Pastorale & rossetto. La “vescovessa” che piace al clero austriaco

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Dal blog di Marco Tosatti riprendiamo una vicenda che sarebbe comica se non facesse piangere. [RS]

 

Una donna prete (e vescovo) che è stata scomunicata undici anni fa in Austria partecipa regolarmente – una volta ogni quindici giorni – a cerimonie liturgiche presso i Benedettini. Questo accade in Austria, e il vescovo del luogo, a quanto pare, non ha niente da dire al proposito. La notizia viene dal Daily Telegraph. Un cronista è andato a parlare con Christine Mayr-Lumetzberger, e gli sono state mostrate fotografie in cui la si vede mentre presiede a cerimonie liturgiche nelle chiese cattoliche dell’Austria, fianco a fianco on un prete cattolico durante una processione per un funerale e all’altare del monastero di Kremsmunster.   

Nel 2002 Mayr-Lumetzberger e sei altre cattoliche decisero di farsi ordinare: “Avevo sentito la chiamata di Dio al sacerdozio sin da quando ero bambina – ha detto al Telegraph – e volevo diventare prete prima di morire. Sarebbe stato impossibile se avessi aspettato che i preti maschi decidessero”.  

Furono scomunicate, ma in seguito si portò la sfida a un nuovo livello, e Mayr si fece ordinare vescovo da “più di un vescovo che si trova in buoni rapporti con Roma. E’ stata la loro idea, non la mia”. Non fa il nome dei vescovi implicati, nel timore che possano subire sanzioni da Roma [i veterocattolici di Utrecht? ndr].  

La donna sostiene che “la maggior parte dei preti cattolici in Austria sono molto gentili, mi chiamano signora vescovo”. E mostra numerose fotografie di se stessa, in vesti liturgiche vescovili, mentre celebra battesimi, matrimoni e funerali in chiese cattoliche in tutta l’Austria.  

Negli ultimi dieci anni l’ha fatto ogni due settimane, all’altare del più antico convento benedettino dell’Austria. Kresmunster. E a quanto sembra i vescovi non hanno preso nessuna misura.  

Adesso si attende che il Prefetto della Congregazione per i Religiosi, il brasiliano Braz De Aviz, così fermo e severo con i Francescani dell’Immacolata per ragioni ancora tenute rigorosamente segrete, manifesti la sua presenza.  

 

Fonte

 

9 Commenti a "Pastorale & rossetto. La “vescovessa” che piace al clero austriaco"

  1. #giammarco de vincentis   5 novembre 2014 at 6:43 pm

    Io non sono assolutamente contrario che una donna possa diventare sacerdote, al di la di questo caso, che non conosco.Ritengo che una donna possa dare più conforto che un uomo e non sia mesi per ogni mansione da svolgere.

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  2. #tradizionalista ligure   5 novembre 2014 at 7:03 pm

    Ma che storia è? bisognerebbe punire anche chi ha ordinato quelle donne, non sono “vescove” sono un niente

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  3. #Don Rocco Aloisi   6 novembre 2014 at 12:25 am

    Vero:))

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  4. #massimo trevia   6 novembre 2014 at 2:00 pm

    signor gianmarco,il primo compito di un sacerdote non è dare conforto,ma amministrare i sacramenti…che ovviamente daranno conforto!

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  5. #Francesco   7 novembre 2014 at 8:03 pm

    Dunque, se ho ben capito in Austria (ma non solo) la chiesa sta scivolando verso il protestantesimo, dopo vari secoli l’arcivescovo Granmer di Canterbury ancora insegna, su come si diventa protestanti.

    Si sta distruggendo la fede cattolica per una pseudo fede “cristiana”, bisognerà iniziare a pregare “Signore salvaci, stiamo per affondare”.

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  6. #Anna   8 novembre 2014 at 12:06 pm

    Beh! la vescovessa potrebbe cambiare sesso, tanto oggi va di moda e la cosa è benedetta dai nostri pastori che al sinodo hanno trovato elementi di santità anche nei comportamenti omosessuali.
    Al circo equestre tutto si può fare.

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  7. #enrico   8 novembre 2014 at 9:55 pm

    Ma ci rendiamo conto a che punto siamo arrivati? Già la dannazione del protestantesimo è una grande piaga inflitta al vero cristianesimo, quello che vive di Cristo e per Cristo, non limitandosi a parlarne, o travestendolo e plasmandolo a proprio piacimento, quando già Pietro diceva: “Nessuna scrittura va soggetta a privata spiegazione, poiché non fu mai recata profezia da uomo, ma dallo Spirito”.
    Poi la Chiesa Cattolica austriaca (e non solo) confonde la sua dottrina con i protestanteschi modi operandi, offendendo la bimillenaria tradizione apostolica, a sua volta fondata sula divina rivelazione e non sulle idee di pochi esaltati, maschilisti e metamoralisti. Infine, si viene addirittura a contestare al cattolicesimo il suo sacrosanto netto rifiuto all’ordinazione di donne, in virtù di un non meglio definibile “modernismo relativisticamente cristiano”, il quale assimila la religione al locus della pazzia neurobiologica o della follia edonistica: tutto si può fare, perché questo no, perché così, tanto la vita è una sola!

    Francesco, hai detto bene: preghiamo, preghiamo, preghiamo, perché questo è l’ultimo periodo della storia, tra poco Satana perderà il suo potere e quindi ora deve rubare quante più anime possibili!

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  8. #bbruno   12 novembre 2014 at 11:07 am

    tra una signora vescovo e uno Jorge detto papa, che differenza fa???

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  9. #Mardunolbo   12 novembre 2014 at 12:51 pm

    La signora vescovo stuzzica la libido di molti…Chissà che non finisca scritturata per qualche provino erotico alla “playboy”….
    Dirà che anche questo si sentiva dentro fin da piccola…
    E’ l’unica cosa che si possa dire di fronte a queste farneticazioni totali di una pseudo-chiesa cattolica !
    In Austria, poi ! Dove il cattolicesimo un tempo era la religione…poi arrivò un certo cantante con i baffi , trasformato in femminile,applaudito dalla maggior parte degli austriaci !
    E così si scoprì che ora il cattolicesimo austriaco è questo che si vede sui giornali ! Il “cattolicesimo” bergogliesco

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