Oriana, Oriente, Orrore

BqmCPSnCIAErqui.jpg-large

 

di Andrea Giacobazzi

 

In questi giorni vi è una gran riscoperta di Oriana Fallaci. Nelle settimane in cui torna il presunto “scontro di Civiltà”, in cui i terroristi minacciano di mozzare teste, sembra di essere precipitati nuovamente nell’autunno del 2001: i giornalisti sono improvvisamente attenti alla geopolitica del Vicino Oriente, alcuni sembrano novelli crociati – absit iniuria verbis (per i veri crociati) – insomma anche Oriana riprende voce.

Donna coraggiosa senza dubbio, ma che ha scoperto l’acqua calda quando era già bollente e che i buoi erano scappati quando il serraglio era aperto da una cinquantina d’anni. Il Giornale addirittura le dedica un articolo sulla sua versione online: “Sull’islam aveva ragione quella “pazza” di Oriana Fallaci”.

Non ci voleva molto a scoprire che l’Islam e la “nostra Civilità” poggiano su basi distinte e marciano in direzioni diverse, bastava leggere la Dottrina Cattolica. Il più mite dei curati di campagna, dieci anni prima che nascesse Oriana (ma anche cento o cinquecento), consultando un testo con Imprimatur, avrebbe raccontato prima e meglio di ciò che leggiamo oggi quella che sembra una grande novità: le “religioni” non sono quelle del ritratto falso dipinto durante l’incontro ecumenico di Assisi ’86.

“Bastavano”, virgolette d’obbligo, le Encicliche di fine Ottocento – inizio Novecento e la tutta Storia Ecclesiastica.

Per chi ha partecipato agli esercizi spirituali di Sant’Ignazio di Loyola il fatto che esistano due Stendardi – quello di Cristo e quello dell’Avversario – non è un inedito. E l’Avversario è qualcosa di ben più complesso, interiore e pericoloso di un “Califfo” dell’ISIS.

Certo: dopo anni di dialogo interreligioso, di favole ireniste e di mezze verità, una giornalista che ha coraggio di dire l’ovvio pare un’eroina. E in parte lo è, data la sua posizione. Rispetto a chi dovrebbe proclamare la retta Fede e proclama l’ecumenismo, lo è senza dubbio. Insomma, solo parlando del campo francescano siamo passati da San Giovanni da Capestrano che, alla testa di migliaia di volontari, partecipò all’assedio di Belgrado del 1456 e dal Beato Marco d’Aviano che nel 1683, brandendo la Croce, fermò i turchi a Vienna alla pagina Facebook dei Francescani dell’Immacolata che in questi giorni – superando ogni comicità – ha pubblicato un articolo con questa apertura : “Integralisti musulmani e tradizionalisti cattolici: non è un matrimonio, ma un possibile fidanzamento. I servizi di sicurezza (e gli organi di informazione) vanno in cerca delle “cellule dormienti” del terrorismo islamico: quelle del tradizionalismo sono ben sveglie”. Qualcosa è cambiato. Forse, dopo il Concilio, hanno lavorato molto sullo humor.

Lasciando questi simpatici accadimenti e tornando all’argomento principale, si può dire che il principale problema della Oriana-scrittrice – pardon: “scrittore” come lei ha voluto inciso sulla sua lapide –  fosse il particolare modus cogitandi cui faceva riferimento: non solo chiudere il recinto quando i buoi erano  ben lontani, ma continuare a diffondere la convinzione in base alla quale lasciare socchiuso il cancello non fosse poi così grave.

Oriana era figlia e annunciatrice di uno strano impasto di Tradizione e modernità, di eterno e di nuovo, di “Occidente” e di Cristianità. Molti, ancora oggi, non capiscono che la dinamica rivoluzionaria seguita al 1789 – con i suoi avanzamenti e le sue ritirate – ha determinato, e ancora determina, la nostra attuale debolezza. Si scambia a volte la causa con l’effetto, o peggio, si scambia ciò che la rivoluzione ha sotterrato come le improbabili “radici” cristiane sulle quali sviluppare qualcosa, a patto che stiano ben soffocate sotto una terra contaminata. La vulnerabilità della “nostra Civiltà” è originata dalla miscela corrosiva che ha lasciato intatta la bottiglia in cui si trova (le forme della Tradizione sono qua e là mantenute) ma che avvelena dove innaffia. La “nostra Civiltà” non può essere erede contemporaneamente di Napoleone e di Rousseau e di San Pio V e San Tommaso. Per questo e per altre ragioni ci ostiniamo a non capire l’Oriente, l’ISIS e molte altre realtà. Si crede, in un misto di arroganza e approssimazione, che chi non ha letto abbastanza illuministi francesi fatichi a comprendere il mondo. È vero l’opposto.

Uscendo dalla metafora, un “Occidente” tradizional-modernista, cristian-illuminista, liberal-cattolico, non è semplicemente debole. Non è. Con tanti auguri per chi vuol difendere il (quasi) nulla.

Questo aspetto, i nemici dichiarati della Tradizione – tanto interni quanto esterni – lo hanno ben presente e a volte hanno pure l’onestà di dichiararlo. Valgano per tutti gli esempi dell’interessamento gramsciano per una certa svolta politica “popolare” di una parte dei cattolici italiani e l’empatia protestante per il modernismo “cattolico”.

Un discorso molto simile a quello fatto nelle righe precedenti vale per il concetto “onnicomprensivo” – e aggiornato – di “Cristianesimo”. Così come per l’espressione “Occidente” anche qui si fa molta confusione. Il Cristianesimo sembra, nelle definizioni di alcuni, una sorta di costrutto ideologico le cui manifestazioni sono le varie “confessioni”, ridotte a correnti di un movimento di pensiero. Pio XII non era d’accordo. Nella Orientalis Ecclesiae (1944) aveva parlato chiarissimo: “niente desideriamo e auguriamo più vivamente, se non che quanti si fregiano del nome cristiano, col patrocinio e l’esempio di s. Cirillo promuovano ogni giorno più il ritorno dei fratelli orientali dissidenti”. Ancora aggiungeva: “Non conduce al desideratissimo ritorno dei figli erranti alla sincera e giusta unità in Cristo, quella teoria, che ponga a fondamento del concorde consenso dei fedeli solo quei capi di dottrina, sui quali o tutte o almeno la maggior parte delle comunità, che si gloriano del nome cristiano, si trovino d’accordo, ma bensì l’altra che, senza eccettuarne né sminuirne alcuna, integralmente accoglie qualsiasi verità da Dio rivelata”.

Oggi senza far distinzione del titolo con cui ci si “fregia del nome cristiano” si lancia tutto nel medesimo calderone “pancristiano”. In questo modo si riesce nella duplice impresa di far torto alla teologia e alla chiarezza politica, con tutte le sue complessità. E pochi termini si possono associare meglio alla parola Oriente di quanto non si possa fare col termine complessità.

Si pensi all’Islam sciita e sunnita, alle sue scuole ortodosse, alle sue “eresie”, a quel sincretismo plurisecolare che è incarnato dai perseguitatissimi Yazidi – detti “gli adoratori del demonio” – si pensi alle mille comunità Cattoliche che si affacciano in quella porzione di globo, dai Caldei ai Maroniti passando per i Siro-cattolici. Per non parlare degli scismatici e degli eredi delle vecchie eresie che si erano opposte agli antichi Concilli, e ancora: dei Drusi, dei Samaritani (ancora esistenti), delle molte anime dell’Ebraismo, fino ad arrivare all’Estremo Oriente con i suoi culti particolari.

La stessa declinazione politica di tutto questo non può che essere articolata e così poco easy da costringere l'”occidentale” Obama a passare in pochi mesi – e nell’ilarità generale – dall’idea di bombardare l’alawita baathista Assad a quella di chiedergli aiuto per bombardare quei suoi stessi avversari che hanno proclamato uno Stato su una parte della Siria, l’ISIS, ovvero un movimento fondamentalista sunnita.

Obama probabilmente ha scelto categorie politiche e culturali che van di moda. Questi i frutti. A voi la scelta.

***

Per leggere l’articolo precedente sullo stesso tema cliccate sul link: Cari “occidentali”, così è troppo facile [Lettera a correligionari e compatrioti]

logo-edizioni-RADIO-SPADA1

 

15 Commenti a "Oriana, Oriente, Orrore"

  1. #Gabriele   27 agosto 2014 at 5:18 pm

    Dire che gli yazidi sono adoratoru del demonio è scorretto, li ritengono così gli islamici. Piuttosto li definirei un gruppo a metà tra zoroastrismo e gnosticismo, che adorano melek taus, che secondo loro è l’angelo ricreatore del mondo. Nella zona vi sono molti gruppi così: basta vedere che proprio nell’iraq del sud vi è l’ultima setta gnostica, i mandei.
    Per il resto complimenti all’autore

    Rispondi
    • #ruffo   27 agosto 2014 at 6:37 pm

      Grazie!

      Rispondi
    • #Lello Minimi   27 agosto 2014 at 8:24 pm

      Da quelle parti vi è anche la setta degli AL-ALAQ (o come si scrive) che sotto un po’ di vernici pseudo-zoroastriane; pseudo-ebraiche, pseudo-cristiane e pseudo-islamiche, perpetua gli antichi culti babilonesi.

      Rispondi
  2. #tradizionalista ligure   27 agosto 2014 at 5:36 pm

    Queste foto spezzano il cuore, l’islam non è una scusa per far guerra, l’islam è la causa. gli ecumenisti sono dei traditori

    Rispondi
  3. #Lello Minimi   27 agosto 2014 at 6:23 pm

    Da un certo
    Da P. Giulio: Mi è giunta la seguente:
    Urgente richiesta di preghiera immediata favore dei cristiani in Nord Iraq. Seria minaccia di decapitazione di TUTTI i cristiani in zona fra poche ore. Diffondete la richiesta a tutti .
    Sarà anche sostanzialmente vera, ma, in questa forma e con questa presentazione mi sembra falsa. Cosa ne pensate?

    Rispondi
    • #ruffo   27 agosto 2014 at 6:39 pm

      Il rischio lo corrono sempre, però attenzione alle notizie non confermate. Preghiere assicurate.

      Rispondi
  4. #guelfonero   27 agosto 2014 at 6:35 pm

    Complimenti all’amico Giacobazzi per quest’articolo veramente ben scritto.
    Un articolo che viene da lontano. 🙂

    Piergiorgio Seveso

    Rispondi
    • #ruffo   27 agosto 2014 at 6:38 pm

      Riferiremo all’autore. Grazie!

      Rispondi
  5. #Pierfrancesco Palmisano   28 agosto 2014 at 8:20 am

    Comunque ricordiamoci che la Fallaci non contrappone Cristianesimo ed Islam, ma contrappone lslam (in quanto simbolo evidente in questo periodo storico di tutte le religioni integraliste ed intolleranti, e quindi eventualmente anche del cattolicesimo – similmente all’amico Mario Castellano, ideologo dei neo-fifì) alla forza “laica ed atea” della ragione “illuminista”… Quindi non elogiamola troppo…

    Rispondi
    • #ruffo   28 agosto 2014 at 9:49 am

      Ciao! Infatti proprio per ciò che dici nel testo si parla di “uno strano impasto di Tradizione e modernità, di eterno e di nuovo, di “Occidente” e di Cristianità”.
      Oriana Fallaci ne “La rabbia e l’orgoglio” scrive:
      “A me dà fastidio perfino parlare di due culture: metterle sullo stesso piano come se fossero due realtà parallele, di uguale peso e di uguale misura. Perché dietro la nostra civiltà c’è Omero, c’è Socrate, c’è Platone, c’è Aristotele, c’è Fidia. C’è l’antica Grecia col suo Partenone e la sua scoperta della Democrazia. C’è l’antica Roma con la sua grandezza, le sue leggi, il suo concetto della legge. Le sue sculture, la sua letteratura, la sua architettura. I suoi palazzi e i suoi anfiteatri, i suoi acquedotti, i suoi ponti, le sue strade. C’è un rivoluzionario, quel Cristo morto in croce, che ci ha insegnato (e pazienza se non lo abbiamo imparato) il concetto dell’amore e della giustizia. C’è anche una Chiesa che mi ha dato l’Inquisizione, d’accordo. Che mi ha torturato e bruciato mille volte sul rogo, d’accordo. Che mi ha oppresso per secoli, che per secoli mi ha costretto a scolpire e dipingere solo Cristi e Madonne, che mi ha quasi ammazzato Galileo Galilei. Me lo ha umiliato, me lo ha zittito. Però ha dato anche un gran contributo alla Storia del Pensiero: sì o no? E poi dietro la nostra civiltà c’è il Rinascimento. C’è Leonardo da Vinci, c’è Michelangelo, c’è Raffaello, c’è la musica di Bach e di Mozart e di Beethoven. Su su fino a Rossini e Donizetti e Verdi and Company. Quella musica senza la quale noi non sappiamo vivere e che nella loro cultura o supposta cultura è proibita […]. Ed ora ecco la fatale domanda: dietro all’altra cultura che c’è? Boh! Cerca cerca, io non ci trovo che Maometto col suo Corano e Averroè coi suoi meriti di studioso”.

      Rispondi
      • #ruffo   28 agosto 2014 at 10:35 am

        Nel link de Il Giornale sempre sul tema: “L’Europa non c’è più. C’è l’Eurabia. Che cosa intende per Europa? Una cosiddetta Unione Europea che nella sua ridicola e truffaldina Costituzione accantona quindi nega le nostre radici cristiane, la nostra essenza? L’Unione Europea è solo il club finanziario che dico io. Un club voluto dagli eterni padroni di questo continente cioè dalla Francia e dalla Germania. È una bugia per tenere in piedi il fottutissimo euro e sostenere l’antiamericanismo, l’odio per l’Occidente” (credo sia dall’intevista di Oriana ad Oriana)

        Rispondi
  6. #bbruno   10 gennaio 2015 at 12:45 pm

    povera Oriana: piangeva e si disperava per le pere dell’albero che non trovava più, dopo che lei aveva contribuito a tagliarne le radici (lei atea). Il “bel san Giovanni guai chi me lotaocca” sapeva lei che significato aveva e per quale significato era sorto??? L’europa è nata dalla fede cristiana , l’europa muore avendo rinnegato quella fede. Già i luterani di Germania,nel ‘500,ribelli alla autentica professione cristiana, per timore che i cattolici potessereo riprendere vigore, affermavano : “meglio turchi che cattolici” . Ora state contenti, europei del cavolo: i ‘turchi’ li avete, e così tanti che vi usciranno dalle orbite!!!

    Rispondi

Rispondi