Massoneria: Il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia auspica un Concilio Vaticano III

Se n’era già scritto in questo recente articolo, di cui qui di seguito riporto una parte.

Ora i massoni del Grande Oriente d’Italia rincarano la dose, e lo fanno in un’occasione più unica che rara. Ci si riferisce al conferenza organizzata dal Grande Oriente d’Italia tenutasi il 12 Giugno 2014 a Roma. Il tema di questa conferenza fu il Concilio Vaticano II.
Qui per vedere l’invito alla conferenza: http://www.grandeoriente.it/media/343054/Invito-RM-12-06-14.pdf
Quindi giornalisti-vaticanisti e massoni [Gran Bibliotecario del GOI e il Gran Maestro Bisi], uniti dal dialogo, si sono dati appuntamento a Roma per il 12 giugno. Ciò non accadeva da almeno un ventennio, infatti le ultime conferenze documentate che il GOI organizzò, ospitando vaticanisti e “cattolici” [padre Rosario Esposito o il Giovanni Caprile per fare due esempi] risalgono all’inizio degli anni ’90, dopo che tali conferenze proliferarono numerose sul finire degli anni ’70 e per tutti gli anni ’80. Vediamo ora cosa dichiara in merito il sito ufficiale del Grande Oriente d’Italia, riporto l’articolo di commento che il GOI ha pubblicato il giorno successivo alla conferenza, 13 Giugno:

“Mi piacerebbe proprio sapere cosa pensa Papa Francesco della Massoneria”. E’ il desiderio espresso dal Gran Maestro Stefano Bisi, pubblicamente, a conclusione della presentazione del volume “Il Concilio segreto” di Ignazio Ingrao (Piemme editore) organizzata dal Servizio Biblioteca del Grande Oriente d’Italia il 12 giugno a Roma presso la libreria Arion di via Milano.

Sono profondamente convinto -ha detto Bisi- che sul terreno dei diritti umani e della libertà possano esserci contatti fecondi tra Chiesa cattolica e chi è diversamente credente. Penso che sia tempo di unire più che di dividere e sono certo – ha aggiunto- che si possa trovare un prezioso punto di incontro e dialogo. La breccia di Porta Pia del 1870 va attualizzata. Il prossimo 20 settembre -è stato l’auspicio del Gran Maestro- il 20 settembre 2014, deve essere ricordato per un’altra breccia, una breccia che possa servire ad abbattere i muri che separano mondi diversi che hanno voglia di incontrarsi. C’è fortemente bisogno di collegamenti. Questo era anche il messaggio del Concilio Vaticano II”, che cinquanta anni fa aprì una stagione nuova all’interno del mondo cattolico. Un messaggio che oggi con il pontificato di Bergoglio si carica di una nuova e fortissima spinta innovativa, che nasce dalla volontà di un rimodellamento della Chiesa nella sua fisionomia, di un riesame della pastorale delle relazioni interpersonali, di una rivalutazione della metodologia inaugurata in quella specialissima assise che si svolse dal 1962 al 1965 sotto i pontificati di Giovanni XXIII e Paolo VI: dibattito aperto e democratico e intenso ascolto della società. E questo “balzo in avanti della Chiesa nella società moderna”, oggi come allora piace alla Massoneria, che oggi proprio come durante quegli anni caldi ha ripreso a seguire con interesse i cambiamenti che si delineano Oltretevere. Quell’evento rappresentò senza dubbio, scrive Ingrao nel capitolo del suo libro dedicato ai rapporti tra i liberi muratori e Chiesa, “una stagione unica di dialogo e di conoscenza reciproca” , “al di là di pregiudizi e storiche divisioni”. Uno slancio che si è andato poi affievolendo ma che in questa fase, in cui sembra essere cominciata una nuova età conciliare, ha tutte le possibilità di riprendere. [FONTE]

La questione centrale e fondamentale che non compare nell’articolo del GOI poc’anzi riportato è la seguente. Tutti gli intervenuti alla conferenza auspicano l’avvento di un Concilio Vaticano III. L’occasione di trattare tale argomento nel corso della conferenza è offerto dall’ultimo capitolo del libro che si sono premurati di recensire e presentare il 12 giugno a Roma: “Il Concilio segreto” di Ingrao. Cogliendo l’occasione come potevano tali convenuti ad una conferenza organizzata dal Grande Oriente d’Italia non auspicare una rinnovata stagione di apertura e dialogo interreligioso? Ed è proprio il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia che pronuncia le parole più allarmanti ed inquietanti in merito al Concilio Vaticano III.
Non bastò la lettera che il Gran Maestro Pilloni inviò a BergoglioNon bastarono
 le numerose dichiarazioni di elogio e sostegno rivolte dal Gran Maestro Raffi e dal Gran Maestro Bisi nei confronti di Bergoglio. Ora chiedono direttamente un Concilio e una presa di posizione di Bergoglio nei confronti della massoneria.  Per non offrire interpretazioni faziose e particolari, riporto qui di seguito il video dell’intero intervento, durante la conferenza, del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi:

Qui di seguito potete vedere l’intera conferenza, filmata in loco da radioradicale, che si riconferma fraternamente ed amichevolmente connessa al Grande Oriente d’Italia: http://www.radioradicale.it/scheda/414291

Dopo aver brevemente disquisito dell’intervento del Gran maestro Bisi non posso esimermi dal commentare parte dell’intervento dello storico del CVII Alberto Melloni. Egli, nel suo intervento, definisce Joshep Congar “il teologo più intelligente dell’intero Concilio Vaticano II”. Quello stesso Congar, teologo domenicano e  successivamente cardinale, padrino dell’ecumenismo conciliare, da molti considerato un eresiarca, tanto che il Sant’Uffizio lo pluri condannò, mise all’indice tutti i suoi scritti, gli proibì d’insegnare e infine gli impose il silenzio assoluto. Solo grazie all’elezione al pontificato di Giovanni XXIII il Congar viene pienamente riabilitato e posto come consulente alla commissione preparatoria del Concilio. Dopo aver avuto un ruolo centrale nel CVII, il Congar, venne riabilitato all’insegnamento e venne nominato responsabile del dialogo con la Federazione delle Chiese Luterane.  Come non ricordare il ruolo centrale che il Sodalitium Pianum del devoto Monsignor Umberto Benigni ebbe nel portare le giuste condanne alle opere dell’eresiarca Congar? Come non ricordare che Giovanni Paolo II creò cardinale lo stesso Congar? Quindi, l’Alberto Melloni, storico del Concilio Vaticano II e profeta di un Concilio Vaticano III, ha dimostrato d’avere una certa passione per l’eresiarca Congar, oltre che per i massoni del Grande Oriente d’Italia cui siede accanto nella conferenza.

Pare evidente, quindi, considerando le oggettive e ormai numerose dichiarazioni apologetiche che diversi Gran Maestri delle massonerie italiane hanno rivolto a Bergoglio, il sostegno sostanziale che tali massonerie apportano alla “Chiesa del dialogo post conciliare e dell’ermeneutica della continuità”, è evidente il gongolare continuo e pomposo che tali Gran Maestri dimostrano nel sottolineare le continue aperture dottrinali che dal CVII si sono susseguite fino ad oggi. Tali massoni sono consci del fatto che sono ormai lontani i giorni delle encicliche di scomunica nei loro confronti, delle condanne pontificie, ad opera di Papi Santi, che numerose si sono susseguite dal 1738 in poi nei confronti “dell’iniqua setta dei framassoni, nemici dello Stato, della Società e della Santa Romana Chiesa”. Tali massoni alzano la testa più che mai, e alzandola rivolgono lo sguardo e l’interesse al Papato e al Magistero, interrogandolo ed invitandolo a pronunciarsi nei loro confronti. Il tutto auspicando a più riprese un Concilio Vaticano III. Cosa penserà Bergoglio dei framassoni? Non ci è dato sapere  nulla del foro interno del Pontefice, solo il buon e misericordioso Nostro Signore Gesù Cristo guarda ai cuori. Ma il Magistero di Santa Romana Chiesa in merito alla condanna dell’iniqua setta dei massoni è oltremodo chiaro, esplicito e deciso. Sono oltre seicento i documenti di condanna che il Papato, dal 1738 in poi, ha rivolto alla setta massonica. Per concludere qui di seguito riporto dei passaggi di alcune di tali solenni condanne:

“Imperocché da fatti giuridicamente accertati, da formali processi, da statuti, riti, giornali massonici pubblicati per le stampe, oltre alle non rare deposizioni dei complici stessi, essendosi venuto a chiaramente conoscere lo scopo e la natura della setta massonica, quest’Apostolica Sede alzò la voce, e denunziò al mondo, la setta dei Massoni, sorta contro ogni diritto umano e divino, essere non men funesta al Cristianesimo che allo Stato, e fece divieto di darvi il nome sotto le maggiori pene, onde la Chiesa suol punire i colpevoli. Di che irritati i settari e credendo di poter, parte col disprezzo, parte con calunniose menzogne sfuggire o scemare la forza di tali sentenze, accusarono d’ingiustizia o di esagerazione i Papi, che le avevano pronunziate.”

[HUMANUM GENUS , LETTERA ENCICLICA, Papa Leone XIII, 20 Aprile 1884, testo completo]

“Perciò, ordiniamo ad ogni singolo ed a tutti i fedeli cristiani – quale che sia il loro stato, il loro grado, la loro origine, il loro ordine, nobiltà, preminenza, sieno essi laici o religiosi,  appartengano essi ad un ordine laico o religioso, più o meno autorevole – ed in virtù della Santa  Obbedienza, che nessuno, sotto qualsiasi causa o pretesto, abbia l’ audacia o la libertà di iscriversi nella detta società di Massoni – o соmе altro possa chiamarsi – oppure diffonderla,  appoggiarla, favorirla, accoglierla o nasconderla nei suoi edifici o abitazioni o altrove, farsi  iscrivere o associare oppure assistere ad una riunione, procurare né occasione né comodità per  cui essi possano trovarsi in un posto qualsiasi, fornire loro una mano servile o consigli, aiuti o  favori, in pubblico o in privato, direttamente o indirettamente, di per sé o attraverso un qualsiasi  altro mezzo; ed egualmente ordino che nessuno inciti altri, li istighi, li inviti, li persuada ad  iscriversi a simili associazioni, ad aggiungersi loro, a tollerarle o ad assistervi, ad aiutarle in  qualsiasi modo o a proteggerle, ma ordino loro di astenersi assolutamente da tali compagnie,  assemblee, riunioni segrete o dai loro nascondigli, sotto pena di scomunica per tutti i suddetti  trasgressori, che vi incorrono ipso facto, senza altra spiegazione, e da questa scomunica nessuno  potrà ricevere la grazia dеll’assoluzione, se non da noi o dal Romano Pontefice allora regnante,  eccetto in articulo mortis”.

[In eminenti Apostolatus Specula, Papa Clemente XII, 28 Aprile 1738, testo completo]

Qui di seguito riporto il link in cui è possibile leggere l’intera enciclica “Inimica Vis” di Papa Leone XIII, in cui condanna la massoneria accusandola di attentare alla vita della Santa Romana Chiesa: http://www.vatican.va/holy_father/leo_xiii/encyclicals/documents/hf_l-xiii_enc_08121892_inimica-vis_en.html

E’ doveroso segnalare che la conferenza del 12 Giugno ha avuto anche una nota positiva. Infatti l’inizio della conferenza è stato disturbato e interrotto dall’ingresso dei ragazzi di Forza Nuova Roma, i quali mostrando uno striscione con l’inequivocabile scritta “NUNC ET SEMPER INIMICA VIS”, quindi ricordando la celebre enciclica antimassonica di Leone XIII, hanno distribuito volantini ai presenti. Dal video pubblicato da radioradicale, sopra linkato, tale intrusione è stata tagliata e censurata, però durante gli interventi dei convenuti alla conferenza si fa più volte riferimento a tale intrusione, tanto che il Gran Maestro Bisi, definendola “piazzata”, riferendosi all’intrusione antimassonica appare perfino col volantino forzanuovista tra le mani, qui sotto la foto:

asdf

3 Commenti a "Massoneria: Il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia auspica un Concilio Vaticano III"

  1. #bbruno   24 giugno 2014 at 10:14 pm

    questo “balzo in avanti della Chiesa nella società moderna” te lo credo che piace tanto alla massoneria: è il balzo a cui essa l’ ha spinta, e tanto ben riuscito che l’ha fatta precipitare nella negazione totale di sé, altro che rinata Chiesa di Cristo Signore per i nuovi tempi….Un aborto di chiesa!

    Rispondi

Rispondi