Il ritorno di San Pietro (Quarta parte: la Bellezza che non muore)

Continuiamo la pubblicazione a puntate di un racconto di taglio apologetico-umoristico dal titolo “Il ritorno di San Pietro” che dobbiamo alla penna di Vic della redazione di Radio Spada”. Il lettore coglierà nei toni ora lievi, ora pensosi della narrazione tutta intera la tragedia che vive in quest’epoca il cattolicesimo romano, traendone spunti di riflessione o di approfondimento. Qui la prima puntata, qui la seconda e qui la terza.

“Allora, Pietro?” disse il Signore parlandogli dall’immenso affresco della cappella Sistina.

” Signore, tutti credono che io sia malato. I cardinali credono che io sia malato e anche la stampa lo crede. Probabilmente lo pensa anche la folla che domani sarà in piazza san Pietro per la Messa…”

“Pensavano anche di me che fossi un pazzo,ricordi? E lo pensarono anche di voi,i miei discepoli” replicò il Signore,sorridendo.

” Eppure una folla immensa ci seguiva,Signore. Adesso le Chiese sono spesso vuote e quando la gente vi entra,spesso non cerca la Verità…”

” Tutti cercano la Verità. – disse il Signore- Guarda i loro occhi: non vedi la domanda sospesa nei loro occhi? Tu e i tuoi successori siete stati mandati per questo: per ricordare non soltanto che è esistito un uomo di nome Gesù ma soprattutto che egli era la Via,la Verità e la Vita. Ti ricordi che Pilato mi chiese ” Che cos’è la Verità ?” e io non gli risposi? Non lo feci perché le parole non potevano spiegare nulla di diverso del semplice fatto che la Verità fosse lì davanti a lui. Sai,mi è sempre dispiaciuto che Pilato non fosse bravo negli anagrammi” e con un lieve sorriso,il Signore cessò di parlare e il grande dipinto rimase muto,mentre Pietro restava in ginocchio a guardarlo.

 

***

Anche la lavagna della grande sala bianca dove si trovavano San Paolo e Francesco tornò liscia e vuota. Francesco la fissò ancora qualche istante con sguardo perso prima di chiedere: ” Quello che ho visto è reale? San Pietro ha preso il mio posto??”

” Si. Come vede il suo seggio è in buone mani…e bisogna ammettere che Pietro agisce in un modo molto differente dal suo…”

Ma Francesco non rispose. Restò ancora in silenzio e improvvisamente disse: ” Neanche io sono molto bravo negli anagrammi. Ma mi chiedo che modo l’esserlo avrebbe potuto aiutare Pilato.”

Un lieve sorriso apparve sulle labbra di Paolo mentre sfiorava la lavagna: ” Come lei ben sa,Pilato e Nostro Signore si parlarono in latino. Questa fu la domanda di Pilato”- e sulla lavagna apparvero in lettere dorate queste parole ” QUID EST VERITAS?” – ” e quella che ora le mostrerò era la risposta che cercava”. San Paolo toccò di nuovo la lavagna e,mescolandosi,le lettere formarono una nuova frase “EST VIR QUI ADEST”

 

***

Pietro era ancora in ginocchio davanti all’affresco quando quest’ultimo iniziò ad animarsi. Ma ad animarsi fu la parte che rappresentava il mondo infernale: Pietro udì i gemiti dei condannati,le loro grida di odio,senti sul volto calore delle fiamme,ma non si mosse.

Dalla parete uscì un filo di fumo che iniziò velocemente ad arrotolarsi su se stesso e ad assumere consistenza fino a trasformarsi nella figura di un uomo vestito di rosso che si accarezzava la nera barbetta a punta.

” Una volta non sarei riuscito a entrare qui tanto facilmente- disse- ma adesso,capirai..le difese sono molto piu basse. Però!- continuò guardandosi intorno e avanzando verso san Pietro ” ho sempre pensato che Egli avesse buon gusto in fatto di case. Per fortuna sono riuscito a rimediare anche a questo,come avrai potuto notare dalle ultime costruzioni a scopo religioso.”

Pietro non si mosse” Che sei venuto a fare qui,essere immondo?- chiese tranquillamente- ” Non hai alcun potere su questo posto e su di me,lo sai bene.”

” Sono venuto semplicemente per incontrarti. Ci crederesti? E da un po’che non mi capita di incontrare gente della tua tempra. Gli uomini sono ormai cosi deboli…”

” Lo sono sempre stati- disse Pietro con dolcezza- ed è per questo che esiste la Divina Misericordia”

” Misericordia…Amore! Tutte sciocchezze,tutta metafisica! Io sono la materia. E  alla materia ho soggiogato il mondo.”

” Ma la materia fu sconfitta,ricordi? Fu sconfitta il giorno della Resurrezione. La materia non è eterna,la morte del corpo non è la fine come tu cerchi di far credere.  ” 

L’uomo rossovestito guardò Pietro con uno sguardo carico di rabbia.

” Perché me lo ricordi? Sono talmente abituato a mentire che ormai mento persino a me stesso…ma si,hai ragione.  Colui che odio,ciò che odio, brilleranno in eterno dopo il giorno del Giudizio, Mentre io regnerò sull’oscurità che scelsi quando precipitai dalle nuvole ferito dalla spada dell’Arcangelo e vomitando parole d’odio…detesto ciò su cui regnerò perché da quel giorni sono incapace di provare un altro sentimento che non sia l’odio. Per me non ci sarà perdono,ne gioia,perché conobbi interamente Dio e rifiutai di amarlo. Oh,se gli uomini sapessero quanto li odio! Certo non verrebbero da me.”

” Guarda!- disse ancora a San Pietro indicando il grande affresco- guarda quanta bellezza! Io combatto per distruggere la Bellezza,per confondere il brutto e il bello,per far si che gli uomini considerino la bellezza come qualcosa di materiale.

Eppure basta questa sola opera a darmi torto…Che cosa avevano di speciale i colori usati da Michelangelo? E lui stesso cos’altro era se non un misero piccolo uomo? E questo cos’è,se non un disegno allegorico,variazione su un tema già tanto usato dai pittori? Eppure in quest’affresco c’è la Bellezza che cerco di cancellare dal mondo,la Bellezza che viveva e ardeva nel cuore di quell’uomo. Essa pervade la materia senza appartenerle. Il cuore di Michelangelo era pieno di una singolare gioia mentre la Bellezza si serviva del suo pennello per conquistare a sé quel muro prima cosi vuoto. Quell’uomo non fu mai cosi felice come quando la Bellezza prendeva forma attraverso le sue mani. E come sarebbe potuto essere altrimenti?

A che serve mentire? So bene che non posso annientare la Bellezza,ma solo nasconderla. Io sono parte di quella forza che eternamente vuole il male e suo malgrado si trova ad operare il bene,perché tutto ciò che io posso fare di più sordido,di più orribile,può essere mondato da un solo tocco della Sua Mano. E  sapere questo mi fa fremere d’odio.”

Cadde un lungo silenzio. Infine l’uomo disse ” E cosi,salverai la Chiesa?”

” Forse- rispose Pietro- dipenderà dagli uomini. Da quello che faranno dopo che sarò andato via. Ma tu sai bene che in ogni caso potrai distruggere solo la parte visibile della Chiesa,potrai solo offuscare la sua luce,come cerchi di fare con la Bellezza. Ma la Chiesa e la Bellezza vivono oltre la materia. Perderai,ancora,come sempre. E questo il tuo destino: la sconfitta. “

Lo sguardo dell’uomo si posò su Pietro ed egli vi lesse tutto l’odio del mondo,vi vide tutti i semi dei germogli più oscuri che crescono nel cuore dell’ Uomo,ma non tremò. Rispose allo sguardo: nei suoi occhi brillava una Luce serena e intangibile che fece fremere violentemente il Nemico.

” Ti odierò in eterno!” gridò a Pietro,prima di scomparire.

Vic

6 Commenti a "Il ritorno di San Pietro (Quarta parte: la Bellezza che non muore)"

  1. #Francesco   17 agosto 2014 at 5:39 pm

    E’ un racconto che ti avvince, ti prende, la mente ne fa una specie d’immagine, si partecipa alla trama.
    Un racconto tragico perché tragica è la realtà, ma nella tragicità c’è la riflessione del nostro tempo,una realtà amara presentata alleviando la sofferenza.

    Grazie Vic, per questa riflessione raccontata con verità, con garbo,e, con una punta d’amarezza, perché tale è la realtà.

    Rispondi
    • #Vic   18 agosto 2014 at 11:45 am

      Grazie a lei per i complimenti 😉

      Rispondi

Rispondi