[OMOFOLLIE] La Diocesi di Albano censura i lefebvriani, ma ospita il Forum “Gay per il Regno”

occhio-arcobaleno

La notizia, non recentissima, torna di vibrante attualità dopo le recenti dichiarazioni dell’AD di Apple (qui, per chi se le fosse perse) e gli exploitdel Vescovo di Albano Laziale. Le dichiarazioni dei sedicenti “credenti” (sulla cui buona fede non ci è dato di esprimere un giudizio, ma che di sicuro hanno in testa e nel cuore una gran confusione) si commentano purtroppo da sé. [RS]

Che ci sia stato il primo Forum Italiano dei cristiani omosessuali (dal 26 al 28 marzo scorsi ad Albano Laziale) è già una notizia. Che questo evento sia stato ospitato in una struttura religiosa, la casa dei padri Somaschi, è certamente un’altra, positiva, notizia. Ma la notizia vera è la forte partecipazione, più di 100 persone provenienti dai molti gruppi presenti sul territorio nazionale, di tante e tanti gay credenti, a testimonianza che “il tempo del silenzio è finito” e che il movimento ha ormai superato definitivamente la fase “catacombale”, come dimostrano i recenti contatti avvenuti con le diocesi di Torino e Cremona. […]

Ospite della mattinata anche Marco Politi, oggi vaticanista del Fatto quotidiano. Il suo intervento non poteva che prendere avvio dai temi più immediatamente “politici”. Il giornalista ha infatti accennato ai continui interventi della gerarchia nella sfera politica, che – ha detto – non incidono in maniera significativa, perché “convincono solo chi è già convinto”, e di conseguenza non spostano una apprezzabile quantità di voti. Ormai, ha rilevato il vaticanista, c’è “una soggettività di massa in campo etico e religioso”, e l’opinione pubblica cattolica è impermeabile ai continui interventi dei propri vertici. Del resto, ha commentato Politi, la Chiesa cambia e si evolve, nonostante tutto. Lo prova “anche il fatto stesso che il convegno dei gruppi gay credenti si sia potuto svolgere proprio all’interno di un prestigioso istituto religioso, di preti per giunta, come quello dei padri somaschi. In un territorio, quello di Albano, che è sempre stato uno dei ‘feudi’ del card. Camillo Ruini. Solo 10 anni fa un evento del genere sarebbe stato impensabile”. Anche la montante violenza xenofoba ed omofoba, ha rilevato Politi, si spiega in questa chiave: “Quella dei gay (analogamente a quella dei migranti o di altre minoranze) non è più una presenza ghettizzata. È ormai diffusa e integrata nel nostro tessuto sociale. Ed è proprio di fronte a questo nuovo ed ineluttabile scenario che si scatena la xenofobia di gruppi minoritari”. […]

Per tutti, un modo per rivendicare la propria identità individuale e di gruppo ma, soprattutto, la propria volontà di sentirsi pienamente credenti anche e proprio in virtù del fatto di essere gay. Una condizione che non limita, ma che può anzi accrescere la ricchezza di un percorso di fede.

Ed entusiastici sono stati i commenti dei partecipanti alla fine del Forum – che diventerà un appuntamento annuale – pubblicati sul sito gionata.org. “Solo recentemente, a 40 anni – ha scritto Giorgio di Udine -, ho preso pienamente coscienza di quanto fosse pesante questa ‘consegna del silenzio’ che ho accettato e fatta mia e che diventa come una gabbia, una prigione: accettare di vivere nascondendo quel che sono, i miei desideri più veri, facendo finta di essere altro. Accettare il copione di una vita sociale ufficiale, in regola, ‘a posto’, costringendomi a vivere sdoppiato. Il forum è stato per me un’occasione molto importante per aprire un varco in questa gabbia e per respirare aria nuova”. E capire che l’omosessualità non è “un problema con cui convivere o da risolvere, ma un talento, una marcia diversa che ci è chiesto di mettere al servizio del Regno”. Oggi, ha chiosato Dario del gruppo Nuova Proposta di Roma, “ringrazio Dio di avermi fatto gay!”, mentre “solo pochi anni fa non l’avrei mai pensato e soprattutto non avrei mai avuto il coraggio di dirlo o di scriverlo”. In questi anni, ha scritto invece Federica del gruppo Ressa (spiritualità glbtq di Trento), “ho capito che partecipare è il primo segno per ‘esistere’ e non solo sopravvivere. Trovare uno spazio di confronto e di aperta testimonianza, di conciliazione tra fede e amore diverso. Io voglio un mondo che mi assomigli e che non mi chieda per forza di adeguarmi a modelli rigidi e stantii, di famiglia, di procreazione, di coppia, di amore perché nessuno ha il diritto di dirmi chi sono e tanto meno quale deve essere la strada obbligatoria per la mia piena realizzazione come persona”.

 

Fonte (orig. Adista)

 

8 Commenti a "[OMOFOLLIE] La Diocesi di Albano censura i lefebvriani, ma ospita il Forum “Gay per il Regno”"

  1. #Fransi   3 novembre 2014 at 3:38 pm

    a bhe, se non era Adista la fonte mi meravigliavo.

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  2. #massimo trevia   3 novembre 2014 at 7:38 pm

    oh,ma che carini…..

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  3. #massimo trevia   3 novembre 2014 at 7:49 pm

    sulla musica di “giù dai colli” (don bosco).”san paolo ritorna,fustigali ancor…. noi siamo frementi di nausea per lor”!

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  4. #gabrielemarketing   3 novembre 2014 at 9:43 pm

    nakam adonai

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  5. #Anna   10 novembre 2014 at 10:44 am

    Se per Gay cristiani si intende persone con problemi di omosessualismo, che hanno deciso di vivere in castità per amor di Dio, non c’è nulla da obbiettare, bisogna valutare se dunque rispettano il sesto comandamento, oppure credono sia un diritto violarlo. Il problema non sta nel come si nasce o si diventa per motivi sconosciuti, l’importante è che la volontà sia quella di servire Dio nonostante tutto. Si9amo tutti peccatori, ma tutti abbiamo il dovere di farci santi con la grazia di Dio, pertanto la nostra volontà deve essere al suo servizio. La Chiesa non ha mai allontanato nessuno che voglia amare e servire Dio seguendo i suoi comandamenti, sono i nostri atti a essere sotto giudizio non le nostre malattie, fisiche o psichiche.

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    • #Burt   11 novembre 2014 at 11:05 pm

      Gentile Anna, purtroppo questo non è il loro caso. Si tratta invece di omosessuali che pretendo dalla Chiesa il riconoscimento dei loro errori.

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  6. #cattolico   23 novembre 2014 at 5:46 pm

    Altro caso emblematico è quello del vescovo di Arezzo, acerrimo nemico del VOM e che ora si ritrova con quel prete indagato per la morte di una parrocchiana (mi sembra di complicità in omicidio, ma non sono sicuro) ; la polizia ha scoperto sul suo computer foto di suore nude, e il prete ha detto che sono sue amiche, che glie le hanno mandate loro. Capite ? questi vescovi sono contro la tradizione, contro la messa antica e si ritrovano con queste schifezze: alla larga dalla Chiesa postconcilare ! puzza di zolfo lontano un miglio, intendo i suoi esponenti modernisti, ovviamente: che schifo !!!

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