli unici martiri contemporanei sono impegnati in Siria ed Ucraina.
    Ma la guerra in Occidente è molto più devastante, è guerra di educazione che sta formando l’uomo nuovo, ed è più difficile da combattere.
    La TV corrompe persino alcuni anziani, verso i più piccoli invece ha più autorità di una madre.

  4. #doroteo77   29 giugno 2014 at 4:10 pm

    Il metro di misura che mi permette di capire se qualche pensatore sia davvero cattolico è il livello di scandalo e follia che provoca a chi s’interessa di lui. Chesterton, ancora oggi, ma lo sarà sempre, procura scandalo e follia. Se Nietzsche si autodefinì dinamite, Chesterton è una bomba all’uranio! Cosa lega Chesterton a Nietzsche? l’aver compreso l’essenza del cristianesimo entrambi: l’uno impugnò la spada che ha portato Cristo e si batté da valoroso guerriero, l’altro ideò una falsa figura d’uomo, ubermensch, che, indirettamente, scampava la lotta, la battaglia. In fondo, perché conviene credere che Dio non esiste o che è morto? Prorprio per la paura di lottare, combattere.