Il coraggio di un giovane scout.

agesciCari estensori della Carta del coraggio,

 

              premetto che non ho mai avuta alcuna esperienza diretta del mondo scout perciò perdonatemi se leggerete qualcosa fuori dal sentiero, forse divagante rispetto alla vostra realtà. Ciò detto, mi permetto di scrivere due righe sulla vostra “Carta del coraggio”[1] e perdonatemi sin d’ora per il predicozzo. Che a dire il vero non è manco per voi.

 Avete combinato un bel guaio ma certo non ne avevate l’intenzione e state tranquilli ché certi guai sono sempre provvidenziali e, per quel che può contare, ve ne ringrazio. Se alcuni giovani cattolici, di un’associazione cattolica, pensano che si debba essere aperti ad ogni forma d’amore, con ciò intendendo anche i legami omosessuali, e se con ciò credono di aver espresso una forma di coraggio, questi giovani sono forse le ultime persone verso cui puntare il dito.

 Certo maggior senso critico avrebbe giovato. Da ragazzi può infatti accadere che non si sia mai approfondito il concetto di “amore” per come il cattolicesimo ce lo indica, offre e definisce; è però abbastanza semplice, amici, comprendere che dire quel che tutti dicono non è un grosso atto di coraggio. Quell’apertura cui voi fate riferimento è la medesima che il mondo intero predica da tutti i massmedia nonché in ogni circolo culturale e in certe scuole (ci torniamo, ci torniamo…), quindi chiedo a voi: dove sarebbe l’audacia? E’ un atto di coraggio quello della pecorella che s’allinea al gregge? Mah. E’ buona cosa sentire da un giovane cattolico quello che si potrebbe sentire da un qualsiasi “ggiovane” dei servizi del TG? Mah.

 

E adesso vi beccate pure la lavata di capo dei capi AGESCI, che chiariscono, precisano, rilevano, osservano, chiariscono e prendono le distanze[2]. Troppo facile.

Io chiedo a voi e ai capi: quando avete scritto ‘sta Carta, questi capi dov’erano? Quando l’avete pubblicata, dov’erano? E soprattutto, quando vi hanno ammessi e formati, dov’erano? Hanno parlato mai con voi di queste cose? Un’associazione scout cattolica vive l’esperienza del contatto con la natura come occasione di formazione spirituale e umana, o vive la formazione spirituale e umana come occasione di scampagnate? Viene da chiederselo e da chiedervelo, se voi ragazzi scout ritenete che quella roba che avete scritto sia prova d’amore e coraggio.

I vostri stessi capi, definiscono quelle vostre affermazioni come “al limite con i principi fondativi della nostra associazione o con la dottrina cattolica”: altro che “al limite”, siamo del tutto fuori dal sentiero e il problema è proprio questo. Nessuno, in buona fede e con un minimo di buon senso, avrebbe potuto pensare che quel che 400 ragazzi hanno scritto rappresenti un’associazione con oltre 30.000 iscritti, ma nessuno, in buona fede e con un minimo di buon senso, potrebbe negare che se 400 ragazzi in formazione scrivono, pensano e chiedono quelle cose l’associazione ha un problema nella formazione.

Peraltro, viene pure da chiedersi cosa accadrebbe se anche negli oratori, in certi gruppi parrocchiali o in altre entità satelliti del mondo cattolico si scrivessero “Carte del coraggio”: è fondato il timore che siate in buona compagnia, voi amici dell’AGESCI, assieme a tanti catechisti, preti, diocesi[3], “laici impegnati”. Magari pure Oltretevere.

 La formazione cattolica, cari ragazzi, dovrebbe darvi gli strumenti per riconoscere il male che c’è nella perversa catechesi quotidiana cui siamo sottoposti tutti, voi per primi, per scovare il marcio, riderne di gusto e cacciarlo via per rendere il mondo migliore, preparando questo e noi alla venuta di Cristo (Buuuu! Davvero? Già, proprio la venuta di Cristo! Sennò che cattolici siamo?). Quella Carta prova invece che il marcio è arrivato, vi ha scovati, raggiunti e presi e ridendo di gusto caccia via Cristo per preparare il mondo ad un marcio peggiore. Brutta roba, brutta proprio, non roba da cattolici, non roba da scout, non roba da uomini. Semmai, roba da “Uomini e donne”.

 

Perciò, anche se i vostri capi si sono distratti un attimo, voi non abbassate la guardia, ché il marcio è sempre in agguato. Chiedete ai vostri capi – e responsabili – che ora prendono le distanze da quel che avete scritto, di insegnarvi davvero a stanare la bugia, a riconoscere l’amore ingannevole, l’amore che non è buono, l’amore che non è amore. Chiedeteglielo, coraggio.

Massimo Micaletti


[1]    http://radiospada.org/2014/08/omofollie-che-la-diritta-via-era-smarrita/
[2]    http://www.notizieprovita.it/notizie-dallitalia/scout-apertura-allomosessualita-presa-di-distanza-dei-capi-agesci/
[3]    http://radiospada.org/2014/08/curie-e-affini-tg-treviso-non-esita-diocesi-apre-a-divorziati-nel-segno-di-pio-x/

6 Commenti a "Il coraggio di un giovane scout."

  1. #Matteo   23 agosto 2014 at 9:06 pm

    il coraggio dell’ipocrisia… ahahahahaha

    i capi dove erano??? erano li a correggere, suggerire e diffondere caro mio…

    …e adesso dopo aver contribuito a tirare il sasso provano a nascondere la mano
    (senza manco troppa convinzione).

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  2. #AICI   28 agosto 2014 at 11:23 am

    Tanto come scrive una commentatrice al sito “notizieprovita” alla toppa messa da alcuni capi:”un giorno non troppo lontano diventeranno i capi dell’associazione e potremo davvero cambiare le cose come abbiamo scritto nella carta.”
    Questo è vero purtroppo….
    Quelli che si dovrebbero dimettere oggi sono gli attuali capi, perchè se oggi i loro ragazzi esprimono quelle cose la colpa è loro!

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  3. #bbruno   1 settembre 2014 at 4:59 pm

    ma hanno l’appoggio di vescovi : vedi ultimamente quello di Gap, in Francia, Mons. Di Falco, che ha affermato che non dobbiamo impedire a nessuno di amare, sotto qualsiasi forma – e si riferiva proprio agli omosessuali…-, e certamente la paterna comprensione del sommo dei vescovi, quello di Roma,in Vaticano… Certo, d’accordissimo, dove è il CORAGGIO? La loro vigliaccheria – quella di crefersi coraggiosi adeguandosi, per il verso comodo…- fa il paio con l’ipocrisia dei loro capi che mostrano di dissociarsi…Bona o mala tempora currunt? Chi lo può dire ormai? Ma facciamoci una partita a pallone, bergogliamente, e stiamosereni!

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  5. #Eugenio Dima   1 agosto 2016 at 8:19 am

    Scrivo come iscritto per 30 anni all’AGESCI e genitore di 3 ragazzi scout. Dove sono i capi e dove sono i genitori?? Sono proprio in quel metodo educativo che fa crescere i ragazzi con la loro testa e li fa confrontare con i problemi e a volte farli anche sbagliare…. Questa è educazione….. Non propaganda e quanto meno voglia di conformare le coscienze……. Sono più contento se mio figlio scelga con la propria testa che segua qualche regime…..

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    • #jeannedarc   1 agosto 2016 at 9:21 am

      poter sbagliare per imparare non significa DOVER sbagliare. e poi il cattolicesimo romano sarebbe “un regime” di “propaganda” che “conforma le coscienze”? auguri.

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