L’Azione Cattolica Italiana invita a pregare i diavoli e bestemmia Abramo?

L’Azione Cattolica Italiana invita a pregare i diavoli e bestemmia Abramo?

L’articolo è stato diffuso da Avvenire il giorno 4 giugno 2014 (link), il titolo: «Preghiera per la pace, la proposta di Ac e Acli». Si legge: «Un minuto per la pace, un minuto in preghiera venerdì 6 giugno alle ore 13 per accompagnare Papa Francesco che ha invitato in Vaticano, il prossimo 8 giugno, i presidenti di Israele, Shimon Peres, e dello Stato di Palestina, Abu Mazen». L’iniziativa: «[…] promossa dall’Azione Cattolica Argentina, cui l’Azione Cattolica Italiana, il FIAC, Forum Internazionale di Azione Cattolica, e l’UMOFC, Unione Mondiale delle Organizzazioni Femminili Cattoliche, hanno dato la loro adesione».

Lo scandalo: «L’Azione Cattolica Italiana invita dunque i suoi aderenti, e tutti coloro che vorranno unirsi all’iniziativa, a fermarsi, chinare il capo e pregare secondo la propria tradizione: sul lavoro, a scuola, all’università, nel quartiere, in famiglia, davanti la propria parrocchia. Ai sacerdoti si chiede di uscire dalle chiese e di pregare per la pace con la gente in strada, rispondendo così all’invito di Francesco. È un venerdì il 6 giugno, giorno di preghiera per l’Islam, vigilia del tempo di preghiera per l’Ebraismo. Occasione speciale di preghiera, di riflessione; e messaggio ai credenti nelle comuni radici di Abramo, per essere insieme e invocare dal Signore il dono della pace».

I problemi dottrinali sono evidentissimi, lo scandalo per i pusilli è totale, la sovversione è palese, oltre al pedestre invito rivolto ai sacerdoti di abbandonare le chiese:

1) La religione vera è una, le altre “tradizioni” sono, secondo Dio, Tradizione e Chiesa: false religioni, idolatre, ispirate dal demonio, contro i primi comandamenti (rapporto e doveri dell’uomo verso Dio). Da «Evidenza della Fede», sant’Alfonso Maria de’ Liguori, CAPITOLO ULTIMO – Modo accennato in breve per convertire un infedele alla nostra santa fede. DIALOGO TRA UN SACERDOTE CRISTIANO ED UN INFEDELE.

Domanda dell’infedele: «Ma io so che così gli ebrei, come i maomettani, ed altri che voi chiamate eretici, ancora credono come voi, che vi sia un solo Iddio; e similmente dicono esservi paradiso ed inferno eterno: poiché poi dite voi che solamente la religione vostra è vera, e le loro son tutte false?».

Risposta del sacerdote: «Che la nostra religione cristiana cattolica sia la sola vera si prova con molti chiari contrassegni che noi abbiamo, e specialmente colle profezie registrate nelle divine scritture, le quali sono state scritte tanti secoli prima di avvenire i fatti che poi si sono avverati col tempo, appunto come sono stati predetti. Ed in particolare queste profezie si sono avverate intorno alla venuta e passione di Gesù Cristo nostro Redentore. Di più si prova coi miracoli, che son succeduti a vista degli stessi nemici della nostra fede, sicché essi medesimi non han potuto negarli: e questa è una prova troppo evidente della verità di nostra fede, perché i veri miracoli non sono operati che da Dio, il quale non può operarli se non in prova della vera fede: altrimenti egli sarebbe causa d’una fede falsa. In oltre si prova colla costanza di tanti milioni di martiri, fra’ quali vi sono state tante verginelle, tanti fanciulli che certamente non avrebbero potuto aver la forza di resistere a tanti strazj loro fatti da’ tiranni acciocché rinnegassero la fede, se Dio colla sua grazia non gli avesse avvalorati a soffrirli con pazienza. Oltre di queste vi sono altre pruove che tralascio per brevità».

Replica dell’infedele: «E niun’altra religione ha queste pruove fuori della vostra?»

Il sacerdote risponde: «Niuna. Udite: la religione degli ebrei fu vera e santa un tempo, cioè prima della venuta del Redentore, ma dopo tal venuta è diventata falsa ed erronea; poich’essi non han voluto credere a questo Redentore già venuto, con tutto che vedonsi avverate (come di sopra ho detto, tutte le profezie scritte nelle medesime scritture, che anch’essi ebrei tengono per vere e divine, circa la nascita, la vita e la morte di Gesù Cristo: come ancora circa il castigo loro prenunziato da Dio della distruzione del tempio, della perdita del regno, e della dispersione della loro nazione: cose ch’essi stessi vedono tutte avverate nel modo appunto che furono predette: e tuttavia rimangono ostinati a non voler credere al Messia già venuto, che i loro antenati fecero morir crocifisso da malfattore, come essi anche oggidì lo tengono. La religione maomettana non è religione, ma un miscuglio di ebraismo e di errori promulgati da Maometto, che fu un vil soldato, ignorante ed empio; il quale sei secoli dopo la venuta di G. Cristo, separandosi dalla religion cristiana in compagnia di altri ribelli colla forza dell’armi usurpò molti regni ai veri loro principi, e così divulgò la sua legge. Per conoscer poi l’empietà di questa legge, basta sapere ch’ella permette a’ suoi seguaci la vendetta, i ladronecci e la libertà della carne; anzi fa consistere il paradiso della vita eterna, non in altro, che nelle sozzure carnali: legge dunque più propria per le bestie, che per gli uomini dotati di ragione. Le religioni finalmente, o per meglio dire le sette degli eretici che si chiamano ancora cristiane, ma si son divise dalla chiesa cattolica, queste son mille, ma l’una peggiore e più piena di errori che l’altra: per vedere la loro falsità basta intendere questa sola cosa, cioè ch’elle son tutte uscite dalla nostra chiesa cattolica, la quale è stata certamente almeno la prima, e come essi dicono, è stata vera un tempo. Or nelle nostre divine scritture sta dichiarato in più luoghi (intendete bene), che la prima chiesa fondata da Gesù Cristo e promulgata da’ suoi discepoli, ella sarà sempre una colonna e base della verità, e non sarà mai abbandonata da Dio: Ecclesia Dei vivi columna et firmamentum veritatis1. Ait autem Dominus: Simon, Simon… ego autem rogavi pro te, ut non deficiat fides tua2. Ecce vobiscum sum usque ad consummationem saeculi3. Queste scritture le ammettono già per vere queste medesime sette eretiche. Ora s’è vero, come è certo, che la nostra chiesa è stata la prima, ed un tempo è stata vera; dee necessariamente confessarsi ch’è stata e sarà sempre l’unica vera; e che tutte l’altre sette che da lei si son separate sono erronee e false».

Approfondimenti: Mortalium Animos (Pio XI) e Mystici Corporis (Pio XII).

2) Si parla di «comuni radici di Abramo» nel cattolicesimo, nella setta dei maomettani (Mussulmani) e nell’organizzazione dei talmudisti (Ebrei che non riconoscono Cristo Messia e lo bestemmiano). Non c’è bisogno di una dissertazione complessa per dimostrare che questa è una bestemmia, nel senso che intende precisamente l’ Azione Cattolica Italiana, con Bergoglio prima di loro (clicca qui), in perfetta continuità con i suoi predecessori, indietro fino alla promulgazione di «Nostra Aetate» (clicca qui).

Abramo è sì venerato ugualmente da ebrei, cristiani e mussulmani come “padre nella fede”; tuttavia Gesù, in Giov. VIII, 33 e succ., ai Giudei che vantano la loro discendenza da Abramo oppone che non va intesa la “stirpe” carnale bensì quella spirituale nell’imitazione di Abramo, il proseguirne le opere; in Mat. III,9 e Lc. III,8 si legge di san Giovanni Battista che predica così ai Giudei “Non crediate di poter dire fra voi: Abbiamo Abramo per padre. Vi dico che Dio può far sorgere figli di Abramo da queste pietre”; in Gal. III, 28 e succ. l’Apostolo Paolo dice “Non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù. E se appartenete a Cristo, allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa.”

In Rm IV, 9 e succ. si legge che la beatitudine non è concessa ai circoncisi in quanto tali, per presunta “stirpe”, ed quindi “Noi diciamo infatti che la fede fu accreditata ad Abramo come giustizia. Come dunque gli fu accreditata? Quando era circonciso o quando non lo era? Non certo dopo la circoncisione, ma prima. Infatti egli ricevette il segno della circoncisione quale sigillo della giustizia derivante dalla fede che aveva già ottenuta quando non era ancora circonciso; questo perché fosse padre di tutti i non circoncisi che credono e perché anche a loro venisse accreditata la giustizia e fosse padre anche dei circoncisi, di quelli che non solo hanno la circoncisione, ma camminano anche sulle orme della fede del nostro padre Abramo prima della sua circoncisione.”

Nella lettera di Giacomo II,20 e succ. si legge “Ma vuoi sapere, o insensato, come la fede senza le opere è senza valore? Abramo, nostro padre, non fu forse giustificato per le opere, quando offrì Isacco, suo figlio, sull’altare? Vedi che la fede cooperava con le opere di lui, e che per le opere quella fede divenne perfetta e si compì la Scrittura che dice: E Abramo ebbe fede in Dio e gli fu accreditato a giustizia, e fu chiamato amico di Dio.”

Sono i Giudei che sembrano vantarsi di essere “stirpe di Abramo”, così i maomettani, così vuole pure l’Azione Cattolica, ma è assolutamente fuori luogo che si avalli questa credenza poiché, come abbiamo visto, “non c’è stirpe di sangue e non c’è razza”; Abramo fu il più grande patriarca, uomo santo e di provata fede, e Cristo confermò la discendenza di Abramo in coloro i quali seguono la Verità, la Parola, scacciano il peccato e la menzogna e credono in Lui, si battezzano. Leggiamo il Battista: “Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Egli ha in mano il ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la pula, la brucerà con fuoco inestinguibile” (Lc. III,16-17).

Inoltre la “stirpe dal sangue di  Abramo”, se proprio vogliam parlarne a tempo perso, storicamente non va individuata nei soli Ebrei ma anche negli Arabi, poiché Ismaele, figlio di Abramo e della schiava Agar, è ritenuto il capostipite del popolo arabo. Ai discendenti di Ismaele fu data la parte orientale del paese e furono chiamati il popolo dell’Est ed essi sono gli antenati degli Arabi. Maometto difatti fa risalire la sua stirpe a Ismaele attraverso Nebaiòt, suo primogenito (Cfr. Gen XXV, 12 e succ.). Anche parlare di antica Alleanza senza specificare che la stessa è stata superata dalla nuova Alleanza mi sembra oltremodo pericoloso.

“In senso biblico l’Alleanza è il patto di reciproca fedeltà tra Dio e il popolo ebraico. Esso è stato celebrato più volte da Dio con Noè (Gen. IX,1-17), con Abramo (Gen. XVII,1-14), con Giosuè (Gs. XXIV,25-26), con tutto il popolo sotto il re Giosia (Ne, X,1). Più interessante quella con Mosè sul Sinai: è la più solenne perché per essa Israele diventa speciale proprietà di Jahvè; è la più chiara anticipazione di quella definitiva stipulata da Dio con l’umanità intera nel sangue di Gesù (Mt. XXVI,27-8;  ICor. XI,25), per la quale diventiamo figli di Dio (Rm. VIII,14), riceviamo lo Spirito (IICor. III,6), non siamo più schiavi, ma liberi (Gal. IV, 22-23, 31). San Paolo sottolinea la superiorità della nuova rispetto all’antica a. (Ebr. IX,11-14): la nuova, essendo unica e definitiva, valida solo dopo e per la morte di Cristo, propriamente è detta «testamento»” [Dizionario del cristianesimo, E. Zoffoli, Sinopsis, 1992].

Il Catechismo Tridentino, difatti, al Can. 216 così prescrive il vincolo: “Nella consacrazione del vino […] si deve ritenere per fede che essa è costituita dalle parole (Conc. Florent., sess XI, Decr. pro Iacobitis): “Questo è il calice del sangue mio, della nuova ed eterna Alleanza [mistero della fede] che per voi e per molti sarà sparso a remissione dei peccati”. […]nessuno potrà dubitare di questa forma […]  seguono le parole “della nuova Alleanza”, per farci intendere che il sangue del Signore viene offerto agli uomini nella nuova Alleanza, ma in realtà non in figura, come nella vecchia Alleanza, di cui san Paolo scrivendo agli Ebrei ha detto che non fu stipulata senza sangue (Eb 9,18). Perciò l’Apostolo ha scritto: “Gesù Cristo è mediatore della nuova Alleanza affinché, avvenuta la sua morte per riscattare le trasgressioni commesse sotto la prima Alleanza, i chiamati ricevano l’eterna eredità, loro promessa” (Eb 9,15).”

Se ciò non dovesse bastare, si può chiudere con il divino insegnamento di Gesù: «Respondit Iesus: “ Si ego glorifico meipsum, gloria mea nihil est; est Pater meus, qui glorificat me, quem vos dicitis: “Deus noster est!”,  et non cognovistis eum. Ego autem novi eum. Et si dixero: Non scio eum, ero similis vobis, mendax; sed scio eum et sermonem eius servo.  Abraham pater vester exsultavit, ut videret diem meum; et vidit et gavisus est ”. Dixerunt ergo Iudaei ad eum: “ Quinquaginta annos nondum habes et Abraham vidisti? ”. Dixit eis Iesus: “ Amen, amen dico vobis: Antequam Abraham fieret, ego sum ”» (Gv. VIII, 54-58).

Ovverosia: Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria non sarebbe nulla; chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. E se dicessi che non lo conosco, sarei come voi, un mentitore; ma lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e se ne rallegrò». Gli dissero allora i Giudei: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».

Gesù spiega che Abramo era cristiano in voto, dunque le «comuni radici di Abramo» possono essere ammesse solo se si vuol esasperare, contro san Paolo e contro la Chiesa, l’esistenza intollerante di una razza superiore (o stirpe), mentre, nella realtà, la fede di Abramo (la stirpe di Abramo, le radici di Abramo), non ha nulla a che vedere con quella dei maomettani e dei talmudisti, come abbiamo appreso dalle parole di Cristo, degli Apostoli, dei Santi (della Chiesa).

Spiega chiaramente san Pio X nel Catechismo semplice (per scuole elementari, oggi evidentemente ignorato dall’Azione Cattolica e sembra anche da Bergoglio):

124. Chi è fuori della comunione dei santi? E’ fuori della comunione dei santi chi é fuori della Chiesa, ossia i dannati, gl’infedeli, gli ebrei, gli eretici, gli apostati, gli scismatici e gli scomunicati. 125. Chi sono gl’infedeli? Gl’infedeli sono i non battezzati che non credono in alcun modo nel Salvatore promesso, cioè nel Messia o Cristo, come gl’idolatri e i maomettani. 126. Chi sono gli ebrei? Gli ebrei sono i non battezzati che professano la legge di Mosè e non credono che Gesù è il Messia o Cristo promesso. 127. Chi sono gli eretici? Gli eretici sono i battezzati che si ostinano a non credere qualche verità rivelata dà Dio e insegnata dalla Chiesa, per esempio, i protestanti. 128. Chi sono gli apostati? Gli apostati sono i battezzati che rinnegano, con atto esterno, la fede cattolica già professata. 129. Chi sono gli scismatici? Gli scismatici sono i battezzati che ricusano ostinatamente di sottostare ai legittimi Pastori, e perciò sono separati dalla Chiesa, anche se non neghino alcuna verità di fede. 131. E’ grave danno esser fuori della Chiesa? Esser fuori della Chiesa è danno gravissimo, perché fuori non si hanno nè i mezzi stabiliti nè la guida sicura alla salute eterna, la quale per l’uomo è l’unica cosa veramente necessaria.

Questa è la dottrina di Cristo, questa è la fede della Chiesa, questa è la parola dei Santi.

8 Commenti a "L’Azione Cattolica Italiana invita a pregare i diavoli e bestemmia Abramo?"

  1. #Matteo   6 giugno 2014 at 12:49 pm

    Se un tale oriundo sudamericano eletto recentemente Vescovo di Roma con quello che ne consegue, durante un’omelia pubblica nell’ambito di una celebrazione eucaristica in Lampedusa può fare gli auguri agli infedeli dire impunemente che il ramadan è foriero di frutti spirituali (ovvero di grazie), se il medesimo oriundo lava i piedi a musulmane pregiudicate e si prostra in omaggio all’infedele fondatore del movimento sionista come se fosse un santo o un beato, è ovvio che poi il branco modernista che infetta la Santa Madre Chiesa agisca di conseguenza.

    Come diceva San Pio da Pietralcina “il pesce puzza dalla testa”.

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    • #ricciotti   6 giugno 2014 at 12:53 pm

      Ognuno domandi al suo prete di domandare al suo vescovo di ammonire il sedente e, se non si corregge, di dichiarare canonicamente la sede vacante.

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      • #Matteo   7 giugno 2014 at 10:14 am

        Io non solo lo ho già fatto e con più di un sacerdote (che si sono guardati bene dal dare seguito alla richiesta), ma ho anche fatto richiesta scritta al Vescovo, che ovviamente non mi ha neppure risposto.

        Una tale iniziativa deve avere una forma diversa e certamente pubblica altrimenti (e lo dico per esperienza diretta) lascia il tempo che trova, certo serve gente che abbia il coraggio delle proprie azioni e che non si vergogni di testimoniare fedeltà a Cristo,
        essa va rivolta nominativamente a tutti i Cardinali di Santa Romana Chiesa e alla Congregazione per i Vescovi nella persona del Prefetto Cardinale Marc Ouellet, P.S.S,
        con la specifica richiesta di darne diffusione a tutto l’episcopato dell’orbe cattolica.

        Se Radiospada si facesse promotrice di una simile azione sarebbe certo meritevolissima, ma ritengo assai
        utile che prima di avviare una tale iniziativa si lavori (in tempi rapidi) a coagulare intorno a questa eventuale azione le differenti e numerose realtà culturali, sociali ed associative realmente cattoliche, una di queste può essere quella con cui alcuni di voi collaborano sul piano editoriale (vedi la recente apologia sul papato) ma è solo un esempio, perché per grazia divina ce ne sono molte altre.

        Si eviti di agire con semplici raccolte di firme nominative che servirebbero solo come elenchi di proscrizione e si agisca in forma associata e corporativa dando respiro e orizzonte dottrinale e militante all’iniziativa. Non serve una raccolta di firme
        o un sondaggio di opinione in stile conferenza episcopale eretica di germania serve invece alzare alto il vessillo della Verità.

        Potrebbe essere l’ultima opportunità per scongiurare lo scisma formale della Chiesa Cattolica che purtroppo si avvicina sempre di più viaggiando di pari passo col prossimo sinodo di ottobre sulla famiglia, scisma che purtroppo in sostanza è già in atto e da troppo tempo.

        Siamo oramai sul filo del rasoio e sono molti anche nelle alte gerarchie ecclesiastiche che lo hanno compreso. Viviamo in tempi straordinari e che la Vergine Immacolata
        e San Michele Arcangelo ci aiutino.

        Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto.

        CHRISTUS Vincit, CHRISTUS Regnat, CHRISTUS Imperat.

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      • #ricciotti   7 giugno 2014 at 11:02 am

        Se Radiospada si facesse promotrice di una simile azione sarebbe certo meritevolissima, ma ritengo assai utile ….

        Guelfo che ne pensi?

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