Loggia massonica di Lugano distrutta da un incendio doloso

E’ successo a Lugano la notte del 2 luglio 2014. La loggia massonica L.’.M.’. Il Dovere di Lugano [via Pretorio 20], una delle tre logge massoniche di Lugano, è stata parzialmente danneggiata da un incendio che pare di natura dolosa.  

QUI potete vedere un video che mostra i danni causati dall’incendio.

La loggia Il Dovere conta circa un centinaio di massoni ed è la più numerosa di Lugano, a diverse riprese è divenuta celebre alle cronache per gli altisonanti nomi ticinesi che annovera tra le sue fila massoniche, qui di seguito riporto qualche esempio degli scandali causati dagli affiliati alle logge massoniche ticinesi:

° Franco Sorgesa, Venerabile della loggia Il Dovere, ex direttore generale Danzas Ticino: “Sì, faccio parte della massoneria. Ma non avete il diritto di pubblicare il mio nome”.

° Mauro Rossi, Venerabile della loggia Brenno Bertoni, membro di direzione Ubs (responsabile delle banconote e dell’oro): “Sì, sono il Venerabile. L’Ubs è al corrente che sono il capo della loggia. Se ci sono altri massoni nella direzione dell’Ubs non lo so. O meglio non posso dirlo”.

° Alberto Ménasche, presidente TeleTicino: “Faccio parte della loggia Brenno Bertoni e non l’ho mai nascosto”.

° Carlito Ferrari, ingegnere e critico gastronomico: “Sono nella loggia Brenno Bertoni da più di 30 anni. Chiunque può essere ammesso, purché sia libero da preconcetti. Tutti i ceti sociali sono rappresentati”.

° Giorgio Giudici, sindaco di Lugano: “Sono massone da quando sono entrato in politica. Non ho nessuna difficoltà ad ammetterlo. La massoneria mi ha dato tanto”.

° Sergio Macchi, medico e sindaco di Viganello: “Sono un pessimo membro della loggia Il Dovere, per impegni personali che non mi permettono di partecipare regolarmente ai lavori”.

° Roger Etter, granconsigliere Udc: “Come faccio a essere nel contempo estremista di destra, retrogrado e massone? C’è una contraddizione. Avevo fatto parte della massoneria. Al momento sono in letargo. Nella massoneria ho trovato persone umili, con una vita modesta e una formazione bassa. L’unico ideale è la fratellanza e l’amicizia profonda. Non è assolutamente un luogo di faccendieri”.

° Gianrico Corti, giornalista Tsi, capogruppo socialista a Lugano: “Se sono massone o no, poco importa. Non rispondo. La domanda invade la privacy”.

° Filippo Lombardi, direttore TeleTicino, consigliere agli Stati Ppd: “Non ne faccio parte. Ma conosco alcuni massoni. Vengo invitato regolarmente alle conferenze della loggia Il Dovere a cui ho partecipato due volte”.

° Franco Ballabio, avvocato, ex divisionario, ex comandante Polizia cantonale: “Sono molto vicino alla massoneria ma non ne faccio parte. Se ne facessi parte lo ammetterei. So che Remo Regazzoni, ex delegato della polizia di Lugano, era un Gran Maestro. Altri massoni nella polizia non ne conosco”.

° Dino Balestra, direttore Tsi: “Sono stato relatore a una conferenza pubblica organizzata dalla massoneria. Ma altrimenti non ho alcun contatto con le logge”.

° Fabio Amadò, presidente Lugano Turismo: “Faccio parte della Società ticinese di cremazione che comprende molti massoni. Ma io non sono massone”.

° Mauro Dell’Ambrogio, sindaco di Giubiasco, segretario Università Svizzera italiana, ex comandante Polizia cantonale: “Ho amici massoni. Mio nonno era massone. Ma io no: sono un libero pensatore. C’è anche un certo diritto alla privacy”.

° Renzo Molina, architetto e municipale Plr Bellinzona: “Ho parenti lontani massoni. Io sono completamente estraneo”.

° Franco Masoni, ex consigliere agli Stati Plr: fa sapere che “non fa più parte della massoneria”.

° Giorgio Pelossi, faccendiere: fa sapere che “dal 1987 non fa più parte della massoneria”.

° Giuseppe Buffi, presidente del Governo ticinese, non ha risposto.

° Tiziano Mocetti, medico-primario, non ha risposto.

Altri personaggi:

Augusto Airaldi, direttore aziendale, Lauro Bettelini, giornalista Rtsi, Giorgio Berta, ex agente polizia Lugano, Christian Castelli, studente, ex granconsigliere Lega, Vittorangelo Castiglioni, giornalista, Carlo Cocco, architetto, Giovanni Cossi, dirigente Tsi, Fernando De Carli, direttore artistico Primavera concertistica Lugano, Argo Devittori, dirigente, Davide Enderlin, avvocato, Rudy Fornaroli, funzionario ed ex agente di polizia, Michele Frigerio, direttore di banca, Giuliano Ghiggia, dirigente, Giorgio Grandini, avvocato, Fulcieri Kistler, ex direttore dell’Ubs, Marco Marcionelli, ingegnere e imprenditore, Sergio Morisoli, segretario generale del dipartimento economia e finanze, Rocco Olgiati, avvocato, Ottavio Palmieri, tenore, Mauro Pedretti, ingegnere, Renzo Quadri, assicuratore e dirigente, Flavio Regazzoni, ex agente di polizia, Elio Samakovlija, redattore rivista massonica Alpina, Orazio Schaub, Gran Maestro della Gran loggia svizzera dal 1978 al 1982, Giorgio Salvadè, medico, Paolo Sidler, direttore aziendale, Giorgio Stefanini, organizzatore programmi occupazionali.

[Fonte: http://www.lugano-ticino.com/lugano/lugano-ticino-svizzera.php]

Cronologicamente l’ultimo “scandalo” provocato dai massoni ticinesi è di oggi stesso, il candidato al governo cantonale Antonini si è presentato in conferenza stampa con un vistoso e scintillante anello massonico causando polemiche e proteste: http://www.tio.ch/News/Ticino/801362/Il-candidato-Antonini-sfoggia-l-anello-massone/

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