[INDULGENZE PER I DEFUNTI] Normativa generale e per il mese di Novembre

Purgatory

Nota di Radio Spada: pubblichiamo qui le norme attualmente in vigore per lucrare le indulgenze per sè o, in questo preciso caso, per le anime purganti. Le indulgenze tolgono le pene temporali connesse da scontare in Purgatorio per i peccati confessati e rimessi sacramentalmente. Le indulgenze possono plenarie e in quel caso cancellano integralmente le pene temporali connesse o parziali e in questo caso cancellano solo una parte precisa di questo tempo da scontare in Purgatorio (giorni, mesi, anni). In rosso  quantifichiamo gli anni di indulgenza parziale guadagnati per le anime del Purgatorio dalle pratiche devote sotto indicate. Mentre per lucrare le indulgenze parziali non sono richieste particolari condizioni, se non adempiere la pratica stessa (orazione, visita, etc etc), per lucrare l’indulgenza plenaria (indicata in viola) sono richieste tutte e cinque le condizioni consuete qui sotto elencate. 

Condizioni consuete [CC] per lucrare un’Indulgenza Plenaria 

1 – Adempiere l’opera prescritta, con l’intenzione (almeno abituale e generale) di guadagnare l’indulgenza.

2 – Confessione e comunione (anche nella settimana che precede o segue l’opera prescritta).

3 – Visita, se richiesta, di una Chiesa o Oratorio pubblico; si può fare dal mezzogiorno del giorno precedente.

4 – Pregare in qualunque modo, secondo le intenzioni dei Sommi Pontefici, cioè:

Esaltazione della Fede;
Estirpazione delle eresie;
Conversione dei peccatori;
Pace tra i principi cristiani.

5 – Essere in stato di grazia.

——————————————————–

Indulgenze per i defunti I –  per Tutto l’anno

1 – Requiem æternam… : 300 giorni o.v. (ogni volta)
2 – Pie Jesu Domine, dona eis requiem sempiternam: 300 giorni o.v.
3 – Mattutino e Lodi dell’Ufficio dei Morti: 7 anni, Plenaria se durante un mese. CC
4 – Un Notturno e Lodi dell’Ufficio dei Morti: 5 anni, Plenaria se durante un mese. CC
5 – Vespro dell’Ufficio dei Morti anni: 5 anni.
6 – De profundis: 3 anni [5 anni durante il mese di Novembre], Plenaria se durante un mese. CC
7 – Pater- Ave- Requiem: 3 anni, Plenaria se durante un mese. CC
8 – Miserere: 3 anni, Plenaria se durante un mese. CC
9 – Dies Iræ: 3 anni, Plenaria se durante un mese. CC
10 – Visita di un cimitero, con qualunque orazione, anche mentale, per i defunti: 7 anni.
11 – Recita di qualunque orazione o esercizio di pietà per i defunti con l’intenzione di proseguire durante 7 o 9 giorni successivi: 3 anni, 1 volta al giorno. Plenaria se durante 7 o 9 giorni successivi alle consuete condizioni [CC].

—-


Indulgenze per i defunti II – per il Mese di novembre

Qualunque orazione o esercizio di pietà in suffragio dei defunti: 3 anni, 1 volta al giorno. Plenaria se ogni giorno del mese, alle consuete condizioni [CC].

—–

Indulgenze per i defunti III – Durante l’Ottava della Commemorazione dei defunti (dal 2 al 9 Novembre)

Indulgenza Plenaria per la visita a un cimitero con un’orazione qualunque, anche mentale, per i defunti. Una volta al giorno alle consuete condizioni [CC].

—–

Indulgenze per i defunti IV – Il 2 novembre e la Domenica successiva (dunque nell’Ottava) Indulgenza Plenaria per la visita di una chiesa o oratorio pubblico recitando 6 Pater-Ave-Gloria. Ogni volta. (Toties quoties)

—–

Indulgenze per i defunti V – Per i fedeli che hanno fatto l’Atto eroico di carità per le anime del Purgatorio

Indulgenza Plenaria, alle consuete condizioni[CC]:

– tutto l’anno ad ogni comunione fatta in una chiesa o oratorio pubblico.
– ogni lunedì – e, se non si può, la domenica successiva – nell’assistere ad una Messa per le anime del Purgatorio.
– Per i sacerdoti che hanno fatto l’Atto eroico di carità, altare privilegiato.

Note CC = Consuete condizioni o.v. = ogni volta

 

Tratto da: Enchiridion indulgentiarum, Poliglotte Vaticane 1950

 

Fonte: www.sodalitium.it

14 Commenti a "[INDULGENZE PER I DEFUNTI] Normativa generale e per il mese di Novembre"

  1. #Fux   7 novembre 2014 at 10:50 am

    Perdonate la mia ignoranza ma ci sono preghiere specifiche riguardo a: Esaltazione della Fede;Estirpazione delle eresie;Conversione dei peccatori;Pace tra i principi cristiani? Se si quali?
    Grazie.

    Rispondi
  2. #PAOLO   7 novembre 2014 at 9:19 pm

    MILLE GRAZIE RADIO SPADA! Da anni sperimento le particolari grazie della anime purganti la cui dottrina non risale al (benemerito) Concilio di Trento, ma alle origini apostoliche e patristiche. Prevengo l’obiezione dei vari “fregati dalla scuola”: “ma di Purgatorio non si parla nella Bibbia”.
    Caro “fregato dalla scuola”, se la parola Purgatorio è venuta dopo, tuttavia la dottrina già è implicita nel Vecchio Testamento (vd. i Maccabei), e nel Nuovo (lettera di Pietro, alcuni passi evangelici). Molti Padri dei primi secoli pregavano per defunti.

    CARI FRATELLI, SVUOTIAMO IL PURGATORIO, LA CHIESA PURGANTE POTRA’ AIUTARE LA CHIESA MILITANTE….difendiamo e diffondiamo questa devozione dimenticata dalla neo-chiesa post cv2°. Nessun vero santo ha mai trascurato questa devozione, perché dovremmo farlo noi. Solo perché siamo “moderni”, e, di fatto, protestantizzati.

    Rispondi
    • #Nicòla   2 novembre 2015 at 10:46 pm

      Cosa ne pensate, di questa Coroncina del Venerdì?
      Trovata sul Web. Grazie.
      Coroncina per le anime purganti
      Ti adoro, o Croce + Santa
      Coroncina alla Santa Croce, in suffragio alle Anime Purganti. Si
      tratta di una pia pratica, benedetta e raccomandata dai Pontefici
      Adriano VI e Gregorio XIII. E’ ritenuta sentenza pia e probabile, una
      tradizione, secondo la quale, il recitarla davanti ad un Crocifisso o
      ad una Croce, in giorno di venerdì, liberi cinque anime dal
      Purgatorio, tranne il venerdì Santo, giorno in cui ne libererebbe 33.
      Ci si serva di una normale Corona del Rosario.
      DEUS in auditorium meum intende
      r) Domine, ad adiuvandum me festina
      Gloria Patri
      Requiem
      [sul grano grande]Pater Noster
      sui grani delle Ave Maria, [facendoli scorrere come per le Ave
      Maria], si recita 10 volte [quindi una volta per ogni grano] la seguente giaculatoria:
      Ti Adoro, o Croce Santa, che fosti ornata dal Corpo Sacratissimo del
      mio Signore, coperta e tinta dal suo Preziosissimo Sangue. Ti adoro,
      o mio DIO, posto in Croce per me. Ti adoro, o Croce santa, per amore
      di Colui che è il mio Signore. Amen. Alla fine della decina
      Requiem
      Gloria Patri
      Si ripeta cinque volte, completando così il giro della Corona e si
      concluda con cinque Ave Maria.

      Rispondi
      • #Nicòla   8 novembre 2015 at 9:28 am

        Nessuno ha nulla da dire?!?

        Rispondi
  3. #Matteo   2 novembre 2015 at 11:15 am

    Sarebbe assai utile e coerente pubblicare anche le norme riportate dal manuale delle indulgenze
    pubblicato dalla LEV dopo la riforma (triste) di Paolo VI.

    Ritengo infatti che siccome non tutti i lettori sono seguaci del sedeprivazionismo. inteso come tale dall’Istituto Mater Boni Consilii o da altre correnti sedevacantiste sempliciter, è importante e corretto rendere note anche le norme attualmente in essere nella chiesa post-conciliare.

    Ritenere infatti invalida la riforma delle indulgenze operata da Paolo VI è abbastanza insostenibile se non si è sedevacantisti e/o sedeprivazionisti, ciò vale anche per i seguaci della San Pio X, che non capisco cosa possano opporre in termini dottrinali alla riforma suddetta, operata da Paolo VI che per loro è sempre stato papa validamente e lecitamente regnante e né può essere opposta alcuna ragione di “emergenzialità” o “straordinarietà” contro la riforma delle indulgenze voluta dal Montini.

    Visto quindi che Radiospada per sua stessa dichiarazione ….non è espressione di un solo punto di vista, ma è gestito da più persone – più voci che vogliono rappresentare sensibilità ecclesiali diverse, sempre nell’alveo della bimillenaria Tradizione della Chiesa, e non essendo Radiospada il bollettino del Mater Bonii Consilii, è cosa a mio avviso doverosa pubblicare anche le norme attualmente valide e da seguirsi per tantissimi altri cattolici che non si riconoscono nel sedevacantismo.

    Non è affatto vero infatti che le indulgenze per i defunti siano sparite nel postconcilio, anzi alcune, sia plenarie che parziali, sono persino più semplici da ottenersi rispetto al pre-concilio, è invece vero che nessuno ne parla mai e questo non è certo un bene a prescindere dalla sensibilità o dalla posizione di ognuno.

    L’ultima parola tanto spetta sempre a Dio, ma l’onestà intellettuale è un dovere nostro.

    Rispondi
    • #Nicòla   2 novembre 2015 at 11:30 am

      ciò vale anche per i seguaci della San Pio X, che non capisco cosa possano opporre in termini dottrinali alla riforma suddetta.
      Infatti, purtroppo, sui testi della FSSPX, si trovano i testi delle indulgenze montiniane, cominciando con l’abolizione della determinazione temporale. Ovvero o plenarie, o parziali, non meglio definite. In generale, Montini, largo di mancia con tutti, in materia di indulgenze ha stretto i cordoni. Via la Porziuncola, ristretta ad un’anima sola, via la plenaria per la preghiera “Eccomi o mio amato buon Gesù” salvo che per i venerdì di quaresima.. Etc.

      Rispondi
    • #Nicòla   2 novembre 2015 at 3:48 pm

      cosa a mio avviso doverosa pubblicare anche le norme attualmente valide e *da seguirsi* per tantissimi altri cattolici che non si riconoscono nel sedevacantismo.
      Perché, *da seguirsi*? Se un cattolico, né sedevacantista, né sedeprivazionista (io non sono né l’uno, né l’altro), invece di un Pater, Ave e Gloria, ne recita sei, fa qualche cosa di male? Anzi, proprio perché è convinto che uno basti, non lucrerà forse dei meriti in più?

      Rispondi
      • #Matteo   3 novembre 2015 at 6:24 pm

        Non è questione di quantità, ma di modalità. Alcune indulgenze sono state abolite da Paolo VI, quindi come Lei stesso ha ravvisato se ritiene che tale abolizione sia stata effettuata in modo valido e legittimo, deve anche sapere che l’opera connessa non consente più di lucrare l’indulgenza. Se Lei ritiene che la riforma delle indulgenze di Paolo VI è valida non può pretendere di lucrare indulgenze dallo stesso abolite. Così come non può ritenere valido il computo temporale che vigeva prima della riforma suddetta. Come vede non è questione indifferente.

        Rispondi
  4. #Nicòla   2 novembre 2015 at 11:24 am

    Indulgenze per i defunti IV – Il 2 novembre e la Domenica successiva (dunque nell’Ottava) Indulgenza Plenaria per la visita di una chiesa o oratorio pubblico recitando 6 Pater-Ave-Gloria. Ogni volta. (*Toties quoties*).
    Questa mi giunge nuova. Ma le indulgenze T.Q.(TRANNE quella della Porziuncola) Non era state abolite? Badate che sto parlando di provvedimenti di Pio XII.

    Rispondi
  5. #guelfonero   2 novembre 2015 at 7:47 pm

    Qui su Radio Spada pubblicizziamo esclusivamente le pratiche liturgiche e devozionali preconciliari (nè roncalliane, nè le riforme pacelliane che erano parte di quel percorso rivoluzionario che poi avrebbe portato alla deminutio fidei che poi ha caratterizzato il postconcilio). Lo facciamo perchè una parte di noi pensa che quelle riforme siano nulle (roncalliane) o comunque da sospendersi sino al ritorno dell’autorità (pacelliane-bugniniane) o perchè invece crediamo possano essere stimoli migliori per la fede e per la pratica cristiana di chi ci legge. Ciò vale per il calendario liturgico, la disciplina penitenziale e quella delle indulgenze. Molti altri siti portano la disciplina vigente (o “vigente”): i nostri lettori potranno fare riferimento a quei siti. NON al nostro. Un saluto cordiale.

    Rispondi
    • #Nicòla   3 novembre 2015 at 5:29 pm

      Carissimi amici,
      non discuto del vostro diritto di pubblicare o meno ciò che più vi piace. Solo che, le righe di Guelfo Nero, mi fanno porre degli interrogativi. L’IMBC, giustamente (ripeto:*Giustamente*) rimprovera alla FSSPX l’attitudine a fare il”setaccio”. Ovvero a “setacciare” gli atti ecclesiastici del Vat. II e seguenti. “Questo si accetta”; questo si rifiuta, questo si lascia più o meno liberi. Però, le righe di Guelfo Nero, mi confermano quanto già lessi e scrissi a commento del testo su Riti Cinesi. Cioè che, la stessa usanza, è presente anche nelI’iMBC (e nell’ambiente che lo frequenta), verso gli atti ecclesiastici successivi alla morte di San Pio X. Ora, se ciò è pacifico che sia un comportamento legittimo verso gli atti di governo; può essere comprensibile/giustificabile verso quelli di materia liturgica o di calendario, diventa, per quel meno di zero che conta il mio parere, un vero rebus circa le indulgenze. Se mai esiste una materia, in cui il Potere delle Chiavi si esplica in pieno, ciò è la disciplina delle indulgenze. Pertanto, o sono io ad essere male informato (possibile, non sono un teologo e neppure un laureato) o rifiutare la disciplina relativa, approvata da un Papa o, (peggio ancora) mettersi a “setacciare” in tale campo, è un modo implicito per non riconoscerlo Papa.

      Rispondi
    • #Matteo   3 novembre 2015 at 6:15 pm

      Ringrazio per la risposta ufficiale di cui prendo atto, ma riscontro anche una forma di chiusura che non fa onore. Cito: “una parte di noi pensa…..” Quindi “l’altra parte” non ha diritto di essere rappresentata?

      Pubblicare entrambe le normative, magari spiegando le posizioni dell’una e dell’altra parte a mio modesto avviso sarebbe assai più profiquo e produttivo oltre che rispettoso di “tutte le parti”.

      Poi ogni lettore liberamente valuterà quello che deve valutare in coscienza.

      Continuo a verificare che purtroppo la posizione di radiospada riguardo molte questioni resta settaria
      ed orientata all’intransigenza. Non stò invocando irenismi o compromessi, ma solo serio ed onesto
      confronto tra vedute differenti, ovvero tra realtà e sensibilità ecclesiali diverse (lo avete scritto voi).

      Alcune posizioni purtroppo continuano ad avere un primato censorio sulle altre e la cosa non è affatto lungimirante né coerente con quanto avete voi stessi proposto ai lettori.

      Grazie comunque del chiarimento.

      Rispondi
  6. Pingback: Anonimo

  7. #Francesco Ricossa   4 novembre 2016 at 2:06 pm

    Risposta a Nicòla: è sicuro che Pio XII abbia abolito le indulgenze dette “toties quoties” ? A me non risulta. E se è così cade la polemica contro l’Istituto Mater Boni Consilii da lei propugnata. Io leggo che dette indulgenze sarebbero state soppresse da Paolo VI con Indulgentiarum doctrina, norme n. 6 e 19, consultabile qui: http://w2.vatican.va/content/paul-vi/it/apost_constitutions/documents/hf_p-vi_apc_01011967_indulgentiarum-doctrina.html Se Paolo VI le “abolisce” nel 1967, mi pare ampiamente improbabile che siano state abolite da Pio XII. Se sbaglio correggetemi.

    Rispondi

Rispondi