Il ritorno di San pietro (decima e ultima puntata: tutta colpa di Freud!)

Completiamo la pubblicazione in 10 puntate di un racconto di taglio apologetico-umoristico dal titolo “Il ritorno di San Pietro” che dobbiamo alla penna di Vic della redazione di Radio Spada”. Il lettore coglierà nei toni ora lievi, ora pensosi della narrazione tutta intera la tragedia che vive in quest’epoca il cattolicesimo romano, traendone spunti di riflessione o di approfondimento. Qui la prima puntata, qui la seconda,  qui la terza , qui la quarta qui la quinta,  qui la sesta,  qui la settima,  qui l’ottava e qui la nona.

“Avanti!” disse Francesco con un filo di voce.
Ad aprire la porta fu un uomo alto vestito completamente di nero,con occhialetti tondi di metallo e la bocca sottile. ” I miei rispetti,Sua Santità” disse l’uomo con una voce untuosa che dette sui nervi a Francesco. Tuttavia,non gli chiese chi fosse: erano successe tante cose strane nella sua vita negli ultimi tempi che non riusciva più a raccapezzarsi. Quindi si limitò a fissarlo in silenzio con uno sguardo allucinato.
L’uomo si accomodò con naturalezza nella poltrona vuota davanti alla scrivania di Francesco accavallando le gambe.
” Lei non è stato bene in questi ultimi tempi…” Francesco continuò a fissarlo senza parlare. ” Le si legge sul viso che è stanco…provato…tormentato da troppi pensieri. E’ per questo che sono venuto. La mia specialità è proprio aiutare le persone come lei. Solo che Lei deve darmi piena fiducia capisce?”
Francesco si accorse che lo sconosciuto aveva occhi neri e magnetici che in quel momento puntava con insistenza i suoi.  A fatica iniziò a riscuotersi dal suo torpore e chiese: ” Ma lei chi è?”
L’uomo appoggiò le mani sulla scrivania spingendo il busto in avanti e senza staccare i suoi occhi da quelli di Francesco. ” Io sono uno psicologo – disse- anzi,non per vantarmi,sono uno degli psicologi più famosi del mondo. Alcuni dei suoi cardinali, preoccupati per la sua salute mi hanno mandato da Lei…
Io sono di  purissima formazione Freudiana. Non ho altri maestri che Freud. Per questo sono l’uomo giusto per aiutarla. Mi parli di quello che le sta succedendo,non abbia paura!” E quasi come se una forza esterna lo costringesse Francesco iniziò a raccontare. Parlò molto a lungo, e stranamente mentre raccontava gli sembrava che tutto divenisse irreale, come se stesse raccontando un sogno,semplicemente un sogno. Lo psicologo gli poneva ogni tanto qualche domanda,sorridendo benevolmente, e Francesco cominciò a pensare che la sua voce non gli era più così antipatica, ma anzi,che quell’uomo fosse in generale molto intelligente e simpatico.
Quando ebbe finito di raccontare,l’uomo si alzò e camminò un po’ in silenzio per la stanza. Poi disse: ” E’ chiaro,lei ha fatto per molte notti di seguito dei sogni cosi vividi da sembrarle reali e durante il giorno ha agito come se fosse staccato da sè stesso…ma si,una specie di schizofrenia! Io ritengo che sia tutto molto chiaro: Lei soffre di un profondo senso di colpa dovuto alla sensazione di essere inadeguato alla carica che ricopre, dovuta probabilmente alla lettura di qualche libro che contiene dottrine ormai superate.. Lei deve liberarsi dai suoi sensi di colpa.
In primo luogo potrebbe liberarsi di tutti gli oggetti e i libri che le provocano tali dubbi. Per esempio- disse- prendendo un libro da un tavolino- questo libro qui…Il catechismo di San Pio X! Ma le pare! Un libro che ignora completamente il subconscio,il Super Io,i complessi…che osa applicare le categorie riduttive di Male e Bene a una realtà cosi complessa come l’Io! Ma Le pare! “
Francesco pensò che effettivamente quell’uomo aveva ragione. Che lui effettivamente si era lasciato sopraffare dal suo- comesichiamava?- ah,inconscio. Doveva recuperare la sua lucidità.
” Grazie dottore, in effetti ha ragione. Dovrò ringraziare i miei cardinali per la splendida idea che hanno avuto.  Mi sento molto meglio …”
” Non ringrazi me, ringrazi Freud” disse il dottore con molta serietà.

San Paolo,seduto sulla cima di una nuvola a forma di montagna, guardava le stelle. Da vicino sono molto più belle di come sembrano a guardarle dalla Terra, sono fuoco liquido.
Al suo fianco sedeva San Pietro, con la testa fra le mani.
“Ma ti rendi conto, Paolo, di come quello psicologo ha rovinato in pochi minuti il tuo lavoro….”
“Pietro, noi non possiamo farci nulla. Ogni uomo è libero di credere a ciò che vuole… salvo poi essere giudicato in base a ciò in cui avrà creduto. “
“Ma tanto alla fine vinceremo, vero,  Paolo? Noi e quelli che credono in Lui?”
“Certo Pietro,  e aggiungerò,  pur rischiando di peccare d’orgoglio: come al solito.”

***Fine***

Un grazie a tutti coloro che hanno seguito le puntate di questo racconto, a tutti quelli che pensano, come me, che si deve ridere per non piangere.

3 Commenti a "Il ritorno di San pietro (decima e ultima puntata: tutta colpa di Freud!)"

  1. #Francesco   11 novembre 2014 at 9:00 am

    Grazie Vic, per questo interessante racconto, il quale rispecchia la realtà in cui la Chiesa si trova, condivido che a questo punto non ci rimane che ridere, diversamente dalle lacrime che escono da chi ama la Chiesa, la sua Tradizione e la sua Sacra Liturgia
    Grazie Vic.

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  2. #Castigamatti   11 novembre 2014 at 10:38 am

    Il “come al solito” finale è un tocco da maestro!

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  3. #Mardunolbo   12 novembre 2014 at 11:58 am

    Avrei preferito il finale alla western in cui il buono elimina a pistolettate i cattivi, ma capisco che un po’ più di aderenza alla realtà ecclesiale odierna, è più giusta !
    Grazie dei racconti !

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