Caos in Bulgaria, file agli sportelli, aiuti UE. Ovviamente quasi nessuno ne parla.

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(immagine degli scontri dell’anno scorso)

Nella sola giornata di venerdì un’importante banca bulgara ha subito la perdita di 800 milioni di liquidità per clienti che terrorizzati da alcuni annunci sono a andati a chiudere i conti.  Oggi non si vedono file davanti alle filiali e la situazione – taciuta dai nostri media – sembra migliorare, in particolare dopo i continui appelli di imprenditori e personaggi pubblici. Sono scesi in campo sia la Banca Nazionale sia le varie forze politiche. 

Ieri inoltre è stato deciso dopo consultazioni politiche tra Presidente della Repubblica, Primo Ministro e rappresentanti dei vari partiti che il parlamento smetterà la propria attività il 6 agosto e si insedierà un governo tecnico per l’ordinaria amministrazione. Le elezioni si svolgeranno il 5 ottobre 2014.

Al netto del quadro politico, la situazione è strana perché la banca in questione (FIB) pare solida. L’Agenzia Statale per la Sicurezza Nazionale DANS ha comunicato di aver arrestato quattro persone accusate di aver diffuso le sms e telefonate contenenti consigli ai cittadini volti a far ritirare il proprio denaro dalla banca a causa del suo “imminente fallimento”, smentito in seguito dalla stessa banca. Una bufala quindi. Ma a favore di chi? Si sta indagando la presenza o meno di mandanti e la loro identità.

Dopo questi fatti le forze politiche si sono unite a sostegno del settore bancario per salvare la stabilità finanziaria della Bulgaria. Domenica scorsa, le autorità bulgare hanno chiesto l’approvazione della Commissione europea per una linea di credito del settore bancario bulgaro pari a 3,3 miliardi di lev (la valuta locale). La Commissione ha detto “sì”: “Il meccanismo fornirà le liquidità necessarie e proporzionali nel contesto di circostanze non bancarie ed esterne al sistema”. La Bulgaria è reduce da un 2013 denso di proteste di piazza.

Insomma: caos politico, informazioni destabilizzanti per il sistema bancario, file agli sportelli, aiuti UE.

2 Commenti a "Caos in Bulgaria, file agli sportelli, aiuti UE. Ovviamente quasi nessuno ne parla."

  1. #prinzeugen   2 luglio 2014 at 2:30 pm

    La situazione potrebbe essere ancora più confusa di quanto appaia nell’articolo e per averne un quadro completo bisognerebbe partire da lontano.
    Limitandosi alla destabilizzazione delle banche tutto comicia un paio di settimane fa con un’altra banca, la KTB, della quale uno dei principali azionisti ed investitori, Tzvetan Vasilev è accusato dal socio e “magnate” dell’informazione, Deliyan Peevski di stare preparando il suo omicidio. La prima banca ad essere destabilizzata e ad entrare sotto l’amministrazione straordinaria della Banca Nazionale Bulgara è quindi la KTB, ed i fatti della PIB (o FIB) sarebbero, molto probabilmente una rappresaglia o un tentativo di rimestare nella già torbida situazione.
    Da notare è che lo stesso Peevski è la causa delle proteste che si susseguono da più di un anno in Bulgaria dopo il “pareggio” alle elezioni politiche ed il susseguente governo “minoritario” di coalizione tra BSP (socialisti-ex-comunisti) DPS (turchi, partito di Peevski) e ATAKA (definiamoli nazi-nazional-comunisti 🙂 ).
    Subito dopo le elezioni Peevski era stato designato come direttore della commissione sui servizi segreti (DANS) ed è questo che ha fatto scoppiare le proteste che chiedevano e chiedono la dimissione del governo che…
    Indipendentemente, per motivi prettamente politici, sta pensando da un mesetto circa di rassegnarle veramente le dimissioni.. Guarda caso..
    Faccio notare che la Bulgaria è uno dei paesi chiave per la realizzazione del gasdotto South Stream..
    Faccio notare anche che, contro una certa opposizione dell’opinione pubblica e dell’unione europea, il South Stream è stato sottoscritto dal governo precedente di centro-destra (GERB) che ora viene fatto passare per uno dei probabili rimestatori della crisi della FIB, ma è appoggiato anche dai socialisti del BSP, sempre in buoni rapporti con la “madre Russia”.
    Insomma è un vero ginepraio!
    Ulteriori considerazioni andrebbero fatte, ma servirebbero solo ad ingarbugliare ulteriormente una situazione già confusa nella quale si notano tutta una serie di forze convergenti alla destabilizzazione, per un verso o per un altro, del paese.
    Spero e credo che almeno l’indolenza dei bulgari li proteggerà dall’arrivare ad una situazione disperata quale quella ucraina.