Ars gratia artis… Senza arte nè parte

 

di Simone Petrus Basileus I.G.

 

Da che mondo è mondo, l’essere umano è sempre rimasto affascinato da tutto ciò che è Bello, Vero e Buono e questi 3 sostantivi son giustamente definiti i 3 attributi del Divino che costituiscono quella che gli antichi chiamavano καλοκαγαθία. Questa concezione è stata assunta anche dal cristianesimo, poiché il Dio cristiano è infatti, oltre che Onnipotente e Onnisciente, l’Essenza della Bontà, della Bellezza e della Verità. Torniamo ora a parlare nuovamente del Duomo di Milano, ove dopo il Blasfemario Anambrosiano e l’idolo evanescente, dopo la sostituzione delle antiche guglie con guglie non più realizzate o scolpite a mano, ma tramite l’ausilio del Pantografo e di macchine che mostrano inevitabilmente l’imprecisione e la poca cura con cui vengono realizzate (v. foto), si è pensato di dedicare una scultura a Colei che da secoli veglia e protegge il Duomo e i Milanesi tutti, ossia la Madonnina.

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Particolare di una Guglia del Duomo di Milano.
Come dimostra la fotografia quelle nuove
non son più scolpite a mano, ma utilizzando
il pantografo e ciò le rende meno precise e più “plastificate”

 

Per realizzare quest’opera che si potrà “ammirare” in Duomo fino a tutto marzo 2015 hanno chiamato Tony Cragg, uno scultore britannico la cui dedizione per l’estetica e il bello son a dir poco discutibili. Un’opera contemporanea che la Veneranda Fabbrica del Duomo, ha commissionato per segnare il cammino verso Expo 2015. Dal 4 Novembre, solennità di San Carlo Borromeo, fino al 31 marzo 2015 i visitatori potranno ammirarla nella quarta campata sud, dove è stata collocata per accogliere idealmente quanti entreranno.

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         Milano, 4 novembre 2014 – Inaugurata in Duomo
   la scultura “Paradosso” ispirata alla Madonnina
che campeggia sulla guglia più alta del Duomo di Milano

 

L’opera è di marmo bianco, materiale con cui è realizzato anche il Duomo, misura 300x122x140 cm ed ha un peso di 3.400 chilogrammi. Il Cardinale di Milano Angelo Scola, ha inaugurato la scultura al termine del Pontificale del 4 novembre e ha sottolineato che per apprezzare e cogliere il significato dell’arte contemporanea serve «uno sguardo ripetuto e prolungato nel tempo che auguro a tutti di produrre nei mesi in cui ci sarà l’occasione di vedere l’opera».

Per il periodo di Expo 2015 la Veneranda Fabbrica del Duomo «sarà impegnata in una serie di 12 eventi – ha detto il presidente, Angelo Caloia – che potrebbero diventare anche di più per contribuire ad offrire il meglio che la chiesa può dare ai visitatori che verranno a Milano da tutto il mondo». Nel 2015 Tony Cragg sarà ancora protagonista nel Duomo di Milano insieme alla sua scultura, con una mostra monografica che sarà allestita per raccontare l’energia del marmo e il suo rapporto con il Duomo dal punto più suggestivo e affascinante, le terrazze. 

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Il problema è che “Paradosso”, a detta di alcuni intelligenti milanesi, è tutto fuorché un esempio di arte sacra e centinaia di cattolici, ma non solo loro, stanno esprimendo la loro contrarietà al progetto sui social network. L’opera, commissionata dalla Veneranda Fabbrica del Duomo, l’ente che si occupa di manutenzione e restauro di una delle chiese più famose d’Europa, secondo il suo presidente lascerebbe “a ogni spettatore la possibilità di vivere la stessa emozione dello scultore, entrando in dialogo con la forma artistica, alla ricerca di una chiave di lettura personale. Le linee svaniscono, le forme si aprono: il paradosso sta anche nella possibilità di leggervi più interpretazioni.” Ma, sostengono alcuni, se vi si possono leggere più interpretazioni, che tipo di omaggio alla Madonna sarebbe?

I commenti negativi in rete si moltiplicano con il passare delle ore: “E’ un pugno nello stomaco del Duomo e un cazzotto ai nostri occhi…” dice P.I., mentre M.N. sostiene che “tra cent’anni finirà in discarica e penseranno che nel 2014 vivevano dei buzzurri”. Altri provano a capire a cosa assomigli: c’è chi sostiene che sia una montata impazzita di panna, chi un tumore in metastasi, qualcun altro dice che “quando pigio troppo la bomboletta della schiuma da barba mi viene proprio uguale”. R.A. richiama un famoso discorso di Paolo VI e pensa che “è il fumo di Satana che è entrato nel tempio… sotto ci son quelle fiamme che fra un po’ li avvolgeranno tutti, a cominciare da chi ha autorizzato questo scempio. Hanno perso ogni buon gusto. Non ho parole, credo ci voglia solo un martello pneumatico…” C’è poi chi fa un parallelo con l’arte sacra che dovrebbe, invece, trovare spazio in un luogo importante come il Duomo:  “Non si può utilizzare ed autorizzare tutto perché nello spazio liturgico l’arte serve a innalzare l’anima e consentire una preghiera che si rivolga a Dio. – scrive M.P. – Teniamo presente che le icone, nell’oriente cristiano, sono considerate dei sacramentali!!! Qui siamo di fronte a tutt’altra cosa, magari bella per i criteri di alcuni, ma sicuramente non liturgica né sacra.”

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Come persona iscritta all’albo dei donatori della Veneranda Fabbrica del Duomo, mi sento quasi in dovere di fare pubblica ammenda per aver contribuito alla realizzazione di questo scempio nella Casa del Signore, mi unisco indignato ai commenti di coloro che disprezzano quest’opera di dubbio gusto religioso e di dubbia moralità e spero che in futuro i soldi dei Milanesi siano spesi per rendere davvero un Culto Gradito e Onorevole a DIO. Coloro che hanno ideato e permesso questa oscenità sarebbe bene che facessero pubblica ammenda e demolissero questo orrore quanto prima.

 

 www.duomomilano.it

 

2 Commenti a "Ars gratia artis… Senza arte nè parte"

  1. #daniele   20 novembre 2014 at 9:30 pm

    essendo il libero arbitrio qualcosa di poco rilevante agli occhi delle persone suscita scalpore vedere una così leggendaria opera….chissa se un giorno sarà piu’ ricordata delle altre…l’artista voleva esprimere qualcosa…che poi l’occhio di dio sio sia indebolito per far posto al cuore delle persone che vogliono esprimere diletto e scalpore al cospetto del dio stesso è irrilevante.

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