BERTINOTTI: “ABBIAMO SBAGLIATO TUTTO”. UN COMMENTO ALLE SUE ULTIME DICHIARAZIONI

Bertinotti

 

È di qualche giorno fa la notizia che riporta alcune “sensazionali” dichiarazioni di Fausto Bertinotti al Festival di Todi, già segretario nazionale del partito Rifondazione Comunista. La stampa cattolica in genere ha riportato con grande clamore queste affermazioni che sembrano, a detta loro, mostrare un pentimento e, chissà?, una mezza conversione dello storico esponente del comunismo nostrano. Addirittura su un blog si legge: “[Dal comunismo al liberalismo,] dal liberalismo al cattolicesimo, il retrofront di Bertinotti è compiuto”[1]. Ma è davvero così? Quanto c’è di cattolico in queste dichiarazioni? Un articolo di Tempi addirittura titola: “Lode a Fausto Bertinotti e al coraggio di chi cambia idea”[2].

«Questo mondo, il comunismo, è stato sconfitto dalla falsificazione della sua tesi e da un cambiamento della scena del mondo che possiamo chiamare globalizzazione e capitalismo finanziario. […] Io appartengo a una cultura, faccio fatica a dirlo, che ha pensato che si potessero comprimere almeno per un certo periodo dei diritti individuali in nome di una causa di liberazione»

«Nel momento in cui questa scena viene cambiata io penso che la cultura liberale, che è stata attenta più di me e della mia cultura, all’individuo, cioè alla difesa dei diritti dell’individuo o della persona, contro tutti i poteri economici e anche lo stato, questa cultura è indispensabile per intraprendere il nuovo cammino di liberazione»

E chiosa equiparando cultura liberale e cultura cattolica, come fossero esponenti di un medesimo ideale in favore dell’individuo, ed elogiando il “Papa della Rivoluzione”, ovverosia naturalmente Bergoglio: «Sembra davvero di assistere sulla scena del mondo di una parola profetica. Cioè il Pontefice sembra avere riacquistato una vitalità, non casualmente nasce da un atto rivoluzionario, cioè dalle imprevedibili dimissioni di un Papa. Finché non è avvenuto nessuno poteva immaginare che un Papa si potesse dimettere».

Siamo davvero sicuri dunque di dover gioire dinanzi a simili affermazioni? Cosa c’è di rivoluzionario (e dunque di positivo) in un atto come le dimissioni di un Pontefice, le quali danno unicamente l’impressione di poter ridurre una figura sacra come quella del Papa ad un semplice direttore di azienda, un semplice capo di governo, ad un leader qualunque, che può dimettersi come vuole e quando vuole? “Nessuno poteva immaginare che un Papa si potesse dimettere”.

Il liberalismo è una ideologia già condannata solennemente ed infallibilmente dal Magistero della Chiesa. Il 15 agosto 1832, il Sommo Pontefice Gregorio XVI condannava nella Mirari Vos gli errori perniciosi del liberalismo politico e religioso. Gli stessi errori liberali sono stati riproposti, in chiave cattolica, poco più di un secolo dopo, con il Concilio Vaticano II: libertà di religione, laicità dello Stato, libertà di coscienza nelle questioni religiose come in quelle politiche, etc.

Evidentemente l’ex leader comunista non si riferisce al cattolicesimo di sempre (che anzi definisce implicitamente privo di vitalità, vitalità che “sembra avere riacquistato” nella figura del rivoluzionario Francesco), ma a quell’ideologia impregnata di teologismi ed errori pericolosissimi che è il modernismo e che ovviamente si spaccia per cattolicesimo autentico. Infatti, l’evoluzione del dogma è uno dei punti erronei cardine, se non il più pericoloso, della teologia neomodernista, ai quali evidentemente le attuali presunte Autorità della Chiesa sedenti in Vaticano aderiscono e professano. Bertinotti, vedendo in Francesco un “papa rivoluzionario”, crede che la Chiesa sia sempre in continuo progresso, come la civiltà umana e la storia, capace dunque di vedere nel proprio passato magisteriale degli errori da rinnegare e correggere, negando dunque il dogma dell’infallibilità pontificia (Concilio Vaticano I). Il dogma evolve, insieme alla consapevolezza dell’uomo. Ovviamente tutto ciò non è assolutamente cattolico, anzi è eresia vera e propria, trionfo dell’illogicità, negazione della natura divina della Chiesa Cattolica (se il dogma evolve, allora anche il Magistero attuale non è infallibile e un domani può cambiare: perché dunque credergli? Nella Chiesa Cattolica non risiede dunque la Verità).

In queste affermazioni di Bertinotti, piuttosto, vedo un successo della massoneria, la quale desidera per questi nostri tempi la fine delle vecchie ideologie (da essa stessa create ed adoperate nella lotta al Trono e all’Altare) per creare finalmente l’ultima e decisiva in nome del globalismo e dell’uguaglianza dei popoli (leggi: della loro indeterminazione), globalismo che lo stesso Bertinotti adesso difende e approva. Con la “rivoluzione conciliare”, ovviamente, la massoneria crede di aver portato a termine la propria lotta anche contro la Tiara, il potere papale disceso da Dio, ed anzi di poterne fare paradossalmente il promotore di una nuova religione mondiale, sincretica e di forte impronta neognostica.

Poco da esultare, dunque. In queste affermazioni leggo solo tristi copioni da seguire, copioni scritti dal medesimo burattinaio …

Gaetano Masciullo, clicca qui per altri articoli e studi.


[1] http://www.polisblog.it/post/253296/il-pentimento-di-bertinotti-il-comunismo-ha-perso-oggi-e-giusto-essere-liberali
[2] http://www.tempi.it/blog/lode-a-fausto-bertinotti-e-al-coraggio-di-chi-cambia-idea#.VAmTRsJ_v4I

3 Commenti a "BERTINOTTI: “ABBIAMO SBAGLIATO TUTTO”. UN COMMENTO ALLE SUE ULTIME DICHIARAZIONI"

  1. #antonio   7 settembre 2014 at 10:10 pm

    vedrete che famiglia cristiana non lo intervisterà più.

  2. #Matteo   9 settembre 2014 at 7:07 pm

    Io non mi stupisco affatto, comunismo e liberalismo sono i due lati della stessa
    moneta che è da sempre quella con cui mammona corrompe l’umanità.

  3. #medicus geriatricus   14 settembre 2014 at 12:13 pm

    patetico……… manca solo un pellegrinaggio a medjugorje e poi il ciclo sarà competo.
    da compatire in quanto si intarvedono chiari segnali di demenza senile in fase avanzata