Degasperi: un alfiere dell’anticristianesimo (seconda parte)

de capperi

Ricorre in questi giorni il 60° anniversario della morte di Alcide De Gasperi. Le iniziative celebrative, acritiche e strumentali, si vanno moltiplicando. Gli occupanti neomodernisti ha addirittura aperto il processo della sua “beatificazione” che ha suscitato perplessità, reazioni ed opposizioni anche in campo cattolico “ufficiale”. Riteniamo opportuno “riprendere” e ripubblicare in due parti un severo ma sereno saggio di Carlo Francesco D’Agostino, pubblicato ne “L’Alleanza Italiana” (Roma, n. 70, settembre 1954). Carlo Francesco D’Agostino, scomparso nel 1999, scrisse queste pagine un mese dopo la morte di Alcide De Gasperi per rendere testimonianza alla verità senza la quale la stessa Carità sarebbe ipocrisia. Questo saggio è stato ripubblicato dalla nota rivista “Instaurare Omnia in Christo” (ANNO XXXIII; numeri 1-2, Pag 23-28), pubblicata ad Udine. Aldilà di alcune valutazioni personali e discutibili dell’autore, si tratta di un saggio vigoroso e meditato: merito dunque all’autore che ci permette di commemorare, secondo i dettami del cattolicesimo integrale, lo “statista cattolico” nel sessantesimo della morte. Per noi di Radio Spada un modo per ricordare anche i molteplici tradimenti di quell’Internazionale bianca, figlia del modernismo politico e sociale del Sillon e dello pseudo umanesimo maritaniano, di cui De Gasperi fu indiscusso rappresentante e caporione. (Piergiorgio Seveso)

[Qui la prima parte]

Respinse i moniti del Santo Padre

Questo energico richiamo alle tradizioni, oltreché alla pacificazione, fu fatto da Pio XII nel suo autografo per la Settimana Sociale italiana del 1945.

È vano che Degasperi tenti far credere che Toniolo non sapesse istricarsi tra errate concezioni di «guelfismo» e «ghibellismo». Toniolo, invece, aveva voluto rimanere fedele alla tradizione razionale e Cattolica, e pertanto NON AVEVA VOLUTO PIEGARSI al Demoliberalismo con tanta leggerezza e demagogia imposto dalla Borghesia capitalistica. Degasperi ci si è piegato! Il suo tentativo di difesa, in polemica col Santo Padre, nel sopracitato discorso di Torino del 25 marzo 1946, recò una confessione come la seguente: «Quando si è fatto compromesso generale… abbiamo trattato anche l’art. 66 come oggetto di compromesso. Compromesso vuol dire che uno cede da una parte ed uno cede dall’altra». Egli ha ammesso dunque che, pur di mantenere l’alleanza con i Partiti anticattolici del Comitato di Liberazione Nazionale, e pur di realizzare (aggiungiamo noi) i suoi ideali di «Stato Moderno», poteva barattare il rispetto di canoni fondamentali della Dottrina cristiana, difesi dal Diritto canonico. Con questo aveva ancora la temerarietà di invocare «l’aver combattuto per tanti anni per la causa delle libertà religiose». Ma quali «libertà religiose»? Quelle della propaganda protestantica e buddista, o quella della Religione vera? Il papa aveva invitato a non agire con «facile resa ad estranei influssi »: Degasperi ci ha confessato che perfino il nome del loro Partito – nome che vale una dottrina!- lo adottarono per influsso dei demosocialisti e dei demoliberali.

Norme derivanti dai più sacrosanti principî, venivano barattate per un presunto «compromesso » per non rompere la perfetta intesa con coloro con cui si era pattuito di realizzare una rivoluzione demoliberale e quindi una Repubblica. L’invito alla pacificazione ebbe come risposta la moltiplicazione delle leggi di persecuzione contro gli antichi Fascisti. L’invito a bandire l’odio ebbe come riscontro l’odio diffuso e lasciato diffondere contro la legittima autorità dei Savoja, e perfino la spoliazione dei loro beni privati, che tuttora lo Stato degasperiano non consegna nemmeno in quella parte cui le Magistrature italiane lo hanno condannato.

 I travestimenti del «Nemico di Cristo» 

Questa è la triste realtà, che era nostro dovere ristabilire contro l’orrido tentativo di speculazione su una morte, in un regimeche con tanta spietatezza perseguita coloro che vogliano commemorare altri Morti!!!

Il Santo Padre ha parlato con molta fermezza nel discorso ai Cardinali il 24 dicembre 1944 trattando della carità misericordiosa della Chiesa: «Un limite nondimeno, una barriera morale si rizza di fronte a questa carità misericordiosa, una barriera che la stessa carità non ha diritto di oltrepassare: la Verità». Ed egli aggiunse che «in un tempo in cui le parole libertà, indipendenza, democrazia non sono per alcune ispirazioni e tendenze di spirito che un mezzo per cui sopire la vigilanza di coloro, la cui fedeltà non si presterebbe mai scientificamente ad abbandonare o a mettere in pericolo il retaggio loro trasmesso da tutto il passato cristiano; in un tempo in cui, più abilmente che mai, il nemico di Cristo e della Chiesa cerca, secondo la espressione dell’apostolo delle Genti, di travestirsi in Angelo di luce; in un tempo come questo, la Chiesa e il Pastore Supremo, responsabile della eredità del Signore, hanno più che mai il dovere di proclamare la Verità, di difenderla contro le insidie degli errori dominanti, senza rispetto umano e senza debolezza, di aprire gli occhi agli uomini di buona volontà, e segnatamente ai fedeli, sui pericoli di alcune moderne correnti, di acuire la perspicacia dei loro giudizi per discernere tempestivamente gli errori che investono un’apparenza di verità, affinché i Popoli non abbiano a sperimentare troppo tardi e a proprie spese l’amaro ammonimento del Profeta: Avete arato le empietà, avete mietuto la iniquità, vi siete nutriti dei frutti della menzogna».

A questo ammonimento seguì la lettura del Messaggio Natalizio Pontificio sul problema della Democrazia, Messaggio che è tutta una condanna della concezione degasperiana e democristiana della Politica.

Questo Messaggio, da noi più volte illustrato nei suoi passi salienti, non è MAI stato invocato – per quanto abbiamo potuto accertare – da Degasperi e dai suoi giornali a sostegno della loro azione politica. In più, il Messaggio è stato pubblicato con gravi falsificazioni, in senso filodemocristiano, su Riviste Diocesane e su pubblicazioni che tendono a sostenere il Partito dominante: né a noi è stato possibile, in genere, ottenere una rettifica di queste falsificazioni. Quali sono dunque gli «errori che rivestono una apparenza di verità», secondo il Sommo Pontefice? Forse solo l’errore del Comunismo che col suo materialismo brutale, con la sua aperta lotta contro la Religione, con le sue barriere di silenzio e feroci epurazioni, non mostra certo di presentarsi come un «Angelo di luce?». Noi non abbiamo mai mancato di richiamare l’attenzione di Chi deve vigilare, e le nostre due denunce al Santo Offizio, contro gli errori del Degasperi e dei suoi sostenitori, documentano un indirizzo ed un’azione precisa di cui purtroppo gli eventi succedutisi in questi anni hanno largamente dimostrato il fondamento. Siamo dispostissimi a lasciare un Morto, tutti i Morti, nella sperata pace: ma non possiamo deflettere contro rinnovati tentativi di «mettere in pericolo il retaggio trasmesso da tutto il passato Cristiano».

FINE

Un commento a "Degasperi: un alfiere dell’anticristianesimo (seconda parte)"

  1. #Rosario Del Vecchio   20 agosto 2015 at 4:52 pm

    bello e, addirittura, commovente …
    tutto ha seguito una sua logica, … ora manca solo il tragico epilogo, ma sappiamo che il venerdì non è l’ultima parola …

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