[DANILO QUINTO] Mamma… li radicali! E preghiere “per la pace”

 

goziradicale

di Danilo Quinto

“Il Santo Padre, probabilmente, avrebbe avuto anche piacere di essere lì, in mezzo a questa povera gente”, dice il cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, prima di partire per l’Iraq, per “andare incontro” – a nome del Pontefice – “ai poveri di oggi”.  

Sono martiri cristiani, quei poveri di oggi e rinverdiscono il senso più autentico e profondo della religione che ha come suo fondamento il Dio che si è fatto Persona, che insieme al Padre e allo Spirito Santo dà all’uomo l’unica speranza di salvezza.

Sono martiri cristiani, quei poveri di oggi, vittime sacrificali delle orde islamiche, che perseguitano i cristiani con i loro progrom, in tutti i paesi dove detengono il potere e che si apprestano a conquistare l’Europa – come già hanno dichiarato di voler fare – se non saranno fermate in tempo.

Sono martiri cristiani, quei poveri di oggi, con i loro bambini sgozzati e seppelliti vivi o – se gli va bene – costretti  a camminare per chilometri senza scarpe, che hanno dovuto lasciare insieme a tutto il resto, per percorrere la strada dell’esodo dalle loro case, che abitavano da duemila anni. Ora, la pelle dei loro piedi scalzi, mangiata dal sole, si stacca a brandelli. Solcano la terra, lasciando impronte di sangue. Quei bambini parlano la stessa lingua di Gesù, l’aramaico e il loro sangue è quello di Gesù, che si sparge ancora, perché ciascuno di noi lo possa riconoscere.

L’ecumenismo d’accatto, che può lasciare sgomenti e increduli – così come si è definito il Papa – solo chi lo venera, è una delle facce di quel modernismo che sta distruggendo tutto:  la vita, le coscienze, la ragione. Esprime anche la necessità di non chiamare le cose con il loro nome, di annacquare, di ammorbidire, d’invocare la pace laddove vengono compiute nefandezze inaudite. Filoni, la Cei, il portavoce della Sala Stampa Vaticana, L’Osservatore Romano ed anche il Papa, non pronunciano la parola Islam, come se ne avessero paura. Quella stessa paura che nella storia della Chiesa ha generato le peggiori perversioni, come le mancate condanne del Comunismo e della Massoneria da parte del Concilio Vaticano II. Filoni dice che il Papa probabilmente avrebbe avuto anche piacere di essere lì. De relato, scopriamo, così, un’intenzione ipotetica. E’ già tanto. Il Papa doveva essere lì, a sporcare del sangue dei bambini cristiani giustiziati le sue vesti bianche e a benedire quei martiri. Quando, nel ’43, Roma subì il suo primo bombardamento dagli americani, Pio XII – l’ultimo Papa pre-conciliare, non a caso vituperato e spesso oltraggiato – prese la sua Croce e si recò nel quartiere di San Lorenzo, dove asciugò per alcune ore le lacrime di coloro che erano rimasti e benedisse le vittime nel piazzale del Verano. Quando i cristiani venivano impalati e crocifissi vivi dai Romani, fu di natura umana l’ultimo tradimento di Gesù da parte di Pietro, che voleva allontanarsi da Roma. Fu sufficiente il Quo Vadis del Signore per convincere il primo Papa che non poteva evitare di abbracciare la sua Croce e di scegliere di morire come Lui, insieme agli uomini e alle donne della Sua Chiesa. Il Papa di oggi, invece di concedere interviste private, di fare telefonate private o di compiere visite private – categorie che per il successore di Pietro (Vicario di Cristo) non possono e non devono esistere – come tutti i Papi, dovrebbe svolgere solo tre compiti: dire agli uomini ciò che è bene e ciò che è male per la loro anima, affinchè si salvino, incontrare le persone con il proposito di convertirle (come faceva Gesù) e insegnare loro il fondamento della loro fede: il martirio, anche nella sua dimensione quotidiana. Solo nel martirio – insieme all’amore per una Persona – si trova la ragione intrinseca, specifica e ineludibile del Cristianesimo.

 

Dei frutti spirituali del Ramadan sono lastricate le vie dell’Inferno e il Papa lasci – per non offendere i cristiani e anche per non irridere i suoi predecessori, alcuni dei quali Santi e martiri – che siano gli esponenti della cultura laicista di questo tempo infame a venerare l’Islam moderato, che esiste solo nelle rappresentazioni capziose di interessati e navigati politici.

“L’Italia sostiene da sempre e con convinzione il percorso della Turchia verso una piena integrazione nell’Unione Europea e confido che tale prospettiva possa verificarsi e rilanciarsi nel corso del semestre di Presidenza italiana dell’Unione”. E’ quanto ha affermato il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, in un messaggio inviato ad Erdogan, riconfermato alla presidenza della Repubblica di Turchia.  Napolitano ha dettato a Renzi la linea da seguire: “La Turchia rappresenta per l’Italia un punto di riferimento imprescindibile per affrontare sfide come quelle legate alla drammatica crisi del Medio Oriente e alla loro pesante ricaduta sulla stabilità del Mediterraneo”.

Le parole di Napolitano hanno fatto eco a quelle degli scorsi giorni di Emma Bonino, che in un’intervista a La Stampa ha proposto “la nascita di un Commissario UE al Mediterraneo, per rafforzare e sostenere Marocco, Tunisia, Giordania e Libano, per i quali una politica bilaterale europea a sostegno della transizione politica e dello sviluppo economico, ha ancora una sua ratio e per riaprire con determinazione il processo di adesione alla Turchia”. La sua proposta ha trovato l’immediato sostegno di Sandro Gozi, parlamentare del PD, il quale ha tenuto a precisare che “serve un commissario che abbia competenze economiche, risorse finanziarie e competenze sull’allargamento per quanto riguarda l’adesione della Turchia”. Gozi non è un parlamentare qualsiasi. E’ sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli Affari Europei, ma soprattutto è uno dei tanti parlamentari che fa parte della rete dei radicali: sostiene le loro battaglie ed è anche iscritto, con doppia tessera. Ipotesi concordata tra i due? Potrebbe essere. Così come potrebbe essere che a Renzi, in questo momento di fragilità – sballottato com’è tra Draghi e Napolitano – faccia comodo ricorrere alla figura bipartizan di Emma Bonino. E’ pur sempre tra i personaggi più vicini a Napolitano e potrebbe addirittura succedergli, perché è tra i nomi più spendibili. Chi altri, se no?

La Bonino gode del sostegno della maggioranza degli italiani, che in lei vedono la paladina dei diritti civili, quelli per i quali perfino il Papa tifa: “Coraggio, le sarò accanto nella sua battaglia”, dice nella telefonata dell’aprile scorso a Pannella, durante le prime prove generali di morte del leader radicale. Il Papa, in quell’occasione, fu ringraziato pubblicamente proprio da Napolitano per l’iniziativa telefonica che aveva intrapreso. Inaudito! Ora, mentre le prove generali di morte, per Pannella incalzano – e lui utilizza anche i suoi tumori come strumento di propaganda, confortato da chi, come Vittorio Feltri sul Giornale o Il Foglio di Giuliano Ferrara, non perde l’occasione di dedicargli articoli di stima e di venerazione – la Bonino s’industria per tornare protagonista. Non è lei, d’altra parte, l’erede? Sfrutta gli eventi del Medio Oriente e fa la sua proposta politica, che naturalmente non la riguarda personalmente, perché non si auto-candida, precisa. Lei fa tutto per spirito di servizio (del bene comune, s’intende), come quando, quarant’anni fa, iniziava la sua carriera politica organizzando gli aborti clandestini o come quando, da Ministro degli Esteri, interveniva per spiegare che l’obiezione di coscienza alla legge 194 rendeva impraticabile la strage in corso. Sostengono la proposta, dopo poche ore, il sottosegretario agli Affari Europei e addirittura lo stesso Presidente della Repubblica.

I popoli europei dovrebbero considerare di loro appartenenza i discendenti dell’Impero Ottomano, che per secoli e secoli hanno messo a ferro e fuoco l’Europa, costituendo la più formidabile minaccia che la storia europea abbia conosciuto. Chiedetelo ai martiri di Otranto, se sono d’accordo. Se non conoscete la loro storia, andate a leggere quel che accadde l’11 agosto 1480, quando nella città entra l’armata turca di Maometto II, il conquistatore, il settimo dei sultani dell’Impero Ottomano. Ammazzano tutti coloro che incontrano ed entrano nella Cattedrale. Riporta il “De Situ Japigia”, la cui prima edizione fu pubblicata a Basilea nel 1558: “Durante la notte precedente quello sventurato giorno, l’arcivescovo Stefano […] aveva confortato tutto il popolo col divino sacramento dell’Eucarestia per la battaglia del mattino seguente, che lui aveva previsto. I turchi, raggiunto l’arcivescovo che sedeva sul suo trono vestito con abiti pontificali e con in mano la croce, lo interrogarono chi fosse; ed egli intrepidamente rispose: ‘Sono il rettore di questo popolo e indegnamente preposto alle pecore del gregge di Cristo’. E dicendogli uno di loro: ‘Smetti di nominare Cristo, Maometto è quello che ora regna, non Cristo’, egli rispose indirizzandosi a tutti: ‘O miseri ed infelici, perché vi ingannate invano? Poiché Maometto, vostro legislatore, per la sua empietà soffre nell’inferno con Lucifero e gli altri demoni le meritate pene eterne; ed anche voi, se non vi convertite a Cristo e non ubbidite ai suoi comandamenti, sarete nello stesso modo cruciati con lui, in eterno’. Aveva appena terminato di proferire queste parole quando uno di loro, impugnata la scimitarra, con un sol colpo gli recise la testa; e, così decollato sulla propria sedia, divenne martire di Cristo nell’anno del Signore 1480, l’11 di agosto”. Il 13 agosto, 800 degli abitanti della città, furono giustiziati. I loro resti sono conservati e venerati nella Cattedrale.

Chiedete a quei martiri se sono d’accordo a pregare insieme agli ebrei e ai musulmani o se sono d’accordo all’ingresso della Turchia in Europa, che seguirebbe il nostro accudire, accogliere e integrare le avanguardie islamiche che negli ultimi decenni hanno occupato le nostre città, costruito centinaia di Moschee (con il beneplacito di Sindaci e Vescovi cattolici) e che vorrebbero imporre i loro usi e i loro costumi nei nostri territori. In fondo, l’entrata della Turchia in Europa equivarrebbe a sancire la definitiva scristianizzazione del continente europeo per consegnarlo all’Islam. Non è, d’altra parte, proprio questo, quel che la Bonino afferma nel suo libro I doveri della libertà, quando sostiene che la forza storica del Cristianesimo si è esaurita? Che poi l’idea dell’entrata della Turchia in Europa, nei propositi dei radicali, si accompagni all’adesione di Israele all’Unione Europea, non fa che confermare l’assoluta incoerenza e inaffidabilità di una forza politica – foraggiata con denaro pubblico, perché i radicali nel ’98 sono riusciti a far approvare una legge che considera la loro radio d’interesse generale (10 milioni di euro l’anno, che si aggiungono al danaro proveniente dalla legge sull’editoria di partito) – e resa tuttora viva e rampante grazie alla complicità di autorevoli ambienti, compresi quelli cattolici, che sostengono i radicali e nello stesso tempo affermano che non contano più nulla. Sono dei vili e dei bugiardi.

 

6 Commenti a "[DANILO QUINTO] Mamma… li radicali! E preghiere “per la pace”"

  1. #Mazzarino   15 agosto 2014 at 6:56 pm

    Sottoscrivo ogni virgola, ogni parola, ogni pensiero. Meno uno: Bergoglio non è mai stato e non è Papa cioè Sommo Pontefice di Santa Romana Chiesa, nè Vicario di Cristo in Terra. Non ha voluto esserlo e non vuole esserlo. Le sue parole di scherno per il Papato sono note a tutti. Ed ha confermato anche poche settimane fa di voler essere solo vescovo di Roma. In questo è onesto. Questo lui è .Questo lui vuole essere. E’ in chi lo ha eletto e in chi ne ha valutato l’accettazione la responsabilità. Recita da Papa perché “deve” farlo, ma Il Papa è altrove non guida non governa. La Chiesa. è senza guida, è persa, gli avvoltoi e le iene islamiche lo hanno avvertito. Tutto si spiega in questo quadro, la dimensione privata del suo agire, la sua incredulità e sgomento di fronte ad una realtà che la sua teologia rifiuta. A casa. Entro l’estate. Per il bene dei cattolici e dei non cattolici d’Occidente che, come lui sono “increduli” di fronte a quanto sta accadendo. Proprio come quei patrizi romani che ai cancelli delle loro tenute c’erano quei barbari che entro la giornata li avrebbero violentati decapitati, torturati e sgozzati. A casa in Argentina a fare il CT ammesso che lo vogliano…..

  2. #Nicòla   16 agosto 2014 at 10:11 am

    Anche io confermo, condivido e sottoscrivo al 112% ogni virgola, ogni parola, ogni pensiero. dUE SOLI punti sono sbagliati, per così dire “per difetto”. Quando il dottor Quinto scrive: costretti a camminare per chilometri senza scarpe, che hanno dovuto lasciare insieme a tutto il resto, per percorrere la strada dell’esodo dalle loro case, che abitavano da **duemila anni**” sbaglia per difetto. I Cristiani iracheni sono i discendenti degli antichi popoli mesopatamici. Quindi lasciano terre e case dove vivevano da SETTEMILA ANNI.
    Poi, quando scrive: “Che poi l’idea dell’entrata della Turchia in Europa, nei propositi dei radicali, si accompagni all’adesione di Israele all’Unione Europea, non fa che confermare l’assoluta incoerenza e inaffidabilità di una forza politica”. Il che è anche vero, ma è parziale. Tranne alcuni screzi, proprio nel corso della presidenza Erdogan, de facto, la Turchia è sempre stato se non un alleato, quanto meno oggettivo, di Israele, se non altro l’unico paese dell’area, con cui i rapporti non sono mai stati particolarmente cattivi.

  3. #Francesco   16 agosto 2014 at 9:03 pm

    Ottimo articolo, condivisibile in tutto e per tutto.
    Grazie
    Francesco

  4. #pacepeace   17 agosto 2014 at 3:28 pm

    Bisogna ricordarci molto bene che anche milioni di musulmani sono vittime infatti martiri delle “orde Islamiche” che con l’Islam non hanno nulla a che fare. E’ ora di capirlo e scriverlo a caratteri cubitali che queste”orde” sono state create dalle grandi potenze occidentali USA, UK, Francia, l’immancabile Israele e poi Saudi Arabia, Qatar, Turchia per ridisegnare la mappa del MO ed anche instaurarvi un falso Islam Wahabita. L’ideologia di questa falsa dottrina, ed i mercenari fanatici finanziati e addestrati da noi che la sostengono, opprime, tortura e martorizza sotto gli occhi di tutti le popolazioni musulmane, cristiane e di altre minoranze religiose. Dovevamo fermarli quando decapitavano le teste e tagliavano le gole in Afganistan. Allora erano I telebani ed Al-Qaida. Poi I tagliateste sono entrati in azione in Iraq, in Libia, in Siria con altri nomi quali Salafiti, Takfiri e ora i criminali, sempre armati e sostenuti da noi, sono riotornati in Iraq a terrorizzare e massacrare con un nuovo nome ISIL. Ultima creazione delle grandi potenze ipocrite che urlano al terrorismo e che dietro le quinte lo creano, lo finanziano e lo incentivano perche’ queste orde sostituiscono l’esercito regolare e fanno esattamente ed efficacemente quello che gli e’ stato ordinato. Niente perdite militari ed enormi guadagni per il complesso militare/industriale.

    Questi “Islamisti” non fanno assolutamente l’interesse ne’ dell’Islam ne’ dei musulmani ma solo e sopratutto di Israele e degli USA. Dovrebbero essere chiamati “ISRAELISTI” visto che, anche se sono stati addestrati ad urlare “Allah e’ grande” per confondere le idee ancora di piu’, le loro azioni sono contro Allah, Dio, Cristo e Mohammad, infatti, contro l’umanita’. Le loro azioni demonizzano tanto l’Islam quanto il Cristianesimo. Dicono che sono contro le invasioni dell’Occidente in Iraq, Siria ecc. e la politica di Israele ma le loro azioni favoriscono le potenze occidentali e la politica israeliana. Hanno mai fatto nulla contro gli USA e/o Israele?
    Allora non chiamiamoli piu’ “Islamisti” perche’ allora avremmo dovuto chiamare “Cristianisti” le “orde” di soldati cristiani che hanno invaso e distrutto paesi come Afganistan, Iraq, Libia per non parlare del Viet Nam, Corea, ed I cristiani che hanno lanciato le atomiche su Nagasachi e Hiroshima….
    Attenzione: i Sionisti, Ebrei e non, vogliono fare litigare a morte i cristiani con i musulmani e viceversa. Non bisogna cadere in questa trappola mortale. Musulmani e cristiani hanno un comune nemico e’ il sionismo ed il governo d’Israele. E’ urgentissimo capirlo prima che sia troppo tardi.

  5. #CrociatoCattolico   17 agosto 2014 at 11:13 pm

    Essere filopalestinesi in funzione antigiudaica va bene.Ma solo in tal funzione.Dobbiamo assolutamente ricordarci che quelle Terre sacre appartengono a noi Cattolici! Sante Crociate!!! Quindi bando alle false religioni di maomettiani e di israeliti! Viva Cristo Re!!!