Radio Spada: due anni fa

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Non senza un certo pudore scriviamo di noi ma un significativo anniversario ci incalza e ci costringe a prendere la penna: “Radio spada”, questo blog, compie oggi, 14 giugno, due anni di vita.

Proprio l’anno scorso, Andrea Giacobazzi, in un video-articolo, aveva ricordato il nostro primo anniversario, annunziando la nascita della nostra casa editrice e chiedendo l’aiuto dei volenterosi.

Se pensiamo ai nostri faticosi e tortuosi esordii e li confrontiamo con l’oggi, non possiamo che ringraziare i moltissimi amici e collaboratori che hanno reso possibile raggiungere questi traguardi: chi con una segnalazione, chi con un suggerimento, chi con una traduzione, chi con articoli e vecchi nuovi, chi curando l’impaginazione, la stampa, la diffusione, la promozione dei nostri libri, tutti hanno contribuito al successo di Radio Spada, un successo tangibile e, speriamo, durevole.

Non vorremmo però indulgere a toni auto-promozionali ma invece guardare al cuore di quest’avventura.

“Radio Spada” è, anzitutto e soprattutto, una “casa” dove ognuno porta volontariamente e gratuitamente il proprio contributo umano ed intellettuale, una comunità dove ognuno, in modi spesso complessi e profondi come lo è l’animo umano, dona e riceve. Un luogo dove si arriva, si sosta, si resta per sempre oppure si riparte con un sorriso o si fugge alla chetichella, quasi negando di essere mai stati lì.

In ogni caso “l’esperienza” di Radio Spada lascia un segno indelebile in chi la prova: sia che ne custodisca la memoria, sia che apertamente o velatamente la rinneghi.

Perché questo? Non certo per merito nostro (non c’è merito in quello che facciamo ma solo dovere) ma per la natura stessa di Radio Spada e per la volontà che l’ha sostanziata. Abbiamo infatti la ferma volontà di servire il cattolicesimo romano, “unica forma veridica ed efficace di antagonismo culturale, sociale e politico alla grave decadenza e alle pulsioni dissolutrici del mondo in cui viviamo”. Se fossimo SOLO questo, saremmo la variabile eccentrica di uno degli innumerevoli blogs, nati un po’ per celia, un po’ per posa, un po’ per moda, un po’ per illusione, negli anni delle frenesie restaurazionistiche (o pseudo-restaurazionistiche) del periodo ratzingeriano (parce sepulto).

Riconosciuto, con piena adesione dell’intelletto e della volontà, il cattolicesimo romano come unica religione vera e divinamente rivelata e la Chiesa cattolica come unica società, fondata direttamente da Nostro Signore, perfetta, gerarchica, custode e tutrice degli insegnamenti di Cristo e dei mezzi della Redenzione, constatiamo però anche la gravissima crisi di dottrina e di comportamenti (ed in ultima analisi d’autorità) che l’attraversa, a seguito del concilio vaticano secondo, straziandola, e la cui portata ed estensione è ancora oggi imprevedibile. Tutto questo ovviamente ci inserisce in un piccolo ceto di blogs, certo meritorii ma sicuramente minoritari, separandoci dalla maggior parte della blogosfera cattolicoide. Tutto questo richiede inoltre a ciascuno di noi una presa di posizione di fedeltà alla Chiesa cattolica di sempre, sotto il segno di una profonda esigenza di integralità cattolica. Questo è il segno profondo che Radio Spada lascia, vuole lasciare, vorrebbe lasciare in chi la frequenta. In questi anni di confusione e tradimento, contaminazione e inanizione del cattolicesimo, mentre in molti danzano, o per convinzione o per conformismo o per viltà, intorno al vitello d’oro del politicamente (ed ecclesiologicamente) corretto non è poco. E soprattutto per un’associazione di giovani laici, non è davvero poco.

Questa è la “spada” che sta nel nostro nome e che divide: se all’inizio avevamo scelto l’immagine spadifera con profonda convinzione “teorica”, abbiamo poi provato sulla nostra pelle (e alcuni di noi in modo specialissimo) quanto ciò sia vero, crudo, spiacevole, amaro. Abbiamo incontrato non solo l’odio scontato (e sempre implacabile) dei nemici, non solo il disprezzo degli intellettuali da bar e dei saggi da tinello, non solo le pavidità e i sofismi dei “pii teoreti”, non solo il rifiuto di quelle conventicole settarie che trovano oggi linfa, come i cagnotti, nella crisi del cattolicesimo, non solo l’imbarazzante cecità dell’analfabetismo religioso contemporaneo ma anche talvolta l’incomprensione dei vicini, degli amici, dei più prossimi, dei più intimi.

Anche questo annotiamo nel diario di Radio Spada ma senza che queste considerazioni umbratili possano cancellare la gioia che proviamo in questo anniversario.

Una gioia vera e profonda che fa da contraltare, per usare qualche metafora zoologica, allo stridore degli avvoltoi, alle risate delle iene, al gracidare dei ranocchi e allo starnazzare delle oche.

Quali propositi per il futuro? Migliorare la qualità della nostra “offerta formativa”, rendendola ancora più, se possibile, omogenea, saper unire una critica serrata agli anni più cupi del carnevale bergogliesco alla riaffermazione costante e documentata delle verità cattoliche, fornire contributi originali, lontani da contaminazioni ideologiche e dalle vie facili del “già visto”, per una futura restaurazione della Chiesa, sforzarci di leggere l’attualità politica e sociale alla luce dell’ortodossia e dell’ortoprassi cattolica.

Quod Deus perficiat! 

 

Piergiorgio Seveso

 

9 Commenti a "Radio Spada: due anni fa"

  1. #Luca   14 giugno 2014 at 2:34 pm

    Lunga vita a Radio Spada! 🙂

  2. #bbruno   14 giugno 2014 at 3:35 pm

    tanti auguri e complimenti per il vostro coraggio, la vostra costanza, saldi nella vostra fede cattolica senza se e senza ma, attenti a che i falsi maestri e i falsi profeti non ve la insidino. Ad multos annos…

  3. #Maurizio   14 giugno 2014 at 3:59 pm

    B-R-A-V-I ! Che la Madonna Santissima posi il Suo manto sopra di Voi.

  4. #remigio   14 giugno 2014 at 4:15 pm

    Vi leggo da pochissimo tempo.Che bello avervi ”scoperto”.Non mollate mai!

  5. #Pierfrancesco Palmisano   14 giugno 2014 at 5:44 pm

    Ad multos annos!

  6. #ilariapisa   16 giugno 2014 at 11:12 am

    felice di essere qui 🙂

  7. #Maurizio   17 giugno 2014 at 8:13 am

    Sedevacantista ? La redazione mette in luce da parte vaticana la Sededemenzialità