Prof. Alexey Komov, parola d’ordine: combattere!

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Riportiamo quest’intervista ad Alexey Komov, Ambasciatore del Congresso Mondiale delle Famiglie all’ONU, che pur proveniendo da ambiente scismatico orientale dice molte cose che in ambito cattolico non siamo più abituati ad ascoltare (Radio Spada) 

 

a cura di Alessandro Pini e Marcella Fraschi

 

Livorno, 5 Giugno 2014

Intervista ad Alexey Komov, ambasciatore russo all’Onu del Congresso Mondiale delle Famiglie, associazione che da anni si occupa della difesa e della promozione della famiglia tradizionale.

  • Ambasciatore, quanto ha influito la Chiesa ortodossa russa nelle scelte e nella promulgazione delle leggi adottate dal Presidente Vladimir Putin?
  • Ritiene che l’avanzata della Rivoluzione in Europa sia avvantaggiata dalla timidezza e/o codardia di gran parte (dei membri) della Chiesa Cattolica, compresi i fedeli, oramai assuefatti allo spirito del mondo e per niente inclini alla battaglia?
  • E’ evidente che la lotta del Presidente Putin per i valori cristiani rispecchia il sentimento popolare russo; a tal proposito le chiediamo come sia possibile da parte nostra (Italia), partecipare a questa battaglia nonostante la scristianizzazione in atto nel nostro paese ed una politica completamente ed esclusivamente materialista?
  • Chiediamo inoltre un consiglio da dare ai genitori che devono e vogliono proteggere i propri figli dall’assalto anticristiano che si cela dietro le varie ideologie e pseudolibertà quali omosessualismo, gender, pornografia, aborto etc.

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“La chiesa ortodossa russa influenza molto Vladimir Putin ed i leader dell’élite russa di oggi; per esempio c’è l’ Archimandrita Tichon, molto famoso in Russia perchè è il suo padre spirituale ed egli (Putin) riceve la Comunione, va in chiesa e prega sotta la sua direzione spirituale e quindi in tal modo influenza la politica russa. Tutti i leader russi vanno in chiesa come nelle televisioni ed in ogni luogo, è una cosa ben diversa da quelli occidentali quali per esempio Obama, Hollande ed altri.. che addirittura disprezzano pubblicamente i simboli cristiani.
Abbiamo una situazione molto differente in Russia e ne siamo felici; abbiamo avuto migliaia il a loro dobbiamo la rinascita spirituale della Grande Russia”.

Circa la «timidezza» della Chiesa Cattolica e quindi della gran parte dei suoi fedeli, l’ambasciatore russo così risponde:
“E’ molto importante non avere paura, bisogna essere coraggiosi e molto forti nel difendere i nostri valori cristiani e quindi la famiglia tradizionale, senza temere le lobby LGTB e George Soros oppure la «correttezza politica». E’ una cosa molto importante per un cristiano vero”.

“Più del 90% dei russi è a favore della famiglia tradizionale e quindi ostile al matrimonio omosessuale e contrario all’ideologia di genere. Il presidente Putin fa solamente ciò che il suo popolo gli chiede. E’ una democrazia reale”.

“E’ necessario lottare per i valori cristiani, per il futuro dei nostri bambini e della società intera; è molto importante lottare per questo e resistere, perchè affrontiamo un totalitarismo nuovo, che vediamo oggigiorno in Occidente, un totalitarismo più soft, più confortevole e ingannevole… che si impone dicendo, ‘facciamo questo per te, per i tuoi diritti umani, per le tue esperienze, per la tolleranza, per la tua libertà…’.
Per questo dobbiamo essere forti se vogliamo difendere i nostri valori, educando i nostri bambini in maniera indipendente, se necessario a casa nostra, soprattutto se lo Stato prevede l’educazione omosessuale obbligatoria ed altre aberrazioni simili.
E’ necessario quindi costruire un sistema indipendente e parallelo, che porti avanti i valori cristiani. E’ possibile che presto ci troveremo in una situazione molto simile a quella dei primi secoli del cristianesimo durante l’impero romano, quando i fedeli erano costretti a pregare nelle catacombe; per questo dobbiamo essere forti e combattere”.

 

 

4 Commenti a "Prof. Alexey Komov, parola d’ordine: combattere!"

  1. #bbruno   10 giugno 2014 at 10:12 pm

    ma da noi da 60 anni a questa parte parola d’ordine delle gerrachie cattoliche è: “aprirsi al mondo”! Ci siamo aperti tanto che è stato un gioco da niente ‘penetrarci’, e noi stiamo ancora godendo!

  2. #Maurizio   11 giugno 2014 at 8:17 am

    Loro hanno putin , noi p..ni.