MH17, altre 10 domande sul disastro aereo in Ucraina

La Russia ha pubblicato dati provenienti dai suoi monitoraggi militari, che mostrano jet ucraini seguire il Boeing malese poco prima dello schianto. Pertanto gli ufficiali Andrey Kartopolov e Igor Makushev hanno rivolto a Kiev e a Washington altre domande (oltre alle 10 già pubblicate) sulle circostanze della tragedia che ha avuto luogo giovedì scorso. 

1. Perché l’MH17 abbandonò il corridoio internazionale?

L’aereo rimase infatti nel corridoio fino a Donetsk, poi deviò dalla rotta, dice Kartopolov.

2. L’abbandono di rotta fu un errore o l’equipaggio ricevette precise istruzioni dai controllori di volo ucraini collocati a Dnepropetrovsk?

Il massimo di deviazione dalla rotta fu di 14 km, poi l’aereo apparentemente tentò una manovra per tornare nel corridoio, senza però riallinearsi completamente. Alle 17.20 (ora russa) cominciò a perdere velocità e alle 17.23 scomparve dai radar russi.

3. Come mai Kiev aveva schierato un’ampia contraerea vicino all’area controllata dai ribelli, se questi ultimi non hanno aviazione? 

Stando alle informazioni in possesso dei russi, l’esercito regolare ucraino giovedì aveva tre o quattro battaglioni di contraerea, equipaggiati con sistemi Buk-M1 SAM, nelle vicinanze di Donetsk. Questi sistemi di contraerea hanno una gittata di 35 km e possono colpire obiettivi fino a 22mila metri di altezza [circa il doppio dell’altitudine a cui si trovava il volo MH17, ndt]

4. Kiev collocò i sistemi Buk sul confine dell’area controllata dai ribelli immediatamente prima del giorno della tragedia. Perché? 

Dalle foto satellitari del luogo dove l’Ucraina aveva schierato la propria contraerea emerge che il 14 luglio erano presenti 8 lanciamissili Buk a 8 km NW da Lugansk, radar a 5 km da Donetsk e altri armamenti e veicoli variamente disposti. Una foto della stessa area, scattata il 17 luglio, mostra che il lanciamissili è scomparso dalla sua collocazione. La mattina dello stesso giorno, una batteria di Buk è posta a 50 km E di Donetsk; da una foto della stessa area, scattata il giorno seguente, emerge che anche questa batteria è scomparsa (cfr. immagini).

Fonte: rt.com
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5. Il giorno dell’incidente, Kiev intensificò l’attività di un componente radar della contraerea Buk. Come mai? 

Il 17 luglio si registra un incremento nell’attività dei radar Kupol-M1 9S18, che costituiscono parte del sistema Buk: dalle immagini emerge che in quell’area il 15 luglio c’erano sette radar operativi, otto il 16 e 9 il 17. L’attività va scemando a partire dal 18, e adesso ogni giorno operano due o tre radar al massimo.

6. Che cosa ci faceva un aereo militare su una rotta assegnata ai voli civili? 

Tre aerei civili stavano regolarmente volando nella zona in quel momento: un volo Copenhagen-Singapore delle 17.17, un volo Parigi-Taipei delle 17.24, e l’Amsterdam-Kuala Lumpur [evidenziato in nero nell’immagine, ndt]. Inoltre, c’era un jet dell’aeronautica militare ucraina, probabilmente un Su-25 [evidenziato in rosso, ndt], che stava prendendo quota e raggiungendo più o meno la posizione del Boeing malese, dal quale distava 3-5 km. I Su-25 possono attingere i 10mila metri di altitudine in breve tempo, e il loro equipaggiamento standard di armi comprende i missili aria-aria R60, che ad una distanza di 5km colpiscono qualsiasi obiettivo al 100%.

Fonte: rt.com
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7. Perché il jet militare si trovava a così breve distanza da un aereo passeggeri? 

Mentre la velocità del Boeing crolla a soli 200km orari, racconta Makushev, i radar di Donetsk registrano un altro oggetto, un altro velivolo, nel punto dell’impatto del Boeing col suolo. Questo velivolo non identificato rimane in zona per quattro minuti, ma non è possibile sapere molto al suo riguardo: probabilmente, perché non era dotato di un radar transponder – caratteristica, questa, tipica degli aerei militari. Il velivolo ha poi preso quota e dalle coordinate sembra stesse sorvolando il luogo dell’incidente, monitorando la situazione. 

Questa ricostruzione confligge con le dichiarazioni rese dai funzionari ucraini immediatamente dopo il disastro (non vi sarebbero stati aerei militari ucraini in zona).

8. In un video fatto circolare da alcuni media occidentali, si vede un Buk trasportato, pare, dal territorio ucraino al territorio russo. Da dove veniva e dove era diretto? Il video è stato girato in un’area controllata da Kiev. 

Per Kartopolov il video è un falso, creato ad arte. E’ stato girato a Krasnoarmeysk, come emerge dal cartellone visibile sullo sfondo, che reclamizza un locale concessionario di automobili.  Krasnoarmeysk è sotto il controllo dell’esercito regolare ucraino dall’11 maggio. 

9. Dove si trova ora quel lanciamissili mostrato nel video? Perché alcuni dei missili mancano? Quando ha effettuato l’ultimo lancio? 

10. Perché gli USA non hanno mostrato le prove che dimostrerebbero la responsabilità delle forze ribelli nell’abbattimento dell’MH17? 

Gli Stati Uniti affermano di essere in possesso di fotografie satellitari probanti, ma nessuno finora ha potuto vederle. Quel che è certo è che un satellite americano stava effettivamente sorvolando l’Ucraina sudorientale in quel momento, ed è parte di un sistema sperimentale pensato apposta per monitorare il lancio di missili. Gli ufficiali russi auspicano pertanto che queste immagini siano al più presto rese pubbliche, per essere esaminate dalla comunità internazionale.

 

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2 Commenti a "MH17, altre 10 domande sul disastro aereo in Ucraina"

  1. #bbruno   25 luglio 2014 at 10:58 pm

    ma gli amaricani insistono. devono proteggere i loro affiliati, gli ucraini. Loro non rispondono. Ma che bisogno abbiamo delle loro risposte, di gente che mente e da di mentire??? Dimenticato il caso, tra i mile analoghi, dell’ esistenza delle armi di distruzioni di massa di Saddam??? Non ci siamo ancora convinti che il primo nella lista degli “stati del male ” sono proprio loro, gli U.S. of America???