Cecchi Paone: Ratzinger era ‘omofobo’, con Bergoglio abbiamo una Chiesa misericordiosa

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Si sente spesso parlare di “omofobia” ma non se ne capisce bene il significato. I cattolici spesso vengono chiamati “omofobi”, lei che ne pensa?

Non si è “omofobi” in quanto cattolici. Abbiamo visto nel giro di pochissimi mesi che si può essere cattolici e massimamente “omofobi” come succedeva seguendo la pastorale, come la chiamate voi cattolici, di Ratzinger, di Bertone e di Ruini. Essi dichiaravano esplicitamente che il dovere dei cattolici è quello di impedire la propaganda omosessuale e di evitare questa deriva. Abbiamo visto ultimamente che è arrivato un papa, Bergoglio, che ha ribaltato completamente non la dottrina, che non può cambiare, ma la comunicazione della dottrina all’esterno, dicendo: «chi sono io per giudicare un gay», quindi per condannarlo.

Cosa significa questo per Cecchi Paone?

Bergoglio sostanzialmente sta dicendo ai pastori della Chiesa cattolica di cambiare fortemente atteggiamento e di diventare profondamente misericordiosi e amorevoli nei confronti di persone che invece vivevano un grande problema per via di una certa concezione nella società.

Si può dire che nell’immaginario collettivo dell’ambiente gay abbiamo i cattolici ratzingeriani, “omofobi”, ed i cattolici bergogliani, “misericordiosi”? Ma allora tutti i santi che erano molto misericordiosi ma condannavano la pratica del sesso contro natura (come lo definisce il Catechismo)?

Voi cattolici dovete scegliere se essere ratzingeriani ad oltranza, che è un vostro rischio, oppure essere francescani, intendo dire che seguono gli insegnamenti di papa Francesco, che va esattamente in senso inverso, che consente di nuovo a laici e cattolici come me di lavorare insieme per il benessere dei singoli e della collettività.

[…] Lei capisce che se Bergoglio inventa delle novità dottrinali, io devo credere alla Chiesa e non a Bergoglio, questo perché la Chiesa non è affatto di Bergoglio e non muta la dottrina dogmatica (fede e morale). Altrimenti commetterei peccato mortale. La Chiesa non condanna l’omosessualità ma la pratica del sesso omosessuale …

[Cecchi Paone interrompe garbatamente e dice] non c’è differenza fra omosessualità e pratica del sesso omosessuale.

Proseguo con la domanda. Lei dice che Bergoglio non altera la dottrina ma pastoralmente insegna il contrario della dottrina. È un controsenso. Lei cosa risponde?

Per me è impossibile dare una risposta nel merito perché questo è un problema di voi cattolici. Io non mi permetto, da non cattolico, di decidere chi ha ragione per esempio fra Ratzinger e papa Francesco dal punto di vista della dottrina della Chiesa, però dico che per il benessere dei singoli e per il benessere della società preferisco Francesco. Oggi noi possiamo finalmente parlare liberamente, possiamo dare testimonianza, con posizioni diverse possiamo collaborare affinché la gente viva meglio e più serenamente.

Quindi secondo Cecchi Paone ha ragione Bergoglio?

Chi abbia ragione alla luce della Parola di Dio non mi permetto di dirlo ed è davvero un problema dei cattolici.

Uso un termine forte. Se Bergoglio in questo momento fosse un truffatore che, con i soldi delle vedove e dell’8×1000, usa il suo pulpito per insegnare una dottrina non cattolica, approfittando dei consensi comuni e del fatto che la gente non conosce neanche i 10 comandamenti, lei sarebbe favorevole ad un truffatore?

Come ho già detto, lo ripeto, la riflessione che lei fa non è un mio problema, non saprei cosa dirle, non sarebbe corretto da parte mia esprimermi poiché non sono esperto in materia. Il mio punto di vista da laico è che oggi la Chiesa cattolica mi presenta un papa che ha questo tipo di pastorale accondiscendente con i gay, sostengo che questo tipo di comunicazione fa bene ai singoli e fa bene alla società.

Nel 2011 presso l’Osservatorio delle Nazioni Unite a Ginevra fu presentata una relazione ufficiale dove si dimostra, dati alla mano, che fra tutti i casi di pedofilia attribuiti alla Chiesa cattolica, nella realtà solo il 7% erano crimini commessi da preti cattolici, mentre il resto provenivano da ambienti protestanti, islamici e di talmudisti (giudei). Inoltre di questo 7%, l’80% non erano casi di “pedofilia” ma di “efebofilia” omosessuale, ovvero di preti attratti non da bambini ma da adolescenti dello stesso sesso. Come giustifica il dato e perché la TV insegna una realtà ben diversa?

Non capisco la differenza fra pedofilia ed efebofilia.

Erano sacerdoti che in seminario avevano mascherato la loro omosessualità e poi avevano abusato degli adolescenti chierichetti e fedeli.

Io per fortuna non sono un esperto di questi tipi di crimini, però credo che se anche questi soggetti hanno abusato di adolescenti dello stesso sesso, comunque parlerei sempre di pedofilia. Per esempio, se si abusa di una persona di 12 anni, io credo che si debba parlare sempre di pedofilia. Credo che soltanto il Regno Unito arrivi al riconoscimento di con sensualità del rapporto dai 14 anni in avanti. Sotto i 14 anni è sempre considerato un abuso. Li chiamerei, dunque, pedofili.

Nel 1974 l’APA derubricò dai Manuali di Diagnostica (DSM ecc…) la patologia omosessuale a seguito di una votazione favorevole di circa il 38% dei partecipanti. In 7.000 circa non si presentarono affatto, 400 circa si astennero e 3.700 circa espressero parere negativo. Una decisione più che medica, direi ideologica?

Penso solamente che se tale votazione dovesse avvenire oggi si arriverebbe al 99% dei consensi.

Eppure il DSM IV ai punti F66.1 e F66.2 lascia ben intendere che l’orientamento sessuale ‘ego-distonico’, anche nel caso di eterosessuali, è ricollegabile alla sfera psichica, è sanabile mediante trattamento. Quindi non nega un trattamento ripartivo ma fa solo differenza fra l’omosessualità ‘ego-sintonica’ (diciamo ‘normale’) ed ‘ego-distonica’ che sarebbe curabile. Lei che dice, non le sempre incongruente come cosa?

È una domanda prettamente medica di natura tecnica, quindi preferirei non rispondere e la invito a confrontarsi con uno psichiatra.

La ringrazio per il tempo dedicatoci e per la sua gentilezza e disponibilità al confronto. Ha altro da aggiungere? Cosa dice della vile aggressione alle Sentinelle in Piedi da parte di ambienti vicini ad alcuni circoli gay?

Anche io la ringrazio, è stato molto gentile. Anche se lei è cattolico non mi sembra affatto “omofobo”, piuttosto direi che lei è semplicemente un cattolico tradizionale. Io non avrei mai aggredito le Sentinelle in Piedi e condanno il gesto assolutamente.

L’intervista è stata realizzata dall’editorialista politico e religioso Carlo Di Pietro per il free press ControSenso Basilicata, 29 novembre 2014, Monitor. Qui in versione integrale.

3 Commenti a "Cecchi Paone: Ratzinger era ‘omofobo’, con Bergoglio abbiamo una Chiesa misericordiosa"

  1. #Fabio   30 novembre 2014 at 7:22 pm

    Come?
    … nella realtà solo il 7% erano crimini commessi da preti cattolici, mentre il resto provenivano da ambienti protestanti, islamici e di talmudisti (giudei). Inoltre di questo 7%, l’80% non erano casi di “pedofilia” ma di “efebofilia” omosessuale…
    Mi potreste dare la percentuale esatta degli ambienti protestanti, islamici e ebrei (talmudisti e giudei)?
    Grazie per il vostro lavoro di ricerca della Verità.
    Fabio

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  2. #ricciotti   1 dicembre 2014 at 2:21 am

    Arcivescovo Silvano Maria Tomasi, osservatore permanente della santa Sede presso le Nazioni Unite a Ginevra dal 10 giugno 2003.
    Dichiarazione ufficiale del 22 Marzo 2011: «La maggior parte del clero cattolico che ha commesso questi atti, non è rappresentata da pedofili, bensì da omosessuali attratti da maschi adolescenti». Per questo si dovrebbe piuttosto parlare di «efebofilia». «Di tutti i preti coinvolti negli abusi – ha sottolineato – dall’80 al 90% appartenevano a questo orientamento sessuale minoritario, impegnati sessualmente con ragazzi adolescenti fra gli undici e i diciassette anni».
    Secondo gli ultimi dati disponibili , «solo l’1,5-5% del clero cattolico è stato coinvolto in storie di abusi sessuali su bambini». «La maggior parte delle chiese americane coinvolte in storie di abusi sessuali, era protestante»; inoltre, «gli abusi sessuali nelle comunità ebraiche sono comuni». «Gli abusi di questo tipo vedono più frequentemente coinvolti membri della stessa famiglia, baby sitter, amici, parenti o vicini».
    «Siccome la Chiesa cattolica è stata impegnata a ripulire la propria casa, sarebbe bene se altre istituzioni o autorità, dove avviene la maggior parte degli abusi, facessero lo stesso, informandone i media».

    In inglese la versione completa:

    Below we publish the statement by Archbishop Silvano M. Tomasi, Permanent Representative of the Holy See to the United Nations in Geneva at the 16th Session of the Human Rights Council – General Debate Geneva, 22 March 2011, on sexual orientation: Mr. President, the Holy See takes this opportunity to affirm the inherent dignity and worth of all human beings, and to condemn all violence that is targeted against people because of their sexual feelings and thoughts, or sexual behaviours. We would also like to make several observations about the debates regarding «sexual orientation». First, there has been some unnecessary confusion about the meaning of the term «sexual orientation,» as found in resolutions and other texts adopted within the UN human rights system. The confusion is unnecessary because, in international law, a term must be interpreted in accordance with its ordinary meaning, unless the document has given it a different meaning. The ordinary meaning of «sexual orientation» refers to feelings and thoughts, not to behaviour. Second, for the purposes of human rights law, there is a critical difference between feelings and thoughts, on the one hand, and behaviour, on the other. A state should never punish a person, or deprive a person of the enjoyment of any human right, based just on the person’s feelings and thoughts, including sexual thoughts and feelings. But states can, and must, regulate behaviours, including various sexual behaviours. Throughout the world, there is a consensus between societies that certain kinds of sexual behaviours must be forbidden by law. Paedophilia and incest are two examples. Third, the Holy See wishes to affirm its deeply held belief that human sexuality is a gift that is genuinely expressed in the complete and lifelong mutual devotion of a man and a woman in marriage. Human sexuality, like any voluntary activity, possesses a moral dimension : it is an activity which puts the individual will at the service of a finality; it is not an «identity». In other words, it comes from the action and not from the being, even though some tendencies or «sexual orientations» may have deep roots in the personality. Denying the moral dimension of sexuality leads to denying the freedom of the person in this matter, and undermines ultimately his/her ontological dignity. This belief about human nature is also shared by many other faith communities, and by other persons of conscience. And finally, Mr. President, we wish to call attention to a disturbing trend in some of these social debates: People are being attacked for taking positions that do not support sexual behaviour between people of the same sex. When they express their moral beliefs or beliefs about human nature, which may also be expressions of religious convictions, or state opinions about scientific claims, they are stigmatised, and worse — they are vilified, and prosecuted. These attacks contradict the fundamental principles announced in three of the Council’s resolutions of this session. The truth is, these attacks are violations of fundamental human rights, and cannot be justified under any circumstances. Thank you, Mr. President.

    link: http://www.radiovaticana.org/EN1/Articolo.asp?c=471925 – Vatican addresses UN debate on sexual orientation (il link ovviamente fu rimosso dopo pochi giorni)

    da IL SACRAMENTO DEL DIAVOLO, C. Di Pietro & M. Stanzione, Fede&Cultura, Verona, 2013, p. 130 ss..

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  3. #emanueleciriachi   2 dicembre 2014 at 10:49 am

    Che buggone ignorante quest’uomo!

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