La Tesi di Cassiciacum ieri e oggi. La Chiesa ai tempi di Jorge Mario Bergoglio

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Molto volentieri, traendo queste informazioni da internet,  segnaliamo con largo anticipo

questo convegno dedicato all’approfondimento delle tematiche connesse

all’attuale crisi della Chiesa cattolica. (Radio Spada)

Milano, sabato 15 novembre 2014 alle ore 15 presso Andreola Central Hotel

in via Domenico Scarlatti 24 (zona Stazione Centrale)

XIII convegno di Studi Albertariani:


“La Tesi di Cassiciacum ieri e oggi. La Chiesa ai tempi di Jorge Mario Bergoglio”.


Relatore: don Francesco Ricossa


– La Tesi ieri: la genesi e le ragioni di una posizione teologica sull’Autorità
– La Tesi oggi: la situazione del “vescovo di Roma” J.M. Bergoglio
– Risposta alle obiezioni alla tesi di Cassiciacum.


Durante il convegno sarà presente un’ampia esposizione di libri di varie case editrici.


Come arrivare:


• In treno: Per chi arriva alla Stazione Centrale uscire dal porticato a sinistra. All’esterno introdursi nella strada di fronte che è via Scarlatti. Dopo appena 200 metri al numero 24 di questa si trova l’Andreola Central Hotel.
• Metrò: MM 2 (verde) MM 3 (gialla): Centrale •Tram: 1, 5, •Bus: 60 • Filobus: 90, 91, 92


Per informazioni: Centro Studi Davide Albertario • Via della Torre 38, 20127 Milano
Tel. 0161.839.335 – Fax 0161.839.334 – email: info@davidealbertario.it

Sito: www.davidealbertario.ithttp://www.davidealbertario.it/prossime-attivita/

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16 Commenti a "La Tesi di Cassiciacum ieri e oggi. La Chiesa ai tempi di Jorge Mario Bergoglio"

  1. #Luca   30 luglio 2014 at 7:36 pm

    Ci sarò! 🙂

  2. #bbruno   30 luglio 2014 at 11:11 pm

    la tesi di Cassiciacum… una volta mi ci aggrappai dalla disperazione: mi sembrava l’unico modo di salvare capra e cavoli ( il papato e la sua negazione ). Ma poi mi sono arreso all’ evidenza: o il papa è ‘quello’ o il papa non è… Valla poi a raccontare alla gente la storia del papa materialiter sì et formaliter no: una vera assurdità, appunto, da disperati. A proposito, l’avete sentito l’ altro giorno l’ argentino Bergoglio vestito di bianco commentare la sua visita all’ amico luteran- evangelico Traettino? Che magnifica professione di apostasia dalla fede cattolica , in linea di conformità con la professione religiosa massonica: UNITI nella DIVERSITA’…! E me la dovrei digerire con il malox del ‘materialiter papa’ ??? Cristo Signore si farebbe rappresentare da un apostata di prim’ ordine nell’attesa che costui si decida a divenire il succesore del principe degli Apostoli??? La linea della continuità apostolica sarebbe garantita dalla presenza di un masso informe, o meglio, dalla parodia stessa dell’ idea papale???

    • #Matteo   31 luglio 2014 at 8:23 am

      Sottoscrivo.

      Ad ogni modo la linea della continuità apostolica non necessita di un papato permanente.

      La continuità apostolica permane anche se la sede di Pietro restasse tristemente vacante
      per lungo tempo…. e Padre Bergoglio non garantisce alcuna continuità.

  3. #Sicetsimpliciter   31 luglio 2014 at 12:11 am

    Non perdiamo tempo su “tesi”,”ipotesi”,etc,etc. Con la morte di S.S. Pio XII la sede e’ vacante sic et simpliciter.Cosi’ come non sono Papi coloro che l’hanno abusivamente occupatata da G23 in poi. Viva Cristo Re!

    • #Matteo   31 luglio 2014 at 8:42 am

      Giovanni XXIII fu eletto regolarmente e validamente, altrettanto vale per i papi seguenti
      ed anche per l’elezione di Bergoglio.

      Se poi gli eletti per loro libera scelta hanno deviato dalla retta dottrina decadendo
      dal primato petrino questo non significa che la loro elezione non sia stata valida e nel caso per esempio di Giovanni XXIII e non solo, anche lecita.

      Dire che la sede è vacante da Pio XII in poi significa ammettere che oramai il papato è una istituzione che non può più essere esercitata, perché tutti i cardinali fatti da falsi papi
      sarebbero falsi cardinali, così come tutti i vescovi approvati da falsi papi sarebbero falsi vescovi, indi per cui nessuno potrebbe più divenire cardinale né vescovo e quindi più nessuno papa il che è ovviamente assurdo.

      Bergoglio è stato validamente eletto e doveva evitare di accettare anche solo per il fatto di essere un gesuita, ma invece ha accettato. La sua elezione è stata valida, anche se ovviamente non lecita essendo lui da gesuita obbligato dalla sua specifica condizione a rinunciare in caso di elezione, ma questo non inficia la validità dell’elezione che è efficace, è lui che liberamente e volontariamente ha fatto apostasia ed è caduto nell’eresia manifesta e pertinace per cui è oggi decaduto.

      Al momento la sede non è affatto vacante, la sede è impedita in quanto occupata
      da un apostata ed impostore che si atteggia da papa senza esserlo e senza saperlo né volerlo essere ed affinché il papato torni ad essere esercitabile è necessario che l’impostore venga deposto, oppure si dimetta, oppure muoia e che venga eletto validamente e possibilmente anche lecitamente un nuovo papa perché Bergoglio è stato eletto papa ma ora non lo è più e forse non lo è mai stato visto che appena si è presentato invece di parlare da papa ha detto al mondo di essere “solo” il vescovo di Roma, dimostrando una riserva sostanziale e formale all’esercizio del papato che sottende una carenza nella necessaria adesione della volontà all’esercizio del ministero da compiere.

      Bergoglio papa è stato tutto un equivoco !!!

      • #bbruno   6 novembre 2014 at 6:10 pm

        “eletti regolarmente” …”e poi hanno deviato dalla retta dottrina “..

        su, Matteo, e questo sarebbe credere cattolicamente nell’infallibilità pontificia, da Cristo assicurata a Pietro e suoi successori, e chiarita da Definizione Dogmatica? Andiamo…Cinque eletti regolarmente e cinque deviati…Lo Spirito Santo in coma!

    • #bbruno   31 luglio 2014 at 9:47 am

      E difatti Cristo Signore ha garantito alla sua Chiesa la SUA presenza fino alla fine dei secoli… non un papa sempre presente a presiederla. In mancanza del Vice può supplire , credo benissimo, il Capo…. La Chiesa, come diceva il Vecchio Diritto Canonico, è un ‘ Ente Morale’. e quindi sussiste anche senza la presenza fisica temporanea di un capo. Temporaneo, certo, che non vuol dire fare questione di numero di anni: accettabile se di quattro anni (persecuzione di Decio ) o di due anni (per elezione di Celestino V) e non per 60 e quanti anni ancora come ora…Queste sono nostre distinzioni del tutto risibili, e se si pensa che per Iddio mille anni sono come un giorno solo… E poi: pur di avere una ‘presenza’ ad ogn costo sul soglio di Pietro, dobiamo accettare che ci sia anche un ‘mostro’? Parlo di un monstrum di assurdità: a capo della Chiesa gente che nega la Chiesa! Vicari di Cristo gente che smentisce e tradisce il proprio Capo!

  4. #guelfonero   31 luglio 2014 at 12:15 pm

    Per stimolare il dibattito e preparare al convegno

    LA TESI DI CASSICIACUM (tratto da “Il Cinghiale Corazzato” numero 23, giugno 2008) leggibile in originale anche qui http://issuu.com/capcattolica/docs/cinghialecorazzato23

    Partiamo innanzitutto con una piccola biografia di questo grande, anche se sconosciuto ai più, reverendo. Raymond Michel Charles Guérard des Lauriers nacque a Suresnes (vicino a Parigi) il 25 ottobre 1898, da Paul Louis Guérard des Lauriers e da sua moglie Lucie Madeleìne Lefebvre (nessuna parentela con Monsignor Marcel). Già da bambino manifestò un’intelligenza superiore alla norma e ricevette dalla madre (della quale egli dirà che era una santa) un’ottima educazione cristiana. Nel 1913 rimase orfano di padre e nel 1917 dovette sospendere gli studi per la mobilitazione generale. Due anni dopo lasciò l’esercito per riprendere a studiare e nel 1921 entrò nella Scuola Normale Superiore, dove tre anni più tardi passò l’esame di concorso di matematica. Studiò quindi a Roma. Nel 1926 Michel prese la risoluzione di entrare nell’Ordine Domenicano, dopo aver avuto una specie di visione. A settembre entrò al noviziato di Amiens e prese l’abito religioso col nome di fr. Luigi Bertrando. Dopo l’ordinazione, avvenuta il 29 luglio 1931, i suoi superiori decisero di fargli proseguire gli studi e così dal 1933 divenne professore all’università domenicana del Saulchoir. Negli anni ’50 partecipò ai lavori per la proclamazione del dogma dell’Assunzione, alle controversie contro il neomodernismo e denunciò Padre Congar (futuro padre conciliare al Vaticano II) al Sant’Uffizio per le sue posizioni appunto neomoderniste. Per queste sue attività Pio XII avrebbe voluto crearlo Cardinale, ma purtroppo De Gaulle pose il veto. Dal ’61 insegnò anche all’Università pontificia del Laterano. E venne il concilio Vaticano II e con esso la riforma liturgica detta Novus Ordo Missae (1969). Padre Guérard, tra l’aprile ed il maggio di quell’anno, redasse (in collaborazione con alcuni ecclesiastici e laici) la lettera “Breve esame critico del Novus Ordo Missae”, che venne recapitata a Paolo VI dai Cardinali (cofirmatari della lettera) Ottaviani (Prefetto del Sant’Uffizio) e Bacci. La redazione di questa lettera gli costò la cattedra del Laterano. Dopo un certo periodo di vita “extra conventum” iniziò a collaborare con Mons. Lefebvre e la sua Fraternità, dalla quale venne congedato nel 1977 proprio a causa della sua Tesi. Il 7 maggio 1981 Padre Guérard venne consacrato Vescovo da Mons. Pierre Martin Ngò-Dinh-Thuc, già Arcivescovo di Hué (Vietnam). Si trattò di una Consacrazione valida, lecita e legale, in quanto Mons. Thuc osservò integralmente il rito tradizionale ed era legittimato a ciò dal potere di Legato che Pio XI gli aveva conferito il 15 marzo 1938, in base al quale poteva scegliere e consacrare Vescovi senza il mandato di Roma. Mons. Guérard è morto il 27 febbraio 1988 ed è sepolto nel cimitero di Raveau.
    Veniamo ora ad illustrare la Tesi. Padre Guérard la scrisse all’inizio degli anni ’70 e la pubblicò a partire dal ’78 nei “Cahiers de Cassiciacum”. Innanzitutto bisogna distinguere metafisicamente la materia dalla forma. Ogni ente creato è composto e la sua composizione è quella della materia e della forma. La forma si definisce: “ciò secondo cui tal ente ha di essere”: così l’anima è la forma del composto umano. La materia è, nell’ente, ciò che è distinto dalla forma ed ha l’essere mediante la forma: “ciò che, nell’ente concreto, ha l’essere”: così il corpo unito all’anima, nel composto umano. Allo stesso modo la distinzione MATERIALITER-FORMALITER spiega il rapporto che c’è tra persona fisica del Papa e carisma papale: questo è il punto nevralgico della Tesi di Cassiciacum (che per inciso è l’odierna Cassago, in provincia di Como, dove S. Agostino scrisse le sue prime opere di contenuto filosofico-cristiano). Spieghiamo meglio in cosa consiste la Tesi ricorrendo ad un esempio fatto dallo stesso Mons. des Lauriers:” Il Cardinale E. Pacelli è l’eletto di un Conclave valido, non è ancora Papa. Tuttavia, differentemente da tutti gli altri Cardinali, il Cardinal Pacelli, e lui solo, è in disposizione ultima a divenire Papa (…) Si può dunque dire, per analogia, che la persona fisica eletta da un Conclave supposto valido è costituita Papa MATERIALITER; e ciò ipso facto (automaticamente): a condizione tuttavia che la detta persona fisica non sia ipotecata da un OBEX (ostacolo) rimasto occulto sospendente in essa l’effetto normale dell’elezione. Il Cardinale E. Pacelli accetta l’elezione. Riceve, nell’atto stesso di questa accettazione, la Comunicazione esercitata da Cristo in favore di Pietro e dei successori di Pietro (Giovanni XXI, 15-17). Il Cardinal E. Pacelli è dunque costituito Vicario di Gesù Cristo. E poiché è molto precisamente nell’essere Vicario di Gesù Cristo che consiste il fatto di essere Papa, si dice che la stessa persona fisica, ovvero il Cardinal E. Pacelli, che in virtù dell’elezione era Papa soltanto MATERIALITER, diventa Papa FORMALITER nell’atto stesso in cui accetta l’elezione. In questa seconda tappa (FORMALITER), vi è tuttavia una conditio sine qua non: e ciò esattamente come nella prima tappa (MATERIALITER). Questa condizione è evidente, ed è la seguente: occorre che, nel momento stesso in cui il Cardinal E. Pacelli afferma esteriormente di accettare l’elezione, NON PONGA interiormente, in modo occulto, un OBEX che l’abbia impedito di ricevere la Comunicazione promessa ed esercitata da Cristo. Se si fosse accertato ulteriormente che un tal obex era esistito nell’atto dell’accettazione, il Cardinal E. Pacelli non sarebbe stato in alcun momento Papa FORMALITER.” (da “Intervista a Mons. Guérard des Lauriers o.p.’’ in Sodalitium n° 13). Secondo Mons. Guérard, quindi, vi è VACANZA FORMALE della Sede apostolica almeno a partire dal 7 dicembre 1965, giorno in cui si concluse il Vaticano II con la sua ratifica da parte di Paolo VI. Di conseguenza, sempre secondo Monsignore, la Sede sarebbe occupata da più di 40 anni (ma molto probabilmente già dai tempi di Giovanni XXIII, dato il suo spinto ecumenismo) in modo illegittimo e sacrilego, poiché gli “occupanti” (Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II ed ora Benedetto XVI) non sono Papi, ma si fanno passare come tali, mettendosi tra l’altro in stato di Scisma capitale. Per provare la veridicità della sua Tesi, Mons. des Lauriers fa ricorso alla dichiarazione di Leone XIII (“Apostolicae Curae”, 13/09/1896):” La Chiesa deve giudicare dell’intenzione in quanto questa è manifestata esteriormente”, e pone quindi la domanda:” L’”occupante” ha avuto realmente, accettando l’elezione al Conclave, l’intenzione di ricevere la Comunicazione esercitata da Cristo?”. A parere di Monsignore:” Per rispondere a questa domanda bisogna, secondo Leone XIII, considerare i FATTI. Se l’”occupante” aveva avuto, in realtà, l’intenzione di ricevere la suddetta Comunicazione, allora doveva in seguito, abitualmente, conformarsi a tutte le esigenze di detta Comunicazione. Se, al contrario, si accerta che, continuamente e sistematicamente, l’”occupante” va contro le esigenze più fondamentali che sono inerenti alla Comunicazione esercitata da Cristo, bisogna concludere, (stando a Leone XIII) che l’”occupante” non aveva in realtà l’intenzione di riceverla, e che in conseguenza non è mai stato (o ha cessato di essere) Papa FORMALITER. (…) … in ogni Società, l’esistenza stessa dell’autorità richiede di essere fondata sul proposito di realizzare il bene comune che è il fine della detta Società. (…) Ora osserviamo che, da 25 anni (l’intervista a Mons. Guérard risale al 1987, n.d.a.), con dei procedimenti indiretti ma molto efficaci e convergenti, l’”occupante” della Sede apostolica persegue la degradazione di quello che invece dovrebbe promuovere, cioè il “Bene” affidato in proprio alla Chiesa dal Suo divino Fondatore, particolarmente l’OBLAZIONE PURA (la S. Messa di S. Pio V, n.d.a.) ed il deposito rivelato. Ne consegue che l’”occupante” la Sede apostolica non può essere, nella Chiesa, l’”Autorità”. Non è Papa FORMALITER.” (“Intervista a Mons. Guérard…”). Mons. Guérard insiste poi richiamandosi all’Infallibilità del Magistero straordinario solenne e del Magistero ordinario universale, per affermare che:” E’ dunque impossibile che l’autentico Vicario di Gesù Cristo, quando si pronuncia secondo l’ una o l’altra di queste due forme, affermi una cosa che sostenga l’opposizione di contraddizione con una dottrina già rivelata. Ora, il 7 dicembre 1965, il Cardinal Montini (l’autore della Tesi lo chiama volutamente Cardinale, in quanto non lo riconosce come Papa, n.d.a.) ha promulgato, impegnando almeno il Magistero ordinario universale, una proposizione concernente la “libertà religiosa” che sostiene l’opposizione di contraddizione con la dottrina infallibilmente definita da Pio IX nell’enciclica “Quanta cura” legata al “Syllabus”. Bisogna quindi concludere, stando a Leone XIII, che ponendo quest’atto, il Cardinal Montini non aveva l’intenzione di ricevere la Comunicazione esercitata da Gesù Cristo, e non era più Papa FORMALITER”. Viceversa Mons. Guérard dimostra che gli “occupanti” sono papi MATERIALITER, ricordando che l’eletto di un Conclave, prima della sua accettazione, diventa appunto Papa MATERIALITER a due condizioni: che il Conclave sia valido e che l’eletto non sia ipotecato da un obex rimasto occulto, che sospende in lui l’effetto normale dell’elezione (esempio: l’appartenenza dell’eletto ad una società occulta anticristiana prima dell’elezione). Ora, dato che l’esistenza di un obex, o nei Conclavi che hanno eletto Giovanni XXIII e i suoi successori o negli stessi eletti, non c’è o non è stato scoperto, fino a prova contraria i suddetti “pontefici” sono papi MATERIALITER e mantengono inoltre i poteri e le facoltà dei papi MATERIALITER, tra cui il potere di nominare i Cardinali e i Vescovi residenziali (contrariamente a quanto sostengono i sedevacantisti simpliciter), senza i quali non esisterebbe più la gerarchia ecclesiastica e con essa la possibilità di eleggere nuovi Pontefici. Le conseguenze della Tesi sono molto gravi: si devono ignorare i cosiddetti papi MATERIALITER, come se non ci fossero, in quanto praticano e insegnano l’eresia (pur dovendo pregare per loro, per dovere di carità); i nuovi riti per l’amministrazione dei Sacramenti e la nuova “messa” sono invalidi perché promulgati da persone che non avevano l’autorità per farlo, contravvenendo per di più alle disposizioni della Chiesa e dei Pontefici del passato, che avevano espressamente vietato (sotto pena d’anatema) di modificare i suddetti riti e la S. Messa di S. Pio V; i sedevacantisti hanno diritto a consacrare nuovi Vescovi senza mandato romano, per poter continuare la Missio affidata da Cristo agli apostoli, principalmente affinché possano ordinare (validamente) nuovi sacerdoti, i quali celebreranno l’Oblatio munda e amministreranno Sacramenti validi; chi partecipa attivamente alla nuova messa e riceve i sacramenti modernisti con cognizione di causa, commette peccato grave… Bisogna, a questo punto, oggettivamente ammettere che gli studi e le conclusioni di Mons. Guérard sono fondati. Infatti, per quanto riguarda la distinzione tra materia e forma nel Pontificato, essa era già stata affermata da molti teologi del passato, tra i quali spicca S. Roberto Bellarmino (Vescovo e Dottore della Chiesa) di cui riporto una citazione:” Bisogna osservare che nel Pontefice coesistono tre elementi: Il Pontificato stesso (precisamente il primato), che è una certa forma: la persona che è il soggetto del Pontificato (o primato) e l’unione dell’uno con l’altro…” (De Romano Pontifice). E’ però negli scritti di altri autori che la distinzione MATERIALITER-FORMALITER collima quasi alla perfezione con quella della Tesi. Il Card. Mazzella scrive:” (L’apostolica successione) è detta perenne o ininterrotta, sia materialiter, in quanto non mancano assolutamente delle persone che senza interruzione hanno preso il posto degli apostoli, sia formaliter, in quanto queste stesse persone succedute agli apostoli godono dell’autorità trasmessa dagli apostoli stessi ricevendola da colui che la possiede in atto e può comunicarla” (De religione et Ecclesia Proelectiones Scolastico-dogmaticae) e Van Noort prosegue (pur riferendosi alla successione apostolica dei Vescovi e non del Papa):”… Quindi, chiunque si vanti della successione apostolica ma non sia unito al romano Pontefice può certamente avere la potestà dell’ordine, può occupare per successione materiale la sede fondata da un apostolo, o quanto meno potrebbe farlo, ma non è il vero e formale successore degli apostoli nel compito pastorale…” (Tractatus de Ecclesia Christi). Anche la logica viene in aiuto di Mons. Guérard: ritornando alla diatriba sulla libertà religiosa, com’è possibile che Cristo, attraverso i Suoi Vicari Pio IX e Paolo VI, possa aver detto due cose completamente diverse? Già perché è come se attraverso il primo avesse ribadito le proprie parole evangeliche:“ Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, chi non crederà sarà condannato”, mentre tramite il secondo avesse detto sostanzialmente:” Ma sì, ognuno si tenga pure la propria religione, anche se è falsa, tanto io sono infinitamente buono e porto tutti in Paradiso”. E’ chiaramente impossibile che N.S. possa essersi così contraddetto, perciò la logica ci dice che o si è sbagliato Pio IX, il quale però si è attenuto al Vangelo, oppure deve essersi sbagliato Paolo VI, dando così ragione alla Tesi. La critica principale mossa dai sedevacantisti simpliciter nei confronti di Mons. Guérard è di essersi inventato la separazione tra materia e forma nel Pontificato (essi ritengono che un Papa decaduto non sia più tale né formalmente né materialmente), pur riconoscendo che esiste distinzione tra questi due elementi. Se però ritorniamo all’esempio dell’unione, nell’uomo, dell’anima (forma) col corpo (materia), ci accorgiamo che tra questi c’è sia distinzione che separazione: infatti la morte non è altro che la separazione dell’anima dal corpo. Per analogia, quindi, ci può essere separazione tra forma e materia anche nel Pontificato. Il sedevacantismo tesista è infine l’unico che dà una soluzione concreta (al contrario della soluzione apparizionista dei sedevacantisti totalisti) per risolvere l’attuale crisi della Chiesa. Se l’eletto al papato cade nell’eresia e nello scisma, lasciando la Sede apostolica formalmente vacante, solo l’insieme gerarchizzato dei Vescovi residenziali (titolari di Diocesi) professanti integralmente la fede cattolica, formando così la persona morale della Chiesa, possono intervenire, rivolgendo al “papa” un’ingiunzione e convocando il Conclave. Se il “papa” insiste nell’errore, automaticamente è fuori dalla Chiesa e non è più nemmeno papa MATERIALITER. Se invece il “papa” abiura il suo errore, tocca al Conclave decidere se il “papa” pentito torna (o diventa) Papa FORMALITER, oppure se ha alienato in sé stesso, con l’eresia, l’attitudine a diventare Papa FORMALITER che gli aveva conferito l’elezione al Soglio di Pietro da parte di un Conclave valido (ciò in conformità alla bolla di Paolo IV). Attualmente però non si sa se la persona morale esiste oppure no, dato che, secondo Mons. Guérard, solo dei Vescovi sedevacantisti si ha la certezza che appartengono alla Chiesa, in quanto gli altri seguono i papi MATERIALITER e praticano le eresie insegnate da questi. Purtroppo i Vescovi sedevacantisti non sono abilitati a costituire la persona morale perché non sono né Cardinali né Vescovi residenziali e quindi:” In mancanza della persona morale non esiste una soluzione “canonica”! Gesù solo rimetterà la Chiesa in ordine, nel e col Trionfo di Sua Madre. Sarà allora evidente per tutti che la salvezza sarà venuta dall’Alto” (“ Intervista a Mons. Guérard…”). Non è difficile capire che la trattazione di questo tema non è stata solo meramente teorica o culturale ma ha richiesto e richiede un coinvolgimento personale, dato che la risoluzione interiore del problema dell’autorità dopo il Vaticano II è, a fondato parere di chi vi scrive, decisiva per i destini dell’anima di chiunque.

    ROBERTO MARCANTE

  5. #cattolico   3 agosto 2014 at 11:06 am

    Leggendo su un altro blog tradizionalista che Papa Francesco prova dolore venendo a conoscenza delle critiche mossegli (non solo a lui, ma alla sua attuale linea pastorale) sui blog tradizionalisti, confesso che mi sento un poco in colpa e credo che sia meglio per me ripensare il tutto. Sinceramente mi scuso se a qualcuno posso aver mosso, inavvertitamente, critiche eccessive ed ingiustificate (sia al Santo Padre che a sacerdoti, religiosi/e, Vescovi, Cardinali) e rimetto tutto alla Divina Misericordia ed alla Provvidenza, che a tutto sa porre rimedio (scrivendo dritto anche sulle righe storte, come insegna Don Bosco).
    Con questo mio post saluto il direttore di questo blog , lo ringrazio per l’ impegno e la dedizione alla Chiesa Cattolica e mi ritiro dall’agone di una lotta di cui forse ho mal interpretato i termini.
    Il Signore vi benedica tutti, e la Santa Vergine vi protegga sempre, grazie.

  6. #bbruno   4 agosto 2014 at 12:28 pm

    cattolico,
    dispiace che lei lasci , come lo chiama, l’ ‘agone’, perché infido…ma a noi poveri e sparuti cattolici, ostinatamente attaccati alla vecchia idea di fede cattolica, come si può chiedere di riconoscere come papa, cioè garante della fede, uno che, per quanto seduto sul soglio di Pietro, ti viene a dire – a insegnare! – che la domenica è giorno sacro alla famiglia (pur chiamandosi ‘domenica’ ), che il proselitismo è una pratica insolente ( insolente il comando del Signore “andate e predicate a tutte le genti”!), che prima regola della felicità è vivere e lasciare vivere, che Dio non è cattolico ( che Dio non è quello professato dal credo cattolico, detto anche Simbolo Apostolico’….), che la verità nessuno ce l’ha, che l’ultima istanza del vivere morale è la TUA coscienza, che il bene e il male te li fai come ti cale, che è buona cosa chiamare a pregare DEI contrapposti… Suvvia, questo non si può chiedere! E attenzione: non vi accorgete, voi che vi ostinate a chamare gente come questa ‘papa’, e quindi accettandone l’insegnamento, o, come si dice, il magistero, voi distruggete per sempre, insieme a chi la esercita in tal modo, la funzione di insegnamento o magisteriale del papa? Chi beve acqua avvelenata, giudicandola buona solo dall’ aspetto esteriore, finisce infallibilmente per morire, nonostante la sua buona fede…

  7. #il maccabeo   6 novembre 2014 at 10:40 am

    Peccato che il testo originale di questa tesi di Cassiciacum lo conosca solo don Ricossa.
    Anche il link dato da Guelfonero non riporta la tesi originale, ma la… “illustra”!
    E infatti qui c’è un problema per i difensori di questa tesi: Don Ricossa è infatti l’unico depositario di quella tesi, poichè a quanto pare nessuno tra i suoi seguaci possiede una copia di questo testo della tesi suddetta, testo che diventa a questo punto sempre meno teologico e sempre più… misterico!
    Sarebbe ora che Don Ricossa fornisse quel testo. Come mai così tanta segretezza piu che ventennale per un testo “illustrato” centinaia di volte, sempre e solo secondo l’opinione di don Ricossa, sulle colonne delle loro pubblicazioni?
    Non dimentichiamo poi che anche Mons. Guerard de Lauriers abbandonò successivamente questa tesi.
    In buona filosofia infatti distinguere con la ragione la materia dalla forma non significa darle un’esistenza separata. Infatti la materia senza forma semplicemente non può esistere, così come ad es. una persona umana è formata di anima e corpo, mentre un corpo senz’ anima è destinato alla corruzione e non è più una persona umana (mentre l’anima si “sub ratione substantialitatis”), ma solo un cadavere destinato alla putrescenza.
    Anche per questa evidente antinomia Guerard de Lauriers si vide costretto ad abbandonare la tesi di cui sopra.
    Più interessante sarebbe stato distinguere nel Papa l’ atto primo dall’atto secondo, e cioè la facoltà dal suo esercizio. Insomma come mai il Papa che è Papa non si comporta da “buon” Papa, un po’ come un Padre di famiglia ubriaco non si comporta da “buon” Padre e da “buon” marito, ma può, pur restando padre e marito, picchiare moglie e figli ed essere un cattivo padre e un cattivo marito, ma pur sempre padre dei suoi figli e marito di sua moglie?
    I Papi del Concilio sono purtroppo tutti, anche se chi più e chi meno, colti dalla sbronza del liberalismo-modernismo condannati da San Pio X, che li impedisce purtroppo di essere “buoni” Papi, cioè di ESERCITARE BENE il Papato, anche se non basta per toglier loro la FACOLTÀ DI ESSERLO, cosi come i vizi privati di un Alessandro VI non bastarono a toglierlgli il Papato né la “giudaizzazione”, errore dottrinale pubblico, di San Pietro descritto in Gal 1 spinse mai Paolo, che pur gli “resistette in faccia” a non considerarlo più Papa, anzi pretese da lui di correggersi PUBBLICAMENTE proprio perché Papa. Famoso poi il caso di Papa Liberio che, dopo aver subito l’incarcerazione e l’esilio, firmo la formula semi-ariana di Sirmio, errore dottrinale pubblico, e scomunicò Sant’Atanasio e che per questo fece di Liberio il primo Papa…non santo, dopo tre secoli di Papi martiri, anche se poi nessuno si azzardo mai a pensare che Liberio non fosse Papa, nemmeno lo stesso Sant’Atanasio che ne subì la scomunica. vedi: http://www.paginecattoliche.it/Cristiani02.htm

    • #Piergiorgio Seveso   6 novembre 2014 at 11:05 am

      Caro maccabeo. Forse lei ignora che l’intervista sul numero 13 di Sodalitium Fu fatta, vivente e collaborante Guerard, ed esplica completamente tutti i dettagli della Tesi. I Cahiers, inoltre, sono sempre disponibili a Verrua ed io stesso che le parlo ne ho quattro numeri davanti agli occhi, da me letti e annotati. Quanto all’affermazione temeraria che Guerard avrebbe rinnegato la Tesi in malattia (o consacrato Munari a letto) la sento dire da quando ho le braghe corte. Prove, testimonianze? Nessuna. Deliziosi aneddoti da raccontare, appunto. Sull’argomento in re, penso potrà ascoltarne (con ampio frutto) la confutazione nelle registrazioni del convegno.

      Piergiorgio Seveso

    • #Il Galileo   6 novembre 2014 at 5:13 pm
        Dunque signor Maccabeo, al netto delle sue errate notizie e dei suoi discorsi assolutamente privi di pregio, le indico che a pag. 10 ed alla nota 20 dell’opuscolo di Don F. Ricossa “Don Palladino e la Tesi di Cassicuacum”, si risponde molto chiaramente all’unica noticina interessante che ha sottoposto nel commento, e cioè, alla questione se possa o meno esistere una ‘materia’ senza la ‘forma’. Confermandoci che la quasi totalità degli attacchi contro la Tesi sono scagliati senza una vera cognizione di causa, La attendiamo a Milano per poter avere da Lei, se vorrà, migliori contributi anche ad infringendum.