Adolfo Nicolas, generale dei Gesuiti: “Può esserci più amore cristiano in un’unione irregolare che in una coppia sposata in Chiesa. Non si può evangelizzare a colpi di Vangelo”

Pope Benedict XVI

Secondo  Adolfo Nicolas, generale dei sedicenti gesuiti, “Può esserci più amore cristiano in un’unione canonicamente irregolare che in una coppia sposata in Chiesa”.

Questa espressione, in puro spirito modernista, può sedurre ad una prima lettura e, nell’ottica dell’ignoranza religiosa contemporanea, potrebbe sembrare anche una frase condivisibile, eppure è evidentemente uno spot in matematico marketing diabolico.

Contro la perniciosa affermazione di Adolfo Nicolas, la verità di fede cattolica ce la enuncia e spiega, per esempio, san Giovanni:

1) Et in hoc cognoscimus quoniam novimus eum: si mandata eius servemus (IGv. 2,3) – Da questo sappiamo d’averlo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti;

2) Qui dicit: “ Novi eum ”, et mandata eius non servat, mendax est, et in isto veritas non est (IGv. 2,4) – Chi dice: «Lo conosco» e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui;

3) […] quodcumque petierimus, accipimus ab eo, quoniam mandata eius custodimus et ea, quae sunt placita coram eo, facimus (IGv. 3,22) – […] qualunque cosa chiediamo la riceviamo da lui perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quel che è gradito a lui;

4) […] qui servat mandata eius, in ipso manet, et ipse in eo; et in hoc cognoscimus quoniam manet in nobis, ex Spiritu, quem nobis dedit (IGv. 3,24) – […] chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio ed egli in lui. E da questo conosciamo che dimora in noi: dallo Spirito che ci ha dato;

5) In hoc cognoscimus quoniam diligimus natos Dei, cum Deum diligamus et mandata eius faciamus. Haec est enim caritas Dei, ut mandata eius servemus; et mandata eius gravia non sunt, quoniam omne, quod natum est ex Deo, vincit mundum; et haec est victoria, quae vicit mundum: fides nostra (IGv. 5,2-4) – Da questo conosciamo di amare i figli di Dio: se amiamo Dio e ne osserviamo i comandamenti, perché in questo consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi. Tutto ciò che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede.

Qui brevemente la dottrina cattolica sul matrimonio (v. IL MATRIMONIO CATTOLICO CONTRO LE FANTASIE DEL “SINODO” DI BERGOGLIO). Come può esserci amore cristiano in una coppia irregolare, quindi in una coppia di conviventi o di adulteri in scandalo, resta un mistero. È il Vangelo secondo gli eredi di Lutero.

Attraversando l’ingresso del Vaticano con la sua borsa nera alla Bergoglio, aggiunge: “Il Sinodo sta completando il Concilio”. Ce ne siamo accorti, purtroppo. Essendo tuttavia il vero Sinodo della Chiesa una “legittima adunanza”, appare evidente che fino ad ora di legittimo non c’è nulla. Credo che a lavori conclusi di debba nuovamente parlare di “conciliabolo”.

Prosegue: “La discussione, libera e franca, si sta indirizzando verso il cambiamento, l’adeguamento pastorale alla mutata realtà dei tempi odierni. E’ un segno epocale perché invece in questi anni ci sono state forze che hanno tentato di riportare indietro la Chiesa rispetto alla grande stagione conciliare”.

Questo è falso, stimando il fine evidente di questa affermazione. Come insegna papa Pio XII nella Orientalis Ecclesiae (Enciclica di Pio XII, 9 aprile 1944) ed in numerosi altri documenti (v. Humani generis, Mystici Corporis, ecc…), la scienza pastorale (o dell’azione correttiva), così come qualsivoglia altra scienza, è subordinata al Magistero ed in alcun modo può prevaricarlo. Da san Pietro fino a Pio XII NON esiste alcun documento dove si attesti che è ammesso l’errore dottrinale su questioni di fede e costume in documenti di Magistero (solenne, straordinario, ordinario ed universale), anche nella fantomatica pastorale. Difatti chi sostiene il contrario fa riferimento esclusivamente a due note dichiarazioni: la prima di Roncalli e la seconda di Montini (chi convocò e chi terminò il CV2), senza alcuna corrispondenza nel Magistero bimillenario della Chiesa, dunque nel depositum fidei. Chi sostiene il contrario dovrebbe provarlo: fino ad oggi non lo ha fatto.

Sul tema della comunione agli adulteri in scandalo (loro li chiamano “divorziati risposati”) ha sostenuto: “Non si può impedire al Sinodo di discuterne come vorrebbe qualcuno. I vescovi non sono stati convocati per ribadire idee astratte a colpi di dottrina, bensì per cercare soluzioni a questioni concrete. Significativamente il Papa e molti padri sinodali hanno fatto riferimento nei loro interventi ai testi del Concilio. Ad esprimersi è quella la Chiesa in ascolto dello spirito che anche il cardinale Martini ha auspicato fino alla fine della sua vita”.

Altra dichiarazione falsa. Carlo Maria Martini era notoriamente eretico modernista (il dato è provato dalla scienza teologica oggettiva), quindi non è un modello da imitare e da citare; la Chiesa è sempre stata in ascolto ed ha forgiato generazioni di santi e secoli luminosi benedetti da Dio; le soluzioni alle questioni concrete la Chiesa le ha sempre trovate e, nello specifico, la dottrina non è affatto astratta ma si è espresso chiaramente Nostro Signore, così come ha fatto la Chiesa; la Chiesa ha sempre aperto al dialogo nei sinodi e nei concilii, pertanto anche l’incipit di questa dichiarazione è un’invenzione di Adolfo Nicolas.

Per difendere la sua linea modernista usa addirittura sant’Ignazio: “Il nostro fondatore Sant’Ignazio è stato sottoposto per ben otto volte all’esame dell’Inquisizione dopo aver parlato di ascolto dello Spirito. Allora come oggi per noi conta più lo Spirito perché viene da Dio rispetto alle regole e alle norme che invece sono opera degli uomini. Alla morale familiare e sessuale servono dolcezza e fraternità. Non si tratta di dividere ma di armonizzare.  Non si può evangelizzare le persone a  colpi di Vangelo. Solo la scelta di concentrarsi su Cristo mette al riparo dalle sterili dispute, dalle controversie ideologiche astratte”.

Come si possa evangelizzare concentrandosi su Cristo, senza usare il Vangelo – che, a detta del sedicente generale dei gesuiti, NON mette al riparo da sterili dispute – resta un mistero dell’apostasia. Come fa davvero ribrezzo la dichiarazione sul presunto “ascolto dello Spirito” appannaggio esclusivo dei modernisti di oggi. Come si capisce: verosimilmente la Chiesa, secondo questo “prete”, per 2000 anni non avrebbe avuto  l’“ascolto dello Spirito”. Dio aspettava lui e Bergoglio.

Al soggetto in questione ha già risposto san Paolo che, per esempio, dice:

1) Nos autem non spiritum mundi accepimus, sed Spiritum, qui ex Deo est, ut sciamus, quae a Deo donata sunt nobis (ICor. 2, 12) – Noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere tutto ciò che Dio ci ha donato;

2) Et ipse dedit quosdam quidem apostolos, quosdam autem prophetas, alios vero evangelistas, alios autem pastores et doctores ad instructionem sanctorum in opus ministerii, in aedificationem corporis Christi, donec occurramus omnes in unitatem fidei et agnitionis Filii Dei, in virum perfectum, in mensuram aetatis plenitudinis Christi, ut iam non simus parvuli fluctuantes et circumacti omni vento doctrinae in fallacia hominum, in astutia ad circumventionem erroris (Ef. 4, 11-14) – È lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo. Questo affinché non siamo più come fanciulli sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, secondo l’inganno degli uomini, con quella loro astuzia che tende a trarre nell’errore.

I colorati “padri sinodali” (sic!) ieri hanno affermato: “l’Eucaristia non è il sacramento dei perfetti, ma di coloro che sono in cammino […]agendo con empatia e tenerezza, sarà possibile ridurre il divario tra la dottrina e la prassi, tra gli insegnamenti della Chiesa e la vita quotidiana delle famiglie […] deve essere lasciato più spazio alla logica sacramentale, piuttosto che a quella giuridica […] le coppie di fatto presentano elementi di santificazione”.

Queste affermazioni, strepitoso capolavoro di modernismo misto a sofismi, inserite però nel contesto del “sinodo” di cui stiamo parlando, assumono un significato inequivocabile, scandaloso, apostata.

Le risposte sono già state fornite da Nostro Signore:

1) “ Quid me interrogas de bono? Unus est bonus. Si autem vis ad vitam ingredi, serva mandata ” (Mt. IX, 17) – «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti»;

2)  Dixit autem ei Iesus: “[…] Mandata nosti: non moechaberis, non occides, non furtum facies, non falsum testimonium dices, honora patrem tuum et matrem (Lc. XVIII, 19-20) – Gesù gli rispose: «[…] Tu conosci i comandamenti: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e tua madre»;

3) Si diligitis me, mandata mea servabitis (Gv. XIV, 15) – Se mi amate, osserverete i miei comandamenti;

4) Si praecepta mea servaveritis, manebitis in dilectione mea, sicut ego Patris mei praecepta servavi et maneo in eius dilectione  (Gv. XV, 10) – Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.

Vorrei solo concludere ricordando:

1) Quotiescumque enim manducabitis panem hunc et calicem bibetis, mortem Domini annuntiatis, donec veniat. Itaque, quicumque manducaverit panem vel biberit calicem Domini indigne, reus erit corporis et sanguinis Domini. Probet autem seipsum homo, et sic de pane illo edat et de calice bibat; qui enim manducat et bibit, iudicium sibi manducat et bibit non diiudicans corpus (ICor. 11, 26-29) – Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finché egli venga. Perciò chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna;

2) Quicumque autem totam legem servaverit, offendat autem in uno, factus est omnium reus. Qui enim dixit: “ Non moechaberis ”, dixit et: “ Non occides ”; quod si non moecharis, occidis autem, factus es transgressor legis (Gc. II, 10-11) – Poiché chiunque osservi tutta la legge, ma la trasgredisca anche in un punto solo, diventa colpevole di tutto; infatti colui che ha detto: Non commettere adulterio, ha detto anche: Non uccidere. Ora se tu non commetti adulterio, ma uccidi, ti rendi trasgressore della legge.

Apprendiamo, quindi, che “non commettere adulterio” è uno dei comandamenti; che chi non rispetta i comandamenti non ama Gesù e non resta nel Suo amore; che chi “commette adulterio”, anche se osserva gli altri comandamenti, trasgredisce tutta la legge; che in questo stato inequivocabile di peccato mortale (senza alcun pentimento, senza alcun rimedio allo scandalo, senza alcuna soddisfazione), è impossibile ricevere la Santa Eucaristia senza essere rei di sacrilegio, pertanto si mangia e si beve la propria condanna.

Credo che i portavoce del fallibilismo (camuffato da tradizione) a breve cominceranno a scrivere articoli su fantomatici sinodi straordinari pastorali (definitori) fallibili (sic!).

C’è da dire che già J. Ratzinger, certo in una maniera meno balorda e non sfacciata, aveva già espresso questo concetto di puro modernismo: “Grazie per tutto quello che fate per aiutare queste persone sofferenti. In realtà, questo problema dei divorziati risposati è una delle grandi sofferenze della Chiesa di oggi. […] Mi sembra un grande compito di una parrocchia, di una comunità cattolica, di fare realmente il possibile perché esse sentano di essere amate, accettate, che non sono «fuori» anche se non possono ricevere l’assoluzione e l’Eucaristia: devono vedere che anche così vivono pienamente nella Chiesa. […] è anche molto importante che sentano che l’Eucaristia è vera e partecipata se realmente entrano in comunione con il Corpo di Cristo. Anche senza la ricezione «corporale» del Sacramento, possiamo essere spiritualmente uniti a Cristo nel suo Corpo. E far capire questo è importante”. (2.06.2014 Milano, risposta ai coniugi brasiliani).

Praticamente J. Ratzinger, sebbene lo faccia con eleganza di stile, non solo usa la parola “risposati” (sic!), ma apre ad una presunta comunione di desiderio in stato di adulterio.  Nel contesto delle obiezioni di Matinetti a Carlo Buzzi (qui), si lascia intendere che non sta parlando di “comunione di desiderio”, ma che la sostanza c’è tutta. Secondo Magister, autore dell’articolo: «Anche se la comunione di desiderio non è sacramento, è pur sempre comunione “vera”, “partecipata”, “reale” con il corpo di Cristo». 

J. Ratzinger arriva addirittura a pensare un fantasioso «digiuno eucaristico di solidarietà» per quei cristiani che non possono ottenere l’assoluzione – su quel punto specifico dell’adulterio – e di conseguenza non possono ricevere l’Eucarestia (Cf. Apologia del Papato, EffediEffe 2014, nota 557; Vatican Insider, «Il Papa, i divorziati, la famiglia», M. Tosatti, editor. digit. del 3 giugno 2012).

 

CdP Ricciotti

 

24 Commenti a "Adolfo Nicolas, generale dei Gesuiti: “Può esserci più amore cristiano in un’unione irregolare che in una coppia sposata in Chiesa. Non si può evangelizzare a colpi di Vangelo”"

  1. #Pietro77   8 ottobre 2014 at 12:47 pm

    Lei confonde un reale uso della misericordia cristiana (contrariamente a quella mondana che oggi si vuol spacciare per cristiana) mostrata da Benedetto XVI, con una convergenza di vedute tra la nuova chiesa bergogliana e la posiziione di Ratzinger. Che le piaccia o no, Benedetto XVI ha escluso senza nemmeno lasciare l’ombra del dubbio che i divorziati risposati (il termine si inserisce in un contesto colloquiale, non catechetico, nè tanto meno magisteriale) possano accostarsi all’Eucarestia! E la “comunione di desiderio” non é forse una locuzione che esprime la consapevolezza dello stato di peccato che impedisce l’unione piena e vera col corpo di Cristo, da parte di chi lo anela?!
    Lei non ha capacità di discernimento se vi vede differenze!
    PetrusLXXVII

    • #ricciotti   8 ottobre 2014 at 1:47 pm

      Io credo piuttosto che lei ritenga buono ciò che fa Ratzinger. se la stessa cosa la fa Bergoglio non è più buona. Diciamo mi sembra di percepire una sorta di pregiudizio. Buon appetito.

  2. #Pietro   8 ottobre 2014 at 12:49 pm

    Errata corrige: “se non vi vede differenze”

  3. #bbruno   8 ottobre 2014 at 2:57 pm

    “Non si può evangelizzare le persone a colpi di Vangelo…”

    Questa è fantastica, non si poteva dire meglio!

    Dobbiamo evangelizzare a colpi di Bergoglio! Cioé a dire, al posto di EVANGELizzare, BERGOGLIzzare dobbiamo – e cioè, darci sotto a colpi di VATICANSECONDO- VATICANSECONDizzare: CHE MERAVIGLIA!!! E poi discutiamo se questo figuro di Bergoglio è papa- e se questa chiesa è la Chiesa!…( e Sant’Ignazio perdoni questo lestofante che si crede suo successore per averlo tirato in ballo: dopo il trattamento che questi satanassi hanno riservato a Cristo e al Suo Vangelo, tutto viene da sé…)

  4. #Pietro   8 ottobre 2014 at 2:58 pm

    Se Bergoglio dovesse cambiare rotta sui sacramenti in seguito a questo sinodo, allora resterà un fatto (che lei non potrà contestare) che con Ratzinger le cose saranno state diverse.. se il sinodo dovesse concludersi senza cambiare una virgola sul senso e l’applicazione dei sacramenti, allora Bergoglio avrà fatto il suo dovere di Papa e noi tutti non potremmo che essergli grati per aver conservata immutata la dottrina. Il mio augurio é ovviamente che si realizzi la seconda possibilià che ho citato, ma quello che lei chiama, senza disporre di elementi per poterlo provare, un mio “pregiudizio”, é purtroppo solo l’interpretazione di tanti piccoli segnali che qualcosa sta cambiando col nuovo pontificato.
    Buona digestione
    PetrusLXXVII

    • #Alessio   8 ottobre 2014 at 4:22 pm

      “anche se non possono ricevere l’assoluzione e l’Eucaristia”. Con tutto lo sforzo possibile non riesco proprio a vedere in quale punto delle parole di Benedetto XVI ci sia contrasto con la dottrina e il magistero delle Chiesa. Mi sembra proprio una forzatura accomunare Bergoglio con Benedetto, la stessa forzatura che fanno i normalisti dalla parte opposta. Mi sa molto di farisaico. Non me ne voglia, ma credo, con tutto il rispetto, che usare il discernimento anche per i particolari, Le potrebbe servire a comprendere ancora meglio la particolare situazione in cui vive la Chiesa.
      In ogni caso grazie per l’impegno e per gli ottimi spunti del vostro sito. Alessio.

      • #ricciotti   8 ottobre 2014 at 6:24 pm

        Infatti il problema è il resto della frase.
        Ma sai leggere?
        🙂
        Saluti.

    • #ricciotti   8 ottobre 2014 at 6:26 pm

      Di Ratzinger è segnalato, evideziato e dimostrato decinr di eresie, sia come dottore privato che come “papa” e/o cardinale.
      Non è certo questo post che cambia qualcosa.
      Saluti.

      • #Alessio   8 ottobre 2014 at 6:47 pm

        No, non so leggere molto bene, ma sulle eresie di Benedetto XVI continuo ad avere dei grandi dubbi. Me li tengo e penso che cambierebbe poco anche se esprimessi più accuratamente il mio pensiero. Saluti.
        Alessio.

      • #ricciotti   8 ottobre 2014 at 7:55 pm

        Saluti.
        🙂

  5. #massimo trevia   8 ottobre 2014 at 9:29 pm

    qualche domanda che vorrei rivolgere ai padri sinodali.1)se uno è adultero,come si può parlare di cammino penitenziale senza cercare di non esserlo più?è come se io,sapendo che non devo esagerare coi dolci,dicessi di volere evitare i malanni che ne vengono continuando ad esagerare coi dolci!
    2)perché io dovrei evitare,visto che sono non sposato, di fare il play boy?il peccato non è uguale per tutti?perchè non è più tale solo per gli adulteri?
    3)in purgatorio noi stessi vorremo “espiare”prima di vedere Dio.perchè invece non devono volerlo coloro che hanno tradito Cristo nell’adulterio?se ne avessero coscienza,loro stessi dovrebbero cercare,come penitenza,la privazione dall’eucarestia! quel sacramento che è legato indissolubilmente SOLO al loro matrimonio tradito.
    4)il sacramento che “ci cura”,non è già la confessione?
    5)l’ostia consacrata,dal punto di vista nutritivo è ben poca cosa…non vi è bisogno di nutrirsene…piuttosto di credere a cosa diventa con la transustanziazione! perché,falsamente,si vuole parlarne quasi come un bisogno fisico?vedasi cosa ho scritto prima.
    6)Dio sicuramente apprezza e perdona chi cerca di espiare il suo adulterio,ma come dicevo
    il peccatore deve cercare di uscirne…..se poi non riesce e cade, però non può non impegnarsi.Per cui,chiedendo la misericordia,a quel punto chiederà a Dio di essere spiritualmente in comunione con lui e la grazia di espiare,uscendo dal suo stato peccaminoso.
    7)con la comunione spirituale,sicuramente,Dio gli darà la sua grazia,per cui potrà santificarsi nella maniera adeguata al suo stato ,facendo le rinunce richieste.poi,Dio capirà e giudicherà .
    8)siccome o si è o non si è in grazia di Dio e la grazia Dio la dà come vuole,allora appunto la comunione spirituale ci santifica ugualmente a quella sacramentale.
    altrimenti,a cosa è servita,stando alle tesi di kasper e c.,la comunione spirituale,in questi 2014 anni di cristianesimo

    • #bbruno   8 ottobre 2014 at 10:42 pm

      per la chiesa che si ritrovano possono farvi la comunione cani e porci…Che comunione ci può essere in una messa che non è Messa? No Messa no Party! Non ne soffrirebbe certo il Corpo di Cristo; a goderci sarebbe solo il corpo del povero divorzio-risposato, che in tal modo si mostrerebbe a testa alta nella chiesa di Bergoglio! Ma ci sarà anche il Paradiso di Bergoglio???

  6. #massimo trevia   8 ottobre 2014 at 9:31 pm

    ?

  7. #Domenico   8 ottobre 2014 at 11:38 pm

    Beh, a questo punto, in ossequio alla coerenza, la Chiesa dovrebbe fare tre passi:
    1 – abolire il Sacramento del matrimonio;
    2 – invitare all’instaurazione di coppie irregolari, così, fra l’altro, l’amore è assicurato;
    3 – evangelizzare mediante libretti alternativi, tipo (viste le nuove tendenze) questo:
    http://www.riscossacristiana.it/newwebsite/wp-content/uploads/2014/02/File-completo-UNAR-Liceo.pdf

  8. #Riccardo Cariaggi   9 ottobre 2014 at 7:14 am

    Io esorterei gli autorevoli commentatori a non giudicare una frase estrapolata dal discorso!!!! Aspettiamo l’esito del sinodo e soprattutto la parola del Papa.

    • #bbruno   9 ottobre 2014 at 9:26 am

      questa storia della illegittima estrapolazione è l’ultima trovata di chi non ha via d’uscita…. Sinceramente mi dica, Riccardo, che effetto sulla gente della strada – lascio da parte i ‘saggi’ che sanno sempre cavarsela – può avere una frase del genere, oltrettutto una frase così scopertamente villana, degna del gesuitismo modernista, che avendo ormai distrutti i fondamenti del fede ( e del buon senso ) non si trattiene nemmeno più dall’indecente insolenza? A COLPI di Vangelo?!?!

    • #Matteo   9 ottobre 2014 at 9:39 am

      Il cosiddetto papa ha parlato in abbondanza e pure troppo, continuare a voler “aspettare le sue parole” quando di eresie ne ha già sciorinate a iosa mi pare assai inutile.

      Io esorterei invece i tanto come i poco autorevoli lettori e commentatori (lei compreso Sig. Riccardo) a prendere atto delle parole di Bergoglio per quello che sono ed una volta per sempre, valutandolo per quello che dice e non per quello che secondo lei o altri “voleva intendere”.

      Le chiacchiere stanno a zero e se in un discorso ci sono alcuni concetti giusti ed alcuni sbagliati
      è necessario identificarli ed ammettere quelli giusti e rigettare quelli sbagliati.

      Non si tratta di estrapolare pezzi di discorso per fare un giochetto, si tratta di mettere in evidenza quelle parti di un discorso che non sono recepibili in quanto viziate dall’errore
      dottrinale, e questo non si può fare se non si prendono in esame tutte le parti di un discorso separando quello che va bene da quello che è sbagliato.

      E’ necessario farla finita con questa ipocrisia cesaropapista ridicola e opportunista.

  9. #Pietro   9 ottobre 2014 at 8:51 am

    Signor Riccardo.. io spero vivamente che da questo incomprensibile sinodo (l’ho aggettivato così perché non ne vedo la necessità, non essendoci nulla da definire che già non lo fosse abbastanza) non emergano aperture agli adulteri e ai sodomiti impenitenti.. se dovesse aprirsi uno scenario del genere, davvero avrei difficoltà ad andare a Messa perché non mi sentirei più rappresentato da una chiesa simile! Sarebbe una disperazione e credo proprio che inizierei a cercare Messa in rito VO e probabilmente contatti con la FSSPX, sperando che nella mia città (Bari) ve ne siano. Non sono ottimista comunque sulle possibili derive che si profilano 🙁
    PetrsuLXXVII

    • #bbruno   9 ottobre 2014 at 9:56 pm

      e quindi lei aspetta che si arrivi al dunque sulle questioni di …sesso, per sapere se continuare a credere in questa chiesa della setta conciliare e frequentarne le cerimonie….Non le è bastata la professione di fede negatrice della Trinità Divina ( Nostra Aetate), la legittimazione di ogni fede religiosa ( Nostra Aetate + Dignitatis Humanae) la redenzione per merito di nascita ( Redemptor Hominis) la Messa luterana, cioè la Mensa, ecc. ecc. ecc….per accorgersi che da gran tempo, di fianco alla vera Chiesa di Cristo fondata su Pietro (Mt 16), si è venuta erigendo una nuova chiesa quella di tale professione, la chiesa della setta concilaiare, che della vera Chiesa tenta ossessivamente di fare il verso – in maniera per altro ben goffa , efficace solo per l’ infinita ignoranza del popolo cristiano di oggi…A dimostrazione che della fede non importa niente a nessuno: importa solo – nel migliore dei casi – la lotta per ” i valori non negoziabili”, come se questi esistessero senza l’appoggio su quella. Una raccomandazione: se e quando deciderà di tornare al vecchio Rito, mi raccomando che sia un Rito “sine una cum”, e celebrato da un prete ordinato secundum Sacramentum Ordinis di Pio XII…

  10. #massimo trevia   11 ottobre 2014 at 3:53 pm

    o gesuita dell’articolo,beccati in testa un colpo di ‘sto vangelo!edizione gregoriana,rilegata d’oro,pesante 10 kg.! un amanuense ed un miniatore ci hanno perso anni, per evangelizzare con la loro arte… e tu che consideri il vangelo un randello,beccatelo !