Scuola Famiglia: un’avventura mozzafiato nell’istruzione!

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L’obiettivo di questo articolo è presentare ai lettori  di Radio Spada  il fenomeno Istruzione domiciliare (homeschooling), fenomeno che è sempre esistito, essendo stato in passato l’unica forma di istruzione intellettuale. Spieghiamo in breve di che cosa si tratta. Come tutti sanno, in Italia dal 2010 esiste l’obbligo formativo sino ai 16 anni, che viene assolto in istituzioni scolastiche pubbliche o private. Ma in realtà tale obbligo è adempibile anche tra le mura domestiche, con insegnanti privati o, come nel caso qui specificamente trattato, con mamma e papà. Non ci dilungheremo ora sui particolari burocratici: internet è già una fonte sufficiente e una breve ricerca basterà a introdurre i lettori in questo nuovo mondo. Nel nostro articolo vorremo invece trattare la scuola famigliare da un punto di vista più teorico, sperando in particolare di fugare i timori di chi per la prima volta si interessa di homeschooling. Possiamo partire da ciò che riguarda l’istruzione propriamente intesa, vale a dire il raggiungimento da parte dell’alunno di obiettivi puramente formativi. Il primo dubbio che i genitori potrebbero avere è sicuramente questo: sarò in grado di sostituire l’insegnante e di far apprendere a mio figlio quanto contenuto nei libri di testo? In effetti non è un problema da poco, visto che un genitore dovrebbe sostanzialmente “improvvisarsi” professore di ogni singola materia per tutta la durata dei corsi di studio. E vogliamo qui invitare i padri e le madri a riflettere bene sulla mole di lavoro che li attenderà, sul tempo che dovranno regalare ai loro figli e che spesso sarà appena sufficiente. Come possiamo pensare che un compito tale sia possibile? Semplice: in molti ci sono già riusciti, come potrete constatare con una semplice ricerca sul web: vi accorgerete dell’esistenza di una specie di “istruzione sotterranea”, ancora poco conosciuta ma sorprendentemente viva. Madri e padri di famiglia che seguono proficuamente tra le mura domestiche i loro figli, impartendo lezioni e organizzando le loro giornate di studio. E qui si vede già un grande vantaggio: l’organizzazione del tempo si distacca da tutto ciò che è scolastico, da orari fissi e monotoni, da splendide giornate trascorse purtroppo seduti ad un banco, ed acquisisce una fluidità naturale, regalando ai bambini e ai ragazzi un’infanzia felice e contribuendo a far nascere in loro un vero amore per lo studio e la ricerca; non più malefici aguzzini avari di tempo, che concedono giusto qualche mese in estate per poi esigere durante l’anno gli interessi, ma compagni divertenti e naturali di ogni giornata. Se i genitori presenteranno le materie nel giusto modo, lo studio sarà piacevole e spontaneo, semplice e forse anche divertente. Esso sarà per i bambini un’attività famigliare, senza stress o competizioni eccessive, senza costrizioni premature, senza il rischio, col passar degli anni, di venir considerato come un ostacolo, un mero impedimento, una violenza insensata. Un discorso analogo si può fare per un altro aspetto della scuola famigliare: la mancanza di una classe e quindi, secondo alcuni, di una corretta “socializzazione”. In realtà la scuola è passata già da tempo ad avere un ruolo non solo d’istruzione propriamente detta, ma anche di educazione e attraverso essa i ragazzi imparano a relazionarsi con le altre persone. Verranno dunque a mancare le occasioni di confronto col resto dell’umanità? I ragazzini cresceranno come chiusi in bocce di vetro? In realtà anche in questo frangente essi avranno la disponibilità di tempo dalla loro parte per giocare e fare esperienze in modo spontaneo. Ogni uscita, dalla spesa al supermarket, alla passeggiata nel parco, alla partita di pallone coi bambini del quartiere sarà occasione per conoscere gente nuova e di ogni età. Cosa offre invece una classe? Forse un ambiente naturale, dove i ragazzi sono liberi di interagire spontaneamente? Vista la mancanza di differenze di età, il poco tempo libero a disposizione, vista la mescolanza totalmente casuale di caratteri e attitudini, la presenza di bullismo e problematiche affini, qualche dubbio potrebbe sorgere. Ad ogni modo, non è in questa sede che si vuole polemizzare contro la scuola “ufficiale”: ora ci basta confermare la validità della scuola famigliare anche sotto questo aspetto. Ci piacerebbe anche, per concludere, mettere l’accento su un fatto: l’homeschooling non è un concetto nuovo, moderno e stravagante, ma antico come la famiglia tradizionalmente intesa, e ad essa strettamente connesso se non addirittura completamente identificabile con tale istituzione. Cosa vi è, per una coppia, di più tradizionale del crescere sotto tutti gli aspetti i propri figli, senza delegare, se non per seri motivi, tale dovere alla società? Ecco dunque che abbiamo presentato al lettore alcune semplici ma basilari riflessioni. Le pubblichiamo con la speranza che la scuola parentale-famigliare, oggi poco diffusa, raggiunga una maggior notorietà e un maggior credito, il tutto, ci auguriamo, a maggior gloria di Dio e per la salvezza delle anime.

 

Simone Petrus Basileus I.G. & SeBastione

3 Commenti a "Scuola Famiglia: un’avventura mozzafiato nell’istruzione!"

  1. #AICI   21 agosto 2014 at 2:04 pm

    L’homeschooling è l’unica modalità in questo mondo dissoluto; appena avrò dei figli mi adopererò per dare sino alla scuola superiore questa formazione ai miei figli.
    In america come metodo culturale è molto forte….in Italia forse non abbiamo manco i libri adatti da dare ai nostri figli per far lezione con questa modalità. Ditemi un libro scolastico italiano che contempli il creazionismo o che comunque non tratti l’evoluzionismo come avviene nei libri scolastici americani!
    Ecco il sito dell’associazione che riunisce e indirizza tutti i gienitori che in Italia vogliono fare scuola in casa: http://www.controscuola.it/
    Per farla breve: se volete farla anche solo per i vostri figli, rivolgetevi al dirigente scolastico de la scuola del paese e inoltre va segnalata la volontà di seguire questa modalità di istruzione per i vostri figli. In teoria per questi ragazzi non vi è l’obbligo dell’esame annuale….potrebbero fare l’esame con cadenza uguale a quelli che vanno nella scuola pubblica(quindi il primo in terza media)…e quindi ci troviamo un piccolo numero di scuole virtuose che segue il corretto iter e analizza attraverso una Verifica annuale il grado di preparazione dei ragazzi ma non fa loro un esame dove boccia o promuove e poi vi è il numero maggiore di istituti-forse perchè si trova poco ad affrontare questa realtà- che obbliga il ragazzo ad 1 esame annuale.

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