Non solo fallibilisti: una risposta a Enrico Maria Radaelli

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Nell’ambito degli attuali dibattiti sull’infallibilità pontificia, pubblichiamo una confutazione del recente articolo di Enrico Maria Radaelli pubblicato su chiesaepostconcilio.blogspot.com. Questo breve saggio è pubblicato a cura del nostro redattore Pietro Ferrari.

 

Agli artt. 1322 e ss. del Codex del 1917 non si fa menzione di “magisteri non infallibili”, ma si indica che una definizione solenne “del concilio ecumenico o del romano pontefice ex cathedra” necessita, per essere riconosciuta come dogmatica, che risulti “manifestamente”. Molti si fermano qui, senza leggere come sia
“…di fede divina e cattolica che devono essere credute tutte quelle cose che sono contenute nella parola di Dio scritta o tramandata e che sono proposte dalla Chiesa per essere credute come divinamente rivelate, SIA NEL GIUDIZIO SOLENNE, SIA NEL MAGISTERO ORDINARIO E UNIVERSALE …non è sufficiente evitare la perversità eretica, ma è necessario fuggire anche quegli errori che a quella si avvicinano; per la qual cosa tutti devono rispettare le costituzioni e i decreti dai quali le erronee opinioni di questo genere sono state bandite dalla Santa Sede.”
L’articolista dimostra di mal conoscere non solo il sedevacantismo e il C.J.C. ma anche il ‘nuovo’ diritto canonico del 1983 che, non essendo lui sedevacantista, dovrebbe riconoscere come valido e vigente. In estrema sintesi se è vero che esistono gradi di magistero, non è mai stato ammesso, né è riscontrabile in nessun documento preconciliare, nel Codex del 1917 (e pure nei documenti postconciliari) che il ‘più basso’ grado di magistero possa essere FALSO, NON VERITIERO O NON VINCOLANTE. E’ dunque possibile disobbedire, disattendere, glissare sull’attuale “magistero” se lo si DEVE riconoscere? Secondo molti pseudo cattolici sì, anche se il “magistero” vigente non sembra lasciare adito a dubbi circa il contrario.
Nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica:
– 2033 “Il Magistero dei Pastori della Chiesa in materia morale ordinariamente si esercita nella catechesi e nella predicazione, con l’aiuto delle opere dei teologi e degli autori spirituali…” 
Nuovo codice di diritto canonico:
– Can. 752 – Non proprio un assenso di fede, ma un religioso ossequio dell’intelletto e della volontà deve essere prestato alla dottrina, che sia il Sommo Pontefice sia il Collegio dei Vescovi enunciano circa la fede e i costumi, esercitando il magistero autentico, anche se non intendono proclamarla con atto definitivo; i fedeli perciò procurino di evitare quello che con essa non concorda.
L’argomento del “mancato impegno dell’infallibilità” per giustificare la corrispondente mancata adesione al “magistero”, cade come un castello di carte. Infatti anche a voler considerare come ‘non definitiva’ o ‘non infallibile’ una dottrina enunciata dal Pontefice, comunque i fedeli da ‘codice vigente’, devono prestare verso essa “un religioso ossequio dell’intelletto e della volontà” ed  “evitare quello che con essa non concorda”. Pertanto, la catechesi dei vescovi e lo stesso insegnamento del pontefice devono indurre i fedeli a conformarsi ad essi. I fedeli devono evitare di considerare gli argomenti non concordanti con quanto abitualmente i Pastori propongono a credere.
Can. 753 – I Vescovi, che sono in comunione con il capo del Collegio e con i membri, sia singolarmente sia riuniti nelle Conferenze Episcopali o nei concili particolari, anche se non godono dell’infallibilità nell’insegnamento, sono autentici dottori e maestri della fede per i fedeli affidati alla loro cura; a tale magistero autentico dei propri Vescovi i fedeli sono tenuti ad aderire con religioso ossequio dell’animo.
Pertanto, i fedeli sottoposti ad esempio alle tante Conferenze Episcopali nazionali, ma anche ai singoli vescovi diocesani, devono “aderire con religioso ossequio dell’animo” – in quanto “affidati alla loro cura” – a quanto esse od essi insegnano, propongono a credere, consigliano, essendo “maestri della fede”. Ogni spazio a disobbedienze, distinguo, opposizioni o critiche, risultano essere contrarie a quell’ossequio religioso che un animo fedele deve avere. Quindi la C.E.I. va ossequiata quando propone dottrine morali permissive circa la Legge sulla fecondazione assistita o quella olandese o austriaca quando contrastano altri insegnamenti ufficiali. Tutto ciò presuppone che la differenza dottrinale non dovrebbe in teoria mai sussistere tra le varie componenti della Chiesa. Se sussiste occorre desumerne LOGICAMENTE una mancanza di vera autorità.
Dal Sito ‘Amici domenicani’, non tacciabile di ‘sedevacantismo’, riporto una interessante domanda con altrettanto interessante risposta circa la questione del “magistero non infallibile” del Papa, se sia o meno vincolante:
Se il magistero ordinario e autentico della Chiesa sia fallibile
Quesito
Gentile Reverendo Padre Angelo Bellon
Le volevo porre una domanda sul valore del Magistero solo ordinario del Papa. Quando un Papa si esprime con atti di Magistero ordinario, solo autentico, essi sono infallibili oppure no? Potrebbero contenere errori questi atti? Io sapevo che a questo Magistero ordinario autentico il cattolico deve prestare l’ossequio dell’intelletto e della volontà che si distingue dall’assenso di Fede. In caso contrario si ha peccato mortale, ma non di eresia.
E’ possibile che un Papa possa insegnare degli errori nel suo Magistero ordinario autentico, ingannare i fedeli, offuscare la Chiesa e che quindi il cattolico debba seguire il Papa nell’errore?
Se poi anche il Magistero ordinario del Papa è infallibile, che non contiene errori, in che cosa si distinguerebbe dal Magistero solenne che è infallibile secondo la definizione del Concilio Vaticano Primo?
Rinnovo i miei più vivi apprezzamenti per le risposte riportate nel sito che leggo ogni giorno con molto interesse.
La ringrazio in anticipo delle risposte.
Sarò felice di ricordarla nelle mie preghiere.
Distinti Saluti.
Marchesini
Risposta del sacerdote
Carissimo Marchesini,
1. il magistero ordinario del papa è duplice.
Può essere un magistero ordinario infallibile, se propone un insegnamento definitivo. Oppure può essere un magistero ordinario autentico e basta.
Tu mi chiedi se questo ultimo tipo di magistero sia fallibile.
È certamente strano coniugare le parole magistero e fallibilità. Il magistero in quanto tale, soprattutto perché è garantito, non può contenere errore. E pertanto non è fallibile.
Tuttavia talvolta la Chiesa nel suo magistero non impegna il suo carisma di infallibilità che dà l’aut aut al fedele (o dentro o fuori della comunione con la Chiesa) e si limita a proporre un solo magistero autentico.
2. Un documento della Congregazione per la dottrina della fede sulla “Professione di fede e Giuramento di fedeltà” (29.6.1998) dopo aver parlato del magistero straordinario e definitorio (sempre infallibile) e del magistero ordinario definitivo (anche questo infallibile), parla del magistero ordinario autentico.
La Professione di fede richiesta per quest’ultimo tipo di magistero si esprime così: “La terza proposizione della Professione di fede afferma: «Aderisco inoltre con religioso ossequio della volontà e dell’intelletto agli insegnamenti che il romano pontefice o il collegio episcopale propongono quando esercitano il loro magistero autentico, sebbene non intendano proclamarli con atto definitivo».
A questo comma appartengono tutti quegli insegnamentiin materia di fede o morale presentati come verio almeno come sicuri, anche se non sono stati definiti con giudizio solenne né proposti come definitivi dal magistero ordinario e universale”.
Allora, caro Marchesini, non si tratta di magistero fallibile, ma vero e sicuro.
3. Il documento poi va avanti così: “Tali insegnamenti sono comunque espressione autentica del magistero ordinario del romano pontefice o del collegio episcopale e richiedono, pertanto, l’ossequio religioso della volontà e dell’intelletto. Sono proposti per raggiungere un’intelligenza più profonda della rivelazione, ovvero per richiamare la conformità di un insegnamento con le verità di fede, oppure infine per mettere in guardia contro concezioni incompatibili con queste stesse verità o contro opinioni pericolose che possono portare all’errore”.
E conclude: “La proposizione contraria a tali dottrine può essere qualificate rispettivamente come erronea oppure, nel caso degli insegnamenti di ordine prudenziale come temeraria o pericolosa e quindi «sicuramente non può essere insegnata» (tuto doceri non potest).
4. Tu mi chiedi: ma se anche questo magistero è infallibile che differenza vi è da quello proposto in maniera definitoria o definitiva?
Come avrai notato, a proposito del terzo tipo di magistero, non si parla di infallibilità, ma di insegnamento vero e sicuro e che affermare il contrario significa proporre un insegnamento erroneo, temerario e pericoloso e che sicuramente non può essere insegnato (tuto doceri non potest).
– Se uno rifiuta ciò che è dogma di fede è scomunicato.
– Se uno rifiuta un insegnamento definitivo commette un errore nella fede.
– Se uno rifiuta un insegnamento relativo al magistero ordinario autentico insegna una dottrina che viene classificata prossima all’errore, erronea, temeraria, pericolosa.
5. Circa il tipo di peccato:
Nel primo caso vi è peccato mortale e pena canonica.
Nel secondo caso c’è peccato mortale direttamente contro la fede.
Nel terzo caso c’è peccato mortale indirettamente contro la fede oppure per la
temerarietà.
Caro Marchesini, mi hai portato nel sottile. Ma spero di essere stato chiaro.
Ti ringrazio per la domanda e per le preghiere che mi assicuri. Sii certo che anch’io faccio altrettanto e ti benedico.
Padre Angelo  
Pertanto – e anche se poi ci sarebbe da discutere sul perché nessuno applichi realmente le varie cose esposte -,   anche per i domenicani del post-concilio, è “temerario, erroneo e pericoloso” rifiutare un insegnamento del “magistero autentico” anche se “non definitivo o infallibile”, in quanto essendo comunque ‘VERO’ e ‘SICURO’, il rifiutarlo comporta il commettere peccato mortale “indirettamente contro la fede”, perché “un insegnamento erroneo non può essere insegnato”.
Evitiamo di citare autori sedevacantisti e vediamo cosa scrive Padre Stefano Manelli, eletto a ‘perseguitato’ dai tradizionalisti ‘una-cum’ ma non letto come teologo riguardo l’infallibilità, nella sua opera ‘Il Papa’: 
Oggetto dell’infallibilità del Papa sono anche l’interpretazione del vero senso della Sacra Scrittura e della Tradizione, la condanna di errori contrari alla fede e ai costumi, le canonizzazioni dei santi, le approvazioni delle Regole per la vita consacrata…in due modi: col magistero solenne, attraverso le bolle dogmatiche con cui definisce la verità rivelata; col magistero ordinario universale, attraverso discorsi, encicliche, esortazioni, lettere ed ogni altra forma di comunicazione con cui trasmettere il patrimonio di fede della Chiesa.
Ed ancora Padre Stefano Manelli (pag. 10-14):
…San Vincenzo de’ Paoli…: ‘il Papa è come un’altra specie di uomo, tanto è al di sopra degli altri. Noi dobbiamo dunque riguardarlo come Nostro Signore e Nostro Signore in lui’… Santa Caterina da Siena…chiamava il Papa Dolce Cristo in terra…se Gesù è presente in ogni autorità, tanto più sarà presente in colui che ha ricevuto da Lui stesso la somma autorità su questa terra…Se ogni cristiano, infatti è prolungamento di Cristo, quale membro del Corpo Mistico, il Papa è prolungamento di Cristo quale Capo del Corpo Mistico. Gesù è il Capo del Corpo Mistico, che è la Chiesa celeste e terrestre. Il Papa esercita anch’egli le funzioni di Capo della Chiesa con poteri sovrumani sulla terra e nei cieli: infatti ciò che lui scioglie o lega sulla terra, viene sciolto o legato anche nei cieli (cf Mt. 16, 19)…Per questo Sant’Alfonso dei Liguori diceva che “la volontà del Papa è la volontà di Dio”. E San Giuseppe Cottolengo insegnava, nelle sue catechesi, che “alla voce del Papa si deve prestare obbedienza come alla voce stessa di Dio. Riceviamo le parole del Santo Padre non altrimenti che quelle di Gesù Cristo, perché questi è che parla per la sua bocca.”
In buona sostanza la Chiesa non può MAI insegnare l’errore e chi crede questo o rifiuta di aderirvi “resistendo”, si separa dall’Anima della Chiesa.
Se pertanto anche dal nuovo catechismo e dal nuovo codice di diritto canonico, si desume chiaramente che la Chiesa non può dare insegnamenti sbagliati, insicuri o falsi, tutto ciò rende insostenibile il fallibilismo; neo dottrina che infesta il tradizionalismo cattolico e lo conduce speditamente in un vicolo cieco.

 

 
Pietro Ferrari   

 

                                                             

24 Commenti a "Non solo fallibilisti: una risposta a Enrico Maria Radaelli"

  1. #Matteo   25 ottobre 2014 at 8:59 pm

    L’errore dei “sedevacantisti” è quello di ritenere vacante la sede dallo scellerato Concilio, l’errore dei “fallibilisti” è quello di ritenere comunque papa un impostore sudamericano o di accettare quelle parti irricevibili del concilio viziate dall’errore o comunque dalla ambiguità.

    Vi è una terza via tratteggiata sapientamente da grandi teologi tra cui spicca ad esempio
    Mons. Gherardini… ma non è il caso di dilugarsi qui al riguardo.

    Il papa può sbagliare quando non impegna l’infallibilità e infatti sbaglia, (i limiti della infallibilità
    non sono ben definiti dal magistero ma ci sono certamente e non si può far finta che non ci siano perchè il dogma dell’infallibilità parla chiaro e limita questa peculiarità propria del papa)
    tanti papi infatti hanno sbagliato in passato ma se un papa sbaglia non è scontato che decada, su questo il magistero non ha ancora espresso linee dirimenti precise e il lavoro teologico è ancora ampiamente aperto al riguardo, decade però di sicuro
    se l’errore che compie lo mette fuori dalla chiesa, come nel caso delle eresie pertinaci di Bergoglio.

    Ritenere Bergoglio Papa (qui ha ragione Ferrari) conduce in un vicolo cieco, d’altrocanto il sedevacantismo post-conciliare è già in un vicolo cieco e sarebbe bene che se ne rendesse conto … meglio tardi che mai… perchè molti “sedevacantisti” sono ottimi cattolici, che però
    si ostinano a non voler vedere il limite assurdo che si sono imposti da soli.

    • #Pietro   26 ottobre 2014 at 10:25 am

      Come parlare ad un muro..che pazienza che ci vuole! . ‘ Non infallibilità ‘ non significa possibilità di insegnamenti autentici erronei e falsi o che contraddicono il magistero ordinario e universale.

      • #Matteo   3 novembre 2014 at 8:54 pm

        Non deve convincermi che Bergoglio non è papa, al massimo si può discutere sul come quando e perché non lo è, e pertanto il punto è un’altro: quali sono i limiti precisi e i confini
        ammissibili del dogma riguardante l’infallibilità? Quali sono i casi sicuri di decadenza e quali quelli dubbi? Ripeto su questo specifico argomento la teologia ed il magistero
        hanno ancora molto da dirimere, mentre sul fatto che la momento Bergoglio rappresenta solo un impostore che impedisce la sede mi pare non vi sia troppo da approfondire.

        Lei Pietro ritiene la sede vacante dal concilio oppure no? Risponda a questa semplice domanda con un si è sarà dimostrato senza fallo che il vicolo cieco è imboccato.

    • #bbruno   26 ottobre 2014 at 11:48 pm

      e quindi, Matteo, se Bergoglio non è papa ( lei stesso dice che non si può ritenere Bergoglio papa perché affetto da eresie pertinaci…),CHI OCCUPA la sede di Pietro??? Se non la occupa un papa, significa che la Sede è VACANTE (vacante di papa )! Il vicolo cieco è la vostra contraddizione… Constatare un dato di fatto non è una forma di ribellione alla realtà: è una presa d’atto. punto. Bella questa: credere Bergoglio affetto da ” eresie pertinaci” , non poterlo ammettere come papa, e poi indignarsi se qualcuno quella sede la vede vuota!

      • #Matteo   30 ottobre 2014 at 1:02 pm

        La sede è impedita e non propriamente vacante, in quanto occupata da un impostore.

        Sarebbe vacante se nessuno fosse papa e si fosse in attesa di una elezione valida, purtroppo però l’impostore che occupa il soglio di Pietro al momento rappresenta impedimento.

        Come vedete non è il sottoscritto a nascondersi dietro un dito e non ritengo vi sia alcuna contraddizione nell’affermare che al momento (ma solo al momento) la sede è impedita
        e che è necessario venga deposto l’impostore Bergoglio per restituire alla Chiesa
        un papa vero.

        Non la penso come quelli che ritengono Bergoglio papa, egli è stato eletto (forse neppure validamente) poi comunque è certamente decaduto a causa delle sue eresie.

        Questo non autorizza però a sostenere che la sede è vacante da dopo il concilio, né è tesi plausibile quella della non eleggibilità di un papa valido dopo il Vaticano II.

        Durante il concilio sono stati fatti errori notevoli e dopo ancora più grandi, ma gli uomini sbagliano ed i papi pure perché sono uomini.

        Se cadono in eresia però non sono più papi.

        Il dogma dell’infallibilità ribadisco ha limiti e confini dati e la teologia ed il magistero hanno ancora molto da lavorare sul definirli con precisione, quindi bisogna limitarsi a quello
        che è già stato definito in attesa di future precisazioni valide e compatibili col depositum fidei.

        Questo è quanto.

        • #bbruno   30 ottobre 2014 at 9:48 pm

          Matteo,

          e quindi la questione sarebbe tra ‘vacante’ e ‘impedita’…

          Provo a capire: ‘vacante’, come ci ricorda alla voce il Vocabolario Treccani, viene dall’agg. vacans -antis, che è un part. pres. di vacare, che significa: «essere libero».

          Quindi ‘sede vacante’, significa sede ‘libera’, cioè vuota dell’avente diritto ad occuparla, del suo legittimo titolare.

          ‘Impedita’ e ‘non vacante’ che significa? Che essendo occupata da un impostore è in realtà occupata dal suo titolare?!? Dove sarebbe questo titolare? perché, se c’ è, la sede non sarebbe impedita, causa l’occupazione di un impostore, essendo la sede là dove è il suo titolare (ricorda Avignone???). Ma se non c’ è, finché non c’è, quella sede è libera, cioè ‘vuota’ cioè, vacante…. Abbiamo paura delle parole per partito preso? Allora chiamiamola pure ‘sede impedita’ per occupazione abusiva…. che cosa cambia? Il papa non c’è, o per impedimento o per assenza, che differenza fa??? Punto.

      • #Matteo   3 novembre 2014 at 8:47 pm

        scrive bbruno:
        ———–
        e quindi la questione sarebbe tra ‘vacante’ e ‘impedita’…

        Provo a capire: ‘vacante’, come ci ricorda alla voce il Vocabolario Treccani, viene dall’agg. vacans -antis, che è un part. pres. di vacare, che significa: «essere libero».

        Quindi ‘sede vacante’, significa sede ‘libera’, cioè vuota dell’avente diritto ad occuparla, del suo legittimo titolare.

        ‘Impedita’ e ‘non vacante’ che significa? Che essendo occupata da un impostore è in realtà occupata dal suo titolare?!? Dove sarebbe questo titolare? perché, se c’ è, la sede non sarebbe impedita, causa l’occupazione di un impostore, essendo la sede là dove è il suo titolare (ricorda Avignone???). Ma se non c’ è, finché non c’è, quella sede è libera, cioè ‘vuota’ cioè, vacante…. Abbiamo paura delle parole per partito preso? Allora chiamiamola pure ‘sede impedita’ per occupazione abusiva…. che cosa cambia? Il papa non c’è, o per impedimento o per assenza, che differenza fa??? Punto.
        —————-

        Non è questione di aver paura delle parole, è questione di usare le parole giuste.

        La sede può essere impedita per molti motivi (ad esempio la prigionia o la malattia invalidante del pontefice, o come in questo caso l’occupazione abusiva di un impostore
        che impedisce l’elezione di un vero e legittimo papa)

        La sede impedita è una condizione specifica che si può concretizzare in molti modi
        e non bisogna banalizzare. Inoltre torno a ribadire che al momento Bergoglio è decaduto
        da papa ma se la sua elezione è stata valida egli è stato papa prima di cadere in eresia.

        Il sedevacantismo ritiene invece in genere che la sede sia vacante da dopo il concilio e questa posizione è erronea a meno di non ammettere la tesi sedeprivazionista
        detta di Cassicianum.

        Se ad esempio Bergoglio è stato papa ma è decaduto per eresia l’enciclica Lumen Fidei
        (scritta quasi interamente da Benedetto XVI ma da lui non promulgata) è valida in termini dottrinali e canonici, perchè le eresie del medesimo non erano ancora ritenibili come manifeste e pertinaci, se invece è stato eletto invalidamente l’enciclica è nulla;
        è solo un esempio, ma posso aggiugerne molti altri….

        Bisogna ripeto fare opportuni distinguo e non per piacere di baloccarsi con le parole
        né per paura di usarle, ma per circostanziare con precisione e senza arronzare
        perché si tratta di questioni delicate e complesse.

        • #bbruno   3 novembre 2014 at 10:41 pm

          caro Matteo, come fa un papa a decadere per eresia ( parole sue ) se un papa è garantito dalla preghiera di Cristo perché rimanga saldo nella fede e confermi (confermi, ripeto) nella fede i suoi fratelli??? Le pare che Bergoglio, e tutta la chiesa conciliare con gli altri suoi papi, assolvino a questo compito? Un cattolico crede nella onnipotenza della preghiera di Cristo e magari anche nel Dogma della infallibilità papale???

  2. #gierre   26 ottobre 2014 at 5:06 pm

    Com’è noto, Gesù ci lascia scritto che sarà con la Sua Chiesa tutti i giorni, fino alla fine del mondo. Per i sedevacantisti, invece, Egli non è più a Roma; cosicché i casi sono due, entrambi contrari alla tesi della sede vacante:
    1) Gesù non è più con Roma tutti i giorni. Egli ha mentito, e, se ha mentito, la religione cattolica non ha nessun senso, non solo a Roma, ma anche a Verrua Savoia, o a Econe.
    2) Non ha mentito, e quindi la tesi sedevacantista resta, da sola, senza senso.
    Di conseguenza, o si riconosce il Papa e non gli si obbedisce, oppure, per dirla con san Giovanni apostolo, si fa di Gesù un bugiardo. Sembra chiaro che bisogna scegliere il meno peggio.

    • #Pietro Ferrari   27 ottobre 2014 at 5:54 pm

      Invece è l’unica posizione sensata:
      1) Gesù è con i cattolici, non coi neomodernisti;
      2) Proprio perché non ha mentito, non possiamo ritenere questi personaggi come legittimi pastori a cui Egli ha dato giurisdizione.

    • #Matteo   3 novembre 2014 at 9:00 pm

      Gesù è sempre con la Chiesa e non sempre e necessariamente con Roma
      (papi e antipapi ce ne sono stati tanti
      anche a Roma e comunque la Chiesa esisteva anche prima che San Pietro giungesse a Roma).

      Dire che Bergoglio è un impostore eretico e pertanto non è papa, non ha nulla a che vedere con Econe o con Verrua Savoia, o con Roma o Gerusalemme, è solo riconoscere i fatti.

  3. #bbruno   26 ottobre 2014 at 7:34 pm

    ma per farla semplice: può un non cattolico essere papa della Chiesa Cattolica? Può essere uno cattolico e papa a corrente alternata, a seconda se sale in cattedra o se è giù dalla cattedra??? Può essere papa uno che si diverte a dire ‘scempiate’ dottrinali parlando, che so, dal bar di Santa Marta,e poi, spinto dallo Spirito Santo, per il bene della Chiesa, salire in cattedra in San Pietro e denunciare solennemente le sue stesse ‘scempiate? Ma acrobati della contraddizione, partigiani della concordia oppositorum, cercate di non rompervi le ossa!!

    Non sedendo per ora un vero papa sul Soglio di Pietro, non significa che la Chiesa crolli! Cristo non ha detto: avrete sempre, senza interruzione, un papa, ma piuttosto: avrete sempre Me, fino alla fine dei secoli. La Chiesa, insegnava il card. Billot, ed è scritto nel CJC dòl 1917, è “ens morale”, non fisico! La visibilità della Chiesa non è data da un mostro di ‘papa’!

    Che Dio e il suo Cristo ci liberi presto da questa contraffazione di chiesa, e il sole della Vera Chiesa torni a risplendere in tutta la sua luce.

  4. #bbruno   26 ottobre 2014 at 7:58 pm

    e il bello si è che anche dalla “cattedra” questo qui, detto papa – per stare a questo – l’ha sparata grossa: ha dichiarato santi due, e si prepara a farlo col terzo, che sono stati protagonisti dello scempio della fede cattolica! Quindi in questa occasione solenne, nella quale è impegnata l’infallibilità pontificia, costui ha dichiarato degni di venerazione e di impetrazione chi ha fatto strame delle cose sante e ci hanno insegnato la religione delle Logge! Allora Cristo era fuori di sé quando ha garantito, per la sua preghiera, che la fede di Pietro non sarebbe MAI venuta meno! Preghiera di un fuori di testa o fuori di testa i ragionamenti dei fallibilisti???

  5. #gierre   26 ottobre 2014 at 10:50 pm

    E’ Gesù che ha detto sarò con voi ogni giorno fino alla fine del mondo. Con voi si intende col Papa, con Roma, non con Verrua o Econe, a meno, ovviamente, di rivelazioni private non note, evidentemente, a noi poveri credenti. Potrebbe essere, infatti, che Gesù sia sempre a Roma e che Roma non ne voglia sapere, che Roma Gli abbia voltato le spalle( il che è innegabile). Resta, però, che, per la tesi della sede vacante, Gesù ha mentito( il che è altrettanto innegabile).

    • #bbruno   26 ottobre 2014 at 11:31 pm

      “sarò con voi”: appunto, con Pietro, e con gli altri Apostoli, e con tutti quelli che seguono sulla stessa linea della successione apostolica, non coi Giuda, o, peggio, con la sinagoga di satana, che sta preparando l’avvento dell’ Anticristo.
      Che un giorno debba venire l’ apostasia – questa generale ribellione “alla sana dottrina”- per il ” prurito di udire qualcosa secondo le proprie voglie”, e che alla apostasia debba seguire l’avvento dell’ Anticristo, “l’uomo di iniquità” che si farà “adorare al posto di Dio nel tempio santo”, non è una rivelazione privata, ma la Rivelazione stessa di Dio, che Dio non ha certamente nascosta ai “poveri fedeli”…
      Ma non sarà che caduti vittima di “ogni sorta di empio inganno, andiamo “in rovina per non avere voluto accogliere l’amore della verità per essere salvati”??

  6. #gierre   27 ottobre 2014 at 3:14 pm

    caro bbruno, l’amore per la verità è sempre al primo posto. Ma raccapezzarsi in questo guazzabuglio è pressoché impossibile, almeno per me. Poniamo, ad esempio, che Papa Bergoglio, folgorato domani stesso sulla via di Damasco, scagli anatema sul cv2; ebbene, sarebbe Papa, oppure non lo sarebbe perché la sua ordinazione sacerdotale è giudicata invalida? Per me, sarebbe la manna giunta dal cielo; ma per la tesi della sede vacante no. Se papa Bergoglio non è Papa, segue che un suo eventuale anatema ( peraltro impossibile), non ha valore. Di conseguenza, se Papa Bergoglio non può scagliare anatema, nemmeno lo può chi verrà dopo. Di conseguenza, per la tesi della sede vacante, questa orribile apostasia non avrà mai fine . O no?

    • #bbruno   27 ottobre 2014 at 5:28 pm

      caro gierre, d’accordo che siamo in un bel guazzabuglio, come quando di notte siamo costretti a raccapezzarci per via. Lei dice che la tesi ( io direi la ‘CONSTATAZIONE) della sede vacante non consentirebbe una folgorazione sulla via di Damasco… Perfetto: per la semplice ragione – di fede – che Cristo ha pregato perché la fede di Pietro non venisse MAI meno, non che gli sarebbe data per folgorazione sul cammino! Qui abbiamo addirittura un ‘papa’ che la fede non l’ha mai avuta, o almeno, è arrivato al soglio di Pietro senza averla, equindi non può essere papa (vedi la Ex Apostolatus Officio …), e ivi posto da parte di tanti elettori che quella fede non avevano, e che li rendeva elettori invalidi. La folgorazione da lei evocata può solo indicare che il nostro eretico può convertirsi alla fede cattolica, non che da papa ‘materiale’ o ‘in potenza’ possa diventare papa ‘formale’, in ‘atto’…
      Perfetto quando dice che un ‘papa’ così non ha nessun valore, e non merita nessuna obbedienza ( e tanto meno rispetto ): sempre dalla ExA.O, mica da me…
      Come si fa, poi, a dire che non ci potranno essere più papi, “capaci di scagliare anatemi”? Sarebbe come dire che impediamo a Dio di provvedere…Come sarà, si vedrà! La catena della falsa successione Dio la spezzerà! Dicono che la presenza comunque di un papa sul Soglio di Pietro sia necessaria alla visibilità della chiesa: forse c’è qualcosa di non ben chiaro su questo concetto di ‘visibilità’: io certamente non mi adatto a scambiarla con quella offerta da questa orrenda figura di sedente sulla Sede di Pietro!

      ( mi viene in mente qui adesso quella pagina dell’ Apocalisse dove si parla della donna cui vengono date le due ali della grande aquila perché voli nel deserto, e qui, per un certo tempo, abbia riparo dal serpente…. C’entra qualcosa??? Mah!)

    • #bbruno   27 ottobre 2014 at 5:36 pm

      -dimenticavo di aggiungere che il mio ragionamento vale non solo per lo Jorge attuale (” call me Jorge”!) ma per tutti i papi facitori della chiesa conciliare: papi autentici di una chiesa falsa! Questo per non dare l’impressione che mi voglia accanire esclusivamente su questo poveretto…Costui non fa che inserirsi egregiamente, e senza più pudore alcuno o ritegno, nella serie….