Il ritorno di San Pietro. (Terza puntata: l’uomo in rosso)

Pirro 3

Continuiamo la pubblicazione a puntate di un racconto di taglio apologetico-umoristico dal titolo “Il ritorno di San Pietro” che dobbiamo alla penna di Vic della redazione di Radio Spada”. Il lettore coglierà nei toni ora lievi, ora pensosi della narrazione tutta intera la tragedia che vive in quest’epoca il cattolicesimo romano, traendone spunti di riflessione o di approfondimento. Qui la prima puntata e qui la seconda.

“Non ti sembra che il papa sia un po’…insomma… strano?” sussurrò il cardinale all’altro che gli stava accanto guardandosi attorno con aria circospetta.

“E la stessa cosa che stavo pensando” ribattè sottovoce il suo compagno “E sempre molto mite,disponibile,gentile…ma quando si parla di dottrina…uh,quanto diventa severo! E dire che prima era cosi accomodante…non parlava mai chiaramente,rimaneva sul vago…invece,hai visto che cosa ha fatto in occasione dell’incontro di preghiera ecumenico? Ha semplicemente citato il primo comandamento e li ha zittiti tutti! I bonzi erano interdetti. Il rabbino capo gli ha chiesto delle spiegazioni e lui ha ribattuto che era tutto fin troppo chiaro e non era necessario spendere altre parole…che figura!!”

” E poi,passa tutte quelle ore in preghiera…non guarda più la partita con noi…”

I due cardinali si guardarono,con molta serietà. Colui che aveva parlato per primo disse gravemente “Eminenza,non dobbiamo lasciare che la situazione ci sfugga troppo di mano. Dobbiamo controllarlo e capire che cosa gli sta succedendo”.

E prendendosi a braccetto,si allontanarono a passo lento nel vasto salone affrescato.

 

***

Un uomo vestito completamente di nero suonò il campanello di una porta  che recava la targa “Avv. Woland, studio legale Woland&co”. Ad aprirgli fu una giovane segretaria bionda dall’aria annoiata. “L’avvocato è molto occupato oggi, comunque mi ha detto di farla passare appena arrivava, Mr Astarott. Venga con me”  disse allo straniero.

Egli seguì la donna in uno spazioso corridoio fino ad una porta rossa socchiusa sulla quale brillava il nome “Woland” in lettere dorate.

 

L’uomo nerovestito spinse la porta ed entrò,avendo cura di chiuderla alle sue spalle.

La stanza  nella quale era entrato era arredata interamente in rosso: rossa la tappezzeria, le poltrone,la morbida moquette,anche la scrivania era di legno scuro con sfumature rossastre. L’uomo seduto alla scrivania era vestito elegantemente con un completo anch’esso rosso: in verità non mancava mai qualcosa di rosso nel suo abbigliamento, e gli amici consideravano questo un segno di originalità.

Era un bell’uomo,con gli occhi molto scuri e una nera barbetta a punta,molto curata. Altra stravaganza era l’anellino argentato che pendeva dal lobo sinistro e gli dava un’aria vagamente piratesca.

“Oh,Astarotte…!” disse appena vide entrare l’uomo “Ti attendevo! Che nuove mi porti, schiavo?”

L’uomo nerovestito fece una profonda riverenza e si schiarì la gola “Sua Malvagità,tutto procede bene,nel mondo…”

“Si si,questo lo so! – rispose Woland con aria un po’ seccata- ma ti dirò di più, Astarotte: procede ottimamente! Ho appena parlato al telefono con Lars Von Trier raccomandandogli di andarci giù ancora più pesante con il nuovo capitolo di “nymphomaniac”, e ho firmato due contratti con due stupidi autori di romanzi porno soft per ragazzine. Eppure,tutto ciò mi secca! Non c’è brivido,in queste cose! Nessuno mi resiste,sono fin troppo felici di entrare nel mio studio,di sedersi su quella poltrona e di chiedermi favori- a qualsiasi prezzo!” Si prese la testa fra le mani” Oh, Astarotte, où sont les neiges d’antan? Mi mancano i bei tempi di una volta,quando si parlava di me dai pulpiti delle chiese e le pie donne si facevano il segno della croce al mio apparire! Adesso io agisco e vinco, il tutto alla luce del sole, si può dire,e sembra che questa cosa sia perfettamente normale! Nessuno mi combatte, nessuno mi osteggia! Tutti chiacchierano amabilmente con me! Tutto ciò mi intristisce, Astarotte.”

“In verità – rispose l’interpellato- io ero venuto per dirle che in effetti c’è qualcosa che non va. Mi sono giunte delle voci,abbastanza attendibili in verità: sembra che Colui che non possiamo nominare abbia mandato uno dei suoi discepoli,qui, sulla Terra. “

Gli occhi di Woland scintillarono: “Ma è una splendida notizia!” Astarotte lo guardò senza capire e Woland fece un gesto seccato con la mano : “Schiavo,tu non puoi capire. Sentivo nostalgia dei bei vecchi tempi,quando gli avversari erano alla mia altezza…un suo discepolo,dici? E perfetto! E quale dei dodici?”

“Pietro” rispose cupamente Alaronne. “Pietro…-gli fece eco Woland con un sorriso- un osso duro! Ci siamo incontrati, tempo fa,ma mi ha sconfitto. Bene,vedremo presto se la lunga permanenza Lassù non lo ha rammollito “

La risata cattiva di Woland risuonò per il corridoio,facendo sobbalzare la segretaria che si stava facendo la manicure.

 

NB. L’uso del nome “Woland” per il diavolo è un omaggio allo scrittore Bulgakov

NB 2. Mr Astarott è il nome di copertura (nemmeno troppo velato) del ben più noto diavolo Astarotte (nome con cui appunto lo chiama il suo padrone)

3 Commenti a "Il ritorno di San Pietro. (Terza puntata: l’uomo in rosso)"

  1. #Francesco   9 agosto 2014 at 8:15 pm

    E’ un piacere leggere questo racconto, in chiave tragicomico ma che purtroppo rispecchia la realtà odierna.
    aspetteremo la quarta puntata.

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    • #Luca   9 agosto 2014 at 9:26 pm

      Sì, è davvero un racconto tristemente divertente. Brava Vic, aspettiamo tutti la prossima puntata.

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